Amo la semplicità.
Comprendo la priorità del contenuto sulla forma,
amo le emozioni così come sono, così come vengono.
Amo la natura, e l'essenzialità.
So che l'apparenza inganna,
e che i valori sono ciò che più conta,
vado oltre ciò che gli occhi mi presentano.
Non amo la disocoteca
dove tutti sono vestiti uguali
e la musica è sempre la stessa,
dove si è tutti in vetrina e
l'un l'altro ci si squadra fighi o torvi.
Odio i bodyguard e il tono che si danno(senza motivo).
Considero uno spettacolo dal vivo,
un concerto, un museo
tutte forme di arte che mi riempiono,
più di quanto possa fare un film grottesco o comico.
Negli scritti ho fortemente odiato la forma,
galera dell'arte libera,
costrizione del genio creativo.
Trovo la moda, e l'arte troppo lontani dalla realtà,
dall'essenziale, dalle cose importanti di una vita:
i sentimenti, gli affetti,
la risata dell'analfabeta sulla caduta del manager dal passo spedito.
Mi commuovo spesso per gli assassini e gli stupratori,
se non sanno quello che fanno e ancora più se lo sanno,
perchè allora non hanno valori, e la loro vita è misera.
Odio la "maniera", il barocco e
tutto ciò che si allontana,
dalla bellezza che non necessita di orpelli.
Penso che ognuno debba vivere come vuole,
e che nessuno di noi abbia la chiave della vita giusta.
Odio la cultura e il benessere,
quando allontanano dalle pulsioni vitali,
quando rendono tutto complesso
tutto difficile, tutto più falso.
Avrei voluto vivere in un'epoca senza tecnologia.
Amo la natura e la selezione naturale,
amo la parte animale dell'uomo che sento più vera.
Amo camminare a piedi nudi sull'erba,
i fiori e gli animali,
odio il cemento i grattacieli e le città.
La comodità, l'utilità, l'essenziale.
Eppure.
Trovo irresistibile il virtuosismo e il creare.
Mi entusiasma la forma anche quando è fine a se stessa,
l'arte quanto più è inutile.
Amo il dettaglio, e il capo ricercato,
mi lascio terribilmente influenzare dall'apparenza.
Mi piace stare nei locali, quando tutti si mettono belli
e ognuno ha pensato almeno una mezz'oretta cosa mettersi.
Amo i maglioncini di tessuto fine,
non amo le felpe,
nè tantomeno i jeans.
Amo la leggerezza e la risata di un film senza pretese,
di una festa sulla spiaggia
del dj che dice stronzate,
mi diverte entrare "con il tavolo" e quindi senza fare la coda
e andare nella zona vip;
mi affascina la serità dei bodyguard che
convince che entrare è una cosa importante.
Trovo la moda e l'arte
magnifiche espressioni di umanità,
esaltazioni della
"scintilla d'eternità" che ci differenzia dagli animali.
Mi commuovo per gli uomini buoni
per le vittime senza colpa
per quelli che pagano le tasse
e vanno in ansia se non dichiarano
tutto tutto al cent, che rispettano le leggi.
Amo gli orpelli e i dettagli
che regalano fascino alla realtà.
Penso che il popolo sia una massa informe
che necessita di essere guidata,
supportata, giudicata e punita.
Amo la cultura e il benessere, perchè senza di esse
non ci sarebbe la filosofia, l'arte,
perchè sono i passi dell'umanizzazione:
"Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguire virtute e canoscenza"
(Dante, Inferno XXVI, 118-120)
Mi piace vivere in un'epoca di pace
e vivere la rivoluzione informatica
e l'avvento del nuovo millennio.
Amo l'umanità, che è ciò che siamo
e cerco di sminuire le caratteristiche più animalesche dell'uomo
brutali e istintive
perchè la nostra mente deve saper controllare il nostro corpo;
la nostra coscienza guidare i nostri istinti.
Amo le architettire futuristiche e
camminare a piedi nudi sul parquet che è bello liscio;
considero un progresso le città
con i loro ospedali e le molteplici,
umanissime attrattive.
La bellezza, l'inutilità, il superfluo.
Seppur immagino sembri un inutile elenco di contrari senza scelta, in realtà è tutto vero. Un dissidio che sono io, che mi arricchisce ma mi sconquassa, che rende poco monotona quanto difficile la vita di chi mi sta accanto. C'è il giorno che ho bisogno di bellezza e di forma, quello in cui una comoda serata è il mio più grande desiderio.
Immagino, del resto, che per tutti sia un po' così, giornate diverse hanno umori e bisogni diversi, e ognuno colla sua complessità è un piccolo grande mondo da esplorare e conoscere. ("la più grande offesa è dire ad un'altra persona: ti conosco, ora so chi sei, come sei fatto", mi disse una riflessiva suora). D'altra parte, qualcuno è più lunatico di altri, qualcuno più visceralmente indeciso, mentre molti hanno scelto, hanno ben chiaro cosa piace e cosa no. Il partito, i valori, gli obiettivi: insomma, idee chiare.
Io, nel frattempo, senza troppi affanni, agiatamente,
brancolo...