Quando ci si trova in un seggio ci si imbatte nella burocrazia, e dopo gli inevitabili perchè, si capisce che è inutile farsi domande, la macchina dello Stato funziona così.
Ci si guarda intorno e ci si ritrova in una classe delle medie tra timbri, biro, matite, scotch, pastelli colorati bicolori, elenchi di nomi dalle mille pagine, buste bustine bustone ,lavagna e gesso; fortunatamente vibra un cellulare, tranquillità: non siamo tornati indietro di 15 anni.
Bene, o forse male: comunque, non siamo impazziti.
Elezioni politiche 2008.
Allora però, qualche pazzo c'è, da qualche parte: perchè non sto usando un pc?
Perchè la tessera elettorale non ha un chip per collegarla alla banca dati del Comune? Perchè ci sono ancora le schede elettorali da piegare mille volte? Non esiste altra soluzione? La tecnologia è rimasta fuori dal sistema delle elezioni con un enorme spreco di denaro e tempo per lo Stato.
Pazienza.
E via, timbri e sigle e annotazioni e conteggi e riconteggi e la ricerca manuale del nome del votante sull'elenco, in un oggi in cui neanche i dizionari usiamo più cartacei.
Un aspetto positivo c'é: le schede nulle e le X dei votanti sulle schede. Dalla X sulla scheda ti dirò chi sei.
Già.
Gran parte sono X normali, naturalmente, ma in molti casi sono uno speechio del votante; e allora se la scheda con scritto "C'HAVETE ROTTO I COGLIONI" parla da sola, anche le X dicono molto: c'è quella piccola piccola che non osa turbare le parole e le figure del simbolo in questione, educata e quasi timorosa, e c'è quella invece calcata mille volte, che diventa spessa spessa, mica che non si veda bene (95% Lega, non so se interpretarlo come voto senza dubbi, voto di rabbia o voto di protesta...)che ha risposto alle nostre perplessità nate dalla continua necessità di temperare le matite copiative per il voto; poi ci sono i geniacci che votano 4 o 5 partiti, chissà se consapevoli e con volontà d'irridere oppure no, e quello che invece, astuto o astuta, ha messo il segno colla biro per essere sicuro/a: infatti non ci sono stati dubbi, nell'annullarla (magari pensava che la penna non si cancella mentre la matita sì, mentre si usa la matita copiativa proprio perchè non può essere cancellata da nessuna sostanza mentre esistono in commercio dei solventi per gli inchiostri delle penne).
Poi si trova qualche insulto, qualche segnaccio e messaggi per la classe politica che però non arriveranno che a noi scrutatori in cui la rabbia del messaggio si risolverà in una fragorosa risata, in un grazie implicito per aver movimentato un lavoro che fa della ripetitività e della noia le sue principali caratteristiche, e infine scomparirà, lasciando segno della sua presenza solo nel numero delle schede nulle.
Sono esperienze che ho vissuto io in prima persona, ma un mio amico ha trovato anche uno splendido messaggino sgrammaticato all'interno di una scheda, che riporterei volentieri se solo me lo ricordassi bene (ritrovarlo in un commento a questo post sarebbe un'ottima sorpresa...).
Dietro a X normali, piccole o clacate, dietro schede nulle e schede bianche, ci siete voi, ci siamo noi, cittadini, popolo, laureati e semianalfabeti, dottori e contadini, vecchi e giovani, informatissimi che esercitano il diritto e disinformati disinteressati che svolgono un dovere, con dignità o con fatica.
Quello con la battuta pronta, quello che riferendosi a una ragazza prosperosa mi suggerisce ridacchiante: "ghem un bel senato a belusc!"; e quello invece che impazzisce e urla e s'incazza perché gli è stato messo un timbro in più sulla tessera elettorale per errore, finchè all'arrivo del carabiniere si ammansisce, capisce che basta una firmetta del presidente di seggio che annulla un timbro e non c'è problema, e smette di attaccare il diciottenne colpevole, urlandogli di sentirsi in colpa, di chiedere perdono, e accetta le scuse.
Del resto, l'umanità è varia, e non tutta civilizzata.
Ogni ora, ogni minuto passato nel seggio, permettendo di votare, mi chiedo in continuazione: è giusta la democrazia? È normale che il voto del docente di Scienze politiche valga quanto quello del votante che no riesce a capire in che sezione deve andare a votare? Non sarebbe possibile e mettere qualche limitazione, qualche mini-test d'ingresso? Alla fine, mi ritrovo umile, nell'impossibilità di trovare una soluzione adeguata, un'alternativa valida.
Troopo spesso ci si trova in questa condizione emotiva dopo gli esiti: "se la maggioranza della popolazione vota come ho votato io, la verità sta nella natura, nelle persone semplici, nella non-cultura; altrimenti me la prendo con la democrazia perchè votano in troppi che non sanno nulla, e invece dovrebbe votare un elite intellettuale".
Nel frattempo, io rimango incantato dalla varietà degli esseri umani, dei miei concittadini, che in questa situazione ho visto al 90%, perchè c'è più varietà umana che ad uno stadio di calcio, più che alla festa del paese, più che a messa: perchè a votare sono venuti quasi tutti.
E io, mi diverto a guardarci.
1 commento:
/VERGOGNATEVI SIETE LI,
A FARE NIENTE = E SIETE IN TANTI
HA PRENDERE UN MUCCHIO = DI SOLDI
C'E' GENTE CHE VIVE CON 500 EURO AL MESE
FATE - I NONNI HO, I VOLONTARI CHE E' ME,GLIO = PENSATECI MANGIA SOLDI
Questo il messaggio in codice ritrovato tra le pieghe di una scheda. L'ho riportato il più fedelmente possibile, i segni non li ho messi io. A voi ogni commento.
L'amico scrutatore.
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