mercoledì 27 febbraio 2008

Chi è il più forte?

Così avete deciso.
Oltre ad essere il capocannoniere di champions, avete votato inzaghi difensore come migliore contro Pato, Ronaldo e Adriano. Certo, il primo senza piede, il secondo senza ginocchio: ma il terzo in forma!
Impietosi.
Risultato finale di "Chi è il più forte?":
1) Inzaghi come difesore: 50%
2) Pato senza piede: 25%
3) Ronaldo senza piede: 12%
4) Adriano in forma: 12%
Confermo a tutti che i sondaggi, nuovo possibile aggiungibile nei blog "blogger", funzionano, e ringrazio gli 8 votanti -anzi ripensandoci 7- che hanno contribuito.
Sono felice di comunicarvi che vi sto scrivendo sentendo ttttttttttttttt e non più tactactactac, evviva i tastini del mio nuovo e sospiratissimo portatile che mi permette inoltre di scrivervi a quest'ora.

Bando alle ciance.

domenica 24 febbraio 2008

URL

Oggi è 24: 24 ore in cui compio 24 anni.
L'occasione giusta per presentare e spiegare l'indirizzo del mio blog: sulla piattaforma Blogger di google (.blogspot) ho scelto un nome, sonosoloram. Inutile dire che inizialmente avevo pensato ad un nome semplice e immutabile che corrispondesse a me, senza definizioni temporanee frutto di passioni o tendenze del momento: quindi ivan o ivancarlo (carlo è il mio secondo nome) o ivanstucchi.
I blog però sono sempre più diffusi, questi nomi non erano più disponibili:
certo non sono rimasti ad aspettare che io mi decidessi.
Così ho pensato ad altro.
sonosoloram è nato perchè Uncle H e io paragonando la mia mente a un pc concordammo un giorno nel sostenere il mio essere sprovvisto cerebralmente di hard disk: dunque, semplificando, rimaneva solo la ram.
"La RAM, acronimo di Random Access Memory, è il supporto di memoria su cui è possibile leggere e scrivere informazioni con un accesso casuale, ovvero senza dover rispettare un determinato ordine" scrive wikipedia.
Con una semplificazione quantomeno coraggiosa, questa pseudo definizione è nata per sottolineare la mia debolissima memoria per fatti, eventi, nozioni e dati, e invece una più naturale disposizione nell'elaborazione di pensieri ed idee tanto suggestivi quanto privi di correlazione; inoltre per il mio conversare figlio spesso del brain storming più che di linearità.
Per esempio, ieri la mia ragazza mi ha regalato per il mio compleanno una splendida giornata a Torino: in particolare la visita al museo del cinema.
Ne parlavamo da qualche anno e io desideravo tantissimo vederlo.
Dopo essermi dilungato in lodi per la mole antonelliana che lo ospita, siamo entrati.
Bellissimo.
Peccato che io l'avessi già visto e pian piano, dopo un'oretta circa, me ne sono reso conto.
Fu in occasione di una gita scolastica in quarta o quinta liceo.
Dopo gli inevitabili "noncicredo" e "tunonseinormale", che è capitato a tutti di dire e sentirsi dire (con malcelato piacere figlio dell'amore di singolarità che in ognuno di noi è innato), la visita è stata splendida: un'esperienza comunque nuova, presentandosi il museo oggi ai miei occhi più attenti e più consapevoli, del mondo ma soprattutto della storia del cinema, e avendo provato stavolta anche il magico ascensore trasparente.
Molto bello, lo consiglio a tutti, divertente molto più che didattico, sicuramente non noioso.
Certo che se avessi avuto un hard disk me ne sarei ricordato, davvero difficile dimenticarselo: peccato che
sonosoloram.

venerdì 22 febbraio 2008

Guida ai film

La mia passione per il cinema è effettivamente sbocciata una volta finito il liceo.
Anche prima amavo le emozioni, le suggestioni e il divertimento del grande schermo, ma era un amore istintivo, non la consapevole relazione che ho raggiunto ora.
Il primo Ciak che ho comprato ha una spendida Uma Thurman in tuta Bruce Lee gialla in copertina, con titolo "Tarantinati e contenti" (Novembre 2003).
Effettivamente Tarantino è l'autore che mi ha avvicinato del tutto al mondo del cinema, che mi ha conquistato totalmente col suo "Kill Bill", con entrambi i "volumi", ma anche con "Le iene" e, ovviamente, "Pulp Fiction". Definirlo il mio autore preferito è ora tuttavia molto più difficile: trovo che stilare una graduatoria tra registi di opere molto diverse, con i più disparati obiettivi e derivanti da contesti imparagonabili tra loro sia decisamente arbitrario e per me di dubbia utilità. Stessa cosa per i film o per i gol o per le canzoni anche se concordo che talvolta sia giusto e doveroso provare, tenendo sempre presente che in ogni scienza o ricerca il risultato finale non è altro che un nuovo punto di partenza.
Io mi sono messo comodo: una lista di film, nessuna classifica.
Effettivamente è un elenco fin troppo variegato, perchè mettere insieme Eurotrip, Quarto potere e Alla ricerca di Nemo è un'azzardo bello e buono. Tuttavia dei criteri ci sono:
- film che mi hanno colpito per originalità o comunque sorpreso;
- film NUOVI;
- film che mi hanno emozionato o rispettato le mie aspettative;
- film che hanno un significato particolare per me, perchè visti in una particolare situazione indimenticabile, o perchè film giusti al momento giusto.
SONO TUTTI FILM CHE RIVEDREI E RIVEDO CON PIACERE.
Perchè mi fanno troppo ridere, perchè sempre mi commuovono, perchè mi diranno o daranno sempre qualcosa di nuovo o perchè invece mi regalano sempre una stessa piacevole sensazione che amo ritrovare.
Alcune sono opere d'arte, altre opere d'intrattenimento: nel mio caso hanno raggiunto l'obiettivo che si erano prefissate, farmi riflettere o ridere o emozionare o divertire o addiritura godere del piacere estetico puro; anche opere di contemplazione, che mi hanno trasportato in un viaggio che ho gradito.
Se avete curiosità di cosa abbia potuto colpirmi di un film dell'elenco che voi avete odiato oppure consigli per film da inserire:
i commenti a questo post saranno il luogo più consono, d'ora in poi, insieme al post con la lista dei film ch pubblicherò prossimamente; eventualmente possiamo discuterne via mail.

Buona visione.

lunedì 18 febbraio 2008

3+2=5

Villa Chiara, Oreno, anni 22, attualmente sentimentalmente vicina al sottoscritto, si è quest'oggi laureata nel CdL in Scienze dei beni culturali dell'Università degli Studi di Milano, curriculum Storia dell'arte, con votazione 110/110 con lode.
Complimenti, sei stata bravissima e hai raccolto ciò che hai seminato.

A me però è sorto un dubbio: com'è che si è laureata già nella triennale, dopo tre anni? E il + 2?
Allora ho deciso di informarmi per bene, e cosa scopro?
Che adesso è iscritta alla laurea magistrale che dura 2 anni.
Ma come? Qualcosa non quadra.
Io non avevo mica capito: sono sempre stato bravino in matematica, mi danno una somma, la faccio.
3+2=5
Quando al Tg tempo addietro hanno parlato di 3+ 2 io ho capito che avevo tempo per fare la triennale di anni 3+2.
5 dunque, e  infatti sono in tempo perfetto, quest'anno da giugno in poi.
Invece guarda un po' oggi cosa vado a scoprire:
potevano anche essere un po' più chiari!
Certo che a saperlo prima...

domenica 17 febbraio 2008

Attenzione alle etichette

La realtà è complessa, a volte complicata, altre volte semplice e naturale, ma sempre complessa. Eppure noi in qualche modo dobbiamo parlare di essa, delle cose e in qualche modo cerchiamo di definirle, di chiamarle, dare loro un nome. Finchè Adamo aveva gli animali, un po' di creatività, e via: e così è sempre stato per ogni cosa propriamente detta, oggetti reali. Quando invece ci si scontra con fenomeni astratti, con caratteristiche opinabili sarebbe meglio, molto meglio, evitare di cercare etichette definitive. Una sedia è una sedia. Ma una persona intelligente com'è? Definiamo l'intelligenza? Non è più tanto facile, così la soggettività prevale e dunque viene da pensare: "cen' cò cet' crap", evviva il relativismo. Io la penso così, tu cosà: finita lì. È proprio vero? No.
"Intelligente è chi sa tante cose"
"Intelligente è chi impara in fretta e capisce velocemente le cose".
Non sono entrambe vere? E non ci sarebbero altre milioni di definizioni? 
Qual è quella giusta?
Domanda sbagliata. Sono tutti punti di vista che ci aiutano a capire meglio cos'è l'intelligenza, ma non finiremo mai di imparare e scoprire nuovi aspetti di un argomento. 
"Quella giusta" non c'è: c'è quella più convincente, quella più forte, quella più carente, quella ponderata, quella affrettata. Tante volte ci imbattiamo in discussioni senza uscita, tentando di definire argomenti che occupano pagine e pagine di letteratura mondiale. Ed è giusto cercare, ma non pensare di raggiungere la Risposta. Come se si potesse rispondere con una frase se un governo è stato efficace o meno, se una persona è brava o cattiva, se una cosa è bene o male. 
Vogliamo la risposta, il dogma, la verità indiscutibile, ci facciamo ingolosire dal piacere della risposta esatta, che c'è in alcuni casi: per il sapere nozionistico, quando definiamo un oggetto, in alcune regole matematiche. Per quanto riguarda tutto ciò che è interpretazione della realtà la risposta esatta non c'è. Non per questo è giusto rinunciare a esplorare, a cercare di capire sempre più, senza dimenticare dall'altra parte che ci sono opinioni sbagliate, sillogismi dalle premesse errate e che non tutto ciò che si dice, non tutte le idee sono corrette in quanto esistenti. La conversazione, la discussione, il confronto non sono mai inutili perchè aiutano a conoscere meglio, a entrare tra le pieghe della complessità di una realtà:
importante continuare a porsi domande, dubitare, interpretare con attenzione, formulare opinioni;
inutile cercare la giusta etichetta.

venerdì 15 febbraio 2008

Quando la vita chiama.

Un'altra giornata di sole e sale.
Ridevano, passeggiando disattenti per una spiaggia sempre più vuota, sempre più libera.
Qualche volta uno degli otto piedi calciava la sabbia, qualche volta qualcuno notava e mostrava un paio di tette siliconate inverosimili,
mentre il più grande parlava appassionato di qualcosa di nessuna 
importanza farcendo il suo parlare di cazzate e verità nascoste.
Solo gli occhiali da sole li accomunava, quattro ragazzi così diversi per aspirazioni e sogni.
La spiaggia era di sabbia finissima, in un golfo come tanti eppure bello.

Un momento di silenzio, per sentire il mare e il sapore del suo vento, per tenerselo con sè...
"Un chilometro, forse più!"
"Tu e le distanze siete nemici, acerrimi nemici: avremo fatto sì e no 500 metri!"
"Comunque per me è ora di tornare!"
Silenzio assenso, 180 gradi e ritorno.
La spiaggia era ormai deserta e la notte bussava alla porta del giorno.
C'era quella luce, soffusa: il sole si era appena tuffato nel mare.
C'era quella luce strana che non è più giorno ma non ancora notte.
Via gli occhiali da sole, spazio ai pensieri: uno di loro guarda verso il mare.
Vede qualcosa all'orizzonte, sembra una nave.
Sta entrando nel golfo, sì è una nave, un galeone o qualcosa di simile;
intorno non c'è nessuno se non i suoi amici, vuole chiamarli, ma...
Non lo fa e continua  a guardare, rapito.

Era lei.

Con quella bandiera, forte come la morte e 
inevitabile come un sogghigno,
fatalmente suggestiva.

Si avvicina, è nel golfo, ha ormai l'attenzione di tutti.
Il mare è blu e tranquillo, la nave, di profilo, superba.
Con la barba del rispetto e lo sguardo sicuro il capitano guarda verso di loro:

verso di lui,
urla
il suo nome. 
La voce forte e profonda, il richiamo, irrevocabile.
Il ragazzo cammina verso la barca senza voltarsi se non per un momento: 
poi, via.

Non lo videro mai più, 
ma sempre rimase in loro quell'ultimo sguardo,
quegli occhi cerulei pieni di esotiche caverne, 
mari tenebrosi e
avventure risate ferite, 
paure sudore fatica 
ma soprattutto 
vita vita vita, 
salata 
ventosa
straordinaria.

giovedì 14 febbraio 2008

Eccomi: in difesa di San Valentino.

Amore.
Solo l'amore poteva convincermi infine a scrivere.  
Quanto stato difficile rinunciare all'uso della sola oralità.
"Verba volant, scripta manent" in effetti non mi ha mai convinto: 
perchè scrivere è fatica, 
perchè anche se rimangono le mie parole scritte
potrebbero non interessare a nessuno, 
ma soprattutto, 
perchè io le parole volevo proprio lasciarle volare!
Eppure quel bisogno di comunicare, raccontare, divertire 
è ormai irresistibile,
e tenterò di trasformare in vesti dalle preziose finiture
quella che altrimenti sarebbe gabbia di inchiostro e carta.
E scrivo dunque:
in difesa di San Valentino.
Non del Santo, proprio della festa.
Sono tanti che la criticano, troppi, e tutti sentendosi
originali e profondi:
perchè San Valentino è una festa consumista;
perchè se ami davvero, non devi dimostrarlo solo a San Valentino;
perchè tanto è un giorno come gli altri.
Così, orde di consumisti possono non esserlo per un giorno,
greggi di superficiali possono indossare oggi
la bianca toga della profondità,
uno stormo di oziosi potranno non pensare a cosa regalare.
Bè, parlo a voi:
siete ridicoli.
Nel trasformare un'occasione in un obbligo,
nel vantarvi d'originalità -tutti insieme!-
nel dare l'ennesima prova di finta riflessione.
Magari meglio essere profondi tutti i giorni
e vivere le FESTE come tali e nulla più, spensieratamente;
magari i riti sono solo momenti, trecentosessantacinquesimi
dell'anno per ricordare qualcosa di bello;
magari dare così tanta importanza a San Valentino
rifiutandolo in modo così ben ponderato e motivato
non è tanto da profondi ma più da chi non sa davvero
su cosa spendere il tempo dei propri pensieri.
A chi piace festeggi a chi non piace rinunci, in completa libertà,
ma non sentitevi migliori...
Non fatemi sentire che non lo fate perchè è una festa consumista,
perchè le feste consumiste non esistono:
esiste solo il modo in cui viverle, consumista o meno.

Buon San Valentino amore mio che mi leggerai
buon San Valentino a chi ha un'amore sicuro e appagante
e ancor di più a te che stai lottando per il tuo amore,
che stai soffrendo perchè non ricambiato:
perchè sei tu che lo senti di più,
nella passione, furiosa e irrazionale
del mal di stomaco e dei sogni ad occhi lucidi.

Tutti i giorni e oggi più che mai,
evviva l'amore!