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lunedì 1 settembre 2008

Sul medagliere olimpico e due chiacchere sul calciomercato

Ero a casa durante l'Europeo e durante Wimbledon, e così anche per la fine del campionato: e infatti in tutte queste situazioni ho avuto modo di esprimere il mio punto di vista, di sottolineare un aspetto a me caro, di esultare o più mestamente accettare gli esiti.
Non così per
l'OLIMPIADE.
Esaltare Phelps la leggenda, o Bolt due in uno (l'ultimo eclatante caso di nomen omen), sarebbe doveroso: d'altro canto anche fin troppo ovvio.
E io non tratto le ovvietà.
Guardando i risultati dell'Italia cosa ci scopro? Che il Bel Paese, da sempre terreno d'artisti e bellezza, mi si riscopre guerriero!
17 delle 28 medaglie totali conquistate a Pechino e in particolare 6 degli 8 ori provengono da botte, schermaglie e spari. Ed è sintomatico il fatto che delle 11 rimanenti, di cui un oro, le uniche due provenienti dall'atletica siano state conquistate nella marcia, appunto la più marziale delle discipline e delle corse.
Curioso.
Guardando il mondo, oltre alla considerazione che la Cina in continua ascesa da 4-5 olimpiadi ha raggiunto la prima posizione nell'olimpiade casalinga, un'altra riflessione mi è nata riguardo il medagliere ufficiale :
la classifica dipende dal numero di medaglie d'oro conquistate; solo quello statunitense viene stilato a seconda del numero di medaglie complessive (che guarda il caso, vedrebbe proprio gli Usa anche stavolta al primo posto).
Io sono dell'idea che sarebbe più giusta una terza classifica a punti, con:
5 punti per la medaglia d'oro,
3 per la medaglia d'argento,
1 per la medaglia di bronzo.
Poi in realtà non credo ci sarebbero grandissimi cambiamenti, ma in via di principio sarebbe l'unico modo per premiare qualità e quantità.
Risolto questo grosso problema, d'importanza rara nell'olimpo (...) delle controversie globali, passerò a fare il mio personale, incompleto, parziale, inesperto e dilettantistico punto sul
CALCIOMERCATO ITALIANO ESTIVO.
Sono contento:
per Gilardino e Shevchenko, che hanno cambiato aria;
per Ronaldinho, che ha cambiato aria venendo qui in Italia, ed è un bene per il nostro calcio, soprattutto per chi, come me, lo vive come uno spettacolo di 90 minuti, senza i lunghissimi, inutili e stupidi "commentarii" tecnico-tattico-psicologico-fisico vacui e futili,  portati avanti con la solita spiccata seriosità fuori luogo.
In particolare, per l'Inter, desideravo andassero via: Suazo, Stankovic e Burdisso; il primo se n'è andato, il secondo no, il terzo neppure, ma pazienza. Con la Mourinho-mania, è arrivato Mancini dalla Roma, che mi diverte, Muntari che non conoscevo ma mi ha fatto un'ottima impressione nel primo trofeo dell'anno che l'Inter ha vinto in una sfida tra capitani all'ultimo rigore, e in ultima istanza pure Quaresma, per cui nutro grandi speranze. Anche se quest'ultimo acquisto ha messo in crisi i giornalisti che per tutta estate hanno tacciato Mourinho e ancor più Moratti di Megalomania avendo i giocatori comprati tutti cognomi inizianti con M, quasi un mmmmmmmmmm di godimento dopo le vittorie ingerite.
Invece Quaresma:
quindi mmq, millimetri quadrati, forse uno sfottò alla piccolezza delle abitazioni dei presidenti rivali, o degli allenatori rivali? Lasciamo ai più arguti giornalisti la scoperta dell'inquietante mistero, l'interpretazione del codice segreto...
Certo è che con l'ultimo colpo, Mourinho ha a disposizione chi voleva:
now, no excuses.
Con la speranza
che si mostrino sempre più le giocate
e sempre meno i falli,
che lo spettacolo vinca
e perda la violenza
e soprattutto che tutti in quel mondo
ci si prenda un po' meno sul serio:
buon campionato a tutti!
E sempre e comunque
forza Inter
alè alè.

lunedì 23 giugno 2008

I campioni del mondo non saranno campioni d'Europa

Grazie lo stesso: Italia fuori dall'europeo, ma con onore, combattendo.
Ci riproveremo nel 2012, in Polonia e Ucraina (la candidatura dell'Italia inizialmente favorita è stata poi superata).
Ieri sera la Spagna ha giocato di più, noi ci siamo difesi molto bene.
La novità sta nel fatto che la Spagna ha sempre il suo gioco pieno di passaggi, ma non ha una difesa scarsa. La partita è combattuta, si va ai supplementari e poi ai rigori a reti inviolate.
Ai rigori si sa, è una lotteria, ma mi preme sottolineare un errore evitabile:il rigore di Di Natale. Fin da quando è stato a terra per fermare l'azione della Spagna ha dimostrato la sua paura, con quell'atto diffuso quanto fastidioso, sleale e disonorevole malcostume. Da quel momento è stato fischiato ad ogni palla che toccava, e non si è "caricato" coi fischi, come un Materazzi qualsiasi per esempio: si è fatto condizionare, cercando tiri velleitari tipo "adesso vi faccio vedere io", ma senza determinazione, da animale ferito.
In questa condizione emotiva facilmente ravvisabile al televisore, dunque ancor più dalla panchina, era chiaro non dovesse tirare il rigore: questo non è un commento postumo, o meglio, non solo, è una conferma di ciò che ho dichiarato prima del rigore stesso. Anche su quello di De Rossi ho avuto molta paura, memore di Manchester: in verità però ha tirato un bel rigore, ben parato.
Non quella ciofeca lenta e centrale che il buon Antonio ha passato al portiere, nel momento in cui davvero poteva esserci una svolta a nostro favore dopo la parata di Buffon.
Marcello Lippi, interrogato sui calci di rigore prima dell'Europeo raccontò di aver giocato nella sua carriera di allenatore 3 finali ai calci di rigore: 2 vittorie e una sconfitta. Fece due considerazioni: la prima, che le volte che ha vinto tutti i giocatori volevano tirare, mentre in quella persa non voleva tirare nessuno; la seconda, che dopo l'esperienza maturate, considerava importante non lasciare per ultimi i rigoristi più bravi, perchè troppo spesso rischiano di non tirare neanche: Alex Del Piero, infatti non tirò l'ultimo rigore ormai inutile nella finale che Lippi ha perso col Milan, e lo mise, dunque, terzo nel mondiale che abbiamo vinto 2 anni fa.
Ieri non so com'era l'umore generale prima dei calci di rigore, ma certo la scelta di Del Piero ultimo rigorista si è rivelata sbagliata.

Il mio pensiero, quindi, lo sottolineo va all'errore evitabile: perchè quando la Francia perde la finale mondiale con un rigore che colpisce la traversa e rimbalza in verticale ma fuori dalla linea della porta, è stata sfiga, pazienza, sarà stato il segno zodiacale di Trezeguet (a conferma delle idee di Domeneck che ha avuto così buon gioco a lasciarlo a casa, uscendo fresco fresco dal girone con 2 sconfitte e una pareggio); ma quando si manda al macello un giocatore emotivamente instabile a tirare e questo tira quello schifo di rigore, l'allenatore ha sbagliato.
A meno che, per troppa bontà, non si volesse far vincere la Spagna, e allora regalargli la semifinale con quel rigore:
ce lo si può anche aspettare,
dalla coppia "DonaDoni-Di Natale"...

giovedì 19 giugno 2008

Euro 2008: sul tabellone e sull'olandese contro l'Olanda

Siamo ai quarti di finale.
Qui, nella fase ad eliminazione diretta, questo europeo è caratterizzato da un tabellone molto particolare: le semifinali possono essere delle ripetizioni di partite giocate nei gironi. Questo di solito non succede mai essendo gli incroci congegnati in modo che l'unica possibilità che una partita si ripeta nello stesso torneo sia in finale, con percentuali evidentemente bassissime. Quest'anno invece i gironi A e B si confrontano nella parte alta del tabellone, C e D nella parte bassa. Questo sistema ha immediatamente mostrato i suoi difetti: gran numero di finali impossibili (per dirne una, l'ultima finale dei mondiali Italia-Francia) e in semifinale il 75% di possibilità di avere almeno una partita giocata 10 giorni prima.
La domanda vine spontanea: perchè?
"Gli organizzatori vogliono far viaggiare su binari paralleli i gironi A-B e C-D dal debutto alle semifinali comprese per dare a tutti tempi di recupero uguali fra una partita e l’altra, con una differenza massima di 24 ore": ci spiegano in quest'articolo, in cui è chiaro il disaccordo del giornalista, disaccordo che anch'io condivido.
Nonostante il "proposito lodevole" il gioco non vale la candela.

Voglio sollevare una seconda questione riguardo la quale sarebbe interessante ascoltare il vostro parere: Hiddink ha portato la Russia ai quarti, dove incontrerà l'Olanda. Il pensiero va immediatamente al fatto che un allenatore olandese si scontrerà con l'Olanda, la sua nazionale: è giusto che ci sia questa possibilità? L'allenatore non è parte della squadra? Se ai mondiali in Sudafrica ci scontrassimo con l'Inghilterra di Capello, non ci verrebbe spontaneo ritenerlo un traditore? Ma al di là delle scelte personali dei professionisti -comprensibili in un mondo in cui il patriottismo lascia il tempo che trova soprattutto di fronte al dio-denaro- voi vedreste di buon occhio un allenatore straniero sulla panchina degli azzurri?
Evidentemente io toglierei questa possibilità: mi sembra assurdo che voci si alzino in coro a criticare una squadra di club che si chiama "Internazionale" perchè ha pochi giocatori della nazione in cui gioca il campionato, e poi un olandese possa allenare la Russia e magari sconfiggere la propria nazione.
Seppure comprensibile che molte nazioni necessitino allenatori stranieri alla ricerca di risultati migliori, io lo trovo sbagliato, non valido.

Mi si potrebbe criticare a questo punto: ma come, parli ancora di calcio?
Per di più, in un momento in cui il presidente del consiglio fa approvare leggi a suo scopo personale! Non sarebbe il caso di discutere di quella notizia, più importante?
Tutto vero, solo che le notizie in inglese le chiamano news:
e io di nuovo in questi trucchetti berlusconiani non ci vedo proprio niente.

sabato 14 giugno 2008

Verso l'ultima giornata del girone C dell'Europeo di calcio 2008: tutti i possibili scenari

"Tutto o quasi si deciderà all'ultima giornata": così iniziava il post sui possibili scenari dell'ultima giornata del campionato di calcio 2007/2008. Mi divertii ad analizzare tutti i possibili scenari e a sciorinare percentuali.
Evidentemente è un'attività leziosa: la premessa, infatti, è che in ogni partita ci si il 33% che si vinca, si perda e si pareggi. Questo anche se la prima squadra dell'Inter giocasse coi pulcini del Bellusco: evidentemente ciò che sarebbe congruo per lancio di monete è miope in una realtà più complessa, non tenendo in considerazione i diversi valori in campo.
Detto questo...
Ecco tutti i risultati possibili con la squadra che in ogni occasione passerebbe al tabellone finale, essendo l'Olanda già certa della qualificazione come prima:

Italia-Francia: 1; Olanda-Romania: 1 --> Italia
Italia-Francia: 1; Olanda-Romania: X --> Italia
Italia-Francia: 1; Olanda-Romania: 2 --> Romania
Italia-Francia: X; Olanda-Romania: 1 --> ?
Italia-Francia: X; Olanda-Romania: X --> Romania
Italia-Francia: X; Olanda-Romania: 2 --> Romania
Italia-Francia: 2; Olanda-Romania: 1 --> Francia
Italia-Francia: 2; Olanda-Romania: X --> Francia
Italia-Francia: 2; Olanda-Romania: 2 --> Romania

Italia: 22%
Francia: 22%
Romania: 44%
Lasciando perder l'1% di approssimazione, dov'è restante 11%?
In quella possibilità su 9 (vedi corsivo nella tabella) in cui Italia, Francia e Romania si troverebbero tutte a 2 punti.
Essendo questi i criteri se c'è parità:
1) punti negli scontri diretti;
2) differenza reti negli scontri diretti;
3) gol negli scontri diretti;
4) differenza reti generale;
5) gol segnati nel girone;
6) coefficiente qualificazione;
7) fair play;
8) sorteggio.
L'Italia passa se:
-pareggia con gol contro la Francia, passa per il maggior numero di gol nella classifica avulsa.
-pareggia 0-0 con la Francia e la Romania perde 3-0 con l'Olanda. Passa grazie al miglior coefficiente Uefa (rispetto alla Romania).

Troppi credono sia davvero goloso eliminare 2 possibili e pericolose avversarie per la conquista del titolo giocando morbidi contro la Romania: sono scettico, ma lo ero anche allo scorso europeo quando accadde proprio quello che le due squadre in campo desideravano.
Una sola fortuna abbiamo: che la partita Italia-Francia è derby, che si giocherà dando tutto per vincere perchè la Francia è sempre la Francia. Uscire poi per l'altrui bravura o calcolo, per la scelleratezza della prima partita e la sfortuna della seconda va bene, ma col piacere che ben ricordiamo di aver battuto i francesi:

ça va sans dire...

martedì 10 giugno 2008

Una pallonata per ridere dopo che l'Olanda ci ha preso a pallate

Era tempo di rivoluzioni?
Non saprei, ma come forse noterete ho cambiato un po' il layout del blog.
In particolare dando rilievo alla possibilità di esplorarlo orizzontalmente per argomenti e non solo verticalmente per cronologia. Poi ho aggiunto a grande richiesta uno spazio per i video che rimanda direttamente al mio canale su youtube: nessun entusiasmo eccessivo comunque, finora ho caricato un solo video e per di più è quello che vi ho già presentato (qui); ora potete commentarlo, e poi... ho caricato un video su youtube, ed è un bel dire.
Uuuuuh.
D'altra parte, avrei potuto commentare la debacle della nazionale di calcio italiana contro l'Olanda all'esordio dell'Europeo di ieri, ma per dire cosa?
Che è assurdo che De Rossi -miglior centrocampista italiano del campionato- non giochi e che ci si affidi ad un centrocampo per la quasi totalità equivalente a quello della squadra meno in forma dell'anno?
Che la difesa non sta in piedi perchè mancando Cannavaro si è costretti a schierare l'unico giocatore dell'Inter -l'italiano, non criticate se poi preferiamo gli stranieri- che quest'anno ha fatto cagare?
Che pure Buffon ci si mette con una respintina in area di una palla da buttare quantomeno in angolo?
Che Camoranesi non lo sentiamo italiano e preferiamo Del Piero e Cassano e che in effetti quando sono entrati è andata meglio?
Che pure Grosso gioca bene nella nazionale?
Che a fine primo tempo i cambi necessari erano almeno 5, metà squadra?
Dovrei stare qui a chiedermi cosa ha visto Donadoni in settimana per scegliere la formazione iniziale e mettermi a sperare che questa partita sia il primo e ultimo regalo agli avversari, senza preoccuparmi del cognome del mister?
Ho preferito smanettare su sonosoloram, e togliermi qualche soddisfazione, divertendomi e magari divertendovi.
In attesa di iniziare a parlare di tennis, e di giustizia anche...

lunedì 2 giugno 2008

MaMoMu.

Questo il comunicato ufficiale dell'addio a M.
Questo il comunicato ufficiale del benvenuto a M.
Del resto è M che decide, in continua ricerca di eguagliare i risultati di suo papà M.
Parliamo di una delle due squadre di M, ma non del M.

Del triangolo Mancini-Moratti-Mourinho si parla da tempo, e se solo oggi è stata data l'ufficialità dell'arrivo del nuovo allenatore portoghese, e seppure solo giovedì l'ufficiale licenziamento di Mancini, i giornali l'hanno ufficializzato già da un bel po'. Io, però, che non ho la necessità dello scoop, posso scrivere oggi, quando tutto è ufficiale, certo, e solo adesso commentare la decisione.
Evidentemente in tanti l'hanno giudicata sbagliata, per i soldi, o perchè, semplicemente, squadra che vince non si cambia: non nego che è comprensibile, condivisibile anche, e razionale. Tuttavia, molti di più da quando Mancini è atterrato a Milano lo hanno criticato, e pochi hanno detto bravo a lui troppo presi a inginocchiarsi al fenomeno Spalletti, uno che dal canto suo ha già vinto 2 coppe Italia e una Supercoppa italiana (!) ma che non ha vinto il campionato, nèla Champions. Certo, la rosa della Roma non è quella dell'Inter, ecc.
Anche se ci sono stati anni in cui avevamo nomi ben più grandi di quelli che si sono dimostrati essere grandi giocatori solo dopo esere stati all'Inter. Io personalmente ho amato i risultati di Mancini -prima di lui il nulla per l'Inter- personalmente mi sta simpatico, come allenatore non ha soddisfatto nelle partite decisive. Basta per mandarlo a casa? Forse, forse no, però basta la sua scenetta post uscita dalla Champions, poi ritrattatta, insomma una figuracia che a tanti interisti ha ricordato la debole società inter pre calciopoli (che poi è la stessa di adesso, vedremo in futuro se è davvero più matura). Naturalmente si sa ciò che si lascia, ma non quel che si trova, e poteva essere l'inizio di un ciclo promettente: ma quando alla festa dell'Inter nessun giocatore si è avvicinato per un secondo al suo allenatore, si capiva che qualcosa si era rotto. A quel punto, bene cambiare.
Soprattutto perchè tutti si lamentano dei soldi, io no: mica sono miei, ed è così bello vedere Moratti giocare a PES colla realtà! Poi si lamentano dei pochi italiani in squadra, (E Moratti piazza pure l'allenatore portoghese!) ma intendiamoci: se si pongono delle regole verranno rispettate, MA la squadra si chiama Internazionale non per caso; inoltre nell'era Dell'Euro e dell'Europa unita, essendo i giocatori merci porre la regola di un obbligo di giocatori nazionali in campo (come la federazione sta architettando) vìola le norme del commercio unitario. Nel frattempo la squadra di calcio deve vincere: se ha italiani in campo, è più folkloristico.
Tornando a MMM.
Ho imparato a mie spese che le vittorie e gli obiettivi si raggiungono con la costanza e con la fatica e non coi colpi di genio, e che Ancelotti dopo aver perso un coppa in quel modo è rimasto e dopo 2 anni l'ha vinta: ma io che concepisco il calcio come spettacolo, devo ammettere che da quando c'è Moratti non mi sono mai annoiato, e ho sognato tanto, tantissimo. Quando poi si vince e i sogni si realizzano è bellissimo, ma è sognare, è sognare che fa la differenza.
Poi il divertimento, mediatico ancor più che calcistico dell'Inter da sempre dream team e solo da poco vincente, ha alimentato comici su comici e pagine di giornale, e i giornalisti dovrebbero fare un monumento al Massimo che riempie i giornali.

Pazza Inter, amala.

domenica 25 maggio 2008

Coppa Italia in finale unica alla Roma

Io ho tifato per vincerla: l'Inter non ce l'ha fatta, e mi dispiace.
Che la coppa Italia sia importante o meno, è una discussione poco accattivante: è il secondo trofeo nazionale, e ogni volta che si partecipa ad una competizione l'obiettivo è vincere, anche se "l'importante è partecipare". Come spesso o forse sempre accade nello sport, vince la squadra che ha più voglia di vincere e sebbene l'Inter, pur appagata, ha comunque ha giocato per vincere, la differenza l'ha fatta la Roma, che aveva più voglia, più rabbia e ha meritato. Vero è che il secondo gol arriva dopo un presunto fallo su Cesar, ma la difesa interista si è fatta infinocchiare, distratta: la concentrazione è mancata, in effetti.
Poi gran bel gol di Pelè, ottima prestazione di Maxwell, bravo anche Balotelli, meno incontenibile del solito Maicon, capitan Zanetti quasi inesistente, Suazo conferma il ruolo di autentica delusione della stagione.
Guardando la stagione dall'esterno, è giusto che la Roma alzi un trofeo, seconda in campionato e semifinalista di Champions (ma forse dopo l'errore di Cristiano Ronaldo era giusto che la Champions andasse al Chelsea, e così non è stato).
Tant'è, ci riproveremo alla supercoppa italiana, ancora contro la Roma: adesso buon per loro.
I miei complimenti però sono limitati da un rimprovero per l'atteggiamento della Roma dopo il gol dell'Inter e il bellissimo palo di Burdisso: fino alla fine della partita, giocatori per terra a perdere tempo ad ogni minimo contatto. Sebbene sono ben consapevole che sia un atteggiamento comune, un male diffuso, ciò non toglie che sia un disonore, soprattutto quando si eccede, raggiungendo anche 6 minuti di seguito senza giocare: per me, in particolare, che assisto al calcio come ad uno spettacolo, anche se vivendolo meglio tifando per una squadra, questi comportamenti sono deleteri, mi tolgono divertimento.
Questa stagione è finita, con questa finale sulla Rai, antifona delle terribili telecronache che dovremo sorbirci dai giornalisti della televisione di Stato durante gli Europei, esclusiva Rai.

All'Inter la torta dunque, ma senza ciliegina.

EDIT: come ricordatomi da commento che ringrazio, la Roma non è stata semifinalista di Champions League quest'anno, ha perso nei quarti...

lunedì 19 maggio 2008

Dopo l'ultima giornata del campionato di calcio italiano di serie A 2007/2008: sulla vittoria dell'Inter

Evidentemente le percentuali, i calcoli di probabilità valgono nei casi in cui si tira una moneta, si pesca una carta, si sceglie una porta: nello sport moltissime altre variabili vanno prese in considerazione, altrimenti scommesse e relative quote non avrebbero motivo di esistere.
Per capirci, secondo le premesse dei semplicistici calcoli di possibilità che per gioco settimana scorsa presentai, l'Inter contro di me da solo ha il 33% di possibilità di vincere, pareggiare e perdere: evidentemente è assurdo, perchè chi mi conosce sa che quasi sicuramente vincerei io.
Tant'è, l'ultima giornata di campionato ha per caso e per coincidenza realizzato tutte le possibilità che avevano la maggiore probabilità di avverarsi: Inter campione (78%), Catania salvo (81%), Fiorentina in Champions (78%) [vedi post].
l'Inter ha vinto, e io godo: e la situazione dopo-derby si è rovesciata, regalando a noi interisti l'onore e la gloria dello scudetto e ai milanisti il purgatorio di un anno senza Champions League.
I risultati finali:
Inter campione d'Italia e come la Roma, seconda, ammessa direttamente in Champions League;
Juventus e Fiorentina ammessi ai preliminari di Champions League;
Milan, Sampdoria e Udinese in Coppa Uefa;
Parma, Empoli e Livorno in serie B.
Mi spiace per il Parma, ma forse dopo scandali Parmalat e salvezze disperate, può essere l'occasione di voltare pagina;
fuori dagli inevitabili sfottò ai cugini che non risparmierò, perchè è evidente che oggi la Coppa Uefa non è più la coppa più prestigiosa dopo la Coppa Campioni, ma un'amara consolazione rispetto alla Champions League, se fossi del Milan, secondo il mio personale modo di vedere le cose, vincere la coppa Uefa sarebbe un vero obiettivo, per piacere di completezza, perchè unico trofeo mancante in un palmares straordinario: dunque in fondo, poco male;
complimenti sinceri alla Juventus e al suoi straordinario campionato da neopromossa seppur di lusso;
grazie a tutte le squadre italiane che nel complesso hanno mostrato un gran bel gioco;
ora mi rivolgo all'Inter.
L'ultima giornata di campionato è stata una sviolinata di Ibrahimovic: entra, segna ed è determinante; la squadra ha dimostrato il carattere di cui spesse volte è parsa esser priva e ha vinto la partita e lo scudetto, senza più attendere il passo falso dell'inseguitrice.
Anche ieri, tutto sembrava dirigersi verso un nuovo e più doloroso 5 maggio: la Roma segnava subito mettendo pressione, l'Inter faticava in un campo pesante sotto un diluvio, le occasioni fioccavano per il Catania senza concretizzarsi; fine primo tempo, la classifica vedeva l'Inter sotto la Roma: strano, beffardo, assurdo, così tanto da sembrare un destino incontrovertibile.
Poi entrava Ibra, muovendosi sul campo come se il terreno fosse perfetto, come se le pozzanghere valessero solo per gli altri: bastava poco, gol, ecco si rivedeva la squadra Inter dell'andata, quella che al fischio d'inizio sapevi già che avresti vinto, troppo sicuri, troppo bravi, troppo forti.
Il resto è storia.
I romanisti rosicano e vengono riempiti di complimenti per il grande campionato e per il gioco espresso: conosco bene la loro condizione, mi ci sono trovato per anni dopo molti incontri di tennis, in cui mostravo colpi molto belli, talento... e perdevo la partita.
L'Inter inizia ad assomigliare alla Juve: più antipatica, tutti tifano contro, insomma, più vincente.
Galliani spiega che non scambierebbe mai una Champions per due scudetti, ma la sua faccia parla chiaro: sta rosicando.
Spalletti "finto umile" spiega che i suoi eroi, ehm, giocatori, hanno fatto l'impossibile, bravissimi, la rosa dell'Inter è troppo più forte, come dice da tutto l'anno: la traduzione? La squadra Inter deve vincere con 20 30 punti di vantaggio, se non lo fa, è perchè io sono un mago.
Luogo comune da sfatare, non perchè la rosa sia scarsa, ma i grandi nomi sono spesso Maicon, Maxwell, Cambiasso, scoperti dal nulla, cresciuti: Balotelli ora.
Non importa se il campionato dell'Inter ha dovuto fare a meno di Dacourt, Cordoba, Figo e Samuel, del grande nome Adriano, di Ibra per un mese e mezzo più dell'altro tempo non al 100%, di un Vieira sì e no, di Chivu a lungo con una spalla sola: perchè se importasse, ci si renderebbe conto che senza questi giocatori la rosa non è assolutamente più forte di tutte, che l'ambiente è davvero cambiato se Jimenez sembra forte e Balotelli ha mostrato subito a pieno le sue doti. Vincere è sempre dura, difficile: il passo da "favoriti" a "vincitori" è enorme, quindi onore ai vincitori.
Una bella società, una bella squadra, ieri ha dimostrato anche il carattere: chissà che si possa raggiungere anche la coppa dalle grandi orecchie in un futuro prossimo;
anche se, per dire la mia, con tutto il rispetto per il prestigio della Champions, in un torneo la dose di fortuna conta molto di più rispetto a un campionato di 38 partite, e credo che il campionato dia una classifica più rispettosa delle forze in campo.
Il gol simbolo di questo scudetto? Per me il gol del capitano alla Roma nela gara di ritorno.
Mi sono divertito, è stato un campionato appassionante e ho visto del bel gioco, ho infine vinto: cosa volere di più?
Negare la rivincita, la mini vendetta della Roma sabato nella finale di Coppa Italia all'Olimpico: anche se sono costretto ad ammettere che la cosa non mi interesa poi così tanto, mentre credo interessi molto più al romano rosicone.
A sabato, dunque, per chiudere definitivamente la stagione calcistica per club 2007/2008, poi, 2 settimane e via:
verso gli Europei...

domenica 18 maggio 2008

domenica 11 maggio 2008

Verso l'ultima giornata del campionato di calcio italiano di Serie A 2007/2008: tutti i possibili scenari

Tutto o quasi si deciderà all’ultima giornata.
Le certezze sono, tralasciando l’aspetto Coppa Uefa e Intertoto:
Livorno retrocesso in serie B, Inter e Roma in Champions League, Juventus ai preliminari.
Ricordiamo il regolamento:
in caso di parità di punti, per la formulazione della classifica finale si terrà conto degli scontri diretti (classifica «avulsa» ) seguendo nell'ordine questi criteri:
punti negli scontri diretti;
differenza reti negli scontri diretti;
differenza reti generale;
maggior numero di reti segnate in generale;
sorteggio.
Nel dettaglio, in caso di parità di punti:
l’Inter vince sulla Roma,
il Milan sulla Fiornetina,
il Catania sul Parma (ma, attenzione, l’Empoli sul Catania).
2 squadre in corsa per lo scudetto (Inter e Roma),
2 in corsa per la Champions (Milan e Fiorentina),
3 per la salvezza (Parma, Catania ed Empoli).

Parma-Inter 1 ; Catania - Roma 1 -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter 1 ; Catania - Roma X -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter 1 ; Catania - Roma 2 -->Sc: Roma ; Salvo: Parma

Parma-Inter X ; Catania - Roma 1 -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter X ; Catania - Roma X -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter X ; Catania - Roma 2 -->Sc: Roma ; Salvo: Catania *

Parma-Inter 2 ; Catania - Roma 1 -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter 2 ; Catania - Roma X -->Sc: Inter ; Salvo: Catania
Parma-Inter 2 ; Catania - Roma 2 -->Sc: Inter ; Salvo: Catania *

*Non se l’Empoli vince contro il Livorno: in quel caso, salvo l’Empoli.

Mi sono divertito a calcolare le percentuali...

Lotta scudetto:
se la Roma vince e l’Inter non vince, la Roma vince il campionato (22%).;
in tutti gli altri casi, scudetto all’Inter (78%).

Lotta salvezza:
se Il Catania perde, il Parma non vince, e l’Empoli vince, si salva l’Empoli (7,4%);
se il Catania perde e il Parma vince, si salva il Parma (11,1%);
in tutti gli altri casi, si salva il Catania (81,5%).

Lotta per i preliminari della Champions League:
se il Milan vince e la Fiorentina non vince, si qualifica il Milan (22%);
in tutti gli altri casi la Fiorentina (78%).

Questo per quanto riguarda calcoli e probabilità, di cui naturalmente la realtà non è schiava e, anzi, spesso tende a divertirsi colle sue improbabili coincidenze; per esempio, questa Inter che non ha saputo vincere il campionato nè domenica scorsa né oggi si troverà davanti Hector Cuper, l’allenatore che non ha saputo vincere lo scudetto il 5 Maggio 2002 con l’Inter, che tenterà domenica prossima 18 Maggio l’impresa di salvare un Parma che deve vincere e sperare nella sconfitta del Catania: deve “sperare che lo scudetto vada alla Roma”, come ha concluso a caldo Fabio Caressa su Sky? In effetti non è esatto. Infatti la Roma vincerebbe lo scudetto anche nel caso in cui l’Inter pareggi, mentre al Parma il pareggio non basterebbe (vedi corsivo in tabella).
Questo significa che Cuper potrebbe in un colpo solo far retrocedere il Parma e togliere lo scudetto al’Inter, in un Tardini a Parma senza vincenti, completamente disperato, tra sconfitti e retrocessi, e dall’altra parte, previa non vittoria dell’Empoli, regalare un Massimino in festa a Catania, in cui esploderebbero insieme la gioia per lo scudetto giallorossa e per la salvezza catanese.
Vedere insieme lo STADIO IN FESTA e lo STADIO IN LUTTO: 7,4%.
Da interista vorrei fidarmi di queste percentuali, ma se credessi ai calcoli delle probabilità, probabilmente non avrei certo scelto Lettere…

EDIT: Cuper è stato esonerato, non sarà della partita: almeno la beffa non ci sarà: quanto al danno, vedremo...

domenica 4 maggio 2008

17esima giornata di ritorno del campionato italiano di calcio di serie A 2007/2008: Milan-Inter

Le 2 squadre entrano in campo.
La coreografia dell'Inter raffigura uno scudetto tricolore immerso nei colori nerazzurri: dopo quello assegnato 2 anni fa, quello vinto sul campo l'anno scorso e questo, tanto vicino, non si poteva fare altrimenti; la coreografia del Milan presenta una data, 21 maggio 2008, la finale di Champions League di quest'anno, a ricordare il mancato raggiungimento della stessa da questa grande Inter: finale del resto non raggiunta anche dal Milan, quindi l'idea desta peplessità, credo nei tifosi di entrambi gli schieramenti.
Fischio d'inizio: il Milan batte, passaggio indietro rasoterra, lancio sballato e palla fuori: che sia un segno?
(No.)
L'Inter prende il pallino del gioco, che tiene per 300 secondi o poco più: poi, quaranta minuti di Milan che portano anche a due clamorose occasioni per superpippo Inzaghi, che è bravo e forte (pro cui spendo due parole, per dire basta al "è scarso ma fa gol", perchè lo scarso che fa gol lo fa per una stagione, due, ma costui, recita wikipedia, "detiene il record di gol segnati nelle competizioni UEFA per club: 63 reti, a pari merito con Raúl ed è l'unico giocatore ad aver segnato in tutte le competizioni internazionali, sia riservate ai club che alle nazionali") e si fa trovare liberissimo scattando in gioco davanti a Julio Cesar, portiere nerazzurro che è bravo a parare; ancora Inzaghi colpisce di testa un cross basso deviato, con la palla che esce a fil di palo, portiere battuto. Finisce il primo tempo in pareggio, anche per la Roma a Genova la situazione è la stessa: Inter virtualmente campione d'Italia.
Inizia il secondo tempo, l'Inter non cambia, il Milan non cambia, la storia non cambia: infatti al 6' il Milan va in vantaggio: cross di Kakà dal fondo, gol di testa di Inzaghi (appunto) sul primo palo che anticipa Rivas, nulla da fare per il portiere. Passano 4 minuti e una inspiegabile disattenzione di Vieira regala la palla a Kakà, libero di entrare in area e segnare indisturbato.
2 a 0 e palla al centro.
A questo punto inizia la reazione interista, e al 17' grande occasione per Crespo da solo davanti a Kalac: l'argentino sbaglia, forse anche condizionato dalle urla di segnalazione per Nesta da poco rimasto a terra.
Alla mezzora punizione per l'Inter e Bergomi, che con Caressa è responsabile del commento della partita su Sky, ma che quest'oggi fino a quel momento ha praticamente taciuto, nota che "in barriera ci sono 6 uomini, troppi, sicuramente il portiere non vedrà la palla partire"; parte Cruz, tiro, GOL: Kalac immobile.
Nel forcing finale da segnalare un'ottima punizione di Chivu ben parata dal portiere milanista; l'Inter non trova il pareggio, nè il rigore che sembra esserci al 34' per una trattenuta su Suazo.
Milan batte Inter 2-1.

Questo è ciò che ho visto, onore ai vincitori, e grazie al secondo tempo, onore anche ai vinti.
Il Milan ha interpretato bene la partita, l'Inter no.
Merito della grande abitudine del Milan verso le grandi sfide, colpa dell'incapacità dell'Inter nelle partite decisive.
Da interista mi trovo ad analizzare la mia squadra, e in particolare l'operato di Roberto Mancini, che anche oggi, come in tutte le partite importanti, mi ha lasciato perplesso.
Partendo dal presupposto che se domenica vincessimo, avremmo vinto il campionato e dunque avrebbe ragione lui, perchè nello sport se l'importante è partecipare, l'obiettivo è vincere, io non capisco.
Non capisco perchè ha lasciato in panchina Maxwell, Balotelli e Stankovic, (e ha preferito Maniche, Rivas e Crespo) che insieme agli altri in campo hanno permesso il ritorno del bel gioco nelle ultime partite;
non capisco perchè non ha giocato col 4-4-2 classico con Cambiasso e Vieira al centro del campo, perno stabile e creativo, con Maxwell e Maicon terzini che mettono le ali alla squadra;
non capisco perchè Chivu, spesso usato come jolly, quando possibile come oggi non giochi nel suo ruolo di centrale difensivo, dove fa la differenza (affiancato a Materazzi, Cordoba, Rivas o Samuel);
non capisco perchè non far giocare Balotelli che in assenza di Ibra, è il giocatore con più talento, piedi e creatività dell'attacco interista, oltretutto in grande forma nelle ultime giornate.

Però, poi penso, non metterti anche tu come il 95% per cento degli italiani maschi a fare l'allenatore, non pensare anche tu di essere meglio di un allenatore di serie A che vede i suoi giocatori tutti i giorni e che ha portato l'Inter in testa alla classifica da 2 anni. Avrà pensato per una serie di motivi, che questa è la formazione migliore che si potesse mettere in campo, per contenere alcuni giocatori avversari, per motivi di fine tattica, oppure in settimana altri sono risultati poco tonici, o chissà. Magari, facendo come pensavo io, sarebbe stato peggio, sicuramente ha messo in campo la migliore formazione possibile ai suoi occhi.

Nel bel mezzo di questa sferzata d'umiltà, di questa sempre utile autoflagellazione, Roberto Mancini viene intervistato, e motiva così le sue decisioni: "avevamo diversi diffidati e non potevamo permetterci di farli giocare tutti, per poi magari perderli per domenica prossima".
...
E allora ti insulto, perchè così non lo sopporto proprio: mi tieni i giocatori in serbo per il Siena e non li fai giocare col Milan? Hai la squadra prima in classifica contro un Milan quest'anno non brillante, e tieni dei titolari per il Siena che fuori da ogni lotta e ambizione puoi battere con le seconde linee (in teoria)? Tira fuori le palle e fai di tutto per vincere oggi, regalaci il trionfo a danno dei cugini, prova con tutte le forze a realizzare il loro peggior incubo, rendendo loro difficile la strada verso la Champions!
Tra l'altro se domenica non vinci, due volte idiota.
Io lo perdo il derby, non importa, ma voglio che si faccia di tutto per vincerlo, soprattutto in queste condizioni.
Poi si può vedere una debolezza psicologica della squadra, tra l'altro anch'essa facilmente attribuibile all'allenatore, ma almeno la formazione!
Questa giornata di campionato, questa e non altre, è stata attesa da interisti e milanisti tra sogni e incubi per entrambi, con due situazioni all'orizzonte: una dai sogni d'oro nerazzurri e dagli incubi profondi rossoneri, l'altra tra fastidi nerazzurri e soddisfazioni rossonere.
Il milanista è soddisfatto, l'interista deluso e infastidito, nello sport non può andare sempre bene: ma non è possibile che l'allenatore dell'Inter aiuti a creare questa situazione, perchè poi, anche se "si sa quel che si lascia ma non quel che si trova" è normale avere voglia di Josè Mourinho.