martedì 11 marzo 2008

Film: titoli e titolisti

Partiamo dal postulato che la traduzione è un processo traditrice quanto essenziale; diverse sono le teorie sulla traduzione, molteplici le possibilità di tradurre, ognuna coi suoi pro e contro. Alle volte una traduzione letterale, che pare a noi la più semplice e giusta, non riesce a riportare nella lingua d'arrivo tutti i significati dell'originale, o addirittura in alcuni casi perde di senso. Saggi universitari -parlo di dimostrazioni trattate nelle università, non di barbuti sapienti che girano per atenei- trattano il problema a fondo: non è certo questa la sede per una lunga dissertazione sull'argomento.
Scendendo le scale tonali fino ad arrivare al mio blog, c'è però nelle traduzioni un movente scandaloso, che toglie valore all'arte del creare, a quella del tradurre, a quella del teorizzare.
Si chiama marketing.
La mia rabbia contro i titoli infedeli è esplosa con "Eternal sunshine of the spotless mind". Il titolo è stato trasformato in "Se mi lasci ti cancello". Il film, di Michael Gondry, ambisce essere un'opera d'arte, non di solo intrattenimeneto, e a mio parere ci riesce appieno. Il titolo originale è un verso di Alexander Pope,  verso citato testualmente in una battuta del film, ma essendo il protagonista Jim Carrey, perchè non mettergli un bel titolo stile "Se scappi ti sposo" (Runaway Bride, n.d.r.)? La mia è una supposizione, magari non è una ragione di marketing.. quale se no?
La mia idea di traduzione crede in una traduzione che esprima il più possibile la volontà dell'autore. Potremmo pensare che come titolo di film "L'eterna luce solare della mente immacolata" sia lungo, poco vendibile, d'accordo; ma se quella è la volontà del creatore che diritto hanno di mettere un titolo che non presenta il film per cio che è, anzi gli dà una veste nuova e inadatta? Che diritto hanno? I diritti d'autore, naturalmente.
Tra l'altro mi sembre un'operazione di marketing ridicola, in quanto 
un titolo del genere chiama a sè un pubblico a cui il film non piacerà 
attendendosi un film leggero d'intrattenimento e imbattendosi in un 
film che richiede attenzione, e lo stesso titolo fa storcere il naso 
a coloro i quali il film apprezzerebbero.
Gli esempi curiosi, imbarazzanti e divertenti sono moltissimi: "Goodbye Lenin!" è la traduzione di un titolo tedesco "79 qm DDR" , letteralmente 79 metri quadrati di DDR (Deutsche Demokratische Republik,Repubblica Democratica Tedesca: la Germania Est); pochi sanno in Italia mentre ovvio in America che Ocean's Eleven sia un remake di un film del 1960, appunto Ocean's Eleven (da noi "Colpo grosso"!); "La maledizione della  prima luna" è la traduzione di "The Curse of the Black Pearl",
letteralmente "la maledizione della Perla Nera" (per chi ha visto il film la barca di Jack Sparrow-Johnny Depp): perchè? "Walk the Line", celebre canzone di Johnny Cash, intitola il bel bio su di lui: proprio obbligati a chiamarlo "Quando l'amore brucia l'anima"?
Gli esempi si susseguono, ecco qui una lista, in continuo aggiornamento, per farsi qualche risata o sbigottire.
Buon divertimento.

Siamo in un mondo grande, molto più grande di un tempo e sempre 
più grande. 
Dare sempre un occhiata ai titoli originale è buona abitudine:
è un altro modo per rispettare i diritti d'autore.

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