martedì 11 marzo 2008

Scripta volant: per non spezzar le ali alle parole

Neanche un mese.
Neppure 30 giorni è durato il primo titolo del blog.
"Scripta volant: per non spezzar le ali alle parole". Mi piaceva e mi piace ma la rete è piena di scripta volant: anche nelle url ecc. Piena. Quando mi accorsi, subito volevo cambiare, ma del resto era un motivo stupido, come quello che mi ha fatto posticipare la nascita del mio blog: "ormai tantissimi hanno il blog".
Motivo stupido quanto ridicolo figlio di una necessità d'originalità post-adolescenziale che non vedeva che... "tantissimi NON hanno il blog".
Ormai tra 6 miliardi, essere unici è un utopia, anche se forse romanticamente alla fine siamo tutti unici.. Mah. "Se tutti sono speciali, allora non lo è nessuno" diceva il piccolo Flash degli Incredibili, e troppo spesso mi trovo a pensare che non ha tutti i torti, che questo benedetto relativismo che ci fa sentire tanto consapevoli alla fine non fa altro che appiattire talenti e grandezze.
"Gandhi ad esempio non era un buon uomo di famiglia" mi ricordava la mia amica psicologa che chissà magari ogni tanto passa di qui a leggermi.
Di buoni uomini di famiglia ce non sono tantissimi: anche di grandi uomini nella storia, però meno...
E il mio sproloquio potrebbe non finire mai portandovi dove non avreste mai potuto pensare di giungere all'inizio del post, dopo tanti post di questo blog pertinenti e lineari per quanto ho potuto, con un titolo corretto, frasi brevi e periodare rilassato. Del resto...
Effettivamente non poteva che essere questo il post della mia oralità assoluta, del mio perdermi a scrivere come se stessi parlando, perchè "la conversazione dovrebbe sfiorare tutto senza mai soffermarsi su niente", dicono Oscar Wilde e chissà chi l'ha tradotto.
Il fatto è che io converso da solo, botta e risposta, pro e contro, morale oppure no, conclusione oppure bah. E lo faccio da sempre, "chi mi conosce lo sa" inizio mi perdo e chissà poi come mi ritrovo forse per caso e dunque...
Il titolo l'ho cambiato non perchè ce c'erano troppi nella rete, ma perchè...
I miei scritti non volano mica tutti, e anche quelli che si azzardano, magari battono le ali, planano in alcuni brani, ma non dubito che spesso precipitino.
(Oggi mi va proprio di scrivere, chissà a voi di leggermi?)
Poi non volevo ci si sbagliasse, non mi si trovasse, ci si confondesse
("sull'asse la esse si issa: riposa le ossa, e russa", pensatela detta dal Muccinino, che bello...)
Dicevo, meglio url e titolo uguali: sonosoloram, definizione che ho lungamente raccontato nel post URL, che adesso potrebbe chiamarsi "URL e titolo" ma non lo cambio va' che è meglio e poi chissenefrega.
Del resto il titolo è anche importante all'inizio ma poi conta quello che si dice:
io adesso non ho più niente da dire...
...
Ditelo che ci speravate massa di critici anti-logorrea!
"Cazzo, più facile vedere un Muccino non incapace che sentire Ivan dire che non ha più nulla da dire!" E avete festeggiato, ingenuotti, spumanti alzati alla mia facciaccia e invece no, vostre orecchie a me care, disperate! Parlerò sempre un po' più di quanto sopportiate, sibilerò il prurito che non si può grattare e con una classica pacca sulla spalla vi lascerò esausti e senza fiato.
Siete rimasti senza parole?
Io no, e mai sarà così.

Sapete cosa vi dico? Cambio anche l'estetica del blog.
Ma sì, quella da scrittore di versi immortali non va.
E poi il fascino della tecnologia e del pc in particolare io lo subisco: diciamolo dunque.
Bè? State ancora aspettando che io smetta di blaterare?
Così sia.
Per ora...

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Quando la richiesta è di dare senso ad una giornata beh allora non posso esimermi dall'apparire con un breve commentino alla fine di questo prolisso post. Sì, è vero parli tanto...a volte anche da solo, ma non si trova mica tutti i giorni uno che ha sempre qualcosa da dire?
La parola è lo strumento che abbiamo per comunicare e credo sia meglio qualche parola in più(che magari vola via, che entra da un orecchio ed esce dall'altro)che il silenzio, che il non-dialogo, o una telefonata in meno. Tra noi i silenzi sono pochi e le parole tante e ammetto di amare questo nostro equilibrio decisamente sbilanciato.
Chia

Anonimo ha detto...

Oggi mi è capitato di parlare più di te al telefono, ma solo perchè è caduta la linea.
Condivido parte del commento della commentatrice che ha commentato prima che io commentassi, però, ogni tanto, che bello il silenzio.
hURLy

Autore ha detto...

"The sound of silence":
magnifico, concordo...
Ma da me, non l'avrai!
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!!!!!!