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sabato 6 dicembre 2008

Post zero.

"L'alloro cinge la mia fronte:
ora, solo ora, posso avvicinarmi allo scrittoio,
concedermi la libertà di dire,
l'impudenza di sostenere,
l'azzardo di pronunciarmi.
Immersi ormai in un
accozzaglia
di parole immagini suoni:
troppi
parlano
senza aver nulla da dire
e dimenticano di ascoltare.
Troppi prendendosi sul serio,
spiegando la loro verità.
Loro
chi?
Prima di Internet chi scriveva era autore
etimologicamente auctoritas.
Ma se tutti sono autori,
a chi concedere l'autorità intellettuale?
Allora ho atteso,
d'esser laureato,
sia così più perdonabile
l'ardire.
Con l'obiettivo di costruire fiducia
anche nelle divergenze,
nella speranza
di creare scritti
d'opinione ponderata,
o d'appassionato furore,
o d'ispirato lirismo.
Gratuiti,
sempre con la convinzione che
valore
e
prezzo
siano grandezze distinte
in ambito culturale
e artistico.

I diari diventano opere d'arti interessanti solo quando pubblicati postumi, solo se di personaggi che raggiungono per strade diverse la fama. Questo blog non sarà mai un diario. Sebbene spesso riflessioni nascano da piccoli grandi eventi vissuti in prima persona, il generale sarà sempre la guida, seppur ispirato dal particolare, che ne esprimerà la bellezza. Quand'anche scaderò nel nostalgico rimembrare, sarà solo per utilità al prossimo, per mettere a disposizione insegnamenti a me cari, o sarà un tentativo di raggiungere il bello. L'unico egoismo sarà quello di usare il blog come memoria di idee e insegnamenti, moniti da tenere presenti, ma non sempre impressi nella mia mente scivolosa.
Benvenuti,
e buon divertimento.
Andiamo a cominciare."

Questo è stato il primo post nella mia mente per molto tempo.
All'incirca, perchè così com'è l'ho scritto ora.
La storia è andata diversamente -pian piano sto smussando la mia granitica morale, testarda nelle assurdità- così sonosoloram non è stato il premio per la fatica, ma un aiuto a portarla a termine.

Bella lì.

domenica 26 ottobre 2008

Scrivere e no.

Ho iniziato a scrivere qui quando proprio non ce la facevo più a resistere.
Perchè quando su ogni cosa rifletti,
quando per ogni domanda rispondi con la serietà e l'impegno di uno scienziato,
con la lunghezza e le delicate conclusioni di un saggio,
- perchè ormai hai capito quanto è facile contraddirsi,
e per la testa ronza anche quel dubbio di incomunicabilità cronica tra vari esseri umani, tra anime distinte-
quando il telefono si fa rovente dopo le tre chiamate consecutive
per esprimere la tua nuova idea
il tuo originale punto di vista
la tua ultima scoperta
e pesi sul prossimo che magari in quel momento non ha
la testa la voglia l'umore
di ascoltarti -ma perchè ti è amico o qualcosa di più, ti ascolta comunque-
quando poi hai ripetuto il concetto più volte così da averlo appreso, assimilato
e di colpo perde il tuo interesse
eppure
pensi che avrebbe potuto dare di più
e che meritava di rimanere:
allora,
SCRIVI.

Ho dunque scoperto che tutto quello che perde lo scritto:
le tue espressioni
il tuo gesticolare
ma soprattutto i tuoi occhi
e la passione che sprizza furiosa;
tutto quello per cui non lo usavo,
lo scritto ti sorprende.
Con il suo ordine e i suoi "a capo",
con le parole
proprio quelle
che tu vuoi e puoi usare per esprimere al meglio il concetto,
che riscopri diverso,
e sorprendentemente
agli occhi degli altri
anche più bello:
o almeno questo ti passa.
E scopri che scrivi perchè solo quello ti dà la sensazione di completarti e di realizzarti e di attuarti
-quello e l'abbraccio caldo dell'amata-
e scrivi perchè ti piace,
che poi piaccia agli altri,
è bene fa piacere
ma non basterebbe.

Il blog diventa la memoria e la lavagna
un luogo per ricordare e prevedere
dove la mente vive
si rapporta
con te stesso tra passato e futuro,
innanzitutto.

Poi sul più bello smetti di scrivere
perchè non scrivere è così facile:
se la stima di te stesso è equilibrata
tra autostima e autodisprezzo
non hai bisogno di dimostrare alcunchè;
e allora è facile,
perchè non scrivere
è come non fare
non parlare
non costruire
non distruggere
non vivere:
basta lasciarsi vivere
senza affanni
nè scopi
nè obiettivi,
tranquilli.

Solo il rispetto
mi riporta qui,
miei più o meno casuali lettori
cresciuti con me:
venti giorni
così
mi paiono un abbandono
e allora eccomi
col mio perchè teorico
e poi
col mio perchè contingente:

tanto tennis e una tesi
colla sua noiosa scrittura compilativa
hanno aiutato.
Se poi la tesi del libro su cui stai lavorando
è che in fondo
c'è ben poco da dire
e tu sei malleabile come la plastilina
e condizionabile come l'aria in ambiente chiuso
il gioco è fatto.
O quasi,
serve anche l'eco di Wilde:

Everyone who is incapable of learning has taken to teaching.
Tutti coloro che sono incapaci di imparare si sono messi ad insegnare.


Poi ti ricordi che tu non insegni, anzi,
rifletti per imparare e se

Fatti non fummo a viver come bruti,
ma per seguire virtude e conoscenza.

Dante, Inferno, XXVI.

..allora ben ritrovati!

Mi dimentico spesso come rendermi felice,
e scrivere è sicuramente un modo,
anche quando serve a giustificare la mia innata
PIGRIZIA.

mercoledì 15 ottobre 2008

Guida

Ben arrivati,
e buona navigazione:
libera esplorazione mentale,
la forza di internet.
La totale libertà provoca d'altronde anche spaesamento, e se siete qui, significa che vi interessa una guida autorevole: ed essendo io l'autore del blog, posso donarvela.
A fianco all'url c'è un quadratino arancione, i FEED: utile strumento presente nei blog e nei siti frequentemente aggiornati; iscrivendosi, il nostro browser ci avviserà ogni volta che il blog in questione è stato aggiornato, evitando inutili controlli e perdite di tempo;
Sulla sinistra trovate i post, e lì non si deve far altro che leggere...
Sulla destra trovate, sotto il mio profilo:
ABOUT SONOSOLORAM: il perchè del titolo, il perchè del sottotitolo, e questa stessa guida;
COMMENTI RECENTI: gli ultimi commenti lasciati ai post;
IN CONTINUO AGGIORNAMENTO: 4 elenchi: di romanzi, di film, dei titoli malamente tradotti o originalmente interpretati in italiano dall'inglese (offese artistiche che tengo a rendere pubbliche, per suscitare incredulità e risata) e delle parodie di trailer interpretati da Maccio Capatonda & Company;
ETICHETTE: sono gli argomenti trattati nei post; cliccando sull'etichetta, verranno visualizzati tutti i post che trattano in maniera totale o parziale l'argomento in questione: ciambelle col buco è un'etichetta qualitativa, appiccicata ai post più riusciti;
LINKS: autorevoli e affidabili collegamenti in rete;
ARCHIVIO BLOG: l'elenco in ordine cronologico di tutti i post pubblicati su sonosoloram.

Sulla moderazione dei commenti attivata su questo blog.

Buon viaggio.

venerdì 26 settembre 2008

Le ciambelle col buco

Non tutte le ciambelle escono col buco.
Non tutte le ciambelle vengono col buco.
Non tutte le ciambelle riescono col buco.

Queste le tre principali varianti che si trovano su google:

qual è quella giusta
quale l'originale
quale invece la più bella...

Bè, decidete voi, a me interessa il significato di questo simpatico proverbio metaforico:

non tutto esce/viene/riesce alla perfezione.

Ancor più mi interessa la sua conseguenza:
che qualcosa...

sì.

Qualche ciambella es..v...ries...
HA il buco.

Ho creato una nuova etichetta -a new tag guys for you oh yeah- che ho appiccicato ai post che ritengo migliori tra quelli scritti finora: come sempre ogni scelta è opinabile, ma almeno in questo caso è sicuramente autorevole,
essendo io l'autore.
I "post d'arte" potrei definirli, con una buona dose di approssimazione.
Quelli in cui

racconto

Scrivo

i più ispirati

con un'idea particolarmente brillante...

Un attimo, mi fermo:
stavolta l'etichetta dice più di questo mio tentativo di spiegazione.

Sono semplicemente i post che considero

riusciti:

le ciambelle col buco.

martedì 2 settembre 2008

100 di questi post

Solitamente questa è la forma di un augurio: questa volta no, è una considerazione. E la frase andrebbe completata: "100 di questi post ho scritto finora!". Questo che sto scrivendo, anzi che stai leggendo, è il mio centesimo post. Un titolo come questo li accorpa tutti, più riusciti o meno riusciti, seri o folli, riflessivi o cronachistici, di sport di cinema di tuttunpo'.
100 di questi post: "di questi" come, in che senso, allora?
Di miei post, scritti da me, e la mia ispirazione e la mia voglia e l'argomento scelto li hanno resi migliori, oppure più noiosi: bè, anche il tuo gusto, lettore, ha contato e non poco, il tuo stato d'animo, la tua voglia e l'umore più o meno adatto al post; tuttavia, una certa dose d'oggettività in fondo permane, e io credo che in verità sia bello ciò che è bello, nonostante naturalmente piaccia ciò che piace.
Cosa hai gradito particolarmente?
Quale momento del mio scribacchiare?
E perchè?
Ma no, non rispondermi, infine non importa troppo, perchè come tu mi leggi gratis, altrettanto io ti scrivo: e in fondo allora, ch'io scriva come quando e perchè mi paia va anche bene, non credi?
Quanto ho scritto?
Tanto, poco o forse troppo?
In 200 giorni circa, 100 post: forse meglio un rapporto di 1/3 in futuro, o forse no, perchè il sito che sta fermo appare abbandonato e nel web 1/1 è l'unico rapporto possibile.
AHAHAHAHAH,
quanti problemi toccano un professionista, invece io scriverò quando mi andrà, tu leggerai quando e se ti andrà e il nostro rapporto continuerà sereno e affettuoso perchè libero.
E se 100 sono i post e 200 i giorni, quasi 300 sono i "visitatori unici assoluti" al mese che passano di qua: non sei tu il visitatore unico assoluto, è la macchina che usi per leggermi, così tu puoi essere tanti ma anche una frazione di uno, se in due giungete dallo stesso pc; di queste 300 macchine dunque, se tu vali 1, 5, o 1/2 lo sai solo tu, anzi forse a pensarci bene non lo sai con certezza, come potresti ricordare? Quindi quale frazione della mia utenza sei, rimane un mistero: immagino d'altro canto che non patirai problemi d'identità per questo.
Una cosa invece che sai e con certezza è che quando mi incarto in questi astrusi, assurdi e inauditi ragionamenti, un po' sorridi, ma presto t'innervosisci.
Allora la smetto, ti ringrazio per la pazienza, per aver dato senso all'esistenza del mio blog, significato ai suoi post e gratificazione alle mie riflessioni.
Il prossimo appuntamento è il millesimo post, tra due annetti circa, ma non faccio promesse.
Nel frattempo,
riguardati
e
buona vita!

sabato 2 agosto 2008

My way REDACTED

Pian piano si cresce, si matura, ci si conosce, ci si trova, il cerchio si stringe sempre più adeso alla nostra essenza.
È la nostra vita, siamo noi, e il dovere più grande è la ricerca di chi siamo, come siamo e il tentativo di rendere sempre più vicini
ciò che siamo e
ciò che vorremmo essere.
Così anche il proprio blog, soprattutto se visto come proiezione digitale d'io mentale...

Dopo quasi sei mesi dall'apertura di questo blog, assesto la direzione intrapresa: scrivere, almeno per ora, non è il mio lavoro, ma un piacere, e questo blog una palestra cogli specchi sulle pareti. Le mie riflessioni, ex nihilo o da qualche evento ispirate, sono la base e l'essenza del tutto: e di queste continuerò a cibarvi. sonosoloram è nato appunto con lo scopo di salvare dalla nebulosa fabbrica di un cervello in continuo e incessante movimento, le idee più interessanti, le coincidenze più assurde, le sinapsi più brillanti, perchè da troppo tempo andavano perdute nell'oralità che vola. Questo il fine, all'inizio, questo rimane. Di contorno, qualche immagine, qualche foto, i miei film, sempre nel continuo tentativo di sovrapporre per bene me al mio blog, come quando si prestava attenzione millimetrica nell'attaccare la figurina sull'apposito spazio dell'album. (Che tra l'altro nel 90% dei casi era mal stampato oppure era la figurina ad essere mal tagliata: e in effetti nessuno è perfettamente definibile...).
C'è però un aspetto in cui dubito del dispendio d'energie profuso: fare informazione d'attualità. Non che sia sbagliato o poco utile: semplicemente siamo pieni di informazioni, quotidiani telegiornali beppegrillo che fanno informazione di professione e blog di protesta che ci chiamano alle armi, ricordandoci che internet è la nostra unica salvezza. (Dimenticando che dietro alla pagine web, ci sono sempre gli uomini: colle loro avidità, con i loro egoismi, con la loro corruzione, e sono loro che devono cambiare, non semplicemente il mezzo. Sebbene la rivoluzione informatica che stiamo vivendo è straordinariamente positiva, non sono blog e blogger ad essere bravi giovani e rivoluzionari in quanto tali: non è l'avere un blog che identifica un gruppo del futuro, gli eletti che cambieranno il mondo, ma ciò che si pensa o si scrive, e i valori che si hanno). In questo universo ogni giorno più vasto di informazioni, chi stare a sentire? Quale la fonte più autorevole? Nel web, come tra i quotidiani, si sceglierà in completa libertà. Ma se avessi voluto fare il giornalista, e se lo vorrò fare, cercherò di farlo, non aprirò un blog perchè nessuno me lo fa fare. Poi non è neanche questo il problema, perchè va benissimo che ognuno parli, che dica la sua: "il modo pur m'offende", fastidioso è il fare profetico dell'oracolo detentore della Verità, quella Verità che giornali non dicono perchè corrotti, la televisione neppure, ma solo il tal blog ha. Io non capisco come si possa dare totale fiducia a qualcuno solo perchè proclama continuamente la sfiducia verso tutti gli altri. Non lo capisco, e per questo, lungi da me raccontarvi le Verità Nascoste, indagare, svelarvi gli aspetti reconditi "perchè c'è sempre qualcosa sotto". A meno di avere documenti inconfutabili -ammesso che esistano- ma no, neppure in quel caso: in tal caso mi sarei iscritto a Giurisprudenza. Mi informerò, da più punti di vista possibili, come tutti coloro che hanno tempo e desiderio d'informarsi, e trarrò le mie conclusioni. Mi rimane il dubbio se giusto informare o meno, qui e ora.
Per esempio avrei dovuto/voluto scrivere un post su Nadal nuovo numero 1.
Per quale motivo scrivere doppioni di miliardi di articoli nel web che parlano di questo argomento? Forse per evidenziare aspetti sempre diversi, per presentare un punto di vista nuovo: d'accordo, ma allora dovrei essere in un blog decisamente tennistico e avere un target di specialisti; mentre sonosoloram è per tutti. Ben vengano dunque i post "iniziatici" per non addetti ai lavori, per gli appassionati segnalo in home page un ottimo e autorevole blog/sito sul tennis. Giusto dunque che io taccia totalmente? In effetti no: semplicemente cercherò di sottolineare solo i momenti topici della stagione tennistica, e il cambio al vertice della classifica tennistica dopo il più lungo regno della storia del tennis dell'era Open è momento topico, domani ne parlerò.
Peccato che le mie decisioni siano sempre e solo mie, o meglio, che non abbia indicazioni dai miei lettori che so esistere e anche essere piuttosto fedeli.
Sarebbe utile ai fini dello scrivere i pareri di chi legge, i vostri FEEDBACK per sapere quali siano gli argomenti più graditi e la considerazione di ogni post: interessante, piacevole, fastidiosamente dettagliato, troppo prolisso. Lo spazio dei commenti è il vostro spazio, ma è altrettanto il mio, utile per migliorare la comunicazione tra di noi: se non ho commenti, se non ho risposte, vado avanti per la mia strada: significa che tutto va bene. Visto che però a me pare un po' strano, ogni tanto mi guardo indietro e mi perdo nelle possibili critiche, e cado in questo genere di post, fumoso e traballante, dall'incedere insicuro e dell'oscura conclusione.

Il problema non è fare informazione, ora ho focalizzato: è che mi sono sentito in colpa per alcune cadute nel tecnicismo tennistico in un blog che ha il tennis come uno dei possibili argomenti, non certo come fondamento.

Forse quest'oggi mi sono perso nelle più inutili e stanche seghe mentali, in assurde paranoie. Vi assicuro, d'altra parte, che scrivere senza mai avere commenti, pur avendo la certezza di essere letto, non è affatto facile. È come parlare in un'interrogazione ad un professore impassibile, che non fa un cenno d'assenso nè uno di dissenso, come parlare davanti ad un vetro oscuro, dove chi ti ascolta ti vede, che dico, ti scruta mentre tu non hai riferimenti, brancoli nel buio. Magari stai annoiando, magari divertendo, forse catturi l'attenzione, forse invece le tue parole cadono nella più totale indifferenza.
Infine ti ricordi, che il tuo blog come la tua vita valgono immensamente più per te che per gli altri, non per cattiveria o egoismo: e il tuo blog sarà probabilmente un momento di svago, più o meno piacevole, ma le cose importanti sono altre, e in effetti non ti senti proprio di dar loro torto, di darvi torto.

Allora sghignazzo del mio inutile peregrinare nei meandri dei problemi possibili.
E sottolineo le mie volontà.

Lascio agli altri ben pagati o più ligi,
calcoli, date e numeri:
io darò tutto per la bellezza,
per l'idea,
per il pensiero,
per la parola.
Perchè quando si cerca di fare tutto si rischia di non fare bene niente
perchè è importante focalizzare le energie verso ciò che ci piace di più e in cui sentiamo di poter dare il contributo più importante,
perchè la scelta umanistica è una scelta di vita.

domenica 27 luglio 2008

Vincere Vigevano giocando al Tom Tom: una madeleine inodore

La nostra generazione è davvero a cavallo di una rivoluzione. Da piccoli i primi giochini di macchine in sala giochi e a casa: guardi la freccina sul tracciato, e se il videogioco è di rally il navigatore al tuo fianco ti prepara alle curve. Poi siamo cresciuti e ci troviamo a guidare, nella realtà, guardando la freccina che segue il tragitto e con la voce femminile del navigatore che ci prepara alle curve. Ieri per la prima volta mi è capitato di usare il tom tom in macchina, e c'è stato un momento in cui mi sono accorto che mi stavo dimenticando di essere DAVVERO la freccina colorata che vedevo nello schermo. DAVVERO, ma davanti a me avevo un vetro, non uno schermo. In realtà, non so se la mia mente ne fosse davvero certa, se capissi a pieno oppure pensassi che "anche sbandando un po' non importa". Non che abbia sbandato, certo, ma la sensazione era davvero curiosa. La generazione 2000, nascendo col navigatore, non avrà questa discrepanza tra realtà e mondo virtuale: ma forse non tutta la nostra generazione ce l'ha, forse solo io coi miei grilli per la testa perchè gli altri ricordano, ma solo quando vogliono. A me succede il contrario, mi ricordo soprattutto involontariamente: dietro richiesta, mia o dell'amico o del professore, spesso vacillo...
Io che della memoria ho fatto fondamento e nome di questo blog, pian piano sto approfondendo la mia situazione di menomato mnemonico: Proust viene in aiuto. Egli distingue tra memoria volontaria e memoria involontaria o spontanea: se la prima richiama alla mente il passato in termini logici, la seconda lo fa in maniera alogica; secondo lui la memoria involontaria cattura con un'impressione o una sensazione l'essenza preziosa della vita. Qui mi fermo, sperando di non aver passato limite tra semplificazione e banalizzazione, forse il culmine dell'ignoranza.
Ai videogiochi non fui un fenomeno, ma certamente me la cavai discretamente: e così anche ieri sono giunto a destinazione. La piazza ducale di Vigevano è bellissima, effettivamente, con la torre del castello visconteo sforzesco che non a caso è la copia di quella del Filarete a Milano. A questo proposito ho scoperto che Filarete è un soprannome, "colui che ama le virtù", per l'architetto il cui nome di battesimo fu Antonio di Pietro Averulino, omonimo del leader de "L'Italia dei valori":
quanto amo questi cortocircuiti temporali, questi folli collegamenti sinaptici nell'intelletto del tempo...

domenica 29 giugno 2008

"La bellezza sta nelle finiture" disse la commessa al filosofo

Così versificavo incidentalmente e sornione in un vecchio scritto, omaggio a Parigi.
Io credo fermamente nel dettaglio, che è anche motivo della mia propensione per le Lettere, per i racconti di vicissitudini personali, delle emozioni, delle piccole cose: sono per le storie e storielle più che per la Storia, quella grande e ufficiale che ci racconta la struttura e l'organizzazione della vita umana sulla Terra, ma che non riesce spesso a toccare la Vita stessa. Nelle foto mi diletto alle volte a cercare il momento, lo scorcio, nella ricerca del vero, di ciò che è invisibile agli occhi: l'essenziale, dicono... Fu una mostra di Fontana, il fotografo, a Milano che mi mostrò come un angolo di casa potesse dare di più della foto alla casa intera, di quanto un dettaglio ben trovato potesse aprire il mondo dei ricordi: le foto che creai nel tentativo, non furono ben accolte, ma appena tornati i ricordi sono lucidi e i dettagli non sono che superflui manierismi; però chissà che un giorno, a riguardarle, si possano sentire echi di un estate lontana, in quella Sicilia del 2004. Le foto in questione non sono state digitalizzate (accadrà presto...) ma in compenso l'avvento della fotocamera digitale ha dilatato le possibilità di avventurarsi nella fotografia senza danni economici nè sensi di colpa: così ho perdurato nella ricerca, non troppo affannosa nè troppo impegnata in effetti, ma incuriosita e divertita, di immortalare qualche istante simbolo, qualche "madeleine" fotografica che risvegli sapori, odori e sogni di un recente passato.
Si possono trovare su facebook...
Chiedo venia a quel fotografo o fotografa che avventurandosi per il blog, incappi in questi dilettantistici tentativi d'arte fotografica: siate comprensivi, non son altro che ispirate frivolezze...

martedì 10 giugno 2008

Una pallonata per ridere dopo che l'Olanda ci ha preso a pallate

Era tempo di rivoluzioni?
Non saprei, ma come forse noterete ho cambiato un po' il layout del blog.
In particolare dando rilievo alla possibilità di esplorarlo orizzontalmente per argomenti e non solo verticalmente per cronologia. Poi ho aggiunto a grande richiesta uno spazio per i video che rimanda direttamente al mio canale su youtube: nessun entusiasmo eccessivo comunque, finora ho caricato un solo video e per di più è quello che vi ho già presentato (qui); ora potete commentarlo, e poi... ho caricato un video su youtube, ed è un bel dire.
Uuuuuh.
D'altra parte, avrei potuto commentare la debacle della nazionale di calcio italiana contro l'Olanda all'esordio dell'Europeo di ieri, ma per dire cosa?
Che è assurdo che De Rossi -miglior centrocampista italiano del campionato- non giochi e che ci si affidi ad un centrocampo per la quasi totalità equivalente a quello della squadra meno in forma dell'anno?
Che la difesa non sta in piedi perchè mancando Cannavaro si è costretti a schierare l'unico giocatore dell'Inter -l'italiano, non criticate se poi preferiamo gli stranieri- che quest'anno ha fatto cagare?
Che pure Buffon ci si mette con una respintina in area di una palla da buttare quantomeno in angolo?
Che Camoranesi non lo sentiamo italiano e preferiamo Del Piero e Cassano e che in effetti quando sono entrati è andata meglio?
Che pure Grosso gioca bene nella nazionale?
Che a fine primo tempo i cambi necessari erano almeno 5, metà squadra?
Dovrei stare qui a chiedermi cosa ha visto Donadoni in settimana per scegliere la formazione iniziale e mettermi a sperare che questa partita sia il primo e ultimo regalo agli avversari, senza preoccuparmi del cognome del mister?
Ho preferito smanettare su sonosoloram, e togliermi qualche soddisfazione, divertendomi e magari divertendovi.
In attesa di iniziare a parlare di tennis, e di giustizia anche...

lunedì 9 giugno 2008

Ognuno è i suoi amici

L'era delle immagini e delle foto digitali:
così ho deciso di condividere qualche mia foto coi miei lettori, cominciando da quelle con soggetto "Amici in gruppo". Questo blog è una continua sfida a fotografarmi nel mio divenire, a fotografare come sono in tutte le sfaccettature, e io sono anche i miei amici.
Noi siamo tutte le nostre esperienze, le persone che incontriamo, ma alcune cose e influiscono meno; altre ci piacciono, le reiteriamo è diventano sempre più parte di noi.

Riconoscerete nelle foto facilmente Uncle H, Starri, Tetralfa, Corriere cosmico, il Grosso e me:

io sono quello coi capelli a caschetto neri,
poi divenuti lunghi,
dunque rapato a zero,
indi coi capelli corti gellati in piedi,
che dopo ho tenuto nella più classica e terribile delle vie di mezzo
e infine il giro è ricominciato;
anche se credo salterò lo step "pelatone"...

N.B. Ho tolto in seguito la cartella di foto in questione: le vedrete su facebook...

Liberalizzazione dei commenti

Sarà un colpo di coda dello slancio del penultimo "Doppio post",
sarà la noia dell'inutile e oneroso passaggio del pubblicare ogni commento, 
sarà la volontà di permettere al commentatore di vedere immediatamente pubblicato il suo scritto,
sarà l'aver trovato un widget per mostrare i commenti recenti:
da oggi i commenti sono liberi, non moderati, nella speranza che i rischi paventati nel post che motivava la scelta della moderazione dei commenti non si realizzino, con la fiducia che ci si attenga per quanto possibile, e per quanto in disaccordo, ad un comportamento rispettoso e adeguato alle regole della Netiquette.

Commentate gente,
commentate...

EDIT: Dopo 7 mesi, la liberalizzazione non ha portato più commenti intelligenti: quelli sono rimasti invariati nel numero, e ringrazio gl autori; sono invece aumentati commenti volgari e stupidi: la moderazione è ri-attivata...

sabato 10 maggio 2008

Sulla moderazione dei commenti attivata su questo blog

Nel post precedente "cippirimerlo" ha lasciato un commento di dissenso verso la moderazione dei commenti attivata su questo blog.
Lo/a ringrazio, perchè mi ha ricordato un aspetto che per me è molto importante chiarire: sebbene io abbia già risposto brevemente al commento, intendo con questo post spiegare la mia scelta.
Prima di incontrare il problema durante la creazione di questo blog , se avessi trovato un blog con la scritta
"La moderazione dei commenti è stata attivata. Tutti i commenti devono essere approvati dall'autore del blog."
mi sarei sentito censurato e privato della mia libertà: non l'avrei insomma gradita, probabilmente ne sarei stato infastidito.
Quando però mi sono deciso a creare un blog, pensandolo un po' diario e un po' casa, e quando tra le opzioni trovai la possibilità di moderare o meno i commenti, non fui più tanto sicuro. La libertà di pensiero e parola sono tra i valori in cui credo, ma mi trovai a chiedermi: e se qualcuno decidesse di inserire in un commento bestemmie, insulti, volgarità, attacchi ad personam verso di me o verso un altro commentatore, sarebbe giusto pubblicarlo sempre e comunque? Un dovere assoluto?
Non credo.
Certo, le volgarità e il cattivo gusto sarebbero del commentatore, non indirettamente colpe mie perchè presenti sul mio blog, ma decisi di preservare i miei lettori (perchè ovviamente io li leggerei comunque) da commenti maleducati o di cattivo gusto.
Naturalmente continuai a rifletterci e mi vennero in mente alcuni paragoni: se io venissi a casa tua e avessi un'improvvisa voglia di scrivere su una parete di casa e tu mi fermassi, lederesti la mia libertà? Se iniziassi a insultare tuo figlio di 10 anni colle più squallide volgarità e tu mi cacciassi fuori di casa, saresti contro la libertà di parola? Se prendessi in mano il tuo diario e iniziassi a scrivere con un bel pennarellone FUCK su ogni pagina, ne avrei il diritto? La mia risposta è no, perchè "la mia libertà finisce dove inizia la tua".
Un altro esempio: il direttore di giornale che non pubblica un articolo in cui si racconta una cosa falsa, lede la libertà d'espressione o protegge la verità? 
Il problema giunge quando il direttore censura un articolo secondo proprie personali comodità o gusti: ma questo è un altro discorso, questa è la censura immorale.
(Finora ho pubblicato il 100% dei commenti che sono stati scritti, anche se naturalmente non posso portare alcuna prova in mio favore.)
In effetti la censura, intesa come controllo, dipende dal censore: qui, da me.
Io ho sempre cercato di tenere un atteggiamento di rispetto della libertà di parola e d'espressione, ma, naturalmente, anche a questo riguardo, nessuno può controllare il mio operato nè io posso in alcun modo darne prova: ci si può solo fidare...

EDIT: nonostante questa esauriente giustificazione, ho poi deciso di disattivare la moderazione dei commenti come spiegato qui.

CONTRO-EDIT: in seguito ad un proliferare di commenti volgari, stupidi e fuori luogo (forse dovuti alla notizia di pubblicazione dei post su Facebook, in cui non tutti i miei friends, possono dirsi amici più che conoscenti) ho ri-attivato la moderazione in data 12 gennaio 2009: l'obiettivo, preservare voi lettori da stupidità e volgarità, non me, che comunque sono costretto a leggermeli lo stesso...

venerdì 18 aprile 2008

Maiorca 2005: mas que nada.

Agosto 2005, una bella settimana di vacanza, noi quattro amici e basta. Magalluf sembrava più inglese che spagnola, ma il contorno e il contesto ci interessava comunque molto poco: ciò che contava era"spaccarsi".   Era la vacanza in cui un sogno è divenuto racconto... Tra un hamburghesa e..un'altra hamburghesa, il cointreau-corrente, spiaggia sole mare, discoteche che regalavano teli mare, palle gonfiabili, marsupi e quant'altro, la settimana passò rapida, ma il ricordo del mio stato fisico al ritorno non mi permette di aggiungere "indolore"... Ci siamo divertiti, abbiamo fatto nuove conoscenze, giretti in barca, finchè giunse il momento di tornare. In aeroporto, ancora a Maiorca, nell'attesa dell'aereo, era sera, giocavamo con la palla e la memoria riportava alla pubblicità della nike e alla sua canzone, "Mas que nada"... Ecco qui un nostro breve video-ricordo: il mio primo cortissssssssimometraggio.



P.S. Ho risistemato la lista dei miei film preferiti e quella delle traduzioni più divertenti di titoli.

lunedì 17 marzo 2008

Film: titoli originali e "traduzioni" italiane

(Mi scuso ma ritorno sull’argomento un’ultima volta.
Mi scuso anche per qualche esempio citato di nuovo.)

Creatività?
Incapacità?
Marketing?
Intraducibilità?
I motivi che portano a creare traduzioni traditrici dell'originale sono molti.
Una traduzione è sempre in qualche modo traditrice, qualche contenuto si perde inevitabilmente, molte sottigliezze sono difficilmente trasportabili da un contesto linguistico ad una altro: ecco, nel prossimo post, una lista di titoli originali e rispettive "traduzioni" italiane in cui tutte queste giustificazioni non bastano.
A volte, raramente, i nuovi titoli, inventati, sono anche belli, rarissimamente, sono più adatti dell’originale:
anche in quel caso, che diritto ha un traduttore di vestire la maschera dell’autore? Non dovrebbe comunque cercare di rimanere invisibile per quanto possibile?
Non potrebbe semplicemente “fare il suo”?
A quanto pare, no.
In generale io sarei per lasciare il titolo originale riguardo i titoli in inglese, che ormai piaccia o meno è la lingua internazionale, ma anche per le altre lingue, sia nei casi in cui sono titoli comprensibili da un italiano senza bisogno di aiuto, sia negli altri casi, magari con l'aggiunta di un titolo esplicativo in italiano.
Invece.
La maggior parte sono titoli completamente reinventati;
poi ci sono altri "stili", modi,  colpi di autentico genio:
titoli che riportano il titolo originale per poi aggiungere un sottotitolo tanto inutile quanto fuori luogo (Es. “Superbad” diventa “Suxbad- Tre menti sopra il pelo”);
titoli non riportati in italiano, ma in simil-inglese! (“Van Wilder” viene chiamato “Maial College”, o “79 qm DDR”, tedesco, si trasforma in “Goodbye Lenin”);
leggere modifiche senza motivo di esistere ( “Bowling for Columbine” diviene “Bowling a Columbine”, e “The Curse of the Black Pearl” diventa “La maledizione della prima luna”);
traducono dove possono lasciare l'originale, altre volte lasciano l'originale che solo un madrelingua può capire.
Insomma le vie dei titolisti italiani sono infinite.
Stilerò un elenco delle migliori prove di questi autentici geni, apprezzo qualsiasi suggerimento o nuova scoperta che potete facilmente comunicarmi in commenti a questo post o ancora meglio direttamente a quello con l’elenco dei titoli (così come apprezzo suggerimenti e consigli alla mia lista dei film amati e apprezzati)...
Ricordo che entrambe vengono aggiornate periodicamente e gli aggiornamenti romangono in grassetto per almeno un mese dopo la loro aggiunta.

P.S. Dopo questo post, con trailer, titoli e “traduzioni “ la smetto.
Forse…

martedì 11 marzo 2008

Scripta volant: per non spezzar le ali alle parole

Neanche un mese.
Neppure 30 giorni è durato il primo titolo del blog.
"Scripta volant: per non spezzar le ali alle parole". Mi piaceva e mi piace ma la rete è piena di scripta volant: anche nelle url ecc. Piena. Quando mi accorsi, subito volevo cambiare, ma del resto era un motivo stupido, come quello che mi ha fatto posticipare la nascita del mio blog: "ormai tantissimi hanno il blog".
Motivo stupido quanto ridicolo figlio di una necessità d'originalità post-adolescenziale che non vedeva che... "tantissimi NON hanno il blog".
Ormai tra 6 miliardi, essere unici è un utopia, anche se forse romanticamente alla fine siamo tutti unici.. Mah. "Se tutti sono speciali, allora non lo è nessuno" diceva il piccolo Flash degli Incredibili, e troppo spesso mi trovo a pensare che non ha tutti i torti, che questo benedetto relativismo che ci fa sentire tanto consapevoli alla fine non fa altro che appiattire talenti e grandezze.
"Gandhi ad esempio non era un buon uomo di famiglia" mi ricordava la mia amica psicologa che chissà magari ogni tanto passa di qui a leggermi.
Di buoni uomini di famiglia ce non sono tantissimi: anche di grandi uomini nella storia, però meno...
E il mio sproloquio potrebbe non finire mai portandovi dove non avreste mai potuto pensare di giungere all'inizio del post, dopo tanti post di questo blog pertinenti e lineari per quanto ho potuto, con un titolo corretto, frasi brevi e periodare rilassato. Del resto...
Effettivamente non poteva che essere questo il post della mia oralità assoluta, del mio perdermi a scrivere come se stessi parlando, perchè "la conversazione dovrebbe sfiorare tutto senza mai soffermarsi su niente", dicono Oscar Wilde e chissà chi l'ha tradotto.
Il fatto è che io converso da solo, botta e risposta, pro e contro, morale oppure no, conclusione oppure bah. E lo faccio da sempre, "chi mi conosce lo sa" inizio mi perdo e chissà poi come mi ritrovo forse per caso e dunque...
Il titolo l'ho cambiato non perchè ce c'erano troppi nella rete, ma perchè...
I miei scritti non volano mica tutti, e anche quelli che si azzardano, magari battono le ali, planano in alcuni brani, ma non dubito che spesso precipitino.
(Oggi mi va proprio di scrivere, chissà a voi di leggermi?)
Poi non volevo ci si sbagliasse, non mi si trovasse, ci si confondesse
("sull'asse la esse si issa: riposa le ossa, e russa", pensatela detta dal Muccinino, che bello...)
Dicevo, meglio url e titolo uguali: sonosoloram, definizione che ho lungamente raccontato nel post URL, che adesso potrebbe chiamarsi "URL e titolo" ma non lo cambio va' che è meglio e poi chissenefrega.
Del resto il titolo è anche importante all'inizio ma poi conta quello che si dice:
io adesso non ho più niente da dire...
...
Ditelo che ci speravate massa di critici anti-logorrea!
"Cazzo, più facile vedere un Muccino non incapace che sentire Ivan dire che non ha più nulla da dire!" E avete festeggiato, ingenuotti, spumanti alzati alla mia facciaccia e invece no, vostre orecchie a me care, disperate! Parlerò sempre un po' più di quanto sopportiate, sibilerò il prurito che non si può grattare e con una classica pacca sulla spalla vi lascerò esausti e senza fiato.
Siete rimasti senza parole?
Io no, e mai sarà così.

Sapete cosa vi dico? Cambio anche l'estetica del blog.
Ma sì, quella da scrittore di versi immortali non va.
E poi il fascino della tecnologia e del pc in particolare io lo subisco: diciamolo dunque.
Bè? State ancora aspettando che io smetta di blaterare?
Così sia.
Per ora...

Film: titoli e titolisti

Partiamo dal postulato che la traduzione è un processo traditrice quanto essenziale; diverse sono le teorie sulla traduzione, molteplici le possibilità di tradurre, ognuna coi suoi pro e contro. Alle volte una traduzione letterale, che pare a noi la più semplice e giusta, non riesce a riportare nella lingua d'arrivo tutti i significati dell'originale, o addirittura in alcuni casi perde di senso. Saggi universitari -parlo di dimostrazioni trattate nelle università, non di barbuti sapienti che girano per atenei- trattano il problema a fondo: non è certo questa la sede per una lunga dissertazione sull'argomento.
Scendendo le scale tonali fino ad arrivare al mio blog, c'è però nelle traduzioni un movente scandaloso, che toglie valore all'arte del creare, a quella del tradurre, a quella del teorizzare.
Si chiama marketing.
La mia rabbia contro i titoli infedeli è esplosa con "Eternal sunshine of the spotless mind". Il titolo è stato trasformato in "Se mi lasci ti cancello". Il film, di Michael Gondry, ambisce essere un'opera d'arte, non di solo intrattenimeneto, e a mio parere ci riesce appieno. Il titolo originale è un verso di Alexander Pope,  verso citato testualmente in una battuta del film, ma essendo il protagonista Jim Carrey, perchè non mettergli un bel titolo stile "Se scappi ti sposo" (Runaway Bride, n.d.r.)? La mia è una supposizione, magari non è una ragione di marketing.. quale se no?
La mia idea di traduzione crede in una traduzione che esprima il più possibile la volontà dell'autore. Potremmo pensare che come titolo di film "L'eterna luce solare della mente immacolata" sia lungo, poco vendibile, d'accordo; ma se quella è la volontà del creatore che diritto hanno di mettere un titolo che non presenta il film per cio che è, anzi gli dà una veste nuova e inadatta? Che diritto hanno? I diritti d'autore, naturalmente.
Tra l'altro mi sembre un'operazione di marketing ridicola, in quanto 
un titolo del genere chiama a sè un pubblico a cui il film non piacerà 
attendendosi un film leggero d'intrattenimento e imbattendosi in un 
film che richiede attenzione, e lo stesso titolo fa storcere il naso 
a coloro i quali il film apprezzerebbero.
Gli esempi curiosi, imbarazzanti e divertenti sono moltissimi: "Goodbye Lenin!" è la traduzione di un titolo tedesco "79 qm DDR" , letteralmente 79 metri quadrati di DDR (Deutsche Demokratische Republik,Repubblica Democratica Tedesca: la Germania Est); pochi sanno in Italia mentre ovvio in America che Ocean's Eleven sia un remake di un film del 1960, appunto Ocean's Eleven (da noi "Colpo grosso"!); "La maledizione della  prima luna" è la traduzione di "The Curse of the Black Pearl",
letteralmente "la maledizione della Perla Nera" (per chi ha visto il film la barca di Jack Sparrow-Johnny Depp): perchè? "Walk the Line", celebre canzone di Johnny Cash, intitola il bel bio su di lui: proprio obbligati a chiamarlo "Quando l'amore brucia l'anima"?
Gli esempi si susseguono, ecco qui una lista, in continuo aggiornamento, per farsi qualche risata o sbigottire.
Buon divertimento.

Siamo in un mondo grande, molto più grande di un tempo e sempre 
più grande. 
Dare sempre un occhiata ai titoli originale è buona abitudine:
è un altro modo per rispettare i diritti d'autore.

mercoledì 27 febbraio 2008

Chi è il più forte?

Così avete deciso.
Oltre ad essere il capocannoniere di champions, avete votato inzaghi difensore come migliore contro Pato, Ronaldo e Adriano. Certo, il primo senza piede, il secondo senza ginocchio: ma il terzo in forma!
Impietosi.
Risultato finale di "Chi è il più forte?":
1) Inzaghi come difesore: 50%
2) Pato senza piede: 25%
3) Ronaldo senza piede: 12%
4) Adriano in forma: 12%
Confermo a tutti che i sondaggi, nuovo possibile aggiungibile nei blog "blogger", funzionano, e ringrazio gli 8 votanti -anzi ripensandoci 7- che hanno contribuito.
Sono felice di comunicarvi che vi sto scrivendo sentendo ttttttttttttttt e non più tactactactac, evviva i tastini del mio nuovo e sospiratissimo portatile che mi permette inoltre di scrivervi a quest'ora.

Bando alle ciance.

domenica 24 febbraio 2008

URL

Oggi è 24: 24 ore in cui compio 24 anni.
L'occasione giusta per presentare e spiegare l'indirizzo del mio blog: sulla piattaforma Blogger di google (.blogspot) ho scelto un nome, sonosoloram. Inutile dire che inizialmente avevo pensato ad un nome semplice e immutabile che corrispondesse a me, senza definizioni temporanee frutto di passioni o tendenze del momento: quindi ivan o ivancarlo (carlo è il mio secondo nome) o ivanstucchi.
I blog però sono sempre più diffusi, questi nomi non erano più disponibili:
certo non sono rimasti ad aspettare che io mi decidessi.
Così ho pensato ad altro.
sonosoloram è nato perchè Uncle H e io paragonando la mia mente a un pc concordammo un giorno nel sostenere il mio essere sprovvisto cerebralmente di hard disk: dunque, semplificando, rimaneva solo la ram.
"La RAM, acronimo di Random Access Memory, è il supporto di memoria su cui è possibile leggere e scrivere informazioni con un accesso casuale, ovvero senza dover rispettare un determinato ordine" scrive wikipedia.
Con una semplificazione quantomeno coraggiosa, questa pseudo definizione è nata per sottolineare la mia debolissima memoria per fatti, eventi, nozioni e dati, e invece una più naturale disposizione nell'elaborazione di pensieri ed idee tanto suggestivi quanto privi di correlazione; inoltre per il mio conversare figlio spesso del brain storming più che di linearità.
Per esempio, ieri la mia ragazza mi ha regalato per il mio compleanno una splendida giornata a Torino: in particolare la visita al museo del cinema.
Ne parlavamo da qualche anno e io desideravo tantissimo vederlo.
Dopo essermi dilungato in lodi per la mole antonelliana che lo ospita, siamo entrati.
Bellissimo.
Peccato che io l'avessi già visto e pian piano, dopo un'oretta circa, me ne sono reso conto.
Fu in occasione di una gita scolastica in quarta o quinta liceo.
Dopo gli inevitabili "noncicredo" e "tunonseinormale", che è capitato a tutti di dire e sentirsi dire (con malcelato piacere figlio dell'amore di singolarità che in ognuno di noi è innato), la visita è stata splendida: un'esperienza comunque nuova, presentandosi il museo oggi ai miei occhi più attenti e più consapevoli, del mondo ma soprattutto della storia del cinema, e avendo provato stavolta anche il magico ascensore trasparente.
Molto bello, lo consiglio a tutti, divertente molto più che didattico, sicuramente non noioso.
Certo che se avessi avuto un hard disk me ne sarei ricordato, davvero difficile dimenticarselo: peccato che
sonosoloram.

venerdì 22 febbraio 2008

Guida ai film

La mia passione per il cinema è effettivamente sbocciata una volta finito il liceo.
Anche prima amavo le emozioni, le suggestioni e il divertimento del grande schermo, ma era un amore istintivo, non la consapevole relazione che ho raggiunto ora.
Il primo Ciak che ho comprato ha una spendida Uma Thurman in tuta Bruce Lee gialla in copertina, con titolo "Tarantinati e contenti" (Novembre 2003).
Effettivamente Tarantino è l'autore che mi ha avvicinato del tutto al mondo del cinema, che mi ha conquistato totalmente col suo "Kill Bill", con entrambi i "volumi", ma anche con "Le iene" e, ovviamente, "Pulp Fiction". Definirlo il mio autore preferito è ora tuttavia molto più difficile: trovo che stilare una graduatoria tra registi di opere molto diverse, con i più disparati obiettivi e derivanti da contesti imparagonabili tra loro sia decisamente arbitrario e per me di dubbia utilità. Stessa cosa per i film o per i gol o per le canzoni anche se concordo che talvolta sia giusto e doveroso provare, tenendo sempre presente che in ogni scienza o ricerca il risultato finale non è altro che un nuovo punto di partenza.
Io mi sono messo comodo: una lista di film, nessuna classifica.
Effettivamente è un elenco fin troppo variegato, perchè mettere insieme Eurotrip, Quarto potere e Alla ricerca di Nemo è un'azzardo bello e buono. Tuttavia dei criteri ci sono:
- film che mi hanno colpito per originalità o comunque sorpreso;
- film NUOVI;
- film che mi hanno emozionato o rispettato le mie aspettative;
- film che hanno un significato particolare per me, perchè visti in una particolare situazione indimenticabile, o perchè film giusti al momento giusto.
SONO TUTTI FILM CHE RIVEDREI E RIVEDO CON PIACERE.
Perchè mi fanno troppo ridere, perchè sempre mi commuovono, perchè mi diranno o daranno sempre qualcosa di nuovo o perchè invece mi regalano sempre una stessa piacevole sensazione che amo ritrovare.
Alcune sono opere d'arte, altre opere d'intrattenimento: nel mio caso hanno raggiunto l'obiettivo che si erano prefissate, farmi riflettere o ridere o emozionare o divertire o addiritura godere del piacere estetico puro; anche opere di contemplazione, che mi hanno trasportato in un viaggio che ho gradito.
Se avete curiosità di cosa abbia potuto colpirmi di un film dell'elenco che voi avete odiato oppure consigli per film da inserire:
i commenti a questo post saranno il luogo più consono, d'ora in poi, insieme al post con la lista dei film ch pubblicherò prossimamente; eventualmente possiamo discuterne via mail.

Buona visione.