sabato 19 aprile 2008

"Volver", la mia scheda del film

VOLVER
Regista: Pedro Almodóvar
Sceneggiatore: Pedro Almodóvar
Data di uscita: 19 maggio 2006 (Italy)
Durata: 121 min
Nazionalità: Spagna
Lingua: Spagnolo
con Penélope Cruz

Intro
Lo stesso Almodóvar ha definito questo film una tragicommedia, perché pur parlando di cose brutte, lo fa con uno stile leggero e con un ineffabile senso dell’umorismo che trasforma un dramma in un irresistibile e gioioso inno alla vita.
Il titolo del film (che significa “tornare”) è preso da un’indimenticabile canzone di Carlos Gardel, una delle più importanti figure nella storia del tango; ascoltiamo durante il film la sua opera, trasformata in un flamengo e cantata da Estrella Morente dietro le labbra della protagonista.
“Volver”, tornare, è sicuramente un ritorno alle origini per l’autore, alla sua Mancha, in una atmosfera di paese, autentica, con le tradizioni, le usanze e la genuinità di una Spagna non così lontana da noi, e in partcolare è un film di donne.
Il regista che in questi anni meglio ha saputo rappresentare le donne, con le loro fragilità e la loro forza, rende loro omaggio di nuovo in questo film, alla donna bambina, alla donna ragazza, alla donna matura, alla donna anziana e a quella timida e a quella estroversa: a tutto l’universo femminile, quello reale, perché reali sono le donne dei suoi film e ancor più in questo film. Non a caso la pellicola ha conquistato al Festival di Cannes, oltre al premio per la miglior sceneggiatura, anche il premio per la miglior interpretazione femminile, esteso eccezionalmente a tutto il cast: Penélope Cruz, Carmen Maura, Lola Dueñas, Chus Lampreave, Blanca Portillo e Yohana Cobo.
In particolare la protagonista, una bravissima Penelope Cruz ,è magnifica, florida, piena di vita e sempre attiva di fronte alle situazioni più difficili, ma anche capace della malinconia dalle lacrime dolci.
In questo film il regista non punta più a irridere o scandalizzare, come successo in passato: semplicemente racconta una storia, di donne e di Spagna e di paese, mettendoci di fronte divinità terrestri, concrete e sensuali;
con questo film Pedro Almodóvar raggiunge il rango di Maestro.
Buona visione.

Il commento scelto dall’autore del film
Lo stesso regista ha più volte citato un estratto di un entusiasta commento al film di Gustavo Martìn Garza, scrittore spagnolo.
Si parla dei personaggi femminili del film, appartenenti alla classe degli umili.
“È strano che ci facciano ridere perché la loro vita è piena di oscurità: stupri, incesti e crimini si susseguono senza sosta. In realtà, nei film di Almodóvar, abbondano i santi. Sono santi senza religione, senza il peccato dell’orgoglio, forse perché il suo cinema fa appello, come diceva Conrad, a quella parte di noi che è un dono e non qualcosa di acquisito, alla capacità di godere e meravigliarci, al senso della pietà, della bellezza e del dolore”.

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