venerdì 14 marzo 2008

Il trailer come un aroma.

Stasera cinema?

E così si decide, si va e se non si è abbonati o affezionati ad una rivista di cinema, la  scelta del film dipenderà dal passaparola, dai titoli e... dai trailer.
Il passaparola,
bè, necessita qualcuno di cui ci si fida: rimane un ottimo sistema;
i titoli,
molto importanti (incontrando tuttavia molti film stranieri ho già ricordato l'attenzione maniacale necessaria atta a evitare gli infelici virtuosismi dei titolisti italiani: un qualsiasi "Up the creek" non avrebbe mai immaginato di divenire "Zattere, pupe, porcelloni e gommoni", eppure, l'hanno fatto davvero, o per tornare ai nostri giorni, se cercate "Happily N'Ever After", lo potete trovare solo travestito da "Cenerentola e gli 007 nani" -oltretutto, Cenerentola, non Biancaneve: assurdo...);
i trailer.
Ah, belli i trailer, qualche immagine di presentazione del film, qualche frasetta giusta, scritta o parlata, e via a conquistare la nostra curiosità!
Sono il profumo della pietanza,
una bella foto di una città,
la descrizione di un tipo, un personaggio, che devi troppo incontrare:
cosicchè, incuriosito, sentendo il profumino del pane appena sfornato prendi una soffice focaccia;
dopo le foto dell'amico andrai a vedere di persona quella città, e ne godrai;
vorrai conoscere quel personaggio di cui ti hanno tanto parlato e ne rimarrai affascinato.
O forse no,forse rimarrai deluso:
la focaccia troppo unta;
la città troppo inquinata;
il personaggio, solo una persona un po' strana.
Quello è però il passo successivo,
il profumo, le foto, la descrizione, hanno raggiunto il loro scopo:
incuriosire, attrarre, affascinare.
Così è il trailer: non ha importanza se poi il film soddisfi o meno,
deve solo mandarti a vederlo.
O così dovrebbe essere. 
Ultimamente i trailer invece sono lunghissimi,
raccontano il film, non lo presentano soltanto,
sprecano le battute migliori,
anticipano le sorprese:
non più profumi,
sono racconti dettagliatissimi ed eccitatissimi:
e dopo che il fornaio ci racconta per un'ora quanto è buona la sua focaccia,
dopo ore di amico che presenta la città visitata come assoluta,
e dopo troppe citazioni di quell'amico personaggio...
La focaccia ci va di traverso senza neppure un assaggio,
la città diverrà l'ultima della lista delle città da visitare,
il personaggio ci sta già sul cazzo prima di conoscerlo.

Chi si ricorda il trailer di Kill Bill Volume 2?
Quello sì, era un profumo soave, un accenno e... nulla più:
un'esca irresistibile.
O traileristi miei, fatte i bravini:
io non voglio sapere come va il film, l'intreccio, gli amori,
e non voglio intuire la fine del film... dal trailer!
Perchè poi il film rischia di deludere, di non dare più di quanto ci aspettassimo,
di risultare prevedibile.
Sempre che io sia andato a vederlo e non mi abbiate nauseato prima.
Non mi lasciate di imprevedibile solo la traduzione del titolo.

L'aroma.

Quello è cio che desideriamo tutti, e basta:
l'aroma del film.

Lasciateci godere il nostro caffè.

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