Infine giunsi quindi a chiedermi: forse non è vero, anzi, io di certo non ci credo: ma è un male che ci sia? Un male è quando diventa fanatismo, intransigenza, addirittura odio per il diverso: ma quella è una degenerazione del cristianesimo, non è il cristianesimo.
Non bene quando non lascia a Cesare quel che è suo per esempio...
Quando però è aiuto del prossimo, quando è divertimento senza BISOGNO di alcolici, quando è gioco, quando è oratorio, quando è campeggio, quando è riflessione e confronto: in tutti questi casi, bè, è bene, e io mi sono pentito della mia intransigente coerenza. Spesso. Perchè ho lasciato un gruppo in cui mi trovavo bene, perchè mi sono tolto possibilità di crescita personale e di divertimento come fare l'animatore, o l'educatore; e perchè io, che avevo bevuto goloso a questa coppa, poi sono andato via quando era il mio turno di mescere.
Rimane valido il motivo, perchè è difficile parlare di un credo che non si ha, difendere una fede che vacilla: ma in un mondo e in un Paese in cui i furbi sono bravi, e i ricchi sono intelligenti, chi li difende quelli bravi e quelli intelligenti DAVVERO?
Non la tv, forse Internet ma Internet è più difficile perchè Internet ti dà ciò che chiedi, ma se non hai una cazzo da chiedere, rimani a specchiarti gli occhi nelle due OO di Google. E dunque? Chi ha l'interesse di renderti essere pensante: la scuola. Però legata ad un programma, ogni materia, mentre oltre al catechismo non vedo nascere altre possibilità di riflessione personale e confronto, altri ritrovi di offerta di valori morali, almeno in provincia.
Un po' di pragmatismo, dunque.
Tanto, teoricamente, non ci sarà la Risposta: non c'è, o c'è sempre meno, a tutte le domande del mondo -e benvenuta sia l'era del relativismo, del dubbio, del confronto- figuriamoci la Risposta alla Domanda.
Nel frattempo cerchiamo punti in comune, i valori su cui puntare la vita: perchè seppur senza fede, io non posso proprio dire che non credo in niente.
Perchè, se non ho più certezze, e sto molto meglio senza, ho però un sacco di convinzioni.
E una di questa e quella con cui ho finito la mia discussione della tesina di maturità:
"Per alcuni la vita è un dono,
per altri, una punizione.
Io credo invece che siamo noi che possiamo farcene dono o punirci con essa.
E io, ho deciso di donarmela."
1 commento:
non credo perchè non credo in niente di quello che non vedo, a parte gli ufo. non ho mai capito come una persona possa davvero credere:non ci sono mai riuscita, forse perchè non ho una famiglia praticante che mi ha spinta a credere, forse perchè non riesco proprio io. non sono mai andata a messa tutte le domeniche, ho sempre fatto catechismo comunione cresima ecc. svogliata, senza sapere cosa stavo facendo. non mi sono mai interessata veramente al credere, so solo che ora, a quasi 18 anni, non credo. e mi pongo sempre più domande del tipo 'perchè si parte a contare con a.C. e d.C.?' e 'se io non credo perchè a natale e pasqua c'è vacanza anche per me(non che mi dispiaccia avere vacanze, però non le sento)?' boh. come hai scritto, abbiamo un paese dove l'impianto è religioso, ma a pensarci bene la fede viene sempre meno. a partire da preti e suore:chi ormai rinuncerebbe a una vta di piaceri?pochissime persone che, onestamente, ammiro. le ammiro perchè hanno una fede vera, che io non riuscirei ad avere neanche volendo. ma nello stesso tempo mi chiedo come possono davvero credere a cose che reputo finte. perchè la religione per me equivale al nulla, che sia la nostra o qualunque altra esistente. e proprio da qui nascono i miei principali dubbi sulla credenza. perchè ognuno crede in qualcosa di diverso? altro fatto che mi fa dubitare è la strumentalizzazione della religione che emerge sempre più studianto la storia, qualsiasi storia. perchè la gente rovina le vere credenze, rovina l'onesta religiosità. potrei andare avanti all'infinito aggiungendo cause alla mia non credenza o facendo commenti vari, meglio che mi fermi qui. in ogni caso bel post e bel blog, scrivi davvero bene!
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