Sei, sette di sera, un saluto, si torna a casa.
Non si vedeva l'ora, si è cercato di fare più in fretta possibile.
Quindi è finita, bene!
Bene...
Bene?
Perchè allora io sento questa sensazione di vuoto, questa malinconia...
"Melanconia,
ninfa gentile,
la vita mia
consegno a te.
I tuoi piaceri
chi tiene a vile,
ai piacer veri
nato non è."
(da "La melanconia", Ippolito Pindemonte).
Spesse volte riesco a gustarla, quando è intrisa di nostalgia, quando è agrodolce retrogusto di vita.
Ieri sera però, no: è la terza o la quarta volta che lavoro come scrutatore, ogni volta la stessa storia.
Ogni volta, seppur faticando, lo faccio con grandissimo piacere: non per i soldi (145 euro per: 3 ore il sabato pomeriggio, 14 domenica, 8+3 il lunedì; 28 totali circa essendo i preparativi di sabato e gli scrutinii di lunedì variabili in termini di tempo a seconda di numerosi fattori) ma per il contatto con le persone, il rapporto interpersonale, perchè ritrovo persone che mi stanno a cuore, che mi divertono o mi affascinano e che non vedo mai, e conosco nuove persone che nella loro unicià hanno sempre qualcosa da darmi, un sorriso diverso, un modo di fare nuovo.
La vita, è la vita.
Ne sono dipendente perchè da solo, quando sono solo, la vita non la sento: col mio prossimo, grazie al mio prossimo, tramite il mio prossimo mi sento vivo vivo VIVO.
Non è però solo lo stare in compagnia: la vita diventa passione per la vita in me quando incontro una persona nuova e la conosco. La novità mi stimola, mi cattura e mi rende euforico e mi affeziono agli scrutatori al mio fianco e mi affeziono anche a quella specie di paesino che diventa il piano-terra della scuola media di Bellusco, con le sue sezioni come rioni, e i personaggi famosi, come il segretario che sa tutto, e gli avvenimenti che passano di bocca in bocca: la sezione in cui è è andato il militare, quella in cui hanno litigato...
Ritrovo una componente rurale che non trovo altrove. Perchè il mio seggio diventa la mia casa per 14 ore filate + 10 ore filate in due giorni, più una cascina cha casa, più cortile. Con le sue simmetrie, le sue alchimie, l'esultanza per un conteggio giusto, la disperazione per un conto che non torna, il problema, la sua soluzione, le battute e poi i cittadini, vecchi giovani dottori tamarri uomini donne conoscenti amici familiari, ognuno con il suo sguardo, il suo silenzio o la sua battuta. E quelli che non sanno in che sezione devono andare, quelli che "perchè non mettere entrambe le schede nella stessa urna?" e quelli che impazziscono per un timbro in più, quelli che fuggono con la carta d'identità sbagliata e quelli che come me votano solo alla camera e allora sono ancora giovani.
Alla sera, la domenica, un'affettuosa buonanotte a una dozzina di persone che fino al giorno prima, per te non esistevano. Un buon caffè e un buongiorno la mattina dopo e si ricomincia...
Forse si chiama lavoro, forse quotidianità, quell'equilibrio che mi faceva sentire felice quand'ero al liceo, con la mia classe, la mia scuola e che ora mia manca perchè all'università non l'ho più ritrovato. Giocando da sempre a tennis, non ho neppure una mia squadra ora, anche se al tennis per me è un po' così, tanto che sebbene sia un lavoro, io sono sempre contento di vedere le persone, e sono certo che loro se ne accorgono.
Forse è proprio l'aria della scuola, visto che il seggio altro non è che una classe!
Tant'è, quando torno a casa dopo le elezioni sono malinconico. Perchè si muore solamente se si vive...
Così quando è finito il liceo, persone che ogni giorno erano i tuoi compagni di vita, 5 anni, scompaiono: così, con qualche addio ma senza crederci troppo si saluta, e non ci si accorge che è davvero per sempre.
Quando andavamo in campeggio con l'oratorio, poi tutti si tornava, e io in casa ero intrattabile per delle buone 24 ore, me la prendevo con chi c'era perchè non era "tutti quelli che non c'erano più".
Così qualsiasi altro evvenimento terreno: spesso dunque la mia pigrizia, con le mie giornate in casa, un po' grigie, è una fuga dalla morte che deriva dalla vita.
Tutto il contrario di quanto credo giusto, di ciò che teoricamante credo il modo migliore di vivere la vita: eppure durante l'università mi sono invischiato in questo mondo, in questo modo, in questo mood.
Se razionalizzo sono felice di aver conosciuto persone nuove, di aver riso e fatto ridere per 2 giorni e mi accorgo che da rivedere è la mia vita di tutti i giorni: questo del resto, lo ben sapevo...
Un sincero grazie dunque a Giorgio, Lara, e Veronica, miei
co-scrutatori, ma anche un saluto affettuoso a presidente con figlio segretario alla prima elezione: la loro inesperienza non è stata del tutto un male, infatti da oggi posso candidarmi per il futuro come segretario e presidente.
Un saluto a tutti quelli che sono rimasti nella mia testa, con le loro espressioni gergali o facciali, e uno sguardo curioso a me, perchè ancora mi sorprendo di quanto io mi possa innamorare di tutto, quando è vita.
Per concludere, un ricordo...
Una suora un giorno chiese a noi tutti, adolescenti: che cosa vi piace nella vita?
Un po' per battuta, un po' per scherno, un po' per sincerità io risposi: mangiare!
Invece che ridere e passare oltre, lei mi fece due o tre domandine per capire, e poi sentenziò:
non è il cibo che ami, ma la convivialità.
Le diedi ragione, le dò ragione.
3 commenti:
Ciao..ho trovato il tuo post per caso...ed è anche un po' vecchiotto...ma io sto vivendo davvero tutto ciò che hai descritto...oggi è il primo giorno dalla fine delle elezioni, durante le quali ho fatto la scrutatrice, e avverto una malinconia assurda!!! quele persone nel bene e nel male hanno lasciato davvero qualcosa dentro di me che non dimenticherò mai!! chissà se tu hai fatto lo scrutatore anche quest'anno e hai rivissuto la stessa cosa!! :)
un saluto..Roby
Ciao Roberta, grazie del commento... In questa tornata elettorale non sono stato protagonista perchè nel mio paese non si è votato, ma l'anno scorso alle regionali/provinciali feci il segretario (come da previsione in questo post, eheh).
Sono appena tornato però dai CNU a Torino ed è stata un po' una cosa simile, anche se raramente la sensazione di casa è forte come nella vita breve intensa dello scrutatore, in cui si sta fianco a fianco senza diversivi per molte ore... Devo ammettere che come segretario l'ho comunque sentita meno, immagino come un ufficiale in un esercito, e non da soldato. Che dire: tieniti pronta per i referendum!
ciaociao :)
Grazie per la risposta...sono prontissima per il referendum...sperando di poter, anche stavolta, sostituire qualcuno visto che ancora non ho la nomina...lo farei anche gratis :)
ciao ;)
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