mercoledì 28 maggio 2008

Contro lo snobismo intellettuale e il pregiudizio; pro Giusy Ferreri, la rivelazione di X-Factor.

Tra i vari reality o programmi popolari, tanti tendono ad avere un ribrezzo spesso assoluto: snobistico. Così, da schiere d'intellettualoidi o più spesso d'intellettuali ma arroganti e presuntuosi, questi programmi, nessuno escluso e senza distinzioni, vengono considerati uno dei mali d'Italia, essendo questi tali privi della capacità di comprensione e dell'ampiezza di visione che impedirebbe loro di colpevolizzare programmi, artefici e spettatori. Troppe persone hanno necessità di ergersi al di sopra degli altri, di sentirsi parte di un elite: seppure questo sentire, alle volte, è inevitabile, se il proprio grado di cultura o educazione o denaro è superiore alla media, e in un certo modo anche accettabile, ciò che proprio in pochi riescono a fare, è disporre della propria cultura, ricevuta in dono grazie a una condizione natale fortunata, non da innati meriti, in modo da rapportarsi con ogni altro individuo comprendendo le diverse necessità di ogni classe sociale, accettando gusti magari meno educati senza sentirsi in diritto e dovere di condannare.
Questo atteggiamento è riscontrabile in potenza in molti liceali, che tendono ad assumere una posizione di arrogante superiorità coi coetanei che fanno altre scuole: a tutti noi è capitato, più o meno, stupendosi per esempio che Paolo Meneguzzi venda i dischi, di sentirsi in una società arretrata e a noi aliena, e che questa ci provocasse reazioni di rivolta e bisogno di prendere le distanze; ancor di più nei confronti di ignoranze violente che nei gusti...
(Rimanendo nell'estetica, altro punto di vista comune e sbagliato, è quello che si pone contro la televisione tutta a favore dei teatri, come se la bellezza dipendesse dal mezzo e non dal messaggio: come quelli che stimano comunque di più un libro di un film, senza accorgersi che forse, forse, è più culturale Ingmar Bergman di Clive Cussler, ma anche "Il senso della vita" di Bonolis rispetto a uno spettacolo teatrale mal riuscito).
Due sono i gradini importanti per una completa maturazione etica e civile.
Il primo passaggio sarebbe quello di comprendere e accettare che vedere "Uomini e donne" non è una colpa, e chi lo vede non è da condannare: va da sè che questo non implica un approvazione del programma o un giudizio positivo nei suoi confronti, ma il mondo e la vita non ha bisogno solo di Dostoevskij e Kubrick, ma anche di leggerezza (e niente è difficile come creare una leggerezza intelligente, dunque spesso ci si accontenta...).
Il secondo passaggio è riuscire a discernere tra programmi trash e no, non secondo il format ma confrontando i risultati: e anche nello stesso programma, tra momenti e caratteristiche positive e meno, senza pregiudizi, senza confondere GUSTO e ESTETICA.
Un esempio: i tanti reality pieni di sconosciuti o di ex famosi, sono figli di un gusto voyeuristico ma privi di una qualsiasi forma d'arte; ma "Amici", per esempio, seppur presentati da Maria De Filippi, è luogo dell'arte dello spettacolo, spazio per ballo, canto e recitazione. In particolare il ballo non ha spazio in tv e lì è stato trovato: è questo deprorevole? Piuttosto lo sono le parti del programma che lo rendono reality, le lettere strappalacrime, i litigi più o meno combinati, ma l'idea di porre una scuola di spettacolo, d'intrattenimento artistico in televisione non è male.
Tuttavia, personalmente, non riesco ad apprezzare il ballo, per la recitazione preferisco andare a teatro mentre per il bel canto, che amo molto, "Amici" presenta, per quanto poco l'ho visto, sempre le stesse canzoni, e un pubblico -un target- in effetti molto molto teen.
Non lo seguo, non lo amo, lo apprezzo a tratti ma non lo condanno di certo.

Ieri, invece è finito X- Factor, su Raidue.
[Per chi non ne ha mai sentito parlare: gara di cantanti che propongono cover ogni settimana. Divisi in 3 gruppi - non squadre!- uno composto da ragazzi/e da 16 a 24 anni seguito dalla famosa discografica Mara Maionchi, un secondo di cantanti sopra i 25 capitanata da Simona Ventura e una terza di gruppi vocali con a capo, udite udite, Marco Castoldi in arte Morgan. Ogni settimana il pubblico votava e tra gli ultimi due classificati, spettava ai tre capitani-giudici eliminarne uno].
Il programma è stato teatro dell'atavico scontro di cui sopra, tra la popolana Ventura con i suoi giudizi e gusti facili e naturali, e un Morgan musicologo dai gusti fin troppo ricercati con una disperata voglia di mostrarsi, ancor più di quanto lo sia, come elemento fuori dagli schemi. La sua preparazione e la sua personalità gli ha permesso di proporre ai suoi gruppi brani spaziando da De Andrè agli Who, da Lou Reed ai Pink Floyd: ciò ha indubbiamente elevato il livello artistico, musicale e culturale del programma, ma il suo comportamento è spesso caduto in "ribelli" insulti alla omologazione del gusto del pubblico e dunque alla Ventura (che effettivamente ha dato spesso mostra di essere incompetente in musica) dando mostra di quello snobismo tanto diffuso quanto espressione di poca maturità; la Simona nazionale, dal canto suo, non è stata per niente fuori luogo e ha avuto il merito di buttarsi anche in un ruolo più adatto ad addetti ai lavori, impersonando al meglio il senso comune e un'ingenuità di giudizio comune a moltissimi che amano la musica sebbene ne conoscano poco strumenti, mezzi, storia e possibilità.
Morgan ha avuto dunque gioco facile nel risaltare come intellettuale, come genio artistico: l'unica sua sfortuna è stata la partecipazione di Elio nelle ultime due puntate, che tra parrucche magnifiche, è stato giudice super partes incommensurabile, preparato (è diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano nel flauto traverso, e la sua band "Elio e le Storie tese" in attività da 30 anni) dai giudizi seri, intelligenti, rispettosi, sempre estetici e mai di gusto, insomma culturalmente maturi (mentre il buon Morgan nelle sue vibranti e passionali elucubrazioni tende spesso a manifestare un certo disgusto, appunto snobistico, per il pop, scordandosi di essere su Raidue e non al Blue Note).
Ieri sera la finale, per premiare chi ha il Fattore X che distingue una persona che canta bene da un cantante; i quattro finalisti hanno avuto il privilegio di cantare un inedito a testa, dagli autori celebri tra cui spicca Morgan, che ha scritto per il gruppo Aram Quartet, che infine ha vinto sulla seconda classificata Giusy, con una canzone scritta da Tiziano Ferro.
Quest'ultima è risultata tuttavia la vera rivelazione del programma: è a mio -ma non solo mio- parere veramente veramente brava, originale con una capacità e una spontaneità sul palco da lasciare senza fiato, l'ennesima dimostrazione che quando qualcosa viene facile e bene si vede, eccome, da occhi esperti come da occhi ingenui.
A me il suo stile fa impazzire, un po' Amy Winehouse ma con un sorriso italiano, più pulita e sbarazzina, protagonista della sua favola, da commessa a Raidue.
Giudicate voi, "Non ti scordar mai di me" è il titolo dell'inedito: io attendo il suo cd, perchè anche se non ha vinto il contratto-premio del vincitore, credo proprio che ne sentiremo parlare ancora, avendo Tiziano Ferro sulla sua pagina di Myspace dichiarato che produrrà il suo disco...

martedì 27 maggio 2008

"Be Kind Rewind", un'altra idea divertente di Michael Gondry

Michael Gondry, regista e scenggiatore, è tornato.
In "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" indagò la mente umana: direttamente, essendo buona parte del film ambientata nella mente del protagonista. Il film, che ho più volte citato per la "traduzione" del titolo in "Se mi lasci ti cancello", parla di un'invenzione che permette a chi lo desideri di eliminare dalla propria mente dei ricordi: non cancellare la memoria in blocco, ma cancellare solo ciò che si desidera, per esempio un ex fidanzato che ci ha fatto molto soffrire, come fa Kate Winslet decidendo di dimenticare il povero Jim Carrey. Quando lui decide, spiazzto dalla situazione, di fare la stessa cosa, durante l'intervento qualcosa va storto, rimane cosciente e ci ripensa: ne consegue una folle corsa tra i ricordi nel tentativo di salvare il ricordo di lei in qualche angolino del cervello. Un'idea geniale, una realizzazione divertente e intelligente, un film che necessita attenzione ma che la merita tutta.
"L'arte del sogno" è un film ancor più pazzo e divertente, in cui realtà e sogno, fantasia e vita si confondono, tra mani giganti e battute sferzanti. Se "Eternal.." è un capolavoro (non a caso Premio Oscar per la sceneggiatura originale), questo film è una perla, meno messaggi, meno profondità ma più risate.
"Be Kind Rewind" ora nelle sale, parte da un'altra idea geniale: in una videoteca capita che si smagnetizzino tutti i nastri proprio mentre il proprietario non c'è. Cosa si inventano il dipendente col suo folle amico (Jack Black) per far fronte all'emergenza? Rifanno i film, registrando le scene più famose. Da qui il film va da sè, tra un siparietto e l'altro: anche questa volta originale, è però a mio modestissimo parere un'opera imperfetta, a cui manca il respiro del capolavoro e la folia della perla.
Detto questo, sono sempre più assuefatto a film d'autore, in particolare a quelli dai fini genialmente artistici, che più o meno riusciti danno sempre e comunque qualcosa di nuovo, di diverso, e in cui ritroviamo sempre quel pizzico d'orginalità che ci solletica il palato...

domenica 25 maggio 2008

Oltre la cronica sospensione del giudizio, con cautela.

Pagina riguardante Silvio Berlusconi, Wikipedia, riguardo la sua discesa in campo in politica:
"Si apre subito un dibattito sulle ragioni della scelta di Berlusconi che vede contrapporsi sostanzialmente due posizioni:
quella di chi ne vedeva una scelta dettata dall'amor di patria e senso di responsabilità (godendo già lui di ricchezza e potere e vedendo l'ascesa degli ex-comunisti come un pericolo per l'Italia) e
quella di chi ne vedeva una scelta dettata dalla convenienza personale (finalizzata a salvare le sue aziende sull'orlo del fallimento ed evitare il carcere)."
Pro e contro, sostenitori e detrattori: riguardo ogni questione abbiamo almeno 2 posizioni contrastanti. Come scegliere?
Personalmente sono sempre in difficoltà, ma l'atteggiamento che cerco di tenere è quello di chi consapevole della complessità del reale, pur nella difficoltà di giudicare non rinuncia a crearsi un parere: l'errore sta nei molti che sono CERTI che delle due posizioni sopra presentate una sia vera, l'altra un'illusione, falsa.
Personalmente io credo ad entrambe, e questo mi accade in quasi tutte le situazioni del reale: rimanendo sull'esempio, semplice quanto pregnante, io credo che la mente del Silvio nazionale nel momento della scelta politica fosse divisa da entrambe le spinte, e che una non escluda l'altra. Sta poi all'elettore e alla coscienza di ognuno, valutare più o meno importante l'una o l'altra caratteristica: si può non tollerare furbate e ladrate, oppure tollerarle con la fiducia nelle capacità di premier di Berlusconi.
Quando bisogna prendere una posizione, ad esempio alle elezioni, si decide, ma sarebbe bello che tutti ci presentassimo convinti, eppure consapevoli che potremmo sbagliarci.
Questo mi piacerebbe appartenesse a tutti: e mi piacerebbe che nessuno prendesse le verità, da una parte o dall'altra, come se fossero indiscutibili; mi piacerebbe un mondo di dubbi, che non si traducesse però in immobilismo, ma in ponderato tentativo; mi piacerebbe che ognuno di noi scegliesse volta per volta, mai per partito preso, ma libero da preconcetti; mi piacerebbe che non si abbocasse a chi mostra di saperne più degli altri, e che tutto fosse preso sempre con le pinze: perchè fin troppo facile fidarsi di chi come Grillo esorta a non fidarsi di niente fuorchè le sue parole, i suoi dati, le sue teorie; di nessun'altro ma di lui.
Sopraggiunge dunque un nuovo problema.
Quanto è difficile d'altra parte ottenere dati autorevoli, su qualsiasi argomento? In questo momento siamo spinti a non fidarci di Internet, perchè non si sa chi scrive; dei giornali, perchè non liberi: su qualsiasi argomento come è possibile giudicare con così pochi dati certi nelle nostre mani?
CON CAUTELA.
Dicendo: io mi sono fatto questa idea, mi sono più convinto in questa direzione, MA so che posso sbagliarmi, sono convinto, non certo.
TERMOVALORIZZATORI, NAPOLI, COGNE, GRILLO, BERLUSCONI, ISRAELE, LIBANO, TIBET: tutte questioni complesse,in cui troviamo spesso da una parte i tg, più o meno a favore dello stato o di Berlusconi, dall'altra la comunicazione contro, dal blog di Grillo in poi.
Su Grillo un mio personale dissenso: urla al delirio italiano su tutto e tutti, e forse ha ragione lui, ma quale soluzione auspica, la rivoluzione? La storia insegna che dopo ogni rivoluzione c'è stata una restaurazione, ma che la società cambia grazie ad esse. I cambiamenti però, quelli veri, avvengono con calma, col lento tempo della Storia.
In questi giorni per esempio Grillo posta in continuazione contro l'esercito a Napoli che picchia la gente: questa è la sua informazione, non importa se "la gente" è lì in mezzo a impedire che un decreto governativo si attui. Nessuno vuole le discariche, nessuno vuole l'immondizia, nessuno vuole le centrali, nessuno vuole niente IN CASA SUA, tutti vogliono tutto dallo Stato: sono gli italiani che devono cambiare prima, poi cambierà la classe politica, che non è altro che espressione del proprio popolo. L'esercito cattivo picchia le persone? Questa è informazione, questo il fatto, questa la libertà di stampa che Grillo auspica? Se le persone hanno il sacrosanto diritto di manifestare il proprio dissenso, le forze dell'ordine non hanno il diritto e il dovere di mantenerlo, l'ordine?
Odio molto di più gli attacchi ad extracomunitari effettuati da alcuni italiani, semplici cittadini, che con la Destra al potere si sono sentiti automaticamente in diritto di razzismo.

Dubitate gente, dubitate: e diffidate dei falsi profeti.

Coppa Italia in finale unica alla Roma

Io ho tifato per vincerla: l'Inter non ce l'ha fatta, e mi dispiace.
Che la coppa Italia sia importante o meno, è una discussione poco accattivante: è il secondo trofeo nazionale, e ogni volta che si partecipa ad una competizione l'obiettivo è vincere, anche se "l'importante è partecipare". Come spesso o forse sempre accade nello sport, vince la squadra che ha più voglia di vincere e sebbene l'Inter, pur appagata, ha comunque ha giocato per vincere, la differenza l'ha fatta la Roma, che aveva più voglia, più rabbia e ha meritato. Vero è che il secondo gol arriva dopo un presunto fallo su Cesar, ma la difesa interista si è fatta infinocchiare, distratta: la concentrazione è mancata, in effetti.
Poi gran bel gol di Pelè, ottima prestazione di Maxwell, bravo anche Balotelli, meno incontenibile del solito Maicon, capitan Zanetti quasi inesistente, Suazo conferma il ruolo di autentica delusione della stagione.
Guardando la stagione dall'esterno, è giusto che la Roma alzi un trofeo, seconda in campionato e semifinalista di Champions (ma forse dopo l'errore di Cristiano Ronaldo era giusto che la Champions andasse al Chelsea, e così non è stato).
Tant'è, ci riproveremo alla supercoppa italiana, ancora contro la Roma: adesso buon per loro.
I miei complimenti però sono limitati da un rimprovero per l'atteggiamento della Roma dopo il gol dell'Inter e il bellissimo palo di Burdisso: fino alla fine della partita, giocatori per terra a perdere tempo ad ogni minimo contatto. Sebbene sono ben consapevole che sia un atteggiamento comune, un male diffuso, ciò non toglie che sia un disonore, soprattutto quando si eccede, raggiungendo anche 6 minuti di seguito senza giocare: per me, in particolare, che assisto al calcio come ad uno spettacolo, anche se vivendolo meglio tifando per una squadra, questi comportamenti sono deleteri, mi tolgono divertimento.
Questa stagione è finita, con questa finale sulla Rai, antifona delle terribili telecronache che dovremo sorbirci dai giornalisti della televisione di Stato durante gli Europei, esclusiva Rai.

All'Inter la torta dunque, ma senza ciliegina.

EDIT: come ricordatomi da commento che ringrazio, la Roma non è stata semifinalista di Champions League quest'anno, ha perso nei quarti...

lunedì 19 maggio 2008

Dopo l'ultima giornata del campionato di calcio italiano di serie A 2007/2008: sulla vittoria dell'Inter

Evidentemente le percentuali, i calcoli di probabilità valgono nei casi in cui si tira una moneta, si pesca una carta, si sceglie una porta: nello sport moltissime altre variabili vanno prese in considerazione, altrimenti scommesse e relative quote non avrebbero motivo di esistere.
Per capirci, secondo le premesse dei semplicistici calcoli di possibilità che per gioco settimana scorsa presentai, l'Inter contro di me da solo ha il 33% di possibilità di vincere, pareggiare e perdere: evidentemente è assurdo, perchè chi mi conosce sa che quasi sicuramente vincerei io.
Tant'è, l'ultima giornata di campionato ha per caso e per coincidenza realizzato tutte le possibilità che avevano la maggiore probabilità di avverarsi: Inter campione (78%), Catania salvo (81%), Fiorentina in Champions (78%) [vedi post].
l'Inter ha vinto, e io godo: e la situazione dopo-derby si è rovesciata, regalando a noi interisti l'onore e la gloria dello scudetto e ai milanisti il purgatorio di un anno senza Champions League.
I risultati finali:
Inter campione d'Italia e come la Roma, seconda, ammessa direttamente in Champions League;
Juventus e Fiorentina ammessi ai preliminari di Champions League;
Milan, Sampdoria e Udinese in Coppa Uefa;
Parma, Empoli e Livorno in serie B.
Mi spiace per il Parma, ma forse dopo scandali Parmalat e salvezze disperate, può essere l'occasione di voltare pagina;
fuori dagli inevitabili sfottò ai cugini che non risparmierò, perchè è evidente che oggi la Coppa Uefa non è più la coppa più prestigiosa dopo la Coppa Campioni, ma un'amara consolazione rispetto alla Champions League, se fossi del Milan, secondo il mio personale modo di vedere le cose, vincere la coppa Uefa sarebbe un vero obiettivo, per piacere di completezza, perchè unico trofeo mancante in un palmares straordinario: dunque in fondo, poco male;
complimenti sinceri alla Juventus e al suoi straordinario campionato da neopromossa seppur di lusso;
grazie a tutte le squadre italiane che nel complesso hanno mostrato un gran bel gioco;
ora mi rivolgo all'Inter.
L'ultima giornata di campionato è stata una sviolinata di Ibrahimovic: entra, segna ed è determinante; la squadra ha dimostrato il carattere di cui spesse volte è parsa esser priva e ha vinto la partita e lo scudetto, senza più attendere il passo falso dell'inseguitrice.
Anche ieri, tutto sembrava dirigersi verso un nuovo e più doloroso 5 maggio: la Roma segnava subito mettendo pressione, l'Inter faticava in un campo pesante sotto un diluvio, le occasioni fioccavano per il Catania senza concretizzarsi; fine primo tempo, la classifica vedeva l'Inter sotto la Roma: strano, beffardo, assurdo, così tanto da sembrare un destino incontrovertibile.
Poi entrava Ibra, muovendosi sul campo come se il terreno fosse perfetto, come se le pozzanghere valessero solo per gli altri: bastava poco, gol, ecco si rivedeva la squadra Inter dell'andata, quella che al fischio d'inizio sapevi già che avresti vinto, troppo sicuri, troppo bravi, troppo forti.
Il resto è storia.
I romanisti rosicano e vengono riempiti di complimenti per il grande campionato e per il gioco espresso: conosco bene la loro condizione, mi ci sono trovato per anni dopo molti incontri di tennis, in cui mostravo colpi molto belli, talento... e perdevo la partita.
L'Inter inizia ad assomigliare alla Juve: più antipatica, tutti tifano contro, insomma, più vincente.
Galliani spiega che non scambierebbe mai una Champions per due scudetti, ma la sua faccia parla chiaro: sta rosicando.
Spalletti "finto umile" spiega che i suoi eroi, ehm, giocatori, hanno fatto l'impossibile, bravissimi, la rosa dell'Inter è troppo più forte, come dice da tutto l'anno: la traduzione? La squadra Inter deve vincere con 20 30 punti di vantaggio, se non lo fa, è perchè io sono un mago.
Luogo comune da sfatare, non perchè la rosa sia scarsa, ma i grandi nomi sono spesso Maicon, Maxwell, Cambiasso, scoperti dal nulla, cresciuti: Balotelli ora.
Non importa se il campionato dell'Inter ha dovuto fare a meno di Dacourt, Cordoba, Figo e Samuel, del grande nome Adriano, di Ibra per un mese e mezzo più dell'altro tempo non al 100%, di un Vieira sì e no, di Chivu a lungo con una spalla sola: perchè se importasse, ci si renderebbe conto che senza questi giocatori la rosa non è assolutamente più forte di tutte, che l'ambiente è davvero cambiato se Jimenez sembra forte e Balotelli ha mostrato subito a pieno le sue doti. Vincere è sempre dura, difficile: il passo da "favoriti" a "vincitori" è enorme, quindi onore ai vincitori.
Una bella società, una bella squadra, ieri ha dimostrato anche il carattere: chissà che si possa raggiungere anche la coppa dalle grandi orecchie in un futuro prossimo;
anche se, per dire la mia, con tutto il rispetto per il prestigio della Champions, in un torneo la dose di fortuna conta molto di più rispetto a un campionato di 38 partite, e credo che il campionato dia una classifica più rispettosa delle forze in campo.
Il gol simbolo di questo scudetto? Per me il gol del capitano alla Roma nela gara di ritorno.
Mi sono divertito, è stato un campionato appassionante e ho visto del bel gioco, ho infine vinto: cosa volere di più?
Negare la rivincita, la mini vendetta della Roma sabato nella finale di Coppa Italia all'Olimpico: anche se sono costretto ad ammettere che la cosa non mi interesa poi così tanto, mentre credo interessi molto più al romano rosicone.
A sabato, dunque, per chiudere definitivamente la stagione calcistica per club 2007/2008, poi, 2 settimane e via:
verso gli Europei...

domenica 18 maggio 2008

domenica 11 maggio 2008

Verso l'ultima giornata del campionato di calcio italiano di Serie A 2007/2008: tutti i possibili scenari

Tutto o quasi si deciderà all’ultima giornata.
Le certezze sono, tralasciando l’aspetto Coppa Uefa e Intertoto:
Livorno retrocesso in serie B, Inter e Roma in Champions League, Juventus ai preliminari.
Ricordiamo il regolamento:
in caso di parità di punti, per la formulazione della classifica finale si terrà conto degli scontri diretti (classifica «avulsa» ) seguendo nell'ordine questi criteri:
punti negli scontri diretti;
differenza reti negli scontri diretti;
differenza reti generale;
maggior numero di reti segnate in generale;
sorteggio.
Nel dettaglio, in caso di parità di punti:
l’Inter vince sulla Roma,
il Milan sulla Fiornetina,
il Catania sul Parma (ma, attenzione, l’Empoli sul Catania).
2 squadre in corsa per lo scudetto (Inter e Roma),
2 in corsa per la Champions (Milan e Fiorentina),
3 per la salvezza (Parma, Catania ed Empoli).

Parma-Inter 1 ; Catania - Roma 1 -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter 1 ; Catania - Roma X -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter 1 ; Catania - Roma 2 -->Sc: Roma ; Salvo: Parma

Parma-Inter X ; Catania - Roma 1 -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter X ; Catania - Roma X -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter X ; Catania - Roma 2 -->Sc: Roma ; Salvo: Catania *

Parma-Inter 2 ; Catania - Roma 1 -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter 2 ; Catania - Roma X -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter 2 ; Catania - Roma 2 -->Sc: Inter ; Salvo: Catania *

*Non se l’Empoli vince contro il Livorno: in quel caso, salvo l’Empoli.

Mi sono divertito a calcolare le percentuali...

Lotta scudetto:
se la Roma vince e l’Inter non vince, la Roma vince il campionato (22%).;
in tutti gli altri casi, scudetto all’Inter (78%).

Lotta salvezza:
se Il Catania perde, il Parma non vince, e l’Empoli vince, si salva l’Empoli (7,4%);
se il Catania perde e il Parma vince, si salva il Parma (11,1%);
in tutti gli altri casi, si salva il Catania (81,5%).

Lotta per i preliminari della Champions League:
se il Milan vince e la Fiorentina non vince, si qualifica il Milan (22%);
in tutti gli altri casi la Fiorentina (78%).

Questo per quanto riguarda calcoli e probabilità, di cui naturalmente la realtà non è schiava e, anzi, spesso tende a divertirsi colle sue improbabili coincidenze; per esempio, questa Inter che non ha saputo vincere il campionato nè domenica scorsa né oggi si troverà davanti Hector Cuper, l’allenatore che non ha saputo vincere lo scudetto il 5 Maggio 2002 con l’Inter, che tenterà domenica prossima 18 Maggio l’impresa di salvare un Parma che deve vincere e sperare nella sconfitta del Catania: deve “sperare che lo scudetto vada alla Roma”, come ha concluso a caldo Fabio Caressa su Sky? In effetti non è esatto. Infatti la Roma vincerebbe lo scudetto anche nel caso in cui l’Inter pareggi, mentre al Parma il pareggio non basterebbe (vedi corsivo in tabella).
Questo significa che Cuper potrebbe in un colpo solo far retrocedere il Parma e togliere lo scudetto al’Inter, in un Tardini a Parma senza vincenti, completamente disperato, tra sconfitti e retrocessi, e dall’altra parte, previa non vittoria dell’Empoli, regalare un Massimino in festa a Catania, in cui esploderebbero insieme la gioia per lo scudetto giallorossa e per la salvezza catanese.
Vedere insieme lo STADIO IN FESTA e lo STADIO IN LUTTO: 7,4%.
Da interista vorrei fidarmi di queste percentuali, ma se credessi ai calcoli delle probabilità, probabilmente non avrei certo scelto Lettere…

EDIT: Cuper è stato esonerato, non sarà della partita: almeno la beffa non ci sarà: quanto al danno, vedremo...

sabato 10 maggio 2008

Sulla moderazione dei commenti attivata su questo blog

Nel post precedente "cippirimerlo" ha lasciato un commento di dissenso verso la moderazione dei commenti attivata su questo blog.
Lo/a ringrazio, perchè mi ha ricordato un aspetto che per me è molto importante chiarire: sebbene io abbia già risposto brevemente al commento, intendo con questo post spiegare la mia scelta.
Prima di incontrare il problema durante la creazione di questo blog , se avessi trovato un blog con la scritta
"La moderazione dei commenti è stata attivata. Tutti i commenti devono essere approvati dall'autore del blog."
mi sarei sentito censurato e privato della mia libertà: non l'avrei insomma gradita, probabilmente ne sarei stato infastidito.
Quando però mi sono deciso a creare un blog, pensandolo un po' diario e un po' casa, e quando tra le opzioni trovai la possibilità di moderare o meno i commenti, non fui più tanto sicuro. La libertà di pensiero e parola sono tra i valori in cui credo, ma mi trovai a chiedermi: e se qualcuno decidesse di inserire in un commento bestemmie, insulti, volgarità, attacchi ad personam verso di me o verso un altro commentatore, sarebbe giusto pubblicarlo sempre e comunque? Un dovere assoluto?
Non credo.
Certo, le volgarità e il cattivo gusto sarebbero del commentatore, non indirettamente colpe mie perchè presenti sul mio blog, ma decisi di preservare i miei lettori (perchè ovviamente io li leggerei comunque) da commenti maleducati o di cattivo gusto.
Naturalmente continuai a rifletterci e mi vennero in mente alcuni paragoni: se io venissi a casa tua e avessi un'improvvisa voglia di scrivere su una parete di casa e tu mi fermassi, lederesti la mia libertà? Se iniziassi a insultare tuo figlio di 10 anni colle più squallide volgarità e tu mi cacciassi fuori di casa, saresti contro la libertà di parola? Se prendessi in mano il tuo diario e iniziassi a scrivere con un bel pennarellone FUCK su ogni pagina, ne avrei il diritto? La mia risposta è no, perchè "la mia libertà finisce dove inizia la tua".
Un altro esempio: il direttore di giornale che non pubblica un articolo in cui si racconta una cosa falsa, lede la libertà d'espressione o protegge la verità? 
Il problema giunge quando il direttore censura un articolo secondo proprie personali comodità o gusti: ma questo è un altro discorso, questa è la censura immorale.
(Finora ho pubblicato il 100% dei commenti che sono stati scritti, anche se naturalmente non posso portare alcuna prova in mio favore.)
In effetti la censura, intesa come controllo, dipende dal censore: qui, da me.
Io ho sempre cercato di tenere un atteggiamento di rispetto della libertà di parola e d'espressione, ma, naturalmente, anche a questo riguardo, nessuno può controllare il mio operato nè io posso in alcun modo darne prova: ci si può solo fidare...

EDIT: nonostante questa esauriente giustificazione, ho poi deciso di disattivare la moderazione dei commenti come spiegato qui.

CONTRO-EDIT: in seguito ad un proliferare di commenti volgari, stupidi e fuori luogo (forse dovuti alla notizia di pubblicazione dei post su Facebook, in cui non tutti i miei friends, possono dirsi amici più che conoscenti) ho ri-attivato la moderazione in data 12 gennaio 2009: l'obiettivo, preservare voi lettori da stupidità e volgarità, non me, che comunque sono costretto a leggermeli lo stesso...

venerdì 9 maggio 2008

"Iron Man". Meglio il supereroe che la "canaglia dal cuore d'oro"

IRON MAN: finalmente.
Finalmente sono riuscito a obbligare qualcuno -nel caso in questione la mia ragazza- a vedere questo film, e mi sono divertito tantissimo!
Non me ne lascio sfuggire uno, e può sembrare strano da parte di un amante del cinema d'autore: ognuno ha le sue debolezze pop...
In particolare proprio i film dei supereoi stanno tenendo a galla Hollywood, film in cui gli americani possono dar sfogo a tutta la voglia di esplosioni ed effetti speciali: in questo sono maestri, e io ne rimango contento come un bambino.
Ogni supereroe ha la sua forza, il suo punto debole, il suo passato, i suoi nemici e seppure secondo uno schema sempre uguale, ha sempre qualche caratteristica fortemente personale.
Veniamo catapultati in un film che è un gioco, e quanto mi diverto con le battute assurde o le follie del film, i siparietti da commedia, ma tutto all'eccesso, senza prendersi davvero sul serio, prendendosi un po' in giro.
Molto meglio rispetto allo stereotipo frequentissimo della "canaglia dal cuore d'oro", dal sorriso beffardo e la battuta (...) pronta, dai vizi perdonabili perchè "è il numero 1", col negretto come amico e compare, ingenuo ma sempre vicino nelle difficoltà (The Hunting Party, per esempio); in film in qualche modo realistici STOP alle battute del tipo "avevo bisogno di un nuovo taglio di capelli" dopo che una pallottola ha sfiorato la testa.
Nel mondo del fumetto e del supereroe, non ci sono le tinte intermedie: l'eroe è l'eroe, il nemico è cattivo e senza scrupoli, tutto al massimo, tutto in un gioco di fantasia, botti, voli e combattimenti.
Mi sono divertito un sacco, la mia ragazza un po' meno, ma ne è valsa la pena:
la battuta finale, poi, che spettacolo...

mercoledì 7 maggio 2008

La Lega Nord non è di Destra.

Tempo addietro, diciamo poco prima che aprissi questo blog, verso metà febbraio, ma già in aria di elezioni, mi trovai tra amici e birre a discutere sulla Lega: in particolare si discusse se si può definire o meno partito di Destra.
Io parteggiavo per il no.
La Lega Nord appariva e appare ai miei occhi un partito di ribellione, senza precise coordinate politiche, mentre altri sostenevano fosse "di Destra".
I miei argomenti, molto più di sensazione che fondati su dati storici, andavano a sottolineare alcuni elementi interni alla Lega non di Destra: per esempio l'assenza di nazionalismo in un partito che voleva la secessione; in tutta risposta questo aspetto veniva sottolineato dalla mia parte avversa come nuovo nazionalismo, non più italiano ma padano: e in effetti era un buon punto di vista.
Però l'andare sopra le righe, il non rispetto per le regole e per lo stato italiano, la base nel popolo più che nella classe dirigente, tutte queste caratteristiche allontanavano il partito di Bossi dalla Destra canonica; in tutta risposta mi fu presentato però un dato, che insieme all'ora tarda, chiuse la vertenza: la Lega si è sempre presentata alle elezioni con la Destra e non con la Sinistra; un'interpretazione pragmatica ed efficace.
Ognuno colle sue riflessioni e i suoi punti di vista, ce ne andammo maltosi e felici verso casa, comunque più ricchi dopo il confronto.
Ora il discorso mi è tornato alla mente perchè, preparando l'esame di Storia conmtemporanea mi sono imbattuto nella breve storia della Lega: e quel dato risulta essere falso, come molti sapranno.
Spero di non annoiare coloro che questa storia la sanno o la ricordano bene: ecco un breve riassunto del percorso della Lega dalla sua nascita a oggi.
Citazioni e fatti hanno come fonte "Il mondo contemporaneo. Dal 1848 a oggi", G. Sabbatucci, V.Vidotto, manuale che mi è stato consigliato dal professore di Storia Contemporanea del CdL di Scienze storiche della Statale di Milano per preparare la parte generale del suo corso.

Verso la fine del 1989 e in particolare nel 1990 "si consolidarono, nel Settentrione, i movimenti regionalisti: in particolare la Lega Lombarda [...] sull'onda di una violenta polemica nordista contro la Stato centralizzatore, il fisco e l'intero sistema dei partiti; nelle elezioni del 1992 la Lega Nord, nata dalla fusione della Lega lombarda con analoghe formazioni regionali, risultò la vera vincitrice affermandosi come quarto partito italiano con l'8,6% dei voti (ovviamente si presentava da sola).
Poi ci fu Tangentopoli e la nascita di Forza Italia.
Alle elezioni del 1994 vinse Berlusconi che formò il governo con la Lega e Alleanza nazionale ma "in tempi molto rapidi i contrasti tra Forza Italia, Alleanza nazionale, Ccd da un lato e Lega dall'altro divenivano insanabili. [...]
A dicembre, dopo una fase altamente conflittuale, Berlusconi fu costretto a dimettersi e, nel Gennaio 1995, Lamberto Dini formava un ministero di tecnici [...] Otteneva la fiducia del Parlamento con il voto favorevole della Lega, del Pds, del Ppi e l'astensione di Forza Italia, Alleanza nazionale e Ccd."
Ci si dirigeva verso nuove elezioni e "la Lega staccatasi dal Polo e schieratasi con il centro-sinitra nella maggioranza che sosteneva Dini, appariva sempre più come un elemento antisistema". Si presenta da sola alle elezioni del 1996 e, smentendo le previsioni negative, supera il 10% nazionale: forte di questo successo, dall'originaria linea federalista Bossi conduce il partito a una linea apertamente separatista.
Il riavvicinamento al centro-destra avvenne nel 2000 e in particolare nelle elezioni del 2001 la Lega si presentò nella Casa della libertà e lì è rimasta.

Dati storici alla mano, è evidente che nei suoi primi dieci anni di vita, la Lega non può assolutamente definirsi partito di Destra, essendo l'esperienza di alleanza con Berlusconi durata all'incirca un anno (tra l'altro tenendo sempre presente che un'alleanza non è un'assimilazione).
Da 8 anni, e sembrano esserci i presupposti anche per il prossimo lustro, la Lega è associata al centro-destra: si può dunque definire di Destra? Io direi proprio di no.
Su wikipedia questa discussione è implicitamente trattata: si parla di origini di Sinistra, linguaggio di Destra ed elettorato di Centro (perchè "Secondo un sondaggio pubblicato sul Corriere della Sera relativo alla popolazione italiana, la Lega Nord viene percepita ideologicamente più al centro del Popolo della Libertà e, tra l'altro, siede al centro dell'emiciclo in Parlamento").
Vengono poi prese in considerazione le diverse correnti all'interno del partito; dunque, un altro aspetto: la provenienza (politica) dei politici appartenenti alla Lega, che nel dettaglio trovate qui.
Questo aspetto mi pare determinante, perchè mostra come le origini siano le più disparate, rendendo difficile definire la Lega partito di Destra.
Pur essendo ben consapevole degli eccessi che il partito porta con sè (ma trovatemi la parte politica senza fanatici: ci sono le brigate rosse a sinistra, i neo-nazisti a destra, gli intransigenti bigotti di centro), io mi sento di condividere questa definizione, tratta anch'essa da wikipedia: "la Lega Nord vuole unire tutti quei cittadini delle regioni settentrionali italiane i quali domandano l'autonomia e il federalismo per la loro terra".

martedì 6 maggio 2008

"21, vittoria, grande baldoria!" dall'originale "Winner Winner, Chicken Dinner!": proverbiale...

Piccolo post d'appendice al post sul film "21"
Per chi ha visto il film, il titolo di oggi colma un vuoto, perchè siamo in molti ad esserci chiesti quale fosse la battuta originale di quel (brutto) "21 vittoria grande baldoria" che diffusamente viene ripetuta nel film.
L'origine del suo significato è forse quella raccontata qui.
Se trovate qualche intepretazione, o un'origine del detto più convincente, fatemelo sapere.
A favore dei traduttori, questa è un'espressione intraducibile e, inoltre, a me pare piuttosto brutta anche l'espressione originale; ovviamente non avrebbero potuto tradurre con un altro detto sui polli perchè la cosa non ha senso.
Solo perchè c'è chicken, a chi verrebbe in mente di cercare proverbi sui polli? A me, per esempio. Ecco alcuni che mi sono piaciuti

Ragazzi e polli non si trovan mai satolli.
Meglio minuzzoli con amore, che polli grassi con dolore.
Preti, frati, monache e polli non si trovan mai satolli.
Non è buon anno quando il pollo becca il gallo.


Ma "chicken" significa anche "gallina"!

Chi di gallina nasce convien che razzoli (o raspi).
Gallina che non becca ha già beccato.
Gallina mugellese, ha cent'anni e mostra un mese.
Gallina vecchia fa buon brodo.
Gallina vecchia senza tetto, non fu mai senza difetto.
Gallina vecchia vuol galletto giovane.
Gallo magro e gallina grassa fanno buon matrimonio.
Gallo vecchio, gallina tenerella.
In casa non c'è pace, quando gallina canta e gallo tace.
L'uovo ne vuol saper più della gallina.
Mal cova la gallina fuor del nido.
Meglio un uovo oggi che una gallina domani.
Non pelar tanto la gallina che strilli.
Gallina che canta ha fatto l'uovo.


Consiglio di volpi, tribolo di galline.
Dodici galline e un gallo, mangiano come un cavallo.
Le Trentine vengono giù pollastre e se ne vanno su galline.
Né d'erba febraiola né di donna festaiola non ti fidare.Femmine e galline, per girellar troppo, si perdono.
Quando fiorisce il sambuco, le galline stringono il buco.

domenica 4 maggio 2008

17esima giornata di ritorno del campionato italiano di calcio di serie A 2007/2008: Milan-Inter

Le 2 squadre entrano in campo.
La coreografia dell'Inter raffigura uno scudetto tricolore immerso nei colori nerazzurri: dopo quello assegnato 2 anni fa, quello vinto sul campo l'anno scorso e questo, tanto vicino, non si poteva fare altrimenti; la coreografia del Milan presenta una data, 21 maggio 2008, la finale di Champions League di quest'anno, a ricordare il mancato raggiungimento della stessa da questa grande Inter: finale del resto non raggiunta anche dal Milan, quindi l'idea desta peplessità, credo nei tifosi di entrambi gli schieramenti.
Fischio d'inizio: il Milan batte, passaggio indietro rasoterra, lancio sballato e palla fuori: che sia un segno?
(No.)
L'Inter prende il pallino del gioco, che tiene per 300 secondi o poco più: poi, quaranta minuti di Milan che portano anche a due clamorose occasioni per superpippo Inzaghi, che è bravo e forte (pro cui spendo due parole, per dire basta al "è scarso ma fa gol", perchè lo scarso che fa gol lo fa per una stagione, due, ma costui, recita wikipedia, "detiene il record di gol segnati nelle competizioni UEFA per club: 63 reti, a pari merito con Raúl ed è l'unico giocatore ad aver segnato in tutte le competizioni internazionali, sia riservate ai club che alle nazionali") e si fa trovare liberissimo scattando in gioco davanti a Julio Cesar, portiere nerazzurro che è bravo a parare; ancora Inzaghi colpisce di testa un cross basso deviato, con la palla che esce a fil di palo, portiere battuto. Finisce il primo tempo in pareggio, anche per la Roma a Genova la situazione è la stessa: Inter virtualmente campione d'Italia.
Inizia il secondo tempo, l'Inter non cambia, il Milan non cambia, la storia non cambia: infatti al 6' il Milan va in vantaggio: cross di Kakà dal fondo, gol di testa di Inzaghi (appunto) sul primo palo che anticipa Rivas, nulla da fare per il portiere. Passano 4 minuti e una inspiegabile disattenzione di Vieira regala la palla a Kakà, libero di entrare in area e segnare indisturbato.
2 a 0 e palla al centro.
A questo punto inizia la reazione interista, e al 17' grande occasione per Crespo da solo davanti a Kalac: l'argentino sbaglia, forse anche condizionato dalle urla di segnalazione per Nesta da poco rimasto a terra.
Alla mezzora punizione per l'Inter e Bergomi, che con Caressa è responsabile del commento della partita su Sky, ma che quest'oggi fino a quel momento ha praticamente taciuto, nota che "in barriera ci sono 6 uomini, troppi, sicuramente il portiere non vedrà la palla partire"; parte Cruz, tiro, GOL: Kalac immobile.
Nel forcing finale da segnalare un'ottima punizione di Chivu ben parata dal portiere milanista; l'Inter non trova il pareggio, nè il rigore che sembra esserci al 34' per una trattenuta su Suazo.
Milan batte Inter 2-1.

Questo è ciò che ho visto, onore ai vincitori, e grazie al secondo tempo, onore anche ai vinti.
Il Milan ha interpretato bene la partita, l'Inter no.
Merito della grande abitudine del Milan verso le grandi sfide, colpa dell'incapacità dell'Inter nelle partite decisive.
Da interista mi trovo ad analizzare la mia squadra, e in particolare l'operato di Roberto Mancini, che anche oggi, come in tutte le partite importanti, mi ha lasciato perplesso.
Partendo dal presupposto che se domenica vincessimo, avremmo vinto il campionato e dunque avrebbe ragione lui, perchè nello sport se l'importante è partecipare, l'obiettivo è vincere, io non capisco.
Non capisco perchè ha lasciato in panchina Maxwell, Balotelli e Stankovic, (e ha preferito Maniche, Rivas e Crespo) che insieme agli altri in campo hanno permesso il ritorno del bel gioco nelle ultime partite;
non capisco perchè non ha giocato col 4-4-2 classico con Cambiasso e Vieira al centro del campo, perno stabile e creativo, con Maxwell e Maicon terzini che mettono le ali alla squadra;
non capisco perchè Chivu, spesso usato come jolly, quando possibile come oggi non giochi nel suo ruolo di centrale difensivo, dove fa la differenza (affiancato a Materazzi, Cordoba, Rivas o Samuel);
non capisco perchè non far giocare Balotelli che in assenza di Ibra, è il giocatore con più talento, piedi e creatività dell'attacco interista, oltretutto in grande forma nelle ultime giornate.

Però, poi penso, non metterti anche tu come il 95% per cento degli italiani maschi a fare l'allenatore, non pensare anche tu di essere meglio di un allenatore di serie A che vede i suoi giocatori tutti i giorni e che ha portato l'Inter in testa alla classifica da 2 anni. Avrà pensato per una serie di motivi, che questa è la formazione migliore che si potesse mettere in campo, per contenere alcuni giocatori avversari, per motivi di fine tattica, oppure in settimana altri sono risultati poco tonici, o chissà. Magari, facendo come pensavo io, sarebbe stato peggio, sicuramente ha messo in campo la migliore formazione possibile ai suoi occhi.

Nel bel mezzo di questa sferzata d'umiltà, di questa sempre utile autoflagellazione, Roberto Mancini viene intervistato, e motiva così le sue decisioni: "avevamo diversi diffidati e non potevamo permetterci di farli giocare tutti, per poi magari perderli per domenica prossima".
...
E allora ti insulto, perchè così non lo sopporto proprio: mi tieni i giocatori in serbo per il Siena e non li fai giocare col Milan? Hai la squadra prima in classifica contro un Milan quest'anno non brillante, e tieni dei titolari per il Siena che fuori da ogni lotta e ambizione puoi battere con le seconde linee (in teoria)? Tira fuori le palle e fai di tutto per vincere oggi, regalaci il trionfo a danno dei cugini, prova con tutte le forze a realizzare il loro peggior incubo, rendendo loro difficile la strada verso la Champions!
Tra l'altro se domenica non vinci, due volte idiota.
Io lo perdo il derby, non importa, ma voglio che si faccia di tutto per vincerlo, soprattutto in queste condizioni.
Poi si può vedere una debolezza psicologica della squadra, tra l'altro anch'essa facilmente attribuibile all'allenatore, ma almeno la formazione!
Questa giornata di campionato, questa e non altre, è stata attesa da interisti e milanisti tra sogni e incubi per entrambi, con due situazioni all'orizzonte: una dai sogni d'oro nerazzurri e dagli incubi profondi rossoneri, l'altra tra fastidi nerazzurri e soddisfazioni rossonere.
Il milanista è soddisfatto, l'interista deluso e infastidito, nello sport non può andare sempre bene: ma non è possibile che l'allenatore dell'Inter aiuti a creare questa situazione, perchè poi, anche se "si sa quel che si lascia ma non quel che si trova" è normale avere voglia di Josè Mourinho.

venerdì 2 maggio 2008

Uno Stato non rispettabile

Si potrebbe discutere a lungo sulla liceità o meno della pubblicazioni dei redditi degli italiani per l'anno 2005, avvenuta il 30 Aprile.
In effetti se ne discute, e molto, in rete, in televisione, sui giornali: io desidero sottolineare ciò che a tutti sembra evidente, ma che non per questo perde validità.
Com'è possibile che il garante della privacy non ne sapesse nulla?
Seppure il provvedimento sia a norma di legge, considero decisamente improbabile che il responsabile non immaginasse la reazione degli italiani e i problemi di privacy connessi.
Io gradirei discutere le decisioni dei governi, non le indecisioni.
Viene insegnato a genitori, allenatori, professori: per ottenere il rispetto dei propri figli, allievi, studenti, occorre mostrare sicurezza nelle proprie scelte; chi ha rispetto di uno Stato che fa, disfa, si mette in situazioni di imbarazzo con le proprie mani?
Oltretutto, che sia incapacità o furberia, la brutta figura si è trasformata in una vera e propria figura di merda: infatti, come molti di voi avranno saputo, OVVIAMENTE i dati sono ancora in rete. Non sul sito dell'Agenzia delle Entrate, che è stato bloccato, ma su emule e su diversi blog. Chi conosce la struttura della rete sa che un contenuto messo in rete diventa pubblico ETERNAMENTE (un video su youtube che poi viene tolto, continuerà comunque a fare il giro del mondo finchè non cesserà l'interesse).
Io poi sono ottimista, perdono, ci rido su: certo che il fatto che la classe dirigente contemporanea abbia esponenti di infimo livello, e che sembri totalmente ignorante delle dinamiche del web è sempre meno un demagogico dubbio, trova anzi conferme.
Spero che a questo punto si abbia la dignità di rimetterli in chiaro, per salvare la faccia, e poi si discuta su cosa fare in futuro.
Invece temo che si discuterà sul da farsi ora, mentre i dati scorrazzeranno in giro per il web.

P.S. Una nota a favore di Grillo. Non sono d'accordo in diversi aspetti del suo "movimento", ma bisogna ammettere che riguardo al giornalismo "censurato" ha avuto dei riscontri anche in questa vicenda. Egli ha attaccato la messa in rete dei redditi, e molti suoi commentatori l'hanno criticato: questo aspetto è stato riportato da moltissimi giornali e telegiornali. Gli stessi che hanno concesso poco o nessuno spazio al V-Day, che, nel bene e nel male, è un fenomeno che ha riempito piazze e che i giornali e i telegiornali avrebbero dovuto raccontare nel rispetto della sua portata. Capisco che probabilmente se così fosse successo, il tema del V-Day non sarebbe stato l'informazione...