Era il 1755: Paquale Paoli la rese indipendente, e loro non l'hanno più dimenticato. Anche se già nel 1769 quell'indipendenza la persero, e ancora oggi non sono riusciti a riconquistarsela, loro, i còrsi, continuano a sperare, sopportando con fastidio "gli invasori francesi". Nazione strana la Corsica... volevo dire, regione strana... ah no, perchè in realtà di regioni ce ne sono due nell'isola: l'Haut-Corse e la Corse-du-Sud: bè, isola strana, di mare e montagna, di pesce e cinghiale, e di Napoleone, anche. Per i còrsi, è loro e di nessun altro, loro che in effetti non sono nè carne nè pesce, o forse entrambi. Sui cartelli i nomi dei paesi e delle zone vengono scritti in entrambe le lingue, il francese (o l'italiano nei nomi italiani) e il còrso, e non capita raramente di trovare cancellato il nome ufficiale, sia esso transalpineggiante come Saint Florent (San Fiurenzu) o stivaloso come Bonifacio (Bunifaziu).
Tra stradine e stradicciole dai continui tornanti, un sssssssssss sostenuto a pregarci di godere il tutto in silenzio, l'abbiamo girata in lungo e in largo, dal sud-est al sud-ovest e poi su, passando per le montagne centrali fino al nord, tra foreste, cascate, isolotti, bagni caldi, torrenti ghiacciati, un deserto, per paesucoli e cittadine e per caratteristici ristoranti, un po' con la tenda, un po' in più comode camere, guidati da cartina e navigatore, ma anche con la guida e soprattutto alla guida della mia povera autovettura che è tornata del colore della terra: e vi assicuro che prima era nera.
Filmando e fotografando qua e là, ma anche qui e laggiù, mi sono ritrovato a rivivere il tutto montandolo e questa volta l'italiano ci azzecca col bisticcio verbale, perchè fare del video editing è un po' domare un cavallo imbizzarrito, e dopo il montaggio ci si ritrova stremati come immagino accada dopo la monta.
Quindi la vacanza, intesa nel caso specifico come mia assenza, si è protratta finora, ed è un piacere tornare a scrivere, ancor più dopo che insieme ad alcuni inviti verbali ne è arrivato addirittura uno scritto: non era proprio più il caso di attendere oltre.
Che poi se fossi un blogger professionista, avrei scritto anche da là, da un internet point, o col portatile (che in realtà mi sono ben guardato dal portare), ma sono un dilettante e come nella boxe la differenza è molto semplice: il professionista combatte, ehm, scrive, per denaro, il dilettante per diletto e con diletto. Ecco tornata, dunque, anche la mia proiezione digitale, il viaggio è stato semplicemente splendido e certamente il merito non va solo alla magnifica isola, ma anche e soprattutto alla mia infaticabile, bellissima, inseparabile compagna di viaggio:
la Clio.
Ah sì,
un grazie e un bacio anche a quella che si sedeva sul sedile anteriore...
mercoledì 27 agosto 2008
martedì 5 agosto 2008
Vacanza come assenza da qui, ma altrove presenza!
Un anno fa quest'oggi partii per Atene, senza avere in mano null'altro che il biglietto aereo e a fianco la mia ragazza.
Girammo un po' per volontà un po' per caso,
Mikonos dei localini e dei mulini
(con gita a Delos isola della storia),
Santorini dalle case come neve e la caldera infinita,
Milos paesaggio lunare
per tornare ad Atene e alla sua
Acropoli grandezza dei Greci.
Il tutto senza cercare le case, ma attendendo che scesi dal traghetto fossero loro a trovare noi.
Domani, un anno e un giorno dopo si riparte, con null'altro che il biglietto della nave per la Corsica, io e la mia ragazza, che è rimasta la stessa, ma stavolta colla mia fedele automobile e attrezzatura da campeggio.
L'anno scorso tornai la sera di Ferragosto, quest'anno tornerò il 18.
A rivederci, tanti saluti e baci!
Girammo un po' per volontà un po' per caso,
Mikonos dei localini e dei mulini
(con gita a Delos isola della storia),
Santorini dalle case come neve e la caldera infinita,
Milos paesaggio lunare
per tornare ad Atene e alla sua
Acropoli grandezza dei Greci.
Il tutto senza cercare le case, ma attendendo che scesi dal traghetto fossero loro a trovare noi.
Domani, un anno e un giorno dopo si riparte, con null'altro che il biglietto della nave per la Corsica, io e la mia ragazza, che è rimasta la stessa, ma stavolta colla mia fedele automobile e attrezzatura da campeggio.
L'anno scorso tornai la sera di Ferragosto, quest'anno tornerò il 18.
A rivederci, tanti saluti e baci!
domenica 3 agosto 2008
I quattro moschettieri di Cincinnati
È appena finito il Masters Series di Cincinnati: in una finale tutta classe '87 ha vinto Andy Murray su Novak Djokovic 7-6 7-6.
Come dite?
Ebbene sì, nel tennis mondiale non giocano soltanto in due, ce ne sono anche altri. Dove sono finiti i Due?
Federer ha perso al terzo turno, sua seconda partita del torneo, contro Ivo Karlovic, lo spilungone dal circuito tutto servizio e...basta;
Nadal ha perso da un Djokovic parso inarrestabile giusto ieri, in semifinale. Oggi il caldo o forse un calo nervoso dopo l'adrenalina che ha permesso la straordinaria prestazione di ieri gli hanno giocato un brutto scherzo. Buon per Murray, talento scozzese (o forse da domani britannico, perchè gli inglesi lo chiamano in un modo o nell'altro a seconda dei risultati) che si è aggiudicato il primo Masters Series della carriera. Nonostante loro siano stati i protagonisti della finale, i protagonisti della settimana sono stati i soliti di sempre, le 2 R, Roger e Rafa, a contendersi una terza R, quella di Re: infatti, con i risultati di questo torneo, Federer perderà abbastanza punti da perdere la prima posizione della classifica. Il computer ufficializzerà il tutto il 18 Agosto: non perchè scarso in matematica, ma perchè quest'anno il torneo dell'Olimpiade ha spostato i calendari, e i punti conquistati a Cincinnati l'anno scorso scadranno 52 settimane dopo, appunto il 17 Agosto. Qualsiasi sarà il risultato all'Olimpiade, i punti in ballo non sono sufficienti a ribaltare il risultato. Il più lungo regno della storia del tennis finirà tra 14 giorni: io spero sarà una pausa, un arrivederci di Federer al numero 1, ma ora come ora, non si può proprio dire. Personalmente gradirei che Federer riuscisse a stare altre 50 settimane, anche non consecutive, al numero 1 per superare il record del maggior numero di settimane da numero 1 in carriera; sarebbe bello anche che vincesse altri due slam, così da eguagliare il record di Slam totali; in effetti mi piacerebbe anche che uno dei due fosse il Roland Garros, ma qui si entra nel regno di Utopia. Non so perchè, ma in generale amo le leggende viventi, e così tifo per loro, affinchè raggiungano i più irraggiungibili record di sempre: poi c'è anche una dose di innata simpatia e di gusto.. Io tiferò sempre e comunque per i tennisti che creano gioco, che divertono con un gioco vario e dinamico, e per i gesti tecnici tradizionali e stilisticamente eleganti: Federer è l'emblema di tutto questo. Complimenti a Nadal, che non poteva vincere di più quest'anno e che merita completamente il numero 1: lo aspetterò al varco l'anno prossimo, a difendere la valanga di punti conquistati quest'anno. Sono contento nel frattempo che Federer si presenti da numero 1 al'Olimpiade: essendo ogni 4 anni, visti quelli passati, sarebbe stata un'ingiustizia il contrario.
Cambio in vetta, ritrovato Djokovic, affermatosi Murray, il 2009 sarà una stagione avvincente: ma prima si apre la corsa alla medaglia d'oro, allo U.S. Open e alla Masters Cup.
Forse ultimamente ho parlato troppo di tennis, per i meno interessati mi spiace, ma la fine del regno di Federer dopo quasi 5 anni non poteva proprio passare sotto silenzio...
Come dite?
Ebbene sì, nel tennis mondiale non giocano soltanto in due, ce ne sono anche altri. Dove sono finiti i Due?
Federer ha perso al terzo turno, sua seconda partita del torneo, contro Ivo Karlovic, lo spilungone dal circuito tutto servizio e...basta;
Nadal ha perso da un Djokovic parso inarrestabile giusto ieri, in semifinale. Oggi il caldo o forse un calo nervoso dopo l'adrenalina che ha permesso la straordinaria prestazione di ieri gli hanno giocato un brutto scherzo. Buon per Murray, talento scozzese (o forse da domani britannico, perchè gli inglesi lo chiamano in un modo o nell'altro a seconda dei risultati) che si è aggiudicato il primo Masters Series della carriera. Nonostante loro siano stati i protagonisti della finale, i protagonisti della settimana sono stati i soliti di sempre, le 2 R, Roger e Rafa, a contendersi una terza R, quella di Re: infatti, con i risultati di questo torneo, Federer perderà abbastanza punti da perdere la prima posizione della classifica. Il computer ufficializzerà il tutto il 18 Agosto: non perchè scarso in matematica, ma perchè quest'anno il torneo dell'Olimpiade ha spostato i calendari, e i punti conquistati a Cincinnati l'anno scorso scadranno 52 settimane dopo, appunto il 17 Agosto. Qualsiasi sarà il risultato all'Olimpiade, i punti in ballo non sono sufficienti a ribaltare il risultato. Il più lungo regno della storia del tennis finirà tra 14 giorni: io spero sarà una pausa, un arrivederci di Federer al numero 1, ma ora come ora, non si può proprio dire. Personalmente gradirei che Federer riuscisse a stare altre 50 settimane, anche non consecutive, al numero 1 per superare il record del maggior numero di settimane da numero 1 in carriera; sarebbe bello anche che vincesse altri due slam, così da eguagliare il record di Slam totali; in effetti mi piacerebbe anche che uno dei due fosse il Roland Garros, ma qui si entra nel regno di Utopia. Non so perchè, ma in generale amo le leggende viventi, e così tifo per loro, affinchè raggiungano i più irraggiungibili record di sempre: poi c'è anche una dose di innata simpatia e di gusto.. Io tiferò sempre e comunque per i tennisti che creano gioco, che divertono con un gioco vario e dinamico, e per i gesti tecnici tradizionali e stilisticamente eleganti: Federer è l'emblema di tutto questo. Complimenti a Nadal, che non poteva vincere di più quest'anno e che merita completamente il numero 1: lo aspetterò al varco l'anno prossimo, a difendere la valanga di punti conquistati quest'anno. Sono contento nel frattempo che Federer si presenti da numero 1 al'Olimpiade: essendo ogni 4 anni, visti quelli passati, sarebbe stata un'ingiustizia il contrario.
Cambio in vetta, ritrovato Djokovic, affermatosi Murray, il 2009 sarà una stagione avvincente: ma prima si apre la corsa alla medaglia d'oro, allo U.S. Open e alla Masters Cup.
Forse ultimamente ho parlato troppo di tennis, per i meno interessati mi spiace, ma la fine del regno di Federer dopo quasi 5 anni non poteva proprio passare sotto silenzio...
sabato 2 agosto 2008
My way REDACTED
Pian piano si cresce, si matura, ci si conosce, ci si trova, il cerchio si stringe sempre più adeso alla nostra essenza.
È la nostra vita, siamo noi, e il dovere più grande è la ricerca di chi siamo, come siamo e il tentativo di rendere sempre più vicini
ciò che siamo e
ciò che vorremmo essere.
Così anche il proprio blog, soprattutto se visto come proiezione digitale d'io mentale...
Dopo quasi sei mesi dall'apertura di questo blog, assesto la direzione intrapresa: scrivere, almeno per ora, non è il mio lavoro, ma un piacere, e questo blog una palestra cogli specchi sulle pareti. Le mie riflessioni, ex nihilo o da qualche evento ispirate, sono la base e l'essenza del tutto: e di queste continuerò a cibarvi. sonosoloram è nato appunto con lo scopo di salvare dalla nebulosa fabbrica di un cervello in continuo e incessante movimento, le idee più interessanti, le coincidenze più assurde, le sinapsi più brillanti, perchè da troppo tempo andavano perdute nell'oralità che vola. Questo il fine, all'inizio, questo rimane. Di contorno, qualche immagine, qualche foto, i miei film, sempre nel continuo tentativo di sovrapporre per bene me al mio blog, come quando si prestava attenzione millimetrica nell'attaccare la figurina sull'apposito spazio dell'album. (Che tra l'altro nel 90% dei casi era mal stampato oppure era la figurina ad essere mal tagliata: e in effetti nessuno è perfettamente definibile...).
C'è però un aspetto in cui dubito del dispendio d'energie profuso: fare informazione d'attualità. Non che sia sbagliato o poco utile: semplicemente siamo pieni di informazioni, quotidiani telegiornali beppegrillo che fanno informazione di professione e blog di protesta che ci chiamano alle armi, ricordandoci che internet è la nostra unica salvezza. (Dimenticando che dietro alla pagine web, ci sono sempre gli uomini: colle loro avidità, con i loro egoismi, con la loro corruzione, e sono loro che devono cambiare, non semplicemente il mezzo. Sebbene la rivoluzione informatica che stiamo vivendo è straordinariamente positiva, non sono blog e blogger ad essere bravi giovani e rivoluzionari in quanto tali: non è l'avere un blog che identifica un gruppo del futuro, gli eletti che cambieranno il mondo, ma ciò che si pensa o si scrive, e i valori che si hanno). In questo universo ogni giorno più vasto di informazioni, chi stare a sentire? Quale la fonte più autorevole? Nel web, come tra i quotidiani, si sceglierà in completa libertà. Ma se avessi voluto fare il giornalista, e se lo vorrò fare, cercherò di farlo, non aprirò un blog perchè nessuno me lo fa fare. Poi non è neanche questo il problema, perchè va benissimo che ognuno parli, che dica la sua: "il modo pur m'offende", fastidioso è il fare profetico dell'oracolo detentore della Verità, quella Verità che giornali non dicono perchè corrotti, la televisione neppure, ma solo il tal blog ha. Io non capisco come si possa dare totale fiducia a qualcuno solo perchè proclama continuamente la sfiducia verso tutti gli altri. Non lo capisco, e per questo, lungi da me raccontarvi le Verità Nascoste, indagare, svelarvi gli aspetti reconditi "perchè c'è sempre qualcosa sotto". A meno di avere documenti inconfutabili -ammesso che esistano- ma no, neppure in quel caso: in tal caso mi sarei iscritto a Giurisprudenza. Mi informerò, da più punti di vista possibili, come tutti coloro che hanno tempo e desiderio d'informarsi, e trarrò le mie conclusioni. Mi rimane il dubbio se giusto informare o meno, qui e ora.
Per esempio avrei dovuto/voluto scrivere un post su Nadal nuovo numero 1.
Per quale motivo scrivere doppioni di miliardi di articoli nel web che parlano di questo argomento? Forse per evidenziare aspetti sempre diversi, per presentare un punto di vista nuovo: d'accordo, ma allora dovrei essere in un blog decisamente tennistico e avere un target di specialisti; mentre sonosoloram è per tutti. Ben vengano dunque i post "iniziatici" per non addetti ai lavori, per gli appassionati segnalo in home page un ottimo e autorevole blog/sito sul tennis. Giusto dunque che io taccia totalmente? In effetti no: semplicemente cercherò di sottolineare solo i momenti topici della stagione tennistica, e il cambio al vertice della classifica tennistica dopo il più lungo regno della storia del tennis dell'era Open è momento topico, domani ne parlerò.
Peccato che le mie decisioni siano sempre e solo mie, o meglio, che non abbia indicazioni dai miei lettori che so esistere e anche essere piuttosto fedeli.
Sarebbe utile ai fini dello scrivere i pareri di chi legge, i vostri FEEDBACK per sapere quali siano gli argomenti più graditi e la considerazione di ogni post: interessante, piacevole, fastidiosamente dettagliato, troppo prolisso. Lo spazio dei commenti è il vostro spazio, ma è altrettanto il mio, utile per migliorare la comunicazione tra di noi: se non ho commenti, se non ho risposte, vado avanti per la mia strada: significa che tutto va bene. Visto che però a me pare un po' strano, ogni tanto mi guardo indietro e mi perdo nelle possibili critiche, e cado in questo genere di post, fumoso e traballante, dall'incedere insicuro e dell'oscura conclusione.
Il problema non è fare informazione, ora ho focalizzato: è che mi sono sentito in colpa per alcune cadute nel tecnicismo tennistico in un blog che ha il tennis come uno dei possibili argomenti, non certo come fondamento.
Forse quest'oggi mi sono perso nelle più inutili e stanche seghe mentali, in assurde paranoie. Vi assicuro, d'altra parte, che scrivere senza mai avere commenti, pur avendo la certezza di essere letto, non è affatto facile. È come parlare in un'interrogazione ad un professore impassibile, che non fa un cenno d'assenso nè uno di dissenso, come parlare davanti ad un vetro oscuro, dove chi ti ascolta ti vede, che dico, ti scruta mentre tu non hai riferimenti, brancoli nel buio. Magari stai annoiando, magari divertendo, forse catturi l'attenzione, forse invece le tue parole cadono nella più totale indifferenza.
Infine ti ricordi, che il tuo blog come la tua vita valgono immensamente più per te che per gli altri, non per cattiveria o egoismo: e il tuo blog sarà probabilmente un momento di svago, più o meno piacevole, ma le cose importanti sono altre, e in effetti non ti senti proprio di dar loro torto, di darvi torto.
Allora sghignazzo del mio inutile peregrinare nei meandri dei problemi possibili.
E sottolineo le mie volontà.
Lascio agli altri ben pagati o più ligi,
calcoli, date e numeri:
io darò tutto per la bellezza,
per l'idea,
per il pensiero,
per la parola.
Perchè quando si cerca di fare tutto si rischia di non fare bene niente
perchè è importante focalizzare le energie verso ciò che ci piace di più e in cui sentiamo di poter dare il contributo più importante,
perchè la scelta umanistica è una scelta di vita.
È la nostra vita, siamo noi, e il dovere più grande è la ricerca di chi siamo, come siamo e il tentativo di rendere sempre più vicini
ciò che siamo e
ciò che vorremmo essere.
Così anche il proprio blog, soprattutto se visto come proiezione digitale d'io mentale...
Dopo quasi sei mesi dall'apertura di questo blog, assesto la direzione intrapresa: scrivere, almeno per ora, non è il mio lavoro, ma un piacere, e questo blog una palestra cogli specchi sulle pareti. Le mie riflessioni, ex nihilo o da qualche evento ispirate, sono la base e l'essenza del tutto: e di queste continuerò a cibarvi. sonosoloram è nato appunto con lo scopo di salvare dalla nebulosa fabbrica di un cervello in continuo e incessante movimento, le idee più interessanti, le coincidenze più assurde, le sinapsi più brillanti, perchè da troppo tempo andavano perdute nell'oralità che vola. Questo il fine, all'inizio, questo rimane. Di contorno, qualche immagine, qualche foto, i miei film, sempre nel continuo tentativo di sovrapporre per bene me al mio blog, come quando si prestava attenzione millimetrica nell'attaccare la figurina sull'apposito spazio dell'album. (Che tra l'altro nel 90% dei casi era mal stampato oppure era la figurina ad essere mal tagliata: e in effetti nessuno è perfettamente definibile...).
C'è però un aspetto in cui dubito del dispendio d'energie profuso: fare informazione d'attualità. Non che sia sbagliato o poco utile: semplicemente siamo pieni di informazioni, quotidiani telegiornali beppegrillo che fanno informazione di professione e blog di protesta che ci chiamano alle armi, ricordandoci che internet è la nostra unica salvezza. (Dimenticando che dietro alla pagine web, ci sono sempre gli uomini: colle loro avidità, con i loro egoismi, con la loro corruzione, e sono loro che devono cambiare, non semplicemente il mezzo. Sebbene la rivoluzione informatica che stiamo vivendo è straordinariamente positiva, non sono blog e blogger ad essere bravi giovani e rivoluzionari in quanto tali: non è l'avere un blog che identifica un gruppo del futuro, gli eletti che cambieranno il mondo, ma ciò che si pensa o si scrive, e i valori che si hanno). In questo universo ogni giorno più vasto di informazioni, chi stare a sentire? Quale la fonte più autorevole? Nel web, come tra i quotidiani, si sceglierà in completa libertà. Ma se avessi voluto fare il giornalista, e se lo vorrò fare, cercherò di farlo, non aprirò un blog perchè nessuno me lo fa fare. Poi non è neanche questo il problema, perchè va benissimo che ognuno parli, che dica la sua: "il modo pur m'offende", fastidioso è il fare profetico dell'oracolo detentore della Verità, quella Verità che giornali non dicono perchè corrotti, la televisione neppure, ma solo il tal blog ha. Io non capisco come si possa dare totale fiducia a qualcuno solo perchè proclama continuamente la sfiducia verso tutti gli altri. Non lo capisco, e per questo, lungi da me raccontarvi le Verità Nascoste, indagare, svelarvi gli aspetti reconditi "perchè c'è sempre qualcosa sotto". A meno di avere documenti inconfutabili -ammesso che esistano- ma no, neppure in quel caso: in tal caso mi sarei iscritto a Giurisprudenza. Mi informerò, da più punti di vista possibili, come tutti coloro che hanno tempo e desiderio d'informarsi, e trarrò le mie conclusioni. Mi rimane il dubbio se giusto informare o meno, qui e ora.
Per esempio avrei dovuto/voluto scrivere un post su Nadal nuovo numero 1.
Per quale motivo scrivere doppioni di miliardi di articoli nel web che parlano di questo argomento? Forse per evidenziare aspetti sempre diversi, per presentare un punto di vista nuovo: d'accordo, ma allora dovrei essere in un blog decisamente tennistico e avere un target di specialisti; mentre sonosoloram è per tutti. Ben vengano dunque i post "iniziatici" per non addetti ai lavori, per gli appassionati segnalo in home page un ottimo e autorevole blog/sito sul tennis. Giusto dunque che io taccia totalmente? In effetti no: semplicemente cercherò di sottolineare solo i momenti topici della stagione tennistica, e il cambio al vertice della classifica tennistica dopo il più lungo regno della storia del tennis dell'era Open è momento topico, domani ne parlerò.
Peccato che le mie decisioni siano sempre e solo mie, o meglio, che non abbia indicazioni dai miei lettori che so esistere e anche essere piuttosto fedeli.
Sarebbe utile ai fini dello scrivere i pareri di chi legge, i vostri FEEDBACK per sapere quali siano gli argomenti più graditi e la considerazione di ogni post: interessante, piacevole, fastidiosamente dettagliato, troppo prolisso. Lo spazio dei commenti è il vostro spazio, ma è altrettanto il mio, utile per migliorare la comunicazione tra di noi: se non ho commenti, se non ho risposte, vado avanti per la mia strada: significa che tutto va bene. Visto che però a me pare un po' strano, ogni tanto mi guardo indietro e mi perdo nelle possibili critiche, e cado in questo genere di post, fumoso e traballante, dall'incedere insicuro e dell'oscura conclusione.
Il problema non è fare informazione, ora ho focalizzato: è che mi sono sentito in colpa per alcune cadute nel tecnicismo tennistico in un blog che ha il tennis come uno dei possibili argomenti, non certo come fondamento.
Forse quest'oggi mi sono perso nelle più inutili e stanche seghe mentali, in assurde paranoie. Vi assicuro, d'altra parte, che scrivere senza mai avere commenti, pur avendo la certezza di essere letto, non è affatto facile. È come parlare in un'interrogazione ad un professore impassibile, che non fa un cenno d'assenso nè uno di dissenso, come parlare davanti ad un vetro oscuro, dove chi ti ascolta ti vede, che dico, ti scruta mentre tu non hai riferimenti, brancoli nel buio. Magari stai annoiando, magari divertendo, forse catturi l'attenzione, forse invece le tue parole cadono nella più totale indifferenza.
Infine ti ricordi, che il tuo blog come la tua vita valgono immensamente più per te che per gli altri, non per cattiveria o egoismo: e il tuo blog sarà probabilmente un momento di svago, più o meno piacevole, ma le cose importanti sono altre, e in effetti non ti senti proprio di dar loro torto, di darvi torto.
Allora sghignazzo del mio inutile peregrinare nei meandri dei problemi possibili.
E sottolineo le mie volontà.
Lascio agli altri ben pagati o più ligi,
calcoli, date e numeri:
io darò tutto per la bellezza,
per l'idea,
per il pensiero,
per la parola.
Perchè quando si cerca di fare tutto si rischia di non fare bene niente
perchè è importante focalizzare le energie verso ciò che ci piace di più e in cui sentiamo di poter dare il contributo più importante,
perchè la scelta umanistica è una scelta di vita.
venerdì 1 agosto 2008
Se fossi un tempo verbale, sarei il congiuntivo presente.
O forse sarebbe giusto dire "se POTESSI essere...mi PIACEREBBE essere":
ma il concetto è quello...
Quello, certo...
Quale?
Che mi piacerebbe essere così,
raro ma non obsoleto,
di nicchia ma non snob,
piacevole all'udito anche perchè non complesso,
sebbene ricercato;
il congiuntivo presente
ha l'eleganza del congiuntivo,
ma l'umiltà del presente,
il tutto senza la ripetitività dei tempi composti,
l'opulenza del congiuntivo imperfetto,
la ruvidezza del condizionale,
la basilarità del presente,
l'indefinitezza del passato prossimo,
la stanchezza dell'imperfetto indicativo,
senza la pesantezza del passato remoto, vecchio aristocratico.
Inutile aggiungere quanto sia (ma sentitelo, "sia", aaaaaah) bello il tempo verbale giusto al momento giusto: queste considerazioni non mi spingono certo a rifiutare la ricca grammatica verbale italiana.
Potrò d'altro canto avere un favorito?
È permesso?
Un tempo verbale in cui immedesimarsi?
È chiedere troppo?
Pronunciai "se fossi un tempo verbale, sarei il congiuntivo presente" durante un'ora di tennis, tra le chiacchiere con cui abitualmente accompagno la raccolta palline: non ricordo con precisione gli/le sventurati/e che se la beccarono, ma mi piacque molto, e finalmente oggi ho deciso di regalarla anche a voi, con tanto di spiegazione, fortunelli...
Così adesso sapete qualcosa in più di me:
quale tempo verbale mi piacerebbe essere.
ma il concetto è quello...
Quello, certo...
Quale?
Che mi piacerebbe essere così,
raro ma non obsoleto,
di nicchia ma non snob,
piacevole all'udito anche perchè non complesso,
sebbene ricercato;
il congiuntivo presente
ha l'eleganza del congiuntivo,
ma l'umiltà del presente,
il tutto senza la ripetitività dei tempi composti,
l'opulenza del congiuntivo imperfetto,
la ruvidezza del condizionale,
la basilarità del presente,
l'indefinitezza del passato prossimo,
la stanchezza dell'imperfetto indicativo,
senza la pesantezza del passato remoto, vecchio aristocratico.
Inutile aggiungere quanto sia (ma sentitelo, "sia", aaaaaah) bello il tempo verbale giusto al momento giusto: queste considerazioni non mi spingono certo a rifiutare la ricca grammatica verbale italiana.
Potrò d'altro canto avere un favorito?
È permesso?
Un tempo verbale in cui immedesimarsi?
È chiedere troppo?
Pronunciai "se fossi un tempo verbale, sarei il congiuntivo presente" durante un'ora di tennis, tra le chiacchiere con cui abitualmente accompagno la raccolta palline: non ricordo con precisione gli/le sventurati/e che se la beccarono, ma mi piacque molto, e finalmente oggi ho deciso di regalarla anche a voi, con tanto di spiegazione, fortunelli...
Così adesso sapete qualcosa in più di me:
quale tempo verbale mi piacerebbe essere.
Etichette:
CIAMBELLA COL BUCO,
lingua italiana,
prendiamoci sul serio,
versi
Iscriviti a:
Post (Atom)