Commento ad un articolo di Tommasi su Ubitennis che dice il contrario, creando centinaia di commenti di protesta per la poca professionalità con cui è stata portata avanti una tesi quantomeno difficile se non assurda. Quella per la quale Federer non solo non sarebbe il tennista più forte di tutti i tempi (tesi opinabile ma sensata) ma addirittura non merita di essere considerato nemmeno il più grande della sua (non ben definita) epoca. Questo è stato il mio commento, e visto che ogni volta che mi trovo a scrivere fatico a non metterci impegno, ho deciso di pubblicarla anche qui.
Prima però dico ciò che credo io: Federer ha battuto quasi tutti record. I record sono l'unica nostra arma per rapportare epoche diverse, esistono per questo. Sulla base dei numeri, grazie inoltre alla completezza tecnica che lo contraddistingue e all'eleganza dei gesti, lo ritengo il più bravo e più forte tennista di sempre, in attesa di vedere i risultati che farà Nadal (di 5 anni più giovane). Eppure sono consapevole che epoche diverse sono rapportabili solo con grande prudenza: basti pensare alla diversa lunghezza delle carriere dei giocatori. Tuttavia, se mi dovessero obbligare a fare un nome, su cosa potrei basarmi se non sui record? Sono d'accordo che la questione sia di dubbio interesse, e di dubbio profitto, e siamo in moltissimi a comprenderlo. Però "non il più grande della sua epoca", è davvero un affermazione tirata per i capelli.
Ecco il mio commento alll'articolo, che ho poi postato per questione di lunghezza sul blog di Scanagatta, in particolare qui.
"Non si possono e non si devono confondere il rispetto per un uomo e per la sua carriera con il rispetto per un articolo e per la sua tesi. Lapalissiana è la stima dovuta al giornalista sportivo Rino Tommasi e alla sua carriera; il suo articolo, tuttavia, è evidentemente mal costruito e la sua tesi portata avanti senza i necessari argomenti a favore.
Vorrei far riflettere che l'insolita mole di commenti è dovuta non ad una tesi poco popolare e poco condivisa, ma contro una tesi INSOSTENIBILE, almeno così com'è stata presentata: una tesi buttata lì, senza definire i contorni dell'epoca accennata e con un solo dato a fondamento, cioè "il numero degli slam vinti da Nadal negli ultimi 5 disputati da entrambi i fenomeni", che già dalla formulazione è chiaramente dettaglio e non fondamento.
Comprendo e condivido il fastidio di un serio professionista davanti al sensazionalismo e alla superficialità dei giornalisti divinizzatori, che ha portato Tommasi a scrivere un pezzo contro: eppure, non è forse altrettanto sensazionalismo intitolare un articolo "Federer: non il più grande", il giorno in cui quest'ultimo ha raggiunto uno dei record più importanti tra le statistiche del tennis?
Voglio anch'io lanciare una provocazione allora, da tennista e scrittore quale sono (di cuore, anche se non ancora di professione): ecco qua un bell'articolo contro.
FEDERER OGGI PIÙ FORTE DI NADAL SULLA TERRA ROSSA
Roger Federer è nel 2009 il più forte giocatore del mondo sulla terra rossa. Infatti, pur avendo Nadal vinto 3 tornei aulla sua amata superficie(Monte Carlo, Barcellona e Roma) e lo svizzero 2 (Madrid, Roland Garros), è indiscutibile che la vittoria del Master 1000 di Madrid contro Rafa in casa sua e del Roland Garros proprio contro quell'avversario che aveva pochi giorni eliminato il maiorchino, spostino l'ago della bilancia a favore di Roger, anche a livello di punti: due Master 1000 e un Master 500 valgono meno di un Master 1000 e uno Slam da 2000 punti (2500<3000).
Non è così difficile lanciare tesi capziose e generare una protesta.
Almeno in queste quattro righe ci sono dei dati a favore di una tesi che inoltre ha un arco di tempo ben definito.
Insomma: sarà stato il poco tempo, sarà stato il fastidio per manovre giornalistiche particolarmente odiose, ma l'articolo di Tommasi così com'è non è semplicemente poco riuscito, ma manca davvero dei requisiti fondamentali necessari per far parte di una testata specialistica seria, importante e in ascesa come Ubitennis è.
Insomma, un articolo fuori luogo, nello spazio e nel tempo, con buona pace della stima intoccabile per l'autorevole firma.
Sperò si rifarà presto.
P.S. Durante la finale, ho tifato Roddick."
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giovedì 9 luglio 2009
domenica 7 giugno 2009
Roger XIV
Oggi è di nuovo re, il re del tennis mondiale.
Oggi tutti coloro che amano i cerchi e le opere ben definite
oggi tutti coloro che cercano nella realtà
conferme alle idee
numeri e nomi che accertino le sensazioni:
tutti noi oggi possiamo gioire, perchè Federer ha ottenuto ciò che gli spettava per diritto naturale.
Un posto nella storia.
Il posto nella storia.
Eguagliato il record di Slam vinti ma a differenza di Sampras, l'altro dai 14 Slam in carriera, con il Roland Garros nel palmares.
Vincitore più di tutti, vincitore dappertutto.
A ricordare a tutti noi giocatorini che non c'è terra o cemento o erba che tenga; se sei il più forte a giocare a tennis, e sei al contempo sostenuto da un fisico allenato e da una mente esperta:
vinci.
"Se ci fosse arrivato Nadal in finale Federer non avrebbe vinto". Non solo probabile, quasi certo direi. Ma con i se non si fa la storia nè alcun progresso dialettico interessante.
Nadal ha perso prematuramente, come Djokovic: è un dato. Possiamo solo chiederci perchè. Una causa possiamo trovarla nel ridondante Master Series di Madrid, nella loro semifinale interminabile che ha tanto provato il maiorchino da fargli perdere, sulla terra di casa sua, la finale proprio contro Federer.
Eppure in questa novella rivoluzione francese, permane una costante: il vincitore del Roland Garros è il numero 2 del ranking. Curioso: da n.1 Federer non è riuscito a vincere, da n.2 sì; e Nadal che da 2 sempre dominò, da 1 ha fallito: una coincidenza, naturalmente, ma è andata così.
Ora siamo tutti più tranquilli: Federer ha il suo posticino in testa al record più importante, quello degli Slam, ed è uno dei due o tre giocatori dell'era open che li ha vinti tutti e 4: rispettivamente, ha raggiunto in una volta Sampras e Agassi.
Rimane da sottolineare come ora tocchi all'altro fenomeno, Rafa, vincere lo U.S. Open rispondendo per le rime allo svizzero con un altro Career Grand Slam ma raggiunto a soli 23 anni.
Prima però, il periodo dell'erba, del tennis che sballa: Wimbledon. Con un Federer più leggero, un Nadal più affamato e un Soderling in gran fiducia; e Murray e Djokovic, e Safin all'addio ai prati, e Gulbis? E qualche sorpresa, speriamo...
Tanti cari saluti alla terra rossa, quest'anno con più affetto che mai.
Oggi tutti coloro che amano i cerchi e le opere ben definite
oggi tutti coloro che cercano nella realtà
conferme alle idee
numeri e nomi che accertino le sensazioni:
tutti noi oggi possiamo gioire, perchè Federer ha ottenuto ciò che gli spettava per diritto naturale.
Un posto nella storia.
Il posto nella storia.
Eguagliato il record di Slam vinti ma a differenza di Sampras, l'altro dai 14 Slam in carriera, con il Roland Garros nel palmares.
Vincitore più di tutti, vincitore dappertutto.
A ricordare a tutti noi giocatorini che non c'è terra o cemento o erba che tenga; se sei il più forte a giocare a tennis, e sei al contempo sostenuto da un fisico allenato e da una mente esperta:
vinci.
"Se ci fosse arrivato Nadal in finale Federer non avrebbe vinto". Non solo probabile, quasi certo direi. Ma con i se non si fa la storia nè alcun progresso dialettico interessante.
Nadal ha perso prematuramente, come Djokovic: è un dato. Possiamo solo chiederci perchè. Una causa possiamo trovarla nel ridondante Master Series di Madrid, nella loro semifinale interminabile che ha tanto provato il maiorchino da fargli perdere, sulla terra di casa sua, la finale proprio contro Federer.
Eppure in questa novella rivoluzione francese, permane una costante: il vincitore del Roland Garros è il numero 2 del ranking. Curioso: da n.1 Federer non è riuscito a vincere, da n.2 sì; e Nadal che da 2 sempre dominò, da 1 ha fallito: una coincidenza, naturalmente, ma è andata così.
Ora siamo tutti più tranquilli: Federer ha il suo posticino in testa al record più importante, quello degli Slam, ed è uno dei due o tre giocatori dell'era open che li ha vinti tutti e 4: rispettivamente, ha raggiunto in una volta Sampras e Agassi.
Rimane da sottolineare come ora tocchi all'altro fenomeno, Rafa, vincere lo U.S. Open rispondendo per le rime allo svizzero con un altro Career Grand Slam ma raggiunto a soli 23 anni.
Prima però, il periodo dell'erba, del tennis che sballa: Wimbledon. Con un Federer più leggero, un Nadal più affamato e un Soderling in gran fiducia; e Murray e Djokovic, e Safin all'addio ai prati, e Gulbis? E qualche sorpresa, speriamo...
Tanti cari saluti alla terra rossa, quest'anno con più affetto che mai.
sabato 7 febbraio 2009
[4di4] Nadal eroe, ma quanto mi piacciono gli antieroi
Come un altro amico mi disse, "le grandi storie di sempre hanno come protagonisti le donne e gli eroi: Nadal è l'eroe del nostro tempo".
Si parla di tennis, è chiaro.
Lui sa che non ha i colpi di altri. Conosce la fatica e la ama, perchè è sua amica, è ciò che più lo rende forte, che lo rende vincitore, che gli regala la gloria. Ama la bellezza, come tutti, si diverte a vedere il tennis sicuramente, e sa di non nessere divertente, spettacolare come altri.
Però attenzione: a differenza di un David Ferrer che raggiunge i Top Ten in carriera per poi tornare nelle seconde linee, questo è numero 1 nell'era di Federer, ancora da tutti considerato il giocatore di tennis più bravo, più capace e completo di tutti i tempi.
Qualcosa di più c'è.
Nadal non è mancino.
È destro.
Molto probabilmente, con la sua mano dominante avrebbe giocato stilisticamente meglio, magari sarebbe diventato un talentuosissimo genietto incompreso. Invece scelse la fatica, e il risultato. Non la bellezza lo guida, nè la creatività: ma la vittoria. Per chi crede alla teoria degli emisferi, non poteva essere mancino, effettivamente. Peraltro è un ragazzo simpatico davvero, guardate questo video Nike in cui si parla del suo passaggio da destro a mancino.
Rafael Nadal - From Right to Left
Si deve sacrificare qualche colpo memorabile per diventare da genio a campione. Come Federer insegna.
Si deve tenere a freno i tentativi di colpi mirabili e memorabili a favore dei colpi normali, perchè nel tennis la quantità vince, ci insegna Nadal: a pari quantità, allora, la qualità può dire la sua (si parla tra giocatori di una stessa macrocategoria).
L'anno che ho capito come si vince, ho vinto. Ho ottenuto diversi risultati, ho vinto il mio primo torneo. Quando ho alzato la coppa, non ho sentito molto però. I giorni dopo, adesso se ci ripenso, sono SODDISFATTO. La soddisfazione però non mi accende il cuore, non mi fa sentire vivo, non mi emoziona: il godimento di una creazione, di un colpo di classe, di un tocco di magia, quello mi riempie! Ovviamente, la magia ha molti costi, e per un colpo fenomenale, se ne perdono 10. Hai voglia a vincere.
Da piccolo mi dissero, forse anche un po' per ridere: gioca per lo spettacolo. Un po' questa cosa mi è rimasta dentro: per questo pur con simpatia e stima fatico a tifare per lui.
Ha scelto la vittoria ad ogni costo, ha scelto la fatica, ha scelto la lotta: io sono per l'arte, per il gioco del tennis e la sua creazione, per disegnare il campo con traiettorie sempre più imprevedibili: amo il colpo di scena, il fronzolo, il dettaglio, lo spettacolo. Non quello fisico, se no guardo le olimpiadi. Se giocare come mi piace mi porta a perdere, pazienza: quando invece vorròe vincere, seguirò un'altra strada. Pur consapevole, ormai cresciuto, che tra l'una e l'altra scelta ci sono infinite gradazioni.
Per concludere: onore al tennis, che troppo spesso nella vita ho vituperato e che invece mi tiene incollato al video 3, 4, 5 ore regalandomi emozioni fortissime; onore a Nadal che ha vinto; una pacca sulla spalla a Federer.
Nella speranza che non entrando più come favorito contro Nadal possa giocare al meglio, come dopo l'interruzione della pioggia a Wimbledon, e a quel punto:
fate il vostro gioco, vinca il... migliore. (?)
Si parla di tennis, è chiaro.
Lui sa che non ha i colpi di altri. Conosce la fatica e la ama, perchè è sua amica, è ciò che più lo rende forte, che lo rende vincitore, che gli regala la gloria. Ama la bellezza, come tutti, si diverte a vedere il tennis sicuramente, e sa di non nessere divertente, spettacolare come altri.
Però attenzione: a differenza di un David Ferrer che raggiunge i Top Ten in carriera per poi tornare nelle seconde linee, questo è numero 1 nell'era di Federer, ancora da tutti considerato il giocatore di tennis più bravo, più capace e completo di tutti i tempi.
Qualcosa di più c'è.
Nadal non è mancino.
È destro.
Molto probabilmente, con la sua mano dominante avrebbe giocato stilisticamente meglio, magari sarebbe diventato un talentuosissimo genietto incompreso. Invece scelse la fatica, e il risultato. Non la bellezza lo guida, nè la creatività: ma la vittoria. Per chi crede alla teoria degli emisferi, non poteva essere mancino, effettivamente. Peraltro è un ragazzo simpatico davvero, guardate questo video Nike in cui si parla del suo passaggio da destro a mancino.
Rafael Nadal - From Right to Left
Si deve sacrificare qualche colpo memorabile per diventare da genio a campione. Come Federer insegna.
Si deve tenere a freno i tentativi di colpi mirabili e memorabili a favore dei colpi normali, perchè nel tennis la quantità vince, ci insegna Nadal: a pari quantità, allora, la qualità può dire la sua (si parla tra giocatori di una stessa macrocategoria).
L'anno che ho capito come si vince, ho vinto. Ho ottenuto diversi risultati, ho vinto il mio primo torneo. Quando ho alzato la coppa, non ho sentito molto però. I giorni dopo, adesso se ci ripenso, sono SODDISFATTO. La soddisfazione però non mi accende il cuore, non mi fa sentire vivo, non mi emoziona: il godimento di una creazione, di un colpo di classe, di un tocco di magia, quello mi riempie! Ovviamente, la magia ha molti costi, e per un colpo fenomenale, se ne perdono 10. Hai voglia a vincere.
Da piccolo mi dissero, forse anche un po' per ridere: gioca per lo spettacolo. Un po' questa cosa mi è rimasta dentro: per questo pur con simpatia e stima fatico a tifare per lui.
Ha scelto la vittoria ad ogni costo, ha scelto la fatica, ha scelto la lotta: io sono per l'arte, per il gioco del tennis e la sua creazione, per disegnare il campo con traiettorie sempre più imprevedibili: amo il colpo di scena, il fronzolo, il dettaglio, lo spettacolo. Non quello fisico, se no guardo le olimpiadi. Se giocare come mi piace mi porta a perdere, pazienza: quando invece vorròe vincere, seguirò un'altra strada. Pur consapevole, ormai cresciuto, che tra l'una e l'altra scelta ci sono infinite gradazioni.
Per concludere: onore al tennis, che troppo spesso nella vita ho vituperato e che invece mi tiene incollato al video 3, 4, 5 ore regalandomi emozioni fortissime; onore a Nadal che ha vinto; una pacca sulla spalla a Federer.
Nella speranza che non entrando più come favorito contro Nadal possa giocare al meglio, come dopo l'interruzione della pioggia a Wimbledon, e a quel punto:
fate il vostro gioco, vinca il... migliore. (?)
[3di4] La finale degli Australian Open 2009
Federer vuole, può e deve vincere.
Tutti lo danno favorito, i bookmakers danno Federer vincitore a 1.30, Nadal a 2.25.
Tutto lo stadio tifa per lui. Infatti gioca contro la storia, contro per vincere il quattordicesimo Slam, e raggiungere il record di Pete. Nadal parte sfavorito: perchè è sul cemento, ma soprattutto perchè un giorno e mezzo prima aveva giocato più di 5 ore. Federer ha un giorno di riposo in più e una partita più comoda sulle spalle.
Nelle interviste appena prima dell’entrata in campo Federer appare rilassato, sicuro di sè.
Troppo sorridente per essere vero.
Nadal con una smorfia ammette di essere un po' affaticato.
Lui è vero: tanto lo sanno tutti che non mollerà comunque una palla.
Primi punti, serve Federer: accenna un attacco a rete poi, INDECISO INSICURO e IMPAURITO, torna indietro, sui suoi passi. Quando lo fa qualche ragazzino al tennis gli tiro una pallata tra i piedi.
Con un po' di scaramanzia, ma con triste realismo, siamo al terzo punto del match e scuoto la testa: è andata, mi dico, anche stavolta.
[La mia professoressa d'italiano una volta disse a mia madre che io partivo dal sette senza aprire libro: grazie alla parlantina, alla dialettica o chissà. Era un’iperbole, utile a spiegarle che se in pagella avevo sette, non significava che qualcosa avevo studiato o che avessi un merito.
Al liceo mi ci sarebbe voluto grandissimo impegno per essere bocciato.
Oppure, problemi psicologici. Quelli mischiano tutto.]
Federer é così in forma che nonostante tutto gioca bene: il rovescio, il colpo tra i suoi due meno efficace solitamente, va benissimo. Col dritto fa male. Il servizio non va come al solito, ma comunque nei suoi turni di servizio fa meno fatica del maiorchino. Peccato che quando si procura le palle break non le sfrutta. Perde occasioni, e a differenza di Wimbledon, non per meriti del suo avversario.
È proprio colpa sua e della sua nadalite.
Pensa di dover lottare contro la storia, contro le pressioni dei record, lo pensiamo tutti: quello di là pure. Secondo me pure Nadal tifa Federer, ne sono troppo sicuro. Lo svizzero però sembra che incredibilmente si sia dimenticato, di nuovo, di chi ha di fronte. Oppure invece lo sa troppo bene, e trema. Nadal vince il primo set, visto che Federer non lo vuole; Roger il secondo, però il terzo sembra non essere di suo gusto e perde un mare di occasioni che gli rimango in testa durante il tie break: Nadal ringrazia e va sopra due set a uno.
[Precisazione: non è che solo Federer fa e disfa, di là l’altro c’è, eccome! La partita, a tratti, è uno spettacolo! Però allo svizzero manca l’istinto del killer, la freddezza nei momenti fondamentali. Nulla toglie che i due stanno nel terzo e quarto set giocano un tennis spaziale, colpi vincenti vengono recuperati e ribattuti con altrettanta violenza. Insomma, OTHER PLANET MODE ON.
Il quarto set è di Federer e io sono lì, aspetto un quinto degno del 9-7 di Wimbledon (ricordo che negli slam al quinto set non è previsto tie break e si continua ad oltranza).
Sul punteggio di due game pari, Federer si fa brekkare facile, così senza lottare, perde il game dopo e via, lisci come l'olio, 6-2.
Partita finita.
Che desolazione, io sono sempre più nel divano. Nadal sembrava giocatore solo da terra rossa. Ah no, poi s'è visto, è anche da erba. Sul cemento ha vinto già l'olimpiade, ma agli Us Open ha faticato e Federer era tornato a vincere.
Con la partita di cinque ore sulle spalle e Federer in forma sembrava impossibile che ce la facesse, soprattutto per noi, tifosi speranzosi e ingenuotti, dimentichi di chi è ora il numero uno, e della ancora viva nadalite di Federer.
Tutti lo danno favorito, i bookmakers danno Federer vincitore a 1.30, Nadal a 2.25.
Tutto lo stadio tifa per lui. Infatti gioca contro la storia, contro per vincere il quattordicesimo Slam, e raggiungere il record di Pete. Nadal parte sfavorito: perchè è sul cemento, ma soprattutto perchè un giorno e mezzo prima aveva giocato più di 5 ore. Federer ha un giorno di riposo in più e una partita più comoda sulle spalle.
Nelle interviste appena prima dell’entrata in campo Federer appare rilassato, sicuro di sè.
Troppo sorridente per essere vero.
Nadal con una smorfia ammette di essere un po' affaticato.
Lui è vero: tanto lo sanno tutti che non mollerà comunque una palla.
Primi punti, serve Federer: accenna un attacco a rete poi, INDECISO INSICURO e IMPAURITO, torna indietro, sui suoi passi. Quando lo fa qualche ragazzino al tennis gli tiro una pallata tra i piedi.
Con un po' di scaramanzia, ma con triste realismo, siamo al terzo punto del match e scuoto la testa: è andata, mi dico, anche stavolta.
[La mia professoressa d'italiano una volta disse a mia madre che io partivo dal sette senza aprire libro: grazie alla parlantina, alla dialettica o chissà. Era un’iperbole, utile a spiegarle che se in pagella avevo sette, non significava che qualcosa avevo studiato o che avessi un merito.
Al liceo mi ci sarebbe voluto grandissimo impegno per essere bocciato.
Oppure, problemi psicologici. Quelli mischiano tutto.]
Federer é così in forma che nonostante tutto gioca bene: il rovescio, il colpo tra i suoi due meno efficace solitamente, va benissimo. Col dritto fa male. Il servizio non va come al solito, ma comunque nei suoi turni di servizio fa meno fatica del maiorchino. Peccato che quando si procura le palle break non le sfrutta. Perde occasioni, e a differenza di Wimbledon, non per meriti del suo avversario.
È proprio colpa sua e della sua nadalite.
Pensa di dover lottare contro la storia, contro le pressioni dei record, lo pensiamo tutti: quello di là pure. Secondo me pure Nadal tifa Federer, ne sono troppo sicuro. Lo svizzero però sembra che incredibilmente si sia dimenticato, di nuovo, di chi ha di fronte. Oppure invece lo sa troppo bene, e trema. Nadal vince il primo set, visto che Federer non lo vuole; Roger il secondo, però il terzo sembra non essere di suo gusto e perde un mare di occasioni che gli rimango in testa durante il tie break: Nadal ringrazia e va sopra due set a uno.
[Precisazione: non è che solo Federer fa e disfa, di là l’altro c’è, eccome! La partita, a tratti, è uno spettacolo! Però allo svizzero manca l’istinto del killer, la freddezza nei momenti fondamentali. Nulla toglie che i due stanno nel terzo e quarto set giocano un tennis spaziale, colpi vincenti vengono recuperati e ribattuti con altrettanta violenza. Insomma, OTHER PLANET MODE ON.
Il quarto set è di Federer e io sono lì, aspetto un quinto degno del 9-7 di Wimbledon (ricordo che negli slam al quinto set non è previsto tie break e si continua ad oltranza).
Sul punteggio di due game pari, Federer si fa brekkare facile, così senza lottare, perde il game dopo e via, lisci come l'olio, 6-2.
Partita finita.
Che desolazione, io sono sempre più nel divano. Nadal sembrava giocatore solo da terra rossa. Ah no, poi s'è visto, è anche da erba. Sul cemento ha vinto già l'olimpiade, ma agli Us Open ha faticato e Federer era tornato a vincere.
Con la partita di cinque ore sulle spalle e Federer in forma sembrava impossibile che ce la facesse, soprattutto per noi, tifosi speranzosi e ingenuotti, dimentichi di chi è ora il numero uno, e della ancora viva nadalite di Federer.
[2di4] Tra genio e bellezza, intanto vince la sostanza.
In tutto ciò, esistono però due variabili incontrollabili, tra loro vicine ma comunque distinte: la bellezza e il genio creativo.
Quanto alla bellezza in ambito sportivo, la si ritrova nel gesto atletico coordinato e spontaneo, sinuoso e senza strappi, fluido ma allo stesso tempo forte e vigoroso, non goffo, FACILE.
Il genio creativo si mostra invece in quei colpi, quelle invenzioni che vanno oltre la bellezza: infatti, pur avendo le caratteristiche sopra elencate, esso si materializza in quelle cose che, parafrasando un mio buon amico, "non solo non riusciresti a fare, ma nemmeno ti passerebbe mai per la mente di provare", riguardo alle quali rimani a bocca aperta a chiederti: "amico, ma questa, da dove l'hai tirata fuori?"
Dallo sport si può partire per analizzare la realtà tutta, in cui la sfida è sempre la stessa: idea contro fatto, qualità contro quantità, colpo di genio contro sostanza, potenziale contro risultato, talento contro fatica, lo scavino su rigore all'europeo di Totti contro i gol di Inzaghi capocannoniere di Champions....
Federer contro Nadal.
Partiamo da quello che ormai nel mondo del tennis è un postulato: Federer è il tennista perfetto.
[Piccola precisazione: la perfezione non va a passeggio con la genialità, ma i confini tra le due Virtù non sono ben definiti. Anche perchè la genialità si manifesta a corrente alternata, mentre la perfezione, la bellezza è decisamente continua.]
In questi anni avrei voluto esser qui a descrivere i fuochi d'artificio nati dal cozzare tra la bellezza di Federer e la genialità di un Safin, di un Gasquet: eppure la loro sregolatezza impedisce loro di competere ai massimi livelli. Federer da genio si è fatto bellezza: questo accade nel rarissimo caso in cui un talento puro ha anche la capacità di far fatica. È così che nasce la bellezza, è così che si fa quadrare il cerchio. Quello che ne esce, sono i campioni memorabili, sono le opere d’arte purissime. Nel farsi bellezza tuttavia, il genio deve accettare il compromesso della quantità e della ripetitività -che istintivamente lo ripugna- e allora è chiaro che nel passaggio non solo si guadagna, ma anche si perde: in follia, in furore, in magia.
Di questo avrei voluto parlare.
Peccato.
Perchè invece i fatti sono che il numero 1 del mondo è un ragazzo che non pare nato con la racchetta in mano. Nadal ha dei gesti tennistici che io non insegnerò neppure al mio peggior nemico. Ha un dritto PESANTE, un rovescio SOLIDO, una volée in giudicabile perchè vicino alla rete forse ci sta solo quando va a pescare in quel della nativa Maiorca, un servizio per nulla speciale. Però ha una testa e un fisico ECCEZIONALE, IMPRESSIONANTE, DISUMANO. Bellezza? Genio? Idee? No, sostanza.
Ora è il numero 1 delle classifiche e vince tantissimo e potrebbe vincere in quantità da record: ma io mi chiedo, non avrebbe avuto altrettanto successo in qualsiasi altro sport? Queste due qualità, importantissime per un tennista, non sono prettamente tennistiche, sono sportive, umane, ma riguardo al Gioco del tennis?
Al Roland Garros è il re, gioca bene il tennis su terra rossa, che favorisce la quantità, appunto: basti pensare che Pete Sampras, attuale detentore del record di Slam vinti, non solo non ha mai vinto a Parigi, ma ogni anno si faceva due buone settimane di vacanza durante lo Slam su terra rossa, uscendo sempre nei primi turni. Stiamo parlando di colui che detiene anche il record di settimane al numero 1 della classifica.
A Wimbledon Nadal ha invece stupito: ha inventato un suo gioco da erba, un nuovo rovescio, utilizzando un servizio tagliato. Sempre lontano dalla tradizione, ha portato qualcosa di nuovo, un tennis spagnolo, dai colpi arrotati, ma sull’erba: non corrisponde ai canoni classici, ma ha vinto la finale.
Sul cemento, almeno per quanto ho visto a Melbourne, gioca male, anzi, non gioca proprio. Partiamo dal presupposto che questa affermazione detta del vincitore del torneo è volutamente esagerata. Eppure in semifinale ha stabilito il record di lunghezza di sempre -5h 14m- del singolare maschile di Melbourne, ed ha passato la partita a parare i tiri di uno sfavillante Verdasco. Se un profano si avvicinasse al tennis dubbioso e guardasse Nadal, troverebbe confermata la sua idea superficiale di tennis come noiosa rincorsa della palla. Ovviamente, a differenza di un pallettaro di quarta categoria, la palla la rimanda di là forte e profonda, ecc: ma il gioco non lo fa, lo subisce; non attacca, si difende; non crea, distrugge. Per i calcio fili si pensi a Brasile-Italia stereotipata, insomma. La finale, più che vincerla, l’ha persa il suo avversario.
Ecco come.
Quanto alla bellezza in ambito sportivo, la si ritrova nel gesto atletico coordinato e spontaneo, sinuoso e senza strappi, fluido ma allo stesso tempo forte e vigoroso, non goffo, FACILE.
Il genio creativo si mostra invece in quei colpi, quelle invenzioni che vanno oltre la bellezza: infatti, pur avendo le caratteristiche sopra elencate, esso si materializza in quelle cose che, parafrasando un mio buon amico, "non solo non riusciresti a fare, ma nemmeno ti passerebbe mai per la mente di provare", riguardo alle quali rimani a bocca aperta a chiederti: "amico, ma questa, da dove l'hai tirata fuori?"
Dallo sport si può partire per analizzare la realtà tutta, in cui la sfida è sempre la stessa: idea contro fatto, qualità contro quantità, colpo di genio contro sostanza, potenziale contro risultato, talento contro fatica, lo scavino su rigore all'europeo di Totti contro i gol di Inzaghi capocannoniere di Champions....
Federer contro Nadal.
Partiamo da quello che ormai nel mondo del tennis è un postulato: Federer è il tennista perfetto.
[Piccola precisazione: la perfezione non va a passeggio con la genialità, ma i confini tra le due Virtù non sono ben definiti. Anche perchè la genialità si manifesta a corrente alternata, mentre la perfezione, la bellezza è decisamente continua.]
In questi anni avrei voluto esser qui a descrivere i fuochi d'artificio nati dal cozzare tra la bellezza di Federer e la genialità di un Safin, di un Gasquet: eppure la loro sregolatezza impedisce loro di competere ai massimi livelli. Federer da genio si è fatto bellezza: questo accade nel rarissimo caso in cui un talento puro ha anche la capacità di far fatica. È così che nasce la bellezza, è così che si fa quadrare il cerchio. Quello che ne esce, sono i campioni memorabili, sono le opere d’arte purissime. Nel farsi bellezza tuttavia, il genio deve accettare il compromesso della quantità e della ripetitività -che istintivamente lo ripugna- e allora è chiaro che nel passaggio non solo si guadagna, ma anche si perde: in follia, in furore, in magia.
Di questo avrei voluto parlare.
Peccato.
Perchè invece i fatti sono che il numero 1 del mondo è un ragazzo che non pare nato con la racchetta in mano. Nadal ha dei gesti tennistici che io non insegnerò neppure al mio peggior nemico. Ha un dritto PESANTE, un rovescio SOLIDO, una volée in giudicabile perchè vicino alla rete forse ci sta solo quando va a pescare in quel della nativa Maiorca, un servizio per nulla speciale. Però ha una testa e un fisico ECCEZIONALE, IMPRESSIONANTE, DISUMANO. Bellezza? Genio? Idee? No, sostanza.
Ora è il numero 1 delle classifiche e vince tantissimo e potrebbe vincere in quantità da record: ma io mi chiedo, non avrebbe avuto altrettanto successo in qualsiasi altro sport? Queste due qualità, importantissime per un tennista, non sono prettamente tennistiche, sono sportive, umane, ma riguardo al Gioco del tennis?
Al Roland Garros è il re, gioca bene il tennis su terra rossa, che favorisce la quantità, appunto: basti pensare che Pete Sampras, attuale detentore del record di Slam vinti, non solo non ha mai vinto a Parigi, ma ogni anno si faceva due buone settimane di vacanza durante lo Slam su terra rossa, uscendo sempre nei primi turni. Stiamo parlando di colui che detiene anche il record di settimane al numero 1 della classifica.
A Wimbledon Nadal ha invece stupito: ha inventato un suo gioco da erba, un nuovo rovescio, utilizzando un servizio tagliato. Sempre lontano dalla tradizione, ha portato qualcosa di nuovo, un tennis spagnolo, dai colpi arrotati, ma sull’erba: non corrisponde ai canoni classici, ma ha vinto la finale.
Sul cemento, almeno per quanto ho visto a Melbourne, gioca male, anzi, non gioca proprio. Partiamo dal presupposto che questa affermazione detta del vincitore del torneo è volutamente esagerata. Eppure in semifinale ha stabilito il record di lunghezza di sempre -5h 14m- del singolare maschile di Melbourne, ed ha passato la partita a parare i tiri di uno sfavillante Verdasco. Se un profano si avvicinasse al tennis dubbioso e guardasse Nadal, troverebbe confermata la sua idea superficiale di tennis come noiosa rincorsa della palla. Ovviamente, a differenza di un pallettaro di quarta categoria, la palla la rimanda di là forte e profonda, ecc: ma il gioco non lo fa, lo subisce; non attacca, si difende; non crea, distrugge. Per i calcio fili si pensi a Brasile-Italia stereotipata, insomma. La finale, più che vincerla, l’ha persa il suo avversario.
Ecco come.
[1di4] Della relatività ristrettissima
Tutto è relativo.
È una bella frase, e per spiegarla il buon Albert prendeva il tempo come esempio. Proprio l'esempio più semplice:
un'ora, quando ti diverti, vola,
ma la stessa ora, se ti stai annoiando, dura, terribilmente, dura.
Tutto è relativo anche nello spazio, tutto dipende dal sistema di riferimento. Così, a prima vista, se siamo sul treno il paesaggio si muove davanti ai nostri occhi, allo stesso modo diciamo che il sole sorga e tramonti mentre siamo noi che sorgiamo e tramontiamo.
Crescendo si cambia: e cambiando noi cambiano le nostre percezioni sulla realtà. Così, quello che appariva enorme da piccoli, rivisto da grandi appare decisamente ridimensionato: e a rivederlo si pensa "Toh!".
Non solo la percezione dello spazio ma anche quella del tempo cambia notevolmente: quanto erano lunghi i film della Disney, quanti accadimenti, quante emozioni! Quando da grandi li si riguarda, con le membra adagiate nelle terme della nostalgia, ci si accorge che durano poco più di un'ora. Eppure sembravano due almeno, al ricordo.
Conseguentemente le percezioni delle giornate, delle settimane e dei mesi sono di conseguenza differenti: così, un mese passa come passava una settimana, e un anno come una stagione.
Questa introduzione perchè?
Per motivare il fatto che è arrivato venerdì, e non ho ancora scritto della finale degli Australian Open di domenica.
NO, NO un momento non andate via!!!!
Troppo tardi?
Volevo solo confortarvi:
la mera cronaca non mi interessa, e questo non sarà uno di quei post informativi sulla punteggistica del tennis che scrivo io e legge...io.
Fidatevi.
Quella che si sta consumando nel tennis negli ultimi anni è una di quelle rivalità che lo rendono unico. Gli sport che mettono di fronte due individui non sono poi così tanti: a parte le varie lotte, che appunto tali sono, più che giochi o sport, ed oltre ai vari derivati tennistici (tennis-tavolo, squash, badminton) non me ne vengono in mente altri. Gli scacchi forse. Ecco. Il tennis è una sfida mentale tra due individui: è una lotta in cui ognuno cerca di mettersi in condizione di sferrare i colpi migliori, ma il tutto, in modo squisitamente umano, senza contatto fisico, mentalmente. La scherma è associabile, ecco un altro esempio.
Come in tutte le lotte e le sfide, gli aspetti che portano alla vittoria e alla sconfitta sono i più diversi: certo la capacità tecnica, ovviamente la capacità fisica, ma più di ogni altra cosa, la forza mentale. Questa vale ovviamente negli scacchi, ma anche quando si calcia un rigore: la capacità tecnica conta, ma se Baggio ne ha sbagliato uno decisivo, si capisce chiaramente quanto questa non basti.
Il sangue freddo, la lucidità, poi la grinta e soprattutto la voglia di vincere.
Che però dev'essere tantissima ma controllata: bisogna raggiungere il livello di tensione ideale che sia massima concentrazione ma non giunga a sfinire i nervi. [Evidentemente lo sport, che sia una sfida contro l'altro, contro il tempo o contro lo spazio, è l'invenzione umana per sfogare l'istinto senza versare del sangue.]
Qui finiscono le premesse, perdonate le ovvietà disseminate.
È una bella frase, e per spiegarla il buon Albert prendeva il tempo come esempio. Proprio l'esempio più semplice:
un'ora, quando ti diverti, vola,
ma la stessa ora, se ti stai annoiando, dura, terribilmente, dura.
Tutto è relativo anche nello spazio, tutto dipende dal sistema di riferimento. Così, a prima vista, se siamo sul treno il paesaggio si muove davanti ai nostri occhi, allo stesso modo diciamo che il sole sorga e tramonti mentre siamo noi che sorgiamo e tramontiamo.
Crescendo si cambia: e cambiando noi cambiano le nostre percezioni sulla realtà. Così, quello che appariva enorme da piccoli, rivisto da grandi appare decisamente ridimensionato: e a rivederlo si pensa "Toh!".
Non solo la percezione dello spazio ma anche quella del tempo cambia notevolmente: quanto erano lunghi i film della Disney, quanti accadimenti, quante emozioni! Quando da grandi li si riguarda, con le membra adagiate nelle terme della nostalgia, ci si accorge che durano poco più di un'ora. Eppure sembravano due almeno, al ricordo.
Conseguentemente le percezioni delle giornate, delle settimane e dei mesi sono di conseguenza differenti: così, un mese passa come passava una settimana, e un anno come una stagione.
Questa introduzione perchè?
Per motivare il fatto che è arrivato venerdì, e non ho ancora scritto della finale degli Australian Open di domenica.
NO, NO un momento non andate via!!!!
Troppo tardi?
Volevo solo confortarvi:
la mera cronaca non mi interessa, e questo non sarà uno di quei post informativi sulla punteggistica del tennis che scrivo io e legge...io.
Fidatevi.
Quella che si sta consumando nel tennis negli ultimi anni è una di quelle rivalità che lo rendono unico. Gli sport che mettono di fronte due individui non sono poi così tanti: a parte le varie lotte, che appunto tali sono, più che giochi o sport, ed oltre ai vari derivati tennistici (tennis-tavolo, squash, badminton) non me ne vengono in mente altri. Gli scacchi forse. Ecco. Il tennis è una sfida mentale tra due individui: è una lotta in cui ognuno cerca di mettersi in condizione di sferrare i colpi migliori, ma il tutto, in modo squisitamente umano, senza contatto fisico, mentalmente. La scherma è associabile, ecco un altro esempio.
Come in tutte le lotte e le sfide, gli aspetti che portano alla vittoria e alla sconfitta sono i più diversi: certo la capacità tecnica, ovviamente la capacità fisica, ma più di ogni altra cosa, la forza mentale. Questa vale ovviamente negli scacchi, ma anche quando si calcia un rigore: la capacità tecnica conta, ma se Baggio ne ha sbagliato uno decisivo, si capisce chiaramente quanto questa non basti.
Il sangue freddo, la lucidità, poi la grinta e soprattutto la voglia di vincere.
Che però dev'essere tantissima ma controllata: bisogna raggiungere il livello di tensione ideale che sia massima concentrazione ma non giunga a sfinire i nervi. [Evidentemente lo sport, che sia una sfida contro l'altro, contro il tempo o contro lo spazio, è l'invenzione umana per sfogare l'istinto senza versare del sangue.]
Qui finiscono le premesse, perdonate le ovvietà disseminate.
giovedì 8 gennaio 2009
ATP World Tour 2009
Di tennis scrivo sempre meno spesso. Vero è che in generale scrivo sempre meno spesso... Comunque, il motivo è semplice: notizie e informazioni si trovano facilmente su intenet per chiunque interessato, e non vedo motivi per aggiornare o informare quando siti più accreditati lo fanno meglio di me (come quello segnalato tra i link utili). Quindi, scrivo di tennis solo in onore di qualche evento, come tributo a qualcuno; ogni tanto poi, mi diletto in qualche vademecum per profani oppure in qualche aggiornamento per appassionati pigri, e questo soprattutto come dovere verso i miei amici tennisti.
In questo mio vecchio post, presi spunto per chiarire la stagione tennistica: in particolare, sul finire dello scritto, misi lo schema delle diverse categorie di tornei tennistici, con indicazione di montepremi e punti. Fin da piccolo volevo far chiarezza nel sistema del tennis, non capivo mai del tutto, e ho appena scoperto perchè: cambiamenti frequenti.
Infatti ora come ora, quell'elenco è già vecchio, poichè quest'anno, all'insegna della semplificazione, ma non solo, la situazione è la seguente:
[Categoria torneo: n. tornei; punti ATP al vincitore]
Grand Slams: 4; 2000.
ATP World Tour Finals: 1; 1100-1500.
ATP World Tour Masters 1000: 9; 1000.
ATP 500: 9; 500.
ATP 250: 43; 250.
ATP Challenger Series: 115; 75-125.
Futures: 420; 17-33.
Affiancando l'elenco del post dell'anno scorso ci accorgiamo innanzi tutto della modifica dei nomi. I Masters Series diventano World Tour Masters 1000, o più semplicemente Master 1000: quelli inferiori semplicemente ATP 500 e 250. Le ultime categorie, cioè i primi gradini per la scalata al tennis internazionale, Challenger e Futures, rimangono invariati. Nei nomi nuovi sono apparsi i numeri, che sono i punti che i tornei in questione concedono al vincitore. Sostanzialmente si tratta di un raddoppio per tutti, con una omogeneizzazione dei punti in palio nei vecchi International Series, sia Gold che semplici.
Adesso il logo del torneo avrà il numerino che lo classifica.
Altre novità:
le partite di Coppa Davis varranno punti ATP, non molti, ma è un incentivo per dare lustro alla Coppa a squadre;
la vecchia Masters Cup, da quest'anno World Tour Finals, non si terrà più a Shangai bensì a Londra (diventando evento appetibile per noi europei);
Shangai diventa un Master 1000, con la conseguente retrocessione di Amburgo ad ATP 500; Shangai prende il posto nel calendario di Madrid, in autunno, che invece cambia data, sito e superficie: sarà in primavera, al posto di Amburgo, all'aperto e sulla terra rossa;
i tornei del Grande Slam e i Master 1000 sono obbligatori per i primi 30 del ranking, tranne Montecarlo, che mantiene punti e montepremi da Master 1000, ma non è obbligatorio;
Madrid è stato spostato in Primavera;
per adeguare i punteggi dei giocatori, essi sono stati presi e raddoppiati;
la distribuzione dei punti nei vari turni è differente, per esempio in uno Slam vincitore-finalista-semifinalisti-quartidifinalista... era: 100%-70%-45%-25%-15% etc, con la nuova tabella sarà 100%-60%-36%-18%-9%;
il sito web e i loghi sono nuovi.
videntemente ci saranno molte dissonanze in classifica in quest'anno di cambiamenti: il paradosso più grande è che un giocatore che ripete lo stesso risultato dell'anno precedente invece di rimanere in pari, perde punti ( tranne nel caso di vittoria del torneo).
Esempio: Federer e Nadal agli Open di Australia del 2008 giunsero in semifinale, raggranellando 450 punti che a partire dal 1° gennaio 2009 diventeranno in automatico 900. Confermando la semifinale nell’edizione 2009 dello stesso slam, i due avranno diritto a 720. Saldo negativo di 180 punti.
D'altra parte è normale che, cambiando, qualcosa non quadri.
Ecco due schemi riassuntivi:
qui
e
qui.
La mia delusione è stata per i tornei sull'erba, che, tranne Wimbledon, non sono nè Master 1000 nè Master 500! Lo storico Queen's e Halle sono ATP 250, mentre Parigi-Bercy rimane Master 1000! Pensare che io invece avrei desiderato che si risolvesse la contemporaneità dei due tornei minori, per avere almeno un mese di stagione sull'erba...Le altre ovvie conseguenze della riforma sono la maggiore importanza della vittoria, vista la redistribuzione dei punti, e alcune dissonanze che avranno esiti un po' imprevisti: quello che conta d'altronde, sarà sempre vincere.
I grandi sono già in campo, Roger e Rafa a Doha, mentre il predestinato Gulbis ha cominciato battendo Djokovic, e non dite che non vi avevo avvertito.
Infine, Rafael Nadal ha abbandonato la canotta per una polo a righe, e questa è forse la novità più bella.
In questo mio vecchio post, presi spunto per chiarire la stagione tennistica: in particolare, sul finire dello scritto, misi lo schema delle diverse categorie di tornei tennistici, con indicazione di montepremi e punti. Fin da piccolo volevo far chiarezza nel sistema del tennis, non capivo mai del tutto, e ho appena scoperto perchè: cambiamenti frequenti.
Infatti ora come ora, quell'elenco è già vecchio, poichè quest'anno, all'insegna della semplificazione, ma non solo, la situazione è la seguente:
[Categoria torneo: n. tornei; punti ATP al vincitore]
Grand Slams: 4; 2000.
ATP World Tour Finals: 1; 1100-1500.
ATP World Tour Masters 1000: 9; 1000.
ATP 500: 9; 500.
ATP 250: 43; 250.
ATP Challenger Series: 115; 75-125.
Futures: 420; 17-33.
Affiancando l'elenco del post dell'anno scorso ci accorgiamo innanzi tutto della modifica dei nomi. I Masters Series diventano World Tour Masters 1000, o più semplicemente Master 1000: quelli inferiori semplicemente ATP 500 e 250. Le ultime categorie, cioè i primi gradini per la scalata al tennis internazionale, Challenger e Futures, rimangono invariati. Nei nomi nuovi sono apparsi i numeri, che sono i punti che i tornei in questione concedono al vincitore. Sostanzialmente si tratta di un raddoppio per tutti, con una omogeneizzazione dei punti in palio nei vecchi International Series, sia Gold che semplici.
Adesso il logo del torneo avrà il numerino che lo classifica.
Altre novità:
le partite di Coppa Davis varranno punti ATP, non molti, ma è un incentivo per dare lustro alla Coppa a squadre;
la vecchia Masters Cup, da quest'anno World Tour Finals, non si terrà più a Shangai bensì a Londra (diventando evento appetibile per noi europei);
Shangai diventa un Master 1000, con la conseguente retrocessione di Amburgo ad ATP 500; Shangai prende il posto nel calendario di Madrid, in autunno, che invece cambia data, sito e superficie: sarà in primavera, al posto di Amburgo, all'aperto e sulla terra rossa;
i tornei del Grande Slam e i Master 1000 sono obbligatori per i primi 30 del ranking, tranne Montecarlo, che mantiene punti e montepremi da Master 1000, ma non è obbligatorio;
Madrid è stato spostato in Primavera;
per adeguare i punteggi dei giocatori, essi sono stati presi e raddoppiati;
la distribuzione dei punti nei vari turni è differente, per esempio in uno Slam vincitore-finalista-semifinalisti-quartidifinalista... era: 100%-70%-45%-25%-15% etc, con la nuova tabella sarà 100%-60%-36%-18%-9%;
il sito web e i loghi sono nuovi.
videntemente ci saranno molte dissonanze in classifica in quest'anno di cambiamenti: il paradosso più grande è che un giocatore che ripete lo stesso risultato dell'anno precedente invece di rimanere in pari, perde punti ( tranne nel caso di vittoria del torneo).
Esempio: Federer e Nadal agli Open di Australia del 2008 giunsero in semifinale, raggranellando 450 punti che a partire dal 1° gennaio 2009 diventeranno in automatico 900. Confermando la semifinale nell’edizione 2009 dello stesso slam, i due avranno diritto a 720. Saldo negativo di 180 punti.
D'altra parte è normale che, cambiando, qualcosa non quadri.
Ecco due schemi riassuntivi:
qui
e
qui.
La mia delusione è stata per i tornei sull'erba, che, tranne Wimbledon, non sono nè Master 1000 nè Master 500! Lo storico Queen's e Halle sono ATP 250, mentre Parigi-Bercy rimane Master 1000! Pensare che io invece avrei desiderato che si risolvesse la contemporaneità dei due tornei minori, per avere almeno un mese di stagione sull'erba...Le altre ovvie conseguenze della riforma sono la maggiore importanza della vittoria, vista la redistribuzione dei punti, e alcune dissonanze che avranno esiti un po' imprevisti: quello che conta d'altronde, sarà sempre vincere.
I grandi sono già in campo, Roger e Rafa a Doha, mentre il predestinato Gulbis ha cominciato battendo Djokovic, e non dite che non vi avevo avvertito.
Infine, Rafael Nadal ha abbandonato la canotta per una polo a righe, e questa è forse la novità più bella.
martedì 9 settembre 2008
Roger fa 13
Il titolo sarà fin troppo usato quest'oggi, e "originale" non sarà suo attributo: ma richiama immediatamente la vittoria, una vittoria importante, e certamente quella di ieri lo è. Ieri sono finiti gli U.S. Open, l'ultimo Slam dell'anno, e Federer ha vinto, stravinto, per il quinto anno di seguito. Conquista il tredicesimo Slam in carriera, e si trova a meno uno dal record di 14 di Pete Sampras.
La classifica non cambia, no di certo, anzi, Nadal allunga! Federer ieri non ha fatto altro che confermare i punti dell'anno scorso, mentre Nadal perdendo in semifinale dal britannico Murray, ha migliorato il risultato dell'anno scorso, quando perse al quarto turno. I calcoli del resto, non sono tutto. Infatti questo torneo ha dato diverse indicazioni in previsione del 2009, com'era stato l'anno scorso. Infatti il 2007 aveva sancito sul finire l'avvento di Djokovic: la previsione per il 2008 di una corsa a 3, e non più un "uno contro uno". In effetti è stato così, seppur in maniera inferiore alle aspettative.
Quest'anno Murray battendo Nadal e raggiungendo la sua prima finale in uno Slam sale prepotentemente in quarta posizione: il 2009 sarà un quadrangolare.
Ci sono altre indicazioni, però: dopo la finale di Wimbledon, Nadal era numericamente ancora lontano dalla prima posizione, ma tutti, nel mondo del tennis, sapevano che il re stava per cadere, sentivano Nadal come il più forte. Col tempo, come direbbe Tommasi, "se n'è accorto anche il computer". La vittoria di ieri e le vittorie maturate nel torneo, hanno mostrato per lunghi tratti il Federer elegantemente potentissimo da tutti considerato come il più grande giocatore di tennis della storia. Quindi se i nuumeri danno ancora più ragione al maiorchino smanicato (ma forse dalla prossima partita cambierà stile..) il gioco espresso dallo svizzero e questa vittoria lo rilanciano ampiamente per un ritorno in testa. Come ha detto Roddick ancora prima del trionfo, "la stagione di Federer è invidiabile" da tutti i tennisti del mondo, tranne che per Nadal, naturalmente, che ha fatto qualcosa di straordinario (citazione necessaria cisto che spesso mi sento la domanda: "ma cosa è successo a Federer?"). Ma un titolo, due finali e una semifinale nei quattro principali tornei dell'anno danno l'idea della "crisi" di Federer: tutti pagherebbero per avere alle spalle una stagione così; ma Roger gioca con la storia, e noi con lui, nel vedere sogni realizzarsi, nel vivere il racconto di una leggenda, che tanti come me vorrebbero il più epica possibile. Oltre al record di Slam, raggiugibile, gli mancherebbe almeno un successo nel Roland Garros, ma con Nadal più giovane di 5 anni in giro, ogni anno l'ipotesi si allontana. Sempre al Rolandd Garros e al maiorchino è collegato il massimo traguardo raggiungibile da un tennista, il Grande Slam, la vittoria di tutti e quattro gli Slam in un solo anno: ci è arrivato incredibilmente vicino, Federer, nel 2006 e nel 2007, quando ne ha vinti 3 raggiungendo la finale a Parigi, ma in entrambe le occasioni si è trovato di fronte forse il più forte giocatore di sempre sulla terra rossa, appunto l'attuale numero 1 Rafael Nadal.
Vedremo, sempre senza dimenticare che la posizione numero 5 nel 2009 io l'ho già assegnata, e sarà di Gulbis. La stagione non è finita, ci sono ancora due Masters Series, Madrid e Parigi-Bercy, e la Masters Cup finale in Novembre.
Buon tennis a tutti!
La classifica non cambia, no di certo, anzi, Nadal allunga! Federer ieri non ha fatto altro che confermare i punti dell'anno scorso, mentre Nadal perdendo in semifinale dal britannico Murray, ha migliorato il risultato dell'anno scorso, quando perse al quarto turno. I calcoli del resto, non sono tutto. Infatti questo torneo ha dato diverse indicazioni in previsione del 2009, com'era stato l'anno scorso. Infatti il 2007 aveva sancito sul finire l'avvento di Djokovic: la previsione per il 2008 di una corsa a 3, e non più un "uno contro uno". In effetti è stato così, seppur in maniera inferiore alle aspettative.
Quest'anno Murray battendo Nadal e raggiungendo la sua prima finale in uno Slam sale prepotentemente in quarta posizione: il 2009 sarà un quadrangolare.
Ci sono altre indicazioni, però: dopo la finale di Wimbledon, Nadal era numericamente ancora lontano dalla prima posizione, ma tutti, nel mondo del tennis, sapevano che il re stava per cadere, sentivano Nadal come il più forte. Col tempo, come direbbe Tommasi, "se n'è accorto anche il computer". La vittoria di ieri e le vittorie maturate nel torneo, hanno mostrato per lunghi tratti il Federer elegantemente potentissimo da tutti considerato come il più grande giocatore di tennis della storia. Quindi se i nuumeri danno ancora più ragione al maiorchino smanicato (ma forse dalla prossima partita cambierà stile..) il gioco espresso dallo svizzero e questa vittoria lo rilanciano ampiamente per un ritorno in testa. Come ha detto Roddick ancora prima del trionfo, "la stagione di Federer è invidiabile" da tutti i tennisti del mondo, tranne che per Nadal, naturalmente, che ha fatto qualcosa di straordinario (citazione necessaria cisto che spesso mi sento la domanda: "ma cosa è successo a Federer?"). Ma un titolo, due finali e una semifinale nei quattro principali tornei dell'anno danno l'idea della "crisi" di Federer: tutti pagherebbero per avere alle spalle una stagione così; ma Roger gioca con la storia, e noi con lui, nel vedere sogni realizzarsi, nel vivere il racconto di una leggenda, che tanti come me vorrebbero il più epica possibile. Oltre al record di Slam, raggiugibile, gli mancherebbe almeno un successo nel Roland Garros, ma con Nadal più giovane di 5 anni in giro, ogni anno l'ipotesi si allontana. Sempre al Rolandd Garros e al maiorchino è collegato il massimo traguardo raggiungibile da un tennista, il Grande Slam, la vittoria di tutti e quattro gli Slam in un solo anno: ci è arrivato incredibilmente vicino, Federer, nel 2006 e nel 2007, quando ne ha vinti 3 raggiungendo la finale a Parigi, ma in entrambe le occasioni si è trovato di fronte forse il più forte giocatore di sempre sulla terra rossa, appunto l'attuale numero 1 Rafael Nadal.
Vedremo, sempre senza dimenticare che la posizione numero 5 nel 2009 io l'ho già assegnata, e sarà di Gulbis. La stagione non è finita, ci sono ancora due Masters Series, Madrid e Parigi-Bercy, e la Masters Cup finale in Novembre.
Buon tennis a tutti!
domenica 3 agosto 2008
I quattro moschettieri di Cincinnati
È appena finito il Masters Series di Cincinnati: in una finale tutta classe '87 ha vinto Andy Murray su Novak Djokovic 7-6 7-6.
Come dite?
Ebbene sì, nel tennis mondiale non giocano soltanto in due, ce ne sono anche altri. Dove sono finiti i Due?
Federer ha perso al terzo turno, sua seconda partita del torneo, contro Ivo Karlovic, lo spilungone dal circuito tutto servizio e...basta;
Nadal ha perso da un Djokovic parso inarrestabile giusto ieri, in semifinale. Oggi il caldo o forse un calo nervoso dopo l'adrenalina che ha permesso la straordinaria prestazione di ieri gli hanno giocato un brutto scherzo. Buon per Murray, talento scozzese (o forse da domani britannico, perchè gli inglesi lo chiamano in un modo o nell'altro a seconda dei risultati) che si è aggiudicato il primo Masters Series della carriera. Nonostante loro siano stati i protagonisti della finale, i protagonisti della settimana sono stati i soliti di sempre, le 2 R, Roger e Rafa, a contendersi una terza R, quella di Re: infatti, con i risultati di questo torneo, Federer perderà abbastanza punti da perdere la prima posizione della classifica. Il computer ufficializzerà il tutto il 18 Agosto: non perchè scarso in matematica, ma perchè quest'anno il torneo dell'Olimpiade ha spostato i calendari, e i punti conquistati a Cincinnati l'anno scorso scadranno 52 settimane dopo, appunto il 17 Agosto. Qualsiasi sarà il risultato all'Olimpiade, i punti in ballo non sono sufficienti a ribaltare il risultato. Il più lungo regno della storia del tennis finirà tra 14 giorni: io spero sarà una pausa, un arrivederci di Federer al numero 1, ma ora come ora, non si può proprio dire. Personalmente gradirei che Federer riuscisse a stare altre 50 settimane, anche non consecutive, al numero 1 per superare il record del maggior numero di settimane da numero 1 in carriera; sarebbe bello anche che vincesse altri due slam, così da eguagliare il record di Slam totali; in effetti mi piacerebbe anche che uno dei due fosse il Roland Garros, ma qui si entra nel regno di Utopia. Non so perchè, ma in generale amo le leggende viventi, e così tifo per loro, affinchè raggiungano i più irraggiungibili record di sempre: poi c'è anche una dose di innata simpatia e di gusto.. Io tiferò sempre e comunque per i tennisti che creano gioco, che divertono con un gioco vario e dinamico, e per i gesti tecnici tradizionali e stilisticamente eleganti: Federer è l'emblema di tutto questo. Complimenti a Nadal, che non poteva vincere di più quest'anno e che merita completamente il numero 1: lo aspetterò al varco l'anno prossimo, a difendere la valanga di punti conquistati quest'anno. Sono contento nel frattempo che Federer si presenti da numero 1 al'Olimpiade: essendo ogni 4 anni, visti quelli passati, sarebbe stata un'ingiustizia il contrario.
Cambio in vetta, ritrovato Djokovic, affermatosi Murray, il 2009 sarà una stagione avvincente: ma prima si apre la corsa alla medaglia d'oro, allo U.S. Open e alla Masters Cup.
Forse ultimamente ho parlato troppo di tennis, per i meno interessati mi spiace, ma la fine del regno di Federer dopo quasi 5 anni non poteva proprio passare sotto silenzio...
Come dite?
Ebbene sì, nel tennis mondiale non giocano soltanto in due, ce ne sono anche altri. Dove sono finiti i Due?
Federer ha perso al terzo turno, sua seconda partita del torneo, contro Ivo Karlovic, lo spilungone dal circuito tutto servizio e...basta;
Nadal ha perso da un Djokovic parso inarrestabile giusto ieri, in semifinale. Oggi il caldo o forse un calo nervoso dopo l'adrenalina che ha permesso la straordinaria prestazione di ieri gli hanno giocato un brutto scherzo. Buon per Murray, talento scozzese (o forse da domani britannico, perchè gli inglesi lo chiamano in un modo o nell'altro a seconda dei risultati) che si è aggiudicato il primo Masters Series della carriera. Nonostante loro siano stati i protagonisti della finale, i protagonisti della settimana sono stati i soliti di sempre, le 2 R, Roger e Rafa, a contendersi una terza R, quella di Re: infatti, con i risultati di questo torneo, Federer perderà abbastanza punti da perdere la prima posizione della classifica. Il computer ufficializzerà il tutto il 18 Agosto: non perchè scarso in matematica, ma perchè quest'anno il torneo dell'Olimpiade ha spostato i calendari, e i punti conquistati a Cincinnati l'anno scorso scadranno 52 settimane dopo, appunto il 17 Agosto. Qualsiasi sarà il risultato all'Olimpiade, i punti in ballo non sono sufficienti a ribaltare il risultato. Il più lungo regno della storia del tennis finirà tra 14 giorni: io spero sarà una pausa, un arrivederci di Federer al numero 1, ma ora come ora, non si può proprio dire. Personalmente gradirei che Federer riuscisse a stare altre 50 settimane, anche non consecutive, al numero 1 per superare il record del maggior numero di settimane da numero 1 in carriera; sarebbe bello anche che vincesse altri due slam, così da eguagliare il record di Slam totali; in effetti mi piacerebbe anche che uno dei due fosse il Roland Garros, ma qui si entra nel regno di Utopia. Non so perchè, ma in generale amo le leggende viventi, e così tifo per loro, affinchè raggiungano i più irraggiungibili record di sempre: poi c'è anche una dose di innata simpatia e di gusto.. Io tiferò sempre e comunque per i tennisti che creano gioco, che divertono con un gioco vario e dinamico, e per i gesti tecnici tradizionali e stilisticamente eleganti: Federer è l'emblema di tutto questo. Complimenti a Nadal, che non poteva vincere di più quest'anno e che merita completamente il numero 1: lo aspetterò al varco l'anno prossimo, a difendere la valanga di punti conquistati quest'anno. Sono contento nel frattempo che Federer si presenti da numero 1 al'Olimpiade: essendo ogni 4 anni, visti quelli passati, sarebbe stata un'ingiustizia il contrario.
Cambio in vetta, ritrovato Djokovic, affermatosi Murray, il 2009 sarà una stagione avvincente: ma prima si apre la corsa alla medaglia d'oro, allo U.S. Open e alla Masters Cup.
Forse ultimamente ho parlato troppo di tennis, per i meno interessati mi spiace, ma la fine del regno di Federer dopo quasi 5 anni non poteva proprio passare sotto silenzio...
lunedì 28 luglio 2008
Sulle due classifiche del tennis e sulla fine del regno di Federer in vista.
Ho già parlato delle due classifiche vigenti nel tennis, ma quest'oggi entrerò nel dettaglio, cercando di rimanere il più chiaro possibile.
- L'ATP Race è la classifica più giovane, esiste solo dagli anni '90. È una classifica annuale, da Gennaio a Dicembre, che ha il fine ultimo di eleggere il campione dell'anno. Inoltre gli 8 giocatori che a fine stagione sono al vertice si qualificano per la Masters cup finale, in questi anni a Shangai, dove vengono suddivisi in due gironi all'italiana. Da questi due gironi usciranno i 4 giocatori che si scontreranno nelle semifinali per raggiungere la finalissima. Il campione della Race non è però il vincitore della Masters Cup, ma colui che dopo di essa si ritrova al numero 1.
- l'ATP Entry Ranking è la tradizionale classifica del tennis: aggiornata settimanalmente, essa tiene in considerazione per ogni giocatore i punti totalizzati nelle 52 settimane precedenti; questo fa sì che all'inizio di un torneo un giocatore non parta da zero ma abbia all'attivo i punti presi in quel torneo l'anno precedente. Dunque, per fare l'esempio più vicino e più illustre: Federer, che l'anno scorso vinse Wimbledon conquistando 1000 punti, quest'anno ha iniziato il torneo dovendoli difendere, spettando al finalista 750 punti, quest'anno il comunque grande risultato della finale ha avuto l'unico esito di togliergli 250 punti. Quei 250 che tra l'altro, nel dettaglio, sono andati al diretto inseguitore, Nadal, che così ne ha recuperati in classifica 500 sul capolista.
Quest'ultima è la classifica di cui normalmente si parla, diciamo l'effettiva classifica del tennis. Roger Federer è da 235 settimane consecutive numero 1, record di tutti i tempi, ancor più impressionante se si pensa che il precedente record era di 186 settimane -ma era di Steffi Graf, tennis femminile- e di 160 per il tennis maschile (Jimmy Connors). Perchè tutta questa premessa?
Perchè questa settimana, con il torneo di Cincinnati, potrebbe essere l'ultima, la fine del regno.
Come siamo arrivati a ciò che fino a due mesi fa appariva decisamente lontano?
Facciamo un passo indietro.
Dopo la splendida finale di Wimbledon che vi ho raccontato qui, Nadal ha accorciato le distanze: il tennis d'elite si è preso una piccolissima pausa per riprendere col Masters series canadese, quest'anno tenutosi a Toronto (si alterna a Montreal). L'anno scorso, a Montreal appunto, Federer raggiunse la finale, perdendo da quel Djokovic che avrebbe poi raggiunto la finale agli U.S.Open (perdendo da Federer, come "Mik" mi ha ricordato nel commento...) e che sempre sul cemento si sarebbe aggiudicato gli Australian Open all'inizio di quest'anno. Nadal perse in semifinale. Ieri si è concluso il torneo di Toronto, in cui Federer è uscito al primo turno perdendo altri punti, mentre Nadal ha vinto il torneo. La distanza tra i due è ora di soli 300 punti e oggi inizia il torneo di Cincinnati in cui Federer deve difendere i punti della vittoria del torneo dell'anno scorso, mentre Nadal, uscito al secondo turno, ha molto da guadagnare.
In particolare:
Nadal diventa il nuovo numero 1 dopo il torneo di Cincinnati se lo vince e contemporaneamente Federer non raggiunge la semifinale.
Nadal a Wimbledon ha interrotto l'altro analogo record di Federer, quello delle vittorie consecutive sull'erba (65): ripeterà l'impresa? Lui è indubbiamente l'antifederer, questo è il suo anno e questo sembra proprio il momento giusto, tenendo in considerazione che un eventuale fallimento non farebbe altro che rimandare questa possibilità agli U.S. Open (e in mezzo ci stanno pure le Olimpiadi). Ora come ora i numeri di Nadal sono impressionanti: dopo Montecarlo, Barcellona, Amburgo e Parigi sulla terra rossa, il Queen's e Wimbledon sull'erba, ha vinto anche Toronto sul cemento, il tutto praticamente in successione (e senza l'infortunio a Roma, il "praticamente" sarebbe stato probabilmente superfluo). Già a Marzo si ritrovò a 350 punti di distanza da Federer ma aveva molti punti da difendere, ora è Roger che deve provare a difendere con le unghie il suo trono.
Staremo a vedere.
P.S. Per avere ancora più dettagli sulla possibilità del sorpasso, vi consiglio di leggere questo...
- L'ATP Race è la classifica più giovane, esiste solo dagli anni '90. È una classifica annuale, da Gennaio a Dicembre, che ha il fine ultimo di eleggere il campione dell'anno. Inoltre gli 8 giocatori che a fine stagione sono al vertice si qualificano per la Masters cup finale, in questi anni a Shangai, dove vengono suddivisi in due gironi all'italiana. Da questi due gironi usciranno i 4 giocatori che si scontreranno nelle semifinali per raggiungere la finalissima. Il campione della Race non è però il vincitore della Masters Cup, ma colui che dopo di essa si ritrova al numero 1.
- l'ATP Entry Ranking è la tradizionale classifica del tennis: aggiornata settimanalmente, essa tiene in considerazione per ogni giocatore i punti totalizzati nelle 52 settimane precedenti; questo fa sì che all'inizio di un torneo un giocatore non parta da zero ma abbia all'attivo i punti presi in quel torneo l'anno precedente. Dunque, per fare l'esempio più vicino e più illustre: Federer, che l'anno scorso vinse Wimbledon conquistando 1000 punti, quest'anno ha iniziato il torneo dovendoli difendere, spettando al finalista 750 punti, quest'anno il comunque grande risultato della finale ha avuto l'unico esito di togliergli 250 punti. Quei 250 che tra l'altro, nel dettaglio, sono andati al diretto inseguitore, Nadal, che così ne ha recuperati in classifica 500 sul capolista.
Quest'ultima è la classifica di cui normalmente si parla, diciamo l'effettiva classifica del tennis. Roger Federer è da 235 settimane consecutive numero 1, record di tutti i tempi, ancor più impressionante se si pensa che il precedente record era di 186 settimane -ma era di Steffi Graf, tennis femminile- e di 160 per il tennis maschile (Jimmy Connors). Perchè tutta questa premessa?
Perchè questa settimana, con il torneo di Cincinnati, potrebbe essere l'ultima, la fine del regno.
Come siamo arrivati a ciò che fino a due mesi fa appariva decisamente lontano?
Facciamo un passo indietro.
Dopo la splendida finale di Wimbledon che vi ho raccontato qui, Nadal ha accorciato le distanze: il tennis d'elite si è preso una piccolissima pausa per riprendere col Masters series canadese, quest'anno tenutosi a Toronto (si alterna a Montreal). L'anno scorso, a Montreal appunto, Federer raggiunse la finale, perdendo da quel Djokovic che avrebbe poi raggiunto la finale agli U.S.Open (perdendo da Federer, come "Mik" mi ha ricordato nel commento...) e che sempre sul cemento si sarebbe aggiudicato gli Australian Open all'inizio di quest'anno. Nadal perse in semifinale. Ieri si è concluso il torneo di Toronto, in cui Federer è uscito al primo turno perdendo altri punti, mentre Nadal ha vinto il torneo. La distanza tra i due è ora di soli 300 punti e oggi inizia il torneo di Cincinnati in cui Federer deve difendere i punti della vittoria del torneo dell'anno scorso, mentre Nadal, uscito al secondo turno, ha molto da guadagnare.
In particolare:
Nadal diventa il nuovo numero 1 dopo il torneo di Cincinnati se lo vince e contemporaneamente Federer non raggiunge la semifinale.
Nadal a Wimbledon ha interrotto l'altro analogo record di Federer, quello delle vittorie consecutive sull'erba (65): ripeterà l'impresa? Lui è indubbiamente l'antifederer, questo è il suo anno e questo sembra proprio il momento giusto, tenendo in considerazione che un eventuale fallimento non farebbe altro che rimandare questa possibilità agli U.S. Open (e in mezzo ci stanno pure le Olimpiadi). Ora come ora i numeri di Nadal sono impressionanti: dopo Montecarlo, Barcellona, Amburgo e Parigi sulla terra rossa, il Queen's e Wimbledon sull'erba, ha vinto anche Toronto sul cemento, il tutto praticamente in successione (e senza l'infortunio a Roma, il "praticamente" sarebbe stato probabilmente superfluo). Già a Marzo si ritrovò a 350 punti di distanza da Federer ma aveva molti punti da difendere, ora è Roger che deve provare a difendere con le unghie il suo trono.
Staremo a vedere.
P.S. Per avere ancora più dettagli sulla possibilità del sorpasso, vi consiglio di leggere questo...
sabato 26 luglio 2008
Link utili per il tennis, internazionale, nazionale e regionale
Le istituzioni
ITF, il corpo dirigente del mondo del tennis:
organizza le 3 principali competizioni a squadre (Coppa Davis, Fed Cup e la semisconosciuta Hopman Cup per squadre miste);
è responsabile dei 4 tornei dello Slam;
organizza i tornei di più basso livello per professionisti (Futures);
mantiene un circuito internazionale junior under-18 sia maschile che femminile.
ATP, Association of Tennis Professionals: lo scopo principale dell'associazione è quello di tutelare gli interessi dei giocatori relativamente ai vari aspetti dell'attività nonché di gestire ed organizzare dei servizi quali ad esempio quello fondamentale della classifica mondiale;
controlla la maggior parte dei tornei professionistici di alto livello (Masters Series, International Series Gold, International Series, Challenger Series);
il suo corrispettivo al femminile è la
WTA, Women's Tennis Association.
Competizioni a squadre
COPPA DAVIS, la massima competizione mondiale a squadre del tennis maschile; l'eqivalente in campo femminile è la
FED CUP, Federation Cup.
Grande Slam
AUSTRALIAN OPEN
ROLAND GARROS
WIMBLEDON
US OPEN
Masters Series
Home del circuito con Master finale dei tornei più importanti dopo gli Slam.
In Italia
FIT, Federazione Italiana Tennis: l'organo che promuove e organizza il tennis in Italia; in particolare nella mia regione
CRL, Comitato Regionale Lombardo.
ITF, il corpo dirigente del mondo del tennis:
organizza le 3 principali competizioni a squadre (Coppa Davis, Fed Cup e la semisconosciuta Hopman Cup per squadre miste);
è responsabile dei 4 tornei dello Slam;
organizza i tornei di più basso livello per professionisti (Futures);
mantiene un circuito internazionale junior under-18 sia maschile che femminile.
ATP, Association of Tennis Professionals: lo scopo principale dell'associazione è quello di tutelare gli interessi dei giocatori relativamente ai vari aspetti dell'attività nonché di gestire ed organizzare dei servizi quali ad esempio quello fondamentale della classifica mondiale;
controlla la maggior parte dei tornei professionistici di alto livello (Masters Series, International Series Gold, International Series, Challenger Series);
il suo corrispettivo al femminile è la
WTA, Women's Tennis Association.
Competizioni a squadre
COPPA DAVIS, la massima competizione mondiale a squadre del tennis maschile; l'eqivalente in campo femminile è la
FED CUP, Federation Cup.
Grande Slam
AUSTRALIAN OPEN
ROLAND GARROS
WIMBLEDON
US OPEN
Masters Series
Home del circuito con Master finale dei tornei più importanti dopo gli Slam.
In Italia
FIT, Federazione Italiana Tennis: l'organo che promuove e organizza il tennis in Italia; in particolare nella mia regione
CRL, Comitato Regionale Lombardo.
domenica 20 luglio 2008
Seefeld, un lustro dopo.
Era il giorno dell'esposizione dei voti della maturità, scientifica nel mio caso, l'unica volta che l'84 accanto al mio nome non fosse riferito al mio anno di nascita. Era un venerdì, il mio maestro di tennis mi chiamò e mi chiese: vuoi venire in Austria a Seefeld alla settimana tennistica che mi serve una mano? Alle 6.30 della mattina successiva fui in via S.Caterina ad Agrate pronto a partire, destinazione qui. Per i miei lettori tradizionali e non addetti ai lavori, la settimana consta di
sveglia colazione allenamento pranzo riposino allenamento piscina cena passeggiata letto.
Nel viaggio di andata di 5 anni fa un ragazzino, che scoprii essere piuttosto benestante, teneva nelle manine un oggettino, un lettore mp3 con uno schermo con delizioso joypad touch circolare che m'incuriosì, e mi spiegò che il papino dall'America glielo aveva portato, e che si chiamava I-Pod...
Quell'anno fu il mio primo Seefeld, sarei ritornato l'anno dopo, poi nel 2006, indi quest'anno, nel 2008, con una decisione a sorpresa.
Nel mezzo c'è un lustro,
in cui ho ripreso a far tornei, sono tornato 3.5 come a 16 anni, giocato un anno nella mia ex-scuole e poi ho smesso di nuovo di giocare tornei,
da studente lineare ho cambiato 3 università tra dubbi e ripensamenti,
ho sostenuto 20 esami arrivando a meno uno dalla laurea,
mi sono fidanzato,
ho fatto le vacanze casinare cogli amici e una Grecia in coppia,
visitato qualche città europea,
imparato di cinema e informatica e musica e un po' di politica,
ho visto calciopoli e l'inter vincere 2 campionati,
è morto un papa e se n'è fatto un altro,
l'Italia di calcio è campione del mondo;
se quel primo anno andai in Austria dopo la prima vittoria di Federer a Wimbledon, Nadal ha vinto il suo primo quest'anno;
se l'ipod era la novità, oggi è l'iphone;
con alle spalle un percorso scolastico immacolato e distinto pur senza troppi sbattimenti, mi sentivo un genio seppur ignorante:
ora so di non essere un genio eppure so qualcosa in più;
se quell'anno c'era Berlusconi al governo adesso...pure;
se prima dicevo e facevo un sacco di cazzate adesso ne dico di più;
i miei amici sono ancora loro e se anche alcuni sono già dottori, non sono ancora riusciti a curarmi;
5 anni fa lottavo per ingrassare, quest'anno sono stato dichiarato atleticamente sovrappeso: una battaglia vinta insomma;
se lo scivolo della piscina di Seefeld era piccolo e non molto bello, adesso è uno spettacolo e ci si fa male di brutto;
5 anni fa una petrelli cadde scendendo col bob e si fece male, quest'anno pure;
e il pub di Seefeld poi è sempre lo stesso, ma il fumo nei locali dà più fastidio che mai.
Un lustro dura tutto il liceo, e nel suo avere ogni anno così diverso, quelle tappe d'età ravvicinate 14 16 18, si entra fanciulli e si esce ragazzi: dai 18 non si cambia poi così tanto, e dai venti ancor meno, e le distanze si assottigliano, perchè bambini si è un attimo, adolescenti un momento e adulti un sacco di tempo.
Quest'anno è stata una settimana particolare, decisamente più agonistica, una sorta di ritiro calcistico per tennisti, essendo anche come numero simili alla rosa di una squadra: a differenza degli altri anni, in cui il mio ruolo di palleggiatore o istruttore si mescolava al tuttofare, quest'anno non mi sono praticamente mosso dal campo da tennis, come d'accordo. Una settimana di ripresa atletica dopo un anno e mezzo senza allenamenti: posto che in Austria i protagonisti fossero i ragazzi, naturalmente, il loro impegno e la loro voglia, la loro passione e l'entusiasmo hanno risvegliato i miei colpi dal torpore e soprattutto riacceso la mia voglia di giocare, già da un annetto in nuova ascesa.
Così mi ritrovo con anni 24, il mio numero, del mio giorno di compleanno e così ricorrente, ed era il numero di mio padre anche, chissà che sia l'anno della mia prima Laurea, e chissà dove mi porterà il prossimo lustro.
Volevo infine ringraziare i ragazzi che pur con qualche eccesso, mi sono apparsi simbolo di quell'adolescenza sana che spesso è veicolata non a caso proprio dallo sport: avete fatto casino, dormito poco alle volte, ma in generale, a mio modestissimo parere, siete rimasti nei limiti dettati dall'educazione e dal rispetto, e per questo sono contento, perchè la demonizzazione della gioventù è attitudine frequente e fin troppo diffusa, ma errato è far di tutta l'erba un fascio.
Buona estate a tutti
buon tennis
buona scuola
buona vita.
Tenendo sempre le spine iliache ben allineate.
sveglia colazione allenamento pranzo riposino allenamento piscina cena passeggiata letto.
Nel viaggio di andata di 5 anni fa un ragazzino, che scoprii essere piuttosto benestante, teneva nelle manine un oggettino, un lettore mp3 con uno schermo con delizioso joypad touch circolare che m'incuriosì, e mi spiegò che il papino dall'America glielo aveva portato, e che si chiamava I-Pod...
Quell'anno fu il mio primo Seefeld, sarei ritornato l'anno dopo, poi nel 2006, indi quest'anno, nel 2008, con una decisione a sorpresa.
Nel mezzo c'è un lustro,
in cui ho ripreso a far tornei, sono tornato 3.5 come a 16 anni, giocato un anno nella mia ex-scuole e poi ho smesso di nuovo di giocare tornei,
da studente lineare ho cambiato 3 università tra dubbi e ripensamenti,
ho sostenuto 20 esami arrivando a meno uno dalla laurea,
mi sono fidanzato,
ho fatto le vacanze casinare cogli amici e una Grecia in coppia,
visitato qualche città europea,
imparato di cinema e informatica e musica e un po' di politica,
ho visto calciopoli e l'inter vincere 2 campionati,
è morto un papa e se n'è fatto un altro,
l'Italia di calcio è campione del mondo;
se quel primo anno andai in Austria dopo la prima vittoria di Federer a Wimbledon, Nadal ha vinto il suo primo quest'anno;
se l'ipod era la novità, oggi è l'iphone;
con alle spalle un percorso scolastico immacolato e distinto pur senza troppi sbattimenti, mi sentivo un genio seppur ignorante:
ora so di non essere un genio eppure so qualcosa in più;
se quell'anno c'era Berlusconi al governo adesso...pure;
se prima dicevo e facevo un sacco di cazzate adesso ne dico di più;
i miei amici sono ancora loro e se anche alcuni sono già dottori, non sono ancora riusciti a curarmi;
5 anni fa lottavo per ingrassare, quest'anno sono stato dichiarato atleticamente sovrappeso: una battaglia vinta insomma;
se lo scivolo della piscina di Seefeld era piccolo e non molto bello, adesso è uno spettacolo e ci si fa male di brutto;
5 anni fa una petrelli cadde scendendo col bob e si fece male, quest'anno pure;
e il pub di Seefeld poi è sempre lo stesso, ma il fumo nei locali dà più fastidio che mai.
Un lustro dura tutto il liceo, e nel suo avere ogni anno così diverso, quelle tappe d'età ravvicinate 14 16 18, si entra fanciulli e si esce ragazzi: dai 18 non si cambia poi così tanto, e dai venti ancor meno, e le distanze si assottigliano, perchè bambini si è un attimo, adolescenti un momento e adulti un sacco di tempo.
Quest'anno è stata una settimana particolare, decisamente più agonistica, una sorta di ritiro calcistico per tennisti, essendo anche come numero simili alla rosa di una squadra: a differenza degli altri anni, in cui il mio ruolo di palleggiatore o istruttore si mescolava al tuttofare, quest'anno non mi sono praticamente mosso dal campo da tennis, come d'accordo. Una settimana di ripresa atletica dopo un anno e mezzo senza allenamenti: posto che in Austria i protagonisti fossero i ragazzi, naturalmente, il loro impegno e la loro voglia, la loro passione e l'entusiasmo hanno risvegliato i miei colpi dal torpore e soprattutto riacceso la mia voglia di giocare, già da un annetto in nuova ascesa.
Così mi ritrovo con anni 24, il mio numero, del mio giorno di compleanno e così ricorrente, ed era il numero di mio padre anche, chissà che sia l'anno della mia prima Laurea, e chissà dove mi porterà il prossimo lustro.
Volevo infine ringraziare i ragazzi che pur con qualche eccesso, mi sono apparsi simbolo di quell'adolescenza sana che spesso è veicolata non a caso proprio dallo sport: avete fatto casino, dormito poco alle volte, ma in generale, a mio modestissimo parere, siete rimasti nei limiti dettati dall'educazione e dal rispetto, e per questo sono contento, perchè la demonizzazione della gioventù è attitudine frequente e fin troppo diffusa, ma errato è far di tutta l'erba un fascio.
Buona estate a tutti
buon tennis
buona scuola
buona vita.
Tenendo sempre le spine iliache ben allineate.
domenica 6 luglio 2008
Piove sulla finale di Wimbledon, ed è acqua benedetta
La partita inizia in ritardo per la pioggia e i due rivali, i due titani del tennis, giocano bene, ma non esprimono al meglio le potenzialità: sia un po'di tensione, di rispetto reciproco, sia il doversi abituare ad un altro tennis, quello che possono giocare solo tra loro due, quello semidivino, a cui gli altri non hanno accesso. Federer subisce un break, Nadal vince il set 6-4. Dei due quello che sta deludendo di più è il 5 volte campione di Wimbledon, ma nel secondo sembra sentirsi altra musica: Federer breakka Nadal, e sale 4-1. Il set sembra in archivio, tutt'altro: perchè Roger è malato, da tempo, checchè lui ne dica. È affetto da "nadalite": inizia a sbagliare tutto, ad entrare in una trance che gli offusca la mente e blocca gli arti. Gioca malissimo, perde 5 game di fila perdendo il secondo set. Nel terzo set il numero 1 del mondo ricomincia a giocare, l'altro non aveva mai smesso: sul 3-3 Federer al servizio, 0-40, 3 palle break per Nadal, che le gioca male, quasi impietosito dall'avversario malato. Si arriva al 5-4 Federer, senza break, e ritorna la pioggia: sospensione della partita.
Quando i due tornano in campo, si scorge immediatamente la novità: Roger Federer è guarito.
Abbiamo trovato la cura per la nadalite: l'acqua piovana!
Il livello di gioco si alza incredibilmente -finalmente- e si giunge al tie break in cui Federer mette a segno 4 ace e vince 7-5.
Abbiamo un quarto set, abbiamo la partita vera.
Lo scontro tra giganti è iniziato, dopo la pioggia, e adesso si riparte da zero. I due fenomeni giocano un set semplicemente stellare e raggiungono di nuovo il tie break: questa volta è Rafael che si issa 5-2 con due servizi avanti a sè, sembra fatta. Invece no, due punti di Federer ed è:
5-4 Nadal, 2 servizi per Federer;
6-5 Federer, 2 servizi per Nadal;
7-6 Nadal championship point ma con due servizi per Federer, che lo annulla ma perde il secondo punto, o meglio, Nadal se lo prende, sfoderando uno strepitoso passante lungolinea -"il colpo che vale il torneo", fu il mio commento al rovescio- che lo lancia verso un secondo championship point, ma da giocare col servizio:
87 Nadal, championship point: servizio esterno da sinistra, rovescio corto di Federer, attacco stretto arrotato sempre sul rovescio di Federer che tira un passante lungolinea forse ancora più bello di quello poco prima tirato da Nadal!
Pan per focaccia, 8-8, 2 punti di Federer, 10-8 e si va al quinto set, per la gioia degli spettatori presenti e dei telespettatori, altrettanto!
Il gioco continua a essere quello irraggiungibile per tutti tranne che per loro, uno spettacolo da lustrarsi gli occhi, il tennis perfetto, dove quando uno dei due sembra spacciato, gioca oltre ogni immaginazione. Una breve interruzione per pioggia non toglie concentrazione, e si arriva al 6-6: ma come molti sapranno, nei tornei dello slam, tranne agli U.S. Open, al quinto set non c'è tie break, e si va avanti ad oltranza.
La luce piano piano diminuisce, e fin dal 4-4, ma anche prima, ogni game è decisivo, ogni punto è decisivo, tutti coloro che stanno guardando la partita sanno che stanno guardando un nuovo pezzo di storia del tennis.
Federer nei suoi turni di servizio fa più fatica,e si salva tante volte col servizio: troppe volte.
7-7: break di Nadal.
8-7 si raggiunge un nuovo championship point sempre per il maiorchino: mette una gran prima, ma gli ritorna un rovescio incrociato strepitoso, assoluto, incredibile, e Federer si salva ancora. Ma il momento è giunto, e su un errore di dritto si chiude la partita, con Nadal in lacrime sdraiato per terra a guardare il cielo, a sentire l'erbetta sotto la sua schiena. Quando si alza non sente la terra rossa appesantire la sua maglietta, e si accorge di aver vinto Wimbledon. Contro tutti e contro tutto ha dimostrato che lui, non è soltanto un terraiolo, ma un vero e proprio fenomeno. Federer mantiene eleganza e classe nell'intervista finale, ma è deluso, e ha la faccia di chi teme l'inizio del declino, nonostante il bianco pantalone lungo e il delizioso cardigan.
Io non ho mai tifato per Rafa, fino all'ultimo colpo, ma da un po' di tempo, non gli tifo più contro: non perchè vince, ma perchè ha dimostrato di non essere solo lo stereotipo assoluto del terraiolo tutto gambe e cuore, quantità e solidità, ma decisamente qualcosa di più, migliorando ogni suo colpo, trovando soluzioni nuove, dimostrando di avere tocco, di poter giocare il back di rovescio, ecc.
Un bellissimo articolo su Nadal che racconta bene quelli che sono stati i miei pensieri e i miei errori di interpretazione su di lui, miei e di moltissimi è questo, che vi consiglio vivamente, scritto prima di oggi, e quindi privo di quell'esaltazione esagerata che caratterizzerà ogni scritto su di lui da domani.
Nadal non stava vincendo Wimbledon nel terzo set: era Federer che lo stava perdendo. Poi invece, se l'è vinto, anche quando Federer guarito con l'acqua piovana è tornato lui e ha giocato un tennis magnifico, sublime, che comunque amerò sempre più di quello di Nadal perchè più vario, più creativo, ma anche semplicemente per i gesti perfetti, da manuale che muovono ogni suo colpo, per l'eleganza di ogni sua movenza. Rimane il giocatore che gioca il tennis più bello e completo della storia del tennis: sarà anche il più vincente? Ciò che fino a sei mesi fa era una scontata certezza, ora è in frantumi: quest'anno Federer non ha ancora vinto nè uno slam, nè un Masters Series, solo il torneo di Halle, che tra l'altro non aveva Nadal in tabellone.
Appare invece all'orizzonte un certo ragazzo che vince il suo primo Wimbledon a 22 anni, come Federer 5 anni fa, con l'unica sottile differenza, che Nadal ha già vinto 4 Roland Garros, mentre a pari età Wimbledon 2003 era il primo torneo dello Slam per lo svizzero. Davanti a colui che sembrava essere destinato a rimanere eterno numero 2, e numero 1 solo sulla terra rossa, che 3 anni fa chiese a Federer di potersi allenare con lui sull'erba per imparare a giocare sulla superficie di Wimbledon, si apre una carriera dalla lunghissima prospettiva.
Il record di 5 vittorie consecutive di Borg uguagliato da Federer l'anno scorso non è stato superato; ma è stato uguagliato Borg nella doppietta Parigi-Londra.
Questa è la tabella dei vincitori del singolare di Wimbledon, e questa di quelli del Roland Garros, per capire meglio la straordinarietà dei due fenomeni che hanno acceso il campo centrale nella finale di oggi.
L'anno prossimo ci sarà il tetto mobile sul campo centrale di Wimbledon, ma la pioggia nella sua ultima apparizione in finale, è stata acqua benedetta: ci ha regalato il vero Federer, la vera partita, un autentico vincitore, uno spettacolo indimenticabile.
Risultato finale: Nadal batte Federer 6-4 6-4 6-7 6-7 9-7.
Quando i due tornano in campo, si scorge immediatamente la novità: Roger Federer è guarito.
Abbiamo trovato la cura per la nadalite: l'acqua piovana!
Il livello di gioco si alza incredibilmente -finalmente- e si giunge al tie break in cui Federer mette a segno 4 ace e vince 7-5.
Abbiamo un quarto set, abbiamo la partita vera.
Lo scontro tra giganti è iniziato, dopo la pioggia, e adesso si riparte da zero. I due fenomeni giocano un set semplicemente stellare e raggiungono di nuovo il tie break: questa volta è Rafael che si issa 5-2 con due servizi avanti a sè, sembra fatta. Invece no, due punti di Federer ed è:
5-4 Nadal, 2 servizi per Federer;
6-5 Federer, 2 servizi per Nadal;
7-6 Nadal championship point ma con due servizi per Federer, che lo annulla ma perde il secondo punto, o meglio, Nadal se lo prende, sfoderando uno strepitoso passante lungolinea -"il colpo che vale il torneo", fu il mio commento al rovescio- che lo lancia verso un secondo championship point, ma da giocare col servizio:
87 Nadal, championship point: servizio esterno da sinistra, rovescio corto di Federer, attacco stretto arrotato sempre sul rovescio di Federer che tira un passante lungolinea forse ancora più bello di quello poco prima tirato da Nadal!
Pan per focaccia, 8-8, 2 punti di Federer, 10-8 e si va al quinto set, per la gioia degli spettatori presenti e dei telespettatori, altrettanto!
Il gioco continua a essere quello irraggiungibile per tutti tranne che per loro, uno spettacolo da lustrarsi gli occhi, il tennis perfetto, dove quando uno dei due sembra spacciato, gioca oltre ogni immaginazione. Una breve interruzione per pioggia non toglie concentrazione, e si arriva al 6-6: ma come molti sapranno, nei tornei dello slam, tranne agli U.S. Open, al quinto set non c'è tie break, e si va avanti ad oltranza.
La luce piano piano diminuisce, e fin dal 4-4, ma anche prima, ogni game è decisivo, ogni punto è decisivo, tutti coloro che stanno guardando la partita sanno che stanno guardando un nuovo pezzo di storia del tennis.
Federer nei suoi turni di servizio fa più fatica,e si salva tante volte col servizio: troppe volte.
7-7: break di Nadal.
8-7 si raggiunge un nuovo championship point sempre per il maiorchino: mette una gran prima, ma gli ritorna un rovescio incrociato strepitoso, assoluto, incredibile, e Federer si salva ancora. Ma il momento è giunto, e su un errore di dritto si chiude la partita, con Nadal in lacrime sdraiato per terra a guardare il cielo, a sentire l'erbetta sotto la sua schiena. Quando si alza non sente la terra rossa appesantire la sua maglietta, e si accorge di aver vinto Wimbledon. Contro tutti e contro tutto ha dimostrato che lui, non è soltanto un terraiolo, ma un vero e proprio fenomeno. Federer mantiene eleganza e classe nell'intervista finale, ma è deluso, e ha la faccia di chi teme l'inizio del declino, nonostante il bianco pantalone lungo e il delizioso cardigan.
Io non ho mai tifato per Rafa, fino all'ultimo colpo, ma da un po' di tempo, non gli tifo più contro: non perchè vince, ma perchè ha dimostrato di non essere solo lo stereotipo assoluto del terraiolo tutto gambe e cuore, quantità e solidità, ma decisamente qualcosa di più, migliorando ogni suo colpo, trovando soluzioni nuove, dimostrando di avere tocco, di poter giocare il back di rovescio, ecc.
Un bellissimo articolo su Nadal che racconta bene quelli che sono stati i miei pensieri e i miei errori di interpretazione su di lui, miei e di moltissimi è questo, che vi consiglio vivamente, scritto prima di oggi, e quindi privo di quell'esaltazione esagerata che caratterizzerà ogni scritto su di lui da domani.
Nadal non stava vincendo Wimbledon nel terzo set: era Federer che lo stava perdendo. Poi invece, se l'è vinto, anche quando Federer guarito con l'acqua piovana è tornato lui e ha giocato un tennis magnifico, sublime, che comunque amerò sempre più di quello di Nadal perchè più vario, più creativo, ma anche semplicemente per i gesti perfetti, da manuale che muovono ogni suo colpo, per l'eleganza di ogni sua movenza. Rimane il giocatore che gioca il tennis più bello e completo della storia del tennis: sarà anche il più vincente? Ciò che fino a sei mesi fa era una scontata certezza, ora è in frantumi: quest'anno Federer non ha ancora vinto nè uno slam, nè un Masters Series, solo il torneo di Halle, che tra l'altro non aveva Nadal in tabellone.
Appare invece all'orizzonte un certo ragazzo che vince il suo primo Wimbledon a 22 anni, come Federer 5 anni fa, con l'unica sottile differenza, che Nadal ha già vinto 4 Roland Garros, mentre a pari età Wimbledon 2003 era il primo torneo dello Slam per lo svizzero. Davanti a colui che sembrava essere destinato a rimanere eterno numero 2, e numero 1 solo sulla terra rossa, che 3 anni fa chiese a Federer di potersi allenare con lui sull'erba per imparare a giocare sulla superficie di Wimbledon, si apre una carriera dalla lunghissima prospettiva.
Il record di 5 vittorie consecutive di Borg uguagliato da Federer l'anno scorso non è stato superato; ma è stato uguagliato Borg nella doppietta Parigi-Londra.
Questa è la tabella dei vincitori del singolare di Wimbledon, e questa di quelli del Roland Garros, per capire meglio la straordinarietà dei due fenomeni che hanno acceso il campo centrale nella finale di oggi.
L'anno prossimo ci sarà il tetto mobile sul campo centrale di Wimbledon, ma la pioggia nella sua ultima apparizione in finale, è stata acqua benedetta: ci ha regalato il vero Federer, la vera partita, un autentico vincitore, uno spettacolo indimenticabile.
Risultato finale: Nadal batte Federer 6-4 6-4 6-7 6-7 9-7.
giovedì 3 luglio 2008
Wimbledon oggi.
La domanda potrebbe sorgere spontanea: com'è che dall'inizio della seconda settimana di Wimbledon, quella calda, non ho più parlato del torneo e di tennis? In realtà, il fatto è che il torneo maschile segue un copione, seppur con qualche sgradita sorpresa, non così affascinante, che porta verso la conclusione annunciata: la finale Federer-Nadal. Federer non ha perso neanche un set, Nadal uno, contro quel Gulbis che ha davvero incantato me come tutti coloro che l'hanno visto. Quindi tutto scritto?
Bè, Nadal invece ha già un piede in finale, che incontri Schuettler o Clement che devono finire la partita quest'oggi, essendo il programma in ritardo a causa della pioggia.
Federer invece si becca Safin, e proprio nel post d'elogio a lui ho citato quella che è probabilmente la partita più bella che io abbia mai visto: semifinale di uno slam, Australian Open 2005, Safin batte Federer 5-7 6-4 5-7 7-6 9-7 in più di quattro ore di gioco, per poi aggiudicarsi il torneo. Quella di domani è una partita imprevedibile: magari una vittoria facile dello svizzero, magari una partita all'ultimo sangue, certamente uno spettacolo.
Tra le donne si prospetta una finale tra le sorelle Williams.
Bè, Nadal invece ha già un piede in finale, che incontri Schuettler o Clement che devono finire la partita quest'oggi, essendo il programma in ritardo a causa della pioggia.
Federer invece si becca Safin, e proprio nel post d'elogio a lui ho citato quella che è probabilmente la partita più bella che io abbia mai visto: semifinale di uno slam, Australian Open 2005, Safin batte Federer 5-7 6-4 5-7 7-6 9-7 in più di quattro ore di gioco, per poi aggiudicarsi il torneo. Quella di domani è una partita imprevedibile: magari una vittoria facile dello svizzero, magari una partita all'ultimo sangue, certamente uno spettacolo.
Tra le donne si prospetta una finale tra le sorelle Williams.
sabato 28 giugno 2008
Perchè non ci sono italiani forti nel tennis?
Quante volte mi è stata posta questa domanda...
Desidero quest'oggi puntualizzare alcune premesse che rendono mal posta la questione.
In un post precedente ho avuto il piacere di raccontare l'ascesa ideale di un tennista fino ai vertici: una delle conseguenze del discorso potrebbe essere che nel tennis basta semplicemente vincere. Non ci sono questioni di mercato, osservatori che ti debbano notare o allenatori che ti debbano "vedere": tu vai in campo e vinci, e se non perdi più, diventi il numero 1 al mondo.
Ovviamente questa idea, pur nel suo fascino, è miope nella realtà, perchè il tennista già forte a livello nazionale deve darsi completamente al tennis, allenamenti tutti i giorni e viaggi per il mondo, e il tutto a spese sue, essendo i finanziamenti della FIT, Federazione Italiana Tennis, insufficienti quando non ridicoli. Quindi in effetti non basta vincere, bisogna aver anche il denaro per poter giocare in giro per il mondo, almeno finchè si riesca non a guadagnare, ma almeno a rimanere in pari: ho conosciuto un ragazzo e una ragazza che sono stati 380 al mondo che hanno lasciato perchè non ci stavano più dentro con i soldi; chissà, magari, avevano raggiunto anche il loro limite massimo, certo è che pensare che il 380esimo giocatore al mondo non guadagni abbastanza per continuare a giocare, in un'Italia in cui in serie D di calcio è possibile -non è certo la norma, ma accade- guadagnare 70.000 euro l'anno, fa mangiare le mani al tennista.
D'altra parte, inutile lamentarsi, il calcio è stato eletto sport più bello del mondo, in Italia ancor più, e così sia, sebbene accade a tutti, dall'operaio all'imprenditore, di sorprendersi di quanti soldi guadagnino coloro che fanno anche il lavoro più divertente: ed è normale appaia ingiusto, e anche un po' folle. Ma questo è un altro discorso. Per quanto ne so, nel tennis, invece, dai 200 in su si inizia a sopravvivere, nei top 100 a guadagnare, nei top 20 si diventa ricchi, nei top 5, ricchissimi: questo vale per tutti i giocatori del mondo, ma altre federazioni sostengono i propri giocatori in tutt'altra maniera.
Fuor di polemica, questo discorso fa immediatamente emergere che "quelli forti" nel tennis sono 100 in tutto il mondo, e, inoltre, quelli conosciuti dai più sono molti meno: una decina, di media, da coloro i quali mi pongono questa domanda.
Evidentemente allora la domanda è: perchè da un po' di tempo non vediamo un giocatore italiano nei top ten?
Evidentemente non è molto facile arrivare nei primi 10 del mondo in qualsiasi cosa, che sia in capacità di cucire, giocare a PES o vendere un libro.
Di italiani forti ce ne sono, e molti, ma i top ten non si creano, capitano; basti pensare a Federer che è svizzero, a Nadal che è maiorchino, Djokovic serbo, Davydenko russo: insomma non è dai top ten che si giudica una nazione nel tennis, ma, per esempio dal numero di giocatori che ha nei primi 100.
Non bisogna mai dimenticare che abbiamo sempre il mondo come riferimento...
Questo è un momento piuttosto positivo per il tennis italiano: in particolare grazie a due giocatori, Seppi e Bolelli, rispettivamente classe '84 e '85 che stanno salendo in classifica e sono reduci da un ottimo Wimbledon: entrambi sono usciti al terzo turno, ma il primo sconfitto da Marat Safin (di cui ho parlato due post fa), in quattro set combattutissimi (7-6 3-6 7-6 6-4); il secondo battuto da Lleyton Hewitt, australiano ex numero 1 ed ex vincitore di Wimbledon, ma dopo aver battuto nel secondo turno Fernando Gonzales, numero 15 del mondo.
Nei primi 100 della classifica pre-Wimbledon, oltre a Seppi (n.30) e a Bolelli (n.46) troviamo anche Starace (n.57) e Fognini (n.86, ma classe '87!).
Subito fuori dai top 100 Volandri e Cipolla, rispettivamente al n.120 e n.130.
Quindi, seppur senza lesinare critiche alla federazione e al sistema sociale Italia, dove scuola e sport sono considerati nemici invece che alleati nella crescita personale di un individuo, la situazione non è così male: gli italiani forti ci sono, da qualche tempo non c'è un fenomeno, ma quelli mica si possono creare, fenomeni si nasce...
Desidero quest'oggi puntualizzare alcune premesse che rendono mal posta la questione.
In un post precedente ho avuto il piacere di raccontare l'ascesa ideale di un tennista fino ai vertici: una delle conseguenze del discorso potrebbe essere che nel tennis basta semplicemente vincere. Non ci sono questioni di mercato, osservatori che ti debbano notare o allenatori che ti debbano "vedere": tu vai in campo e vinci, e se non perdi più, diventi il numero 1 al mondo.
Ovviamente questa idea, pur nel suo fascino, è miope nella realtà, perchè il tennista già forte a livello nazionale deve darsi completamente al tennis, allenamenti tutti i giorni e viaggi per il mondo, e il tutto a spese sue, essendo i finanziamenti della FIT, Federazione Italiana Tennis, insufficienti quando non ridicoli. Quindi in effetti non basta vincere, bisogna aver anche il denaro per poter giocare in giro per il mondo, almeno finchè si riesca non a guadagnare, ma almeno a rimanere in pari: ho conosciuto un ragazzo e una ragazza che sono stati 380 al mondo che hanno lasciato perchè non ci stavano più dentro con i soldi; chissà, magari, avevano raggiunto anche il loro limite massimo, certo è che pensare che il 380esimo giocatore al mondo non guadagni abbastanza per continuare a giocare, in un'Italia in cui in serie D di calcio è possibile -non è certo la norma, ma accade- guadagnare 70.000 euro l'anno, fa mangiare le mani al tennista.
D'altra parte, inutile lamentarsi, il calcio è stato eletto sport più bello del mondo, in Italia ancor più, e così sia, sebbene accade a tutti, dall'operaio all'imprenditore, di sorprendersi di quanti soldi guadagnino coloro che fanno anche il lavoro più divertente: ed è normale appaia ingiusto, e anche un po' folle. Ma questo è un altro discorso. Per quanto ne so, nel tennis, invece, dai 200 in su si inizia a sopravvivere, nei top 100 a guadagnare, nei top 20 si diventa ricchi, nei top 5, ricchissimi: questo vale per tutti i giocatori del mondo, ma altre federazioni sostengono i propri giocatori in tutt'altra maniera.
Fuor di polemica, questo discorso fa immediatamente emergere che "quelli forti" nel tennis sono 100 in tutto il mondo, e, inoltre, quelli conosciuti dai più sono molti meno: una decina, di media, da coloro i quali mi pongono questa domanda.
Evidentemente allora la domanda è: perchè da un po' di tempo non vediamo un giocatore italiano nei top ten?
Evidentemente non è molto facile arrivare nei primi 10 del mondo in qualsiasi cosa, che sia in capacità di cucire, giocare a PES o vendere un libro.
Di italiani forti ce ne sono, e molti, ma i top ten non si creano, capitano; basti pensare a Federer che è svizzero, a Nadal che è maiorchino, Djokovic serbo, Davydenko russo: insomma non è dai top ten che si giudica una nazione nel tennis, ma, per esempio dal numero di giocatori che ha nei primi 100.
Non bisogna mai dimenticare che abbiamo sempre il mondo come riferimento...
Questo è un momento piuttosto positivo per il tennis italiano: in particolare grazie a due giocatori, Seppi e Bolelli, rispettivamente classe '84 e '85 che stanno salendo in classifica e sono reduci da un ottimo Wimbledon: entrambi sono usciti al terzo turno, ma il primo sconfitto da Marat Safin (di cui ho parlato due post fa), in quattro set combattutissimi (7-6 3-6 7-6 6-4); il secondo battuto da Lleyton Hewitt, australiano ex numero 1 ed ex vincitore di Wimbledon, ma dopo aver battuto nel secondo turno Fernando Gonzales, numero 15 del mondo.
Nei primi 100 della classifica pre-Wimbledon, oltre a Seppi (n.30) e a Bolelli (n.46) troviamo anche Starace (n.57) e Fognini (n.86, ma classe '87!).
Subito fuori dai top 100 Volandri e Cipolla, rispettivamente al n.120 e n.130.
Quindi, seppur senza lesinare critiche alla federazione e al sistema sociale Italia, dove scuola e sport sono considerati nemici invece che alleati nella crescita personale di un individuo, la situazione non è così male: gli italiani forti ci sono, da qualche tempo non c'è un fenomeno, ma quelli mica si possono creare, fenomeni si nasce...
venerdì 27 giugno 2008
Ernests Gulbis: tra i top ten nel 2009
Oggi una breve segnalazione.
Il lettone Ernests Gulbis, classe 88, ha giocato ieri a Wimbledon una splendida partita contro il favorito Rafael Nadal, strappandogli il primo set e portandolo al tie break nel terzo.
Fondamentali molto forti, gesti eleganti, tocco di palla: grandissimo talento.
Giocatore davvero notevole, impressionante.
Dall'anno prossimo credo proprio che lo vedremo protagonista nel tennis che conta, ed è uno delle probabili prossime entrate nei top ten: e non mi stupirei se si rivelasse qualcosa di più...
Il lettone Ernests Gulbis, classe 88, ha giocato ieri a Wimbledon una splendida partita contro il favorito Rafael Nadal, strappandogli il primo set e portandolo al tie break nel terzo.
Fondamentali molto forti, gesti eleganti, tocco di palla: grandissimo talento.
Giocatore davvero notevole, impressionante.
Dall'anno prossimo credo proprio che lo vedremo protagonista nel tennis che conta, ed è uno delle probabili prossime entrate nei top ten: e non mi stupirei se si rivelasse qualcosa di più...
mercoledì 25 giugno 2008
Marat Safin, il genio del tennis
A Wimbledon abbiamo avuto le prime sorprese: Davydenko, numero 4 al mondo, eliminato in 3 set da Becker, fuori dai primi 100 in classifica (omonimo del celebre campione tedesco che detiene il record di più giovane vincitore di Wimbledon nella storia): d'altra parte, il russo è arrivato sull'erba senza essersi allenato su questa superficie, giocando anche settimana scorsa sulla terra rossa. Oggi la più grande e a me graditissima sorpresa è arrivata da un altro russo: Marat Safin ha eliminato il numero 3 del mondo Novak Djokovic. Sono entusiasta non certo per la disfatta in 3 set del buon "Nole", classe 87 e ancora molto da dare: ma per la vittoria di colui che è indubbiamente il più grande idolo tennistico della mia vita.
Classe '80, ex numero 1 del mondo e vincitore di 2 grandi slam, il russo è l'emblema del "genio e seregolatezza"; ecco un piccolo riassuntino dei momenti cardine della sua carriera by wikipedia.
"Ottiene il suo primo titolo del Grande Slam nel 2000 allo US Open a soli vent'anni, sconfiggendo nettamente il quattro volte vincitore Pete Sampras. Nello stesso anno Marat è numero 1 al mondo per 9 settimane. A tutti gli esperti questo sembra il momento della consacrazione definitiva: si prevede che il ragazzo russo dominerà il tennis per molti anni a venire. Queste previsioni si rivelano però troppo rosee: nonostante il suo grandissimo talento, la mancanza di concentrazione in partita e il poco impegno profuso negli allenamenti fanno sì che i risultati successivi di Safin siano piuttosto deludenti. A questo si aggiunge un infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dai campi di gioco per la quasi totalità della stagione 2003 e che comunque gli rende difficile trovare una condizione fisica ottimale. Marat deve attendere il 2005, in Australia, per vincere di nuovo un torneo del Grande Slam: sconfigge in finale il beniamino di casa Lleyton Hewitt.
La partita di quel torneo che viene maggiormente ricordata non è però la finale, ma l'epica semifinale che Safin gioca contro Roger Federer. Il russo vince al quinto set, dopo aver annullato una palla del match, e pone così fine alla striscia di 26 vittorie consecutive contro giocatori classificati fra i primi 10 del mondo del campione svizzero".
Quella partita è tra l'altro indiscutibilmente la partita più bella che io abbia mai visto: come accade adesso nella partite tra Federer e Nadal, è stata una partita in cui il livello di gioco si è alzato a tal punto che nessun altro avrebbe potuto reggere: il più classico degli scontri tra titani.
Se Federer è la bellezza, equilibrata e indiscutibile, Safin è il genio romantico, dai momenti assoluti ma dalla inevitabile discontinuità.
Anche nella vita, l'uno con la fidanzata fissa e senza mai momenti di ira fuori dalle righe, l'altro dalle innumerevoli ragazze strafighe (tanto da arrivare a coniare il termine "safinette") e che una partita sì e l'altra pure spacca racchette distruggendole per terra.
A proposito di racchetta: entrambe usata dai due fenomeni sono molto vicine all'inutilizzabilità, sebbene numerosissimi amatori o piccoli agonisti si cimentino nell'impresa di usarle. Parlo naturalmente della pesantissima Wilson di Roger e della rigidissima Head Prestige di Marat.
Federer sta facendo il conto con la storia, entrando nell'olimpo del tennis: Safin è troppo umano, ma se per uno c'è il più grande rispetto, la stima e l'inchino, l'amore e l'empatia sono tutti per il pazzo russo, che nei grandi scontri torna dare il massimo raggiungendo exploit impossibili ai più.
Magari al prossimo turno per de con Seppi, '84 italino numero 30 in grande ascesa: vedremo, mArat può vincere e perdere da chiunque.
Piuttosto che Federer-Nadal, sfida qualità-quantità, mi sarebbe piaciuto che il leit motiv di questi anni fosse stato Federer-Safin, razionalità-irrazionalità, scienza-arte. Chissà che non si incontrino in semifinale: nel tempio del tennis sarebbe uno spettacolo semplicemente straordinario.
Classe '80, ex numero 1 del mondo e vincitore di 2 grandi slam, il russo è l'emblema del "genio e seregolatezza"; ecco un piccolo riassuntino dei momenti cardine della sua carriera by wikipedia.
"Ottiene il suo primo titolo del Grande Slam nel 2000 allo US Open a soli vent'anni, sconfiggendo nettamente il quattro volte vincitore Pete Sampras. Nello stesso anno Marat è numero 1 al mondo per 9 settimane. A tutti gli esperti questo sembra il momento della consacrazione definitiva: si prevede che il ragazzo russo dominerà il tennis per molti anni a venire. Queste previsioni si rivelano però troppo rosee: nonostante il suo grandissimo talento, la mancanza di concentrazione in partita e il poco impegno profuso negli allenamenti fanno sì che i risultati successivi di Safin siano piuttosto deludenti. A questo si aggiunge un infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dai campi di gioco per la quasi totalità della stagione 2003 e che comunque gli rende difficile trovare una condizione fisica ottimale. Marat deve attendere il 2005, in Australia, per vincere di nuovo un torneo del Grande Slam: sconfigge in finale il beniamino di casa Lleyton Hewitt.
La partita di quel torneo che viene maggiormente ricordata non è però la finale, ma l'epica semifinale che Safin gioca contro Roger Federer. Il russo vince al quinto set, dopo aver annullato una palla del match, e pone così fine alla striscia di 26 vittorie consecutive contro giocatori classificati fra i primi 10 del mondo del campione svizzero".
Quella partita è tra l'altro indiscutibilmente la partita più bella che io abbia mai visto: come accade adesso nella partite tra Federer e Nadal, è stata una partita in cui il livello di gioco si è alzato a tal punto che nessun altro avrebbe potuto reggere: il più classico degli scontri tra titani.
Se Federer è la bellezza, equilibrata e indiscutibile, Safin è il genio romantico, dai momenti assoluti ma dalla inevitabile discontinuità.
Anche nella vita, l'uno con la fidanzata fissa e senza mai momenti di ira fuori dalle righe, l'altro dalle innumerevoli ragazze strafighe (tanto da arrivare a coniare il termine "safinette") e che una partita sì e l'altra pure spacca racchette distruggendole per terra.
A proposito di racchetta: entrambe usata dai due fenomeni sono molto vicine all'inutilizzabilità, sebbene numerosissimi amatori o piccoli agonisti si cimentino nell'impresa di usarle. Parlo naturalmente della pesantissima Wilson di Roger e della rigidissima Head Prestige di Marat.
Federer sta facendo il conto con la storia, entrando nell'olimpo del tennis: Safin è troppo umano, ma se per uno c'è il più grande rispetto, la stima e l'inchino, l'amore e l'empatia sono tutti per il pazzo russo, che nei grandi scontri torna dare il massimo raggiungendo exploit impossibili ai più.
Magari al prossimo turno per de con Seppi, '84 italino numero 30 in grande ascesa: vedremo, mArat può vincere e perdere da chiunque.
Piuttosto che Federer-Nadal, sfida qualità-quantità, mi sarebbe piaciuto che il leit motiv di questi anni fosse stato Federer-Safin, razionalità-irrazionalità, scienza-arte. Chissà che non si incontrino in semifinale: nel tempio del tennis sarebbe uno spettacolo semplicemente straordinario.
domenica 15 giugno 2008
Vademecum all'anno tennistico, all'attuale situazione e ai suoi protagonisti
(in effetti è naturale che dalla terra nasca l'erba...)
L'anno tennistico può essere suddiviso in 4 grandi periodi, caratterizzati dalla superficie e dalla geografia dei principali tornei del periodo:
l'inizio dell'anno sul cemento australiano fino all'Australian Open subito a metà Gennaio;
la primavera sulla terra rossa europea fino al Roland Garros, che si tiene a cavallo di Maggio e Giugno);
l'affascinante quanto troppo breve stagione sull'erba (sempre europea) fino a Wimbledon (tra Giugno e Luglio);
la lunga stagione del cemento americano fino agli U.S.Open (tra Agosto e Settembre). Fa da fanalino di coda la Masters Cup a Shangai in Novembre, e la finale della Coppa Davis, il torneo annuale a squadre nazionali (4 singoli e un doppio) che si gioca durante l'anno.
In effetti la stagione non è poi così schematica, essendoci tornei anche qua e là per il mondo, però è utile avere un quadro riassuntivo per avere un'idea complessiva dei principali appuntamenti.
Per noi europei evidentemente è la primavera e l'inizio dell'estate il periodo più entusiasmante anche per la possibilità di seguire in diretta le partite agli orari più favorevoli, praticamente senza fuso orario.
Cerchiamo di fare un riassuntino della stagione in corso, contestualizzando la situazione.
Il numero 1 al mondo è Roger Federer, classe 81, svizzero, da 228 settimane consecutive, record di tutti i tempi.
Numero 2, Rafael Nadal, classe '86, spagnolo, e probabile prossimo numero 1: sempre Federer permettendo.
Numero 3, Novak Djokovic, classe 87, serbo, altro candidato a numero 1 futuro, esploso l'anno scorso e vincitore degli Australian Open di quest'anno.
Poi, tutti gli altri, la distanza ai punti dice questo:
6675, 5585, 5225;
il quarto ne ha 3050...
Quest'anno Djokovic ha vinto il primo Slam, l'Australian Open, battendo a sorpresa Roger Federer in semifinale; Nadal ha vinto per la quarta volta consecutiva il Roland Garros incontrando in finale di nuovo il numero 1 del mondo; ci si appresta a Wimbledon dove Roger cercherà il sesto successo consecutivo, record mai raggiunto da nessuno.
Si sono giocati 5 dei 9 Masters Series: Djokovic ha vinto Indian Wells, e Davydenko (numero 4 del mondo) ha vinto Miami, entrambi sul "veloce" (superficie sintetica, "carpet", o cemento, "hard"); nella stagione sulla terra Nadal la fa da padrone, vincendo Montecarlo e Amburgo e perdendo a Roma al primo turno causa vesciche ai piedi.
Come si sono presentati i primi 3 giocatori del mondo sull'erba? Al meglio:
Federer ha vinto il quinto titolo ad Halle (per lui consecutivo, non avendo partecipato l'anno scorso; è stato anche il primo titolo della stagione, viziata dalla mononucleosi che l'ha colpito all'inizio del'anno), Nadal ha vinto il primo torneo sull'erba della sua carriera al Queen's battendo in finale, naturalmente, Novak Djokovic. Entrambi i tornei non sono Masters Series, ma necessitano attenzione essendo gli unici tornei sull'erba degni di nota oltre a Wimbledon.
Nel tennis ci sono tanti tennisti specialisti della terra rossa, e altri specialisti del "veloce": per fare un esempio di quanto grande sia la differenza tra le due superfici, Pete Sampras, grande numero 1 prima di Federer e attuale detentore del record di tornei dello slam vinti in carriera (14: ma Federer è a 12 ed ha solo 27 anni) con 7 Wimbledon, 5 U.S. Open e 2 Australian Open, faticava al Roland Garros, dove non ha mai superato la semifinale. Federer invece ha già raggiunto 3 finali nello Slam di Francia, convincendo sempre più d'essere il giocatore più forte d'ogni tempo, ma, forse ancor più sorprendente, Nadal ha raggiunto 2 finali a Wimbledon costringendo l'anno scorso Federer ad una vittoria sofferta solo al quinto set.
Oggi ha vinto il primo torneo sull'erba, battendo anche Andy Roddick, 4 volte vincitore al Queen's.
Vincerà anche Wimbledon? Difficile a dirsi, ma molto più difficile sarà vedere una finale diversa da Federer-Nadal.
Nadal è esploso al Roland Garros 2004, alla tenera età di 18 anni: un fenomeno, certo, sulla terra rossa; l'ennesimo spagnolo(insieme ai sud americani i massimi esperti per tradizione della terra battuta o terra rossa) che "rema", cioè gioca un tennis difensivo, correndo come un matto e sbagliando pochissimo. Questi giocatori, degni di stima per la grinta e la fatica e la determinazione, creano però poco gioco e poco spettacolo, hanno meno talento rispetto ad altri ed è proprio la terra rossa, coi suoi ampi rimbalzi, che permette loro grandi recuperi e scambi lunghissimi. Giocatori di quantità, insomma, non di qualità. I giocatori di maggior talento, escono generalmente meglio su terreni più veloci, sull'erba in primis (Federer detiene il record di vittorie consecutive sull'erba, ancora in corso:con oggi 59; il record precedente di Borg era di 41).
Nadal è un terraiolo? Sì, ma probabilmente il migliore di tuttti i tempi (di Nadal il record di vittorie consecutive sulla terra rossa, 81, interrotto naturalmente da Federer ad Amburgo l'anno scorso; per capire la dimensione del numero, il record precedente era di Vilas, 53) e non solo: due anni fa ha dimostrato di saper giocare anche sull'erba, l'anno scorso ha dimostrato di poter vincere Wimbledon, quest'oggi ha vinto il primo torneo sull'erba: evidentemente è un numero 1, al secondo posto solo a causa di Roger.
Lo spettacolo sull'erba è dunque sempre migliore? In realtà: no, perchè, rovescio della medaglia, la grande velocità della superficie permette a giocatori molto alti dotati di un servizio fortissimo la realizzazioni di molti ace (servizi vincenti in cui l'avversario non riesce neppure a toccare la palla) togliendo vivacità alle partite in cui molti punti non iniziano neppure. Tuttavia la preferisco ad ogni altra superficie: sarà la sua rarità, sarà lo spirito britannico e la tradizione (a Wimbledon si gioca tutti vestiti di bianco), sarà la propensione al gioco al volo tanto divertente quanto sempre più in via d'estinzione a causa della velocità della palla: saranno anche gli 8 campi in diretta gestiti da Sky Sport...
L'anno tennistico può essere suddiviso in 4 grandi periodi, caratterizzati dalla superficie e dalla geografia dei principali tornei del periodo:
l'inizio dell'anno sul cemento australiano fino all'Australian Open subito a metà Gennaio;
la primavera sulla terra rossa europea fino al Roland Garros, che si tiene a cavallo di Maggio e Giugno);
l'affascinante quanto troppo breve stagione sull'erba (sempre europea) fino a Wimbledon (tra Giugno e Luglio);
la lunga stagione del cemento americano fino agli U.S.Open (tra Agosto e Settembre). Fa da fanalino di coda la Masters Cup a Shangai in Novembre, e la finale della Coppa Davis, il torneo annuale a squadre nazionali (4 singoli e un doppio) che si gioca durante l'anno.
In effetti la stagione non è poi così schematica, essendoci tornei anche qua e là per il mondo, però è utile avere un quadro riassuntivo per avere un'idea complessiva dei principali appuntamenti.
Per noi europei evidentemente è la primavera e l'inizio dell'estate il periodo più entusiasmante anche per la possibilità di seguire in diretta le partite agli orari più favorevoli, praticamente senza fuso orario.
Cerchiamo di fare un riassuntino della stagione in corso, contestualizzando la situazione.
Il numero 1 al mondo è Roger Federer, classe 81, svizzero, da 228 settimane consecutive, record di tutti i tempi.
Numero 2, Rafael Nadal, classe '86, spagnolo, e probabile prossimo numero 1: sempre Federer permettendo.
Numero 3, Novak Djokovic, classe 87, serbo, altro candidato a numero 1 futuro, esploso l'anno scorso e vincitore degli Australian Open di quest'anno.
Poi, tutti gli altri, la distanza ai punti dice questo:
6675, 5585, 5225;
il quarto ne ha 3050...
Quest'anno Djokovic ha vinto il primo Slam, l'Australian Open, battendo a sorpresa Roger Federer in semifinale; Nadal ha vinto per la quarta volta consecutiva il Roland Garros incontrando in finale di nuovo il numero 1 del mondo; ci si appresta a Wimbledon dove Roger cercherà il sesto successo consecutivo, record mai raggiunto da nessuno.
Si sono giocati 5 dei 9 Masters Series: Djokovic ha vinto Indian Wells, e Davydenko (numero 4 del mondo) ha vinto Miami, entrambi sul "veloce" (superficie sintetica, "carpet", o cemento, "hard"); nella stagione sulla terra Nadal la fa da padrone, vincendo Montecarlo e Amburgo e perdendo a Roma al primo turno causa vesciche ai piedi.
Come si sono presentati i primi 3 giocatori del mondo sull'erba? Al meglio:
Federer ha vinto il quinto titolo ad Halle (per lui consecutivo, non avendo partecipato l'anno scorso; è stato anche il primo titolo della stagione, viziata dalla mononucleosi che l'ha colpito all'inizio del'anno), Nadal ha vinto il primo torneo sull'erba della sua carriera al Queen's battendo in finale, naturalmente, Novak Djokovic. Entrambi i tornei non sono Masters Series, ma necessitano attenzione essendo gli unici tornei sull'erba degni di nota oltre a Wimbledon.
Nel tennis ci sono tanti tennisti specialisti della terra rossa, e altri specialisti del "veloce": per fare un esempio di quanto grande sia la differenza tra le due superfici, Pete Sampras, grande numero 1 prima di Federer e attuale detentore del record di tornei dello slam vinti in carriera (14: ma Federer è a 12 ed ha solo 27 anni) con 7 Wimbledon, 5 U.S. Open e 2 Australian Open, faticava al Roland Garros, dove non ha mai superato la semifinale. Federer invece ha già raggiunto 3 finali nello Slam di Francia, convincendo sempre più d'essere il giocatore più forte d'ogni tempo, ma, forse ancor più sorprendente, Nadal ha raggiunto 2 finali a Wimbledon costringendo l'anno scorso Federer ad una vittoria sofferta solo al quinto set.
Oggi ha vinto il primo torneo sull'erba, battendo anche Andy Roddick, 4 volte vincitore al Queen's.
Vincerà anche Wimbledon? Difficile a dirsi, ma molto più difficile sarà vedere una finale diversa da Federer-Nadal.
Nadal è esploso al Roland Garros 2004, alla tenera età di 18 anni: un fenomeno, certo, sulla terra rossa; l'ennesimo spagnolo(insieme ai sud americani i massimi esperti per tradizione della terra battuta o terra rossa) che "rema", cioè gioca un tennis difensivo, correndo come un matto e sbagliando pochissimo. Questi giocatori, degni di stima per la grinta e la fatica e la determinazione, creano però poco gioco e poco spettacolo, hanno meno talento rispetto ad altri ed è proprio la terra rossa, coi suoi ampi rimbalzi, che permette loro grandi recuperi e scambi lunghissimi. Giocatori di quantità, insomma, non di qualità. I giocatori di maggior talento, escono generalmente meglio su terreni più veloci, sull'erba in primis (Federer detiene il record di vittorie consecutive sull'erba, ancora in corso:con oggi 59; il record precedente di Borg era di 41).
Nadal è un terraiolo? Sì, ma probabilmente il migliore di tuttti i tempi (di Nadal il record di vittorie consecutive sulla terra rossa, 81, interrotto naturalmente da Federer ad Amburgo l'anno scorso; per capire la dimensione del numero, il record precedente era di Vilas, 53) e non solo: due anni fa ha dimostrato di saper giocare anche sull'erba, l'anno scorso ha dimostrato di poter vincere Wimbledon, quest'oggi ha vinto il primo torneo sull'erba: evidentemente è un numero 1, al secondo posto solo a causa di Roger.
Lo spettacolo sull'erba è dunque sempre migliore? In realtà: no, perchè, rovescio della medaglia, la grande velocità della superficie permette a giocatori molto alti dotati di un servizio fortissimo la realizzazioni di molti ace (servizi vincenti in cui l'avversario non riesce neppure a toccare la palla) togliendo vivacità alle partite in cui molti punti non iniziano neppure. Tuttavia la preferisco ad ogni altra superficie: sarà la sua rarità, sarà lo spirito britannico e la tradizione (a Wimbledon si gioca tutti vestiti di bianco), sarà la propensione al gioco al volo tanto divertente quanto sempre più in via d'estinzione a causa della velocità della palla: saranno anche gli 8 campi in diretta gestiti da Sky Sport...
venerdì 13 giugno 2008
L'ascesa del tennista ideale tra i diversi livelli dei tornei internazionali
La stagione tennistica corrisponde all'anno solare: questo fa sì che tra una stagione e l'altra non ci sia una vera e propria tregua. Ogni professionista sceglie secondo le proprie potenzialità e le proprie attitudini le tappe della sua stagione, i periodi di riposo, ecc. Evidentemente, essendo il tennis uno sport di tornei, che non prevede un campionato, le scelte possono cambiare anche in itinere a seconda dei risultati. Il potere di scelta, non è libero volere dei giocatori, anzi: vengono infatti accettati nei tabelloni dei tornei sulla base della loro classifica mondiale. Evidentemente il numero 1 del mondo non sarà rifiutato da nessuna parte: ma altrettanto evidentemente, dall'alto della sua posizione, sceglierà i tornei più importanti,che sono poi gli stessi che, generalmente, hanno un montepremi maggiore, in denaro e in punti.
E gli altri?
Gli altri si fanno, se non ci sono contemporaneamente tornei più importanti a cui riescano a partecipare direttamente dal tabellone finale, le qualificazioni: un tabellone che permette ai 4 semifinalisti di entrare nel tabellone principale. Naturalmente, anche per entrare in questo tabellone di qualificazione è necessaria una certa classifica, possono esistere quindi tabelloni preliminari, fino ad una selezione che esclude i meno quotati. Unica altra possibilità, le wild cards, che sono inviti che i gestori del torneo possono regalare a giocatori che non avrebbero la classifica per partecipare: vengono di solito favoriti giovani promettenti, giocatori autoctoni o vecchie glorie.
Faccio un esempio, l'iter di un giocatore italiano, mettiamo..
Io, se da domani giocassi come Federer. Potrei direttamente iscrivermi ai principali tornei nazionali, Open appunto, e vincerli tutti, acquisendo punti ad ogni vittoria, così da entrare nei primi 500 circa in Italia (il sistema delle classifiche italiane lo spiegherò in un altro post)e iniziare a partecipare ai tornei internazionali meno importanti, naturalmente dalle qualificazioni. Vincendoli o comunque ottenendo buoni risultati conquisterei i miei primi punti internazionali (chiamati anche punti ATP, "Association of Tennis Professionals", che è l'associazione che riunisce i giocatori professionisti di tennis di tutto il mondo) validi per la classifica mondiale. A questo punto potrei entrare in tornei più importanti che valgono più punti, e così via.
La classifica mondiale di riferimento è la ATP Entry Ranking. Da qualche anno è stata istituita anche una seconda classifica, la ATP Race: questa classifica tiene in considerazioni solo i risultati della stagione. Ad inizio anno si parte tutti da zero e alla fine dell'anno gli 8 giocatori che hanno conquistato più punti competono per la Masters Cup. Tuttavia, essendo il tennis uno sport di tradizione, continua a prevalere l'interesse, il prestigio e l'importanza dei 4 tornei del Grande Slam rispetto alla coppa di miglior giocatore dell'anno, e la permanenza come numero 1 nella classifica tradizionale rispetto all'apparizione nella nuova (evidentemente comunque a fine anno le due classifiche finiscono per assomigliarsi molto...).
Dopo il viaggio del tennista dal basso verso l'alto, ecco il viaggio dello spettatore, dall'alto verso il basso: i tornei per tipo, dai più importanti ai meno importanti.
[GENERE TORNEO: numero tornei del genere, montepremi, punti ATP al vincitore]
1) GRAND SLAMS: 4, 6.784.000-19.000.000, 1000.
Autralian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open.
(Prendendo in prestito un termine del bridge indicante il miglior punteggio che si può realizzare, chi vince tutti e 4 questi tornei in un asola stagione si dice abbia vinto o fatto il "grande Slam", e questi tornei vengono comunenemente chiamati "slam").
2) ATP MASTERS CUP: 1, 4.450.000, 550-750. (Torneo anomalo, con ue gironi da quattro all'italiana, semifinali e finali: partecipano i primi 8 gioctori dell'anno).
3) ATP MASTERS SERIES: 9, 2.450.000-3.450.000, 500.
(Il torneo di Roma, quello di Montecarlo per esempio. In realtà di anno in anno possono subire leggere modifiche, di numero e locazione).
4) ATP INTERNATIONAL SERIES GOLD: 9, 755.000-1.426.250, 250-300.
5) ATP INTERNATIONAL SERIES: 43, 416.000-1.000.000, 175-250.
6) ATP CHALLENGER SERIES: 115, 25.000-150.000, 50-100.
7) FUTURES: 420, 10.000 e 15.000, 12-24.
E gli altri?
Gli altri si fanno, se non ci sono contemporaneamente tornei più importanti a cui riescano a partecipare direttamente dal tabellone finale, le qualificazioni: un tabellone che permette ai 4 semifinalisti di entrare nel tabellone principale. Naturalmente, anche per entrare in questo tabellone di qualificazione è necessaria una certa classifica, possono esistere quindi tabelloni preliminari, fino ad una selezione che esclude i meno quotati. Unica altra possibilità, le wild cards, che sono inviti che i gestori del torneo possono regalare a giocatori che non avrebbero la classifica per partecipare: vengono di solito favoriti giovani promettenti, giocatori autoctoni o vecchie glorie.
Faccio un esempio, l'iter di un giocatore italiano, mettiamo..
Io, se da domani giocassi come Federer. Potrei direttamente iscrivermi ai principali tornei nazionali, Open appunto, e vincerli tutti, acquisendo punti ad ogni vittoria, così da entrare nei primi 500 circa in Italia (il sistema delle classifiche italiane lo spiegherò in un altro post)e iniziare a partecipare ai tornei internazionali meno importanti, naturalmente dalle qualificazioni. Vincendoli o comunque ottenendo buoni risultati conquisterei i miei primi punti internazionali (chiamati anche punti ATP, "Association of Tennis Professionals", che è l'associazione che riunisce i giocatori professionisti di tennis di tutto il mondo) validi per la classifica mondiale. A questo punto potrei entrare in tornei più importanti che valgono più punti, e così via.
La classifica mondiale di riferimento è la ATP Entry Ranking. Da qualche anno è stata istituita anche una seconda classifica, la ATP Race: questa classifica tiene in considerazioni solo i risultati della stagione. Ad inizio anno si parte tutti da zero e alla fine dell'anno gli 8 giocatori che hanno conquistato più punti competono per la Masters Cup. Tuttavia, essendo il tennis uno sport di tradizione, continua a prevalere l'interesse, il prestigio e l'importanza dei 4 tornei del Grande Slam rispetto alla coppa di miglior giocatore dell'anno, e la permanenza come numero 1 nella classifica tradizionale rispetto all'apparizione nella nuova (evidentemente comunque a fine anno le due classifiche finiscono per assomigliarsi molto...).
Dopo il viaggio del tennista dal basso verso l'alto, ecco il viaggio dello spettatore, dall'alto verso il basso: i tornei per tipo, dai più importanti ai meno importanti.
[GENERE TORNEO: numero tornei del genere, montepremi, punti ATP al vincitore]
1) GRAND SLAMS: 4, 6.784.000-19.000.000, 1000.
Autralian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open.
(Prendendo in prestito un termine del bridge indicante il miglior punteggio che si può realizzare, chi vince tutti e 4 questi tornei in un asola stagione si dice abbia vinto o fatto il "grande Slam", e questi tornei vengono comunenemente chiamati "slam").
2) ATP MASTERS CUP: 1, 4.450.000, 550-750. (Torneo anomalo, con ue gironi da quattro all'italiana, semifinali e finali: partecipano i primi 8 gioctori dell'anno).
3) ATP MASTERS SERIES: 9, 2.450.000-3.450.000, 500.
(Il torneo di Roma, quello di Montecarlo per esempio. In realtà di anno in anno possono subire leggere modifiche, di numero e locazione).
4) ATP INTERNATIONAL SERIES GOLD: 9, 755.000-1.426.250, 250-300.
5) ATP INTERNATIONAL SERIES: 43, 416.000-1.000.000, 175-250.
6) ATP CHALLENGER SERIES: 115, 25.000-150.000, 50-100.
7) FUTURES: 420, 10.000 e 15.000, 12-24.
mercoledì 11 giugno 2008
Avevo dimenticato il tennis...
Riprendendo con variatio la celebre frase di Morpheus in Matrix, pronunciata a Neo, mentre sono all'interno di "Struttura", programma di caricamento e allenamento:
Il tuo aspetto attuale è quello che noi chiamiamo "immagine residua di sé", la proiezione mentale del tuo io digitale.
definirei il mio blog
la proiezione digitale del mio io mentale.
Per farlo, però, devo iniziare a trattare un altro argomento pregnante nella mia esistenza: il tennis.
Strano non mi sia ancora espresso a proposito, perchè il tennis è parte di me molto più del cinema, che ora è al primo posto tra gli argomenti più trattati; strano perchè è con me da ormai più di 18 anni.
Un amore lungo, ma travagliato e con continui sbalzi d'umore, e per rimaner in amor di citazione:
Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior
"Odio e amo. Perchè io faccia questo, forse domandi.
Non so, ma sento che accade e soffro"
["excrucior" è più forte di "soffro" ma "mi tormento" dà un tono riflessivo assente nell'originale]
Perdonate il pastiche di sacro e profano.
E torniamo al tennis.
In effetti ho alternato periodi di passione dal gioco continuo e voglia di risultati -anche ottenuti, nella mia modestia- a periodi senza un match e malavoglia, fino a tornare a guardare tutte le partite di Wimbledon senza perdere di vista i campi neanche sotto i teloni per la pioggia.
Avevo intenzione, e la mantengo, di spiegare il "tennis da vedere" ai non addetti ai lavori: per quello da giocare vi aspetto in campo.
Nel frattempo, uno spunto per la contemporaneità: cosa c'è adesso da vedere.
Contestualizzando, sappiate che è appena finita la stagione dei tornei su terra rossa, e comincia la tanto breve quanto affascinante stagione sull'erba.
The Artois Championship al Queen's Club di Londra e il Gerry Weber Open di Halle si dividono i campioni questa settimana, gustosi antipasti al lauto Wimbledon, il torneo dei tornei.
Il Queen's è trasmesso da Eurosport, mentre il torneo di Halle non è trasmesso da SKY SPORT; essendo però proprio qui Roger Federer, numero 1 al mondo, e magico proprio sull'erbetta, sono lieto di comunicarvi che le semifinali e le finali potrete vederle sul tedesco ZDF, canale 546 del decoder Sky.
Sabato 14: Una semifinale in diretta dalle 14 alle 16
Domenica 15: Finale in DIRETTA alle 15
Certo la telecronaca non è quel capolavoro misto d'intrattenimento, consapevolezza e ironia che è proprio della coppia Tommasi-Clerici, e non è neppure in italiano.
Il bel gioco, del resto, non ha bisogno di sottotitoli....
Il tuo aspetto attuale è quello che noi chiamiamo "immagine residua di sé", la proiezione mentale del tuo io digitale.
definirei il mio blog
la proiezione digitale del mio io mentale.
Per farlo, però, devo iniziare a trattare un altro argomento pregnante nella mia esistenza: il tennis.
Strano non mi sia ancora espresso a proposito, perchè il tennis è parte di me molto più del cinema, che ora è al primo posto tra gli argomenti più trattati; strano perchè è con me da ormai più di 18 anni.
Un amore lungo, ma travagliato e con continui sbalzi d'umore, e per rimaner in amor di citazione:
Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior
[Catullo]
"Odio e amo. Perchè io faccia questo, forse domandi.
Non so, ma sento che accade e soffro"
["excrucior" è più forte di "soffro" ma "mi tormento" dà un tono riflessivo assente nell'originale]
Perdonate il pastiche di sacro e profano.
E torniamo al tennis.
In effetti ho alternato periodi di passione dal gioco continuo e voglia di risultati -anche ottenuti, nella mia modestia- a periodi senza un match e malavoglia, fino a tornare a guardare tutte le partite di Wimbledon senza perdere di vista i campi neanche sotto i teloni per la pioggia.
Avevo intenzione, e la mantengo, di spiegare il "tennis da vedere" ai non addetti ai lavori: per quello da giocare vi aspetto in campo.
Nel frattempo, uno spunto per la contemporaneità: cosa c'è adesso da vedere.
Contestualizzando, sappiate che è appena finita la stagione dei tornei su terra rossa, e comincia la tanto breve quanto affascinante stagione sull'erba.
The Artois Championship al Queen's Club di Londra e il Gerry Weber Open di Halle si dividono i campioni questa settimana, gustosi antipasti al lauto Wimbledon, il torneo dei tornei.
Il Queen's è trasmesso da Eurosport, mentre il torneo di Halle non è trasmesso da SKY SPORT; essendo però proprio qui Roger Federer, numero 1 al mondo, e magico proprio sull'erbetta, sono lieto di comunicarvi che le semifinali e le finali potrete vederle sul tedesco ZDF, canale 546 del decoder Sky.
Sabato 14: Una semifinale in diretta dalle 14 alle 16
Domenica 15: Finale in DIRETTA alle 15
Certo la telecronaca non è quel capolavoro misto d'intrattenimento, consapevolezza e ironia che è proprio della coppia Tommasi-Clerici, e non è neppure in italiano.
Il bel gioco, del resto, non ha bisogno di sottotitoli....
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