giovedì 17 aprile 2008

Scrutando i risultati e sul federalismo

La prima reazione dopo i risultati delle elezioni, escluse le dichiarazioni politiche che devono sempre sottostare al gioco della diplomazia e della politica, da parte di noi comuni mortali, votanti vincenti o perdenti è stata: non pensavo tanta distanza.
In realtà, tanta distanza era molto probabile, ripensandoci:
nella storia d'Italia ha sempre vinto il partito che era all'opposizione; che ci piaccia o meno, l'unico governo che è rimasto in piedi per tutta la durata del suo mandato è stato lo scorso governo Berlusconi, che tra l'altro è quello che è andato più vicino alla riconferma, se pensiamo alla vittoria risicata della Sinistra di due anni fa; Berlusconi gode dello stesso consenso, anche perchè se non ci si scandalizza per le sue stronzate all'inizio, non si cambia certo in corsa.
La novità di queste elezioni è stato e rimane il Partito Democratico. Certamente è stato sconfitto, ma la scelta, forte, di correre da solo, ha ridisegnato gli equilibri politici italiani e trovo il panorama attuale migliore del precedente, tutto è decisamente più chiaro:
- il PD, sinistra moderata, sfrondato dei nomi di ideologie più o meno apprezzabili in quanto tali, ideologie, ma ormai sempre più sconfitte, (comunismo e socialismo) è un movimento compatto, nuovo, lanciato verso il futuro: creato per le prossime elezioni;
- L'Italia dei valori (che raddoppia i suoi consensi, grazie a politiche inflessibili per esempio contro l'indulto, e all'impressione che ha dato di accorgersi di essere nel 21esimo secolo: quindi internet, interventi su youtube, sul blog di Grillo, ecc), ala più intransigente del PD;
- l'UdC, centro, con il suo ruolo, lì dove deve stare;
- il Pdl, Destra moderata (anche se u po' meno della Sinistra);
- la Lega Nord.
Grazie dunque al PD, abbiamo fatto un po' di pulizia.
Io votante Idv ho perso, ma il mio inguaribile ottimismo mi evita di gridare alla catastrofe: dopotutto la larga maggioranza darà la possibilità di governare, e tra qualche cazzata, credo che uscirà anche qualcosa di buono (spero di non dovermi accontentare come la scorsa volta del divieto di fumo nei locali a fronte di una minore libertà d'informazione, o di una concezione della società e dell'istruzione schiava del profitta e cieca di fronte ad arte e cultura ecc). Vista la situazione, sono contento del successo della Lega, che non lascia io Berlusca libero di agire senza vincoli e verso cui ho sicuramente ho più simpatia che per l'astuto Silvio: infatti il partito di Bossi, chiudendo due o tre occhi sui vari eccessi o su manifesti degni di una battuta di Zelig, ha le idee chiare, e in particolare punta al federalismo fiscale, verso il quale non sono decisamente contrario, ma combattuto. A riguardo mi interrogo e rifletto: lasciare il Sud a se stesso suona come abbandonare il lato debole del Paese, certo, e ciò è male; d'altra parte, nel 1861, Unità d'Italia, si è aperta la questione meridionale, e dopo 160 anni la situazione è sì un po' migliorata, ma è ancora uno dei principaili problemi per il nostro Stato: che sia il momento di dare una possibilità al federalismo? Inoltre esclusi gli evidenti squilibri economici, idealmente io sono fautore di un maggiore potere alle regioni che da nessuna parte come in Italia presentano tra loro differenze assolute: ogni regione ha una sua splendida identità, risorse, qualità e difficoltà diverse, e popolazioni distantissime tra loro, dal siciliano quasi africano al trentino praticamente austriaco.
Vedremo.
Credo riguardo ai risultati che la Sinistra sia crolata perchè apparsa lenta, assente, vecchia, e i suoi voti si siano riversati nell'Italia dei Valori, nella Lega, e negli astenuti (a questo proposito Grillo ha aiutato non poco la coalizione di Berlusconi continuando nel suo demagogico e impulsivo insulto a tutto e tutti, perchè tanto tutti sono ladri e tutti sbagliano, e tutti sono uguali, Veltroni e Berlusconi. E allora via i partiti via tutto perchè tanto tutto fa schifo: continuo a credere che se Al Gore avesse vinto contro Bush, la Storia non sarebbe stata la medesima, ma certo, io non sono Grillo, dunque sbaglio). Riguardo ai progressi dell'IdV mi sono già espresso; riguardo al trionfo della Lega, che dire, io lo comprendo, e comprendo le ragione dei votanti. Quando si divide l'umido dal secco dalla plastica dal vetro dalla latta dal Tetrapack e poi come italiani si fa la figura nel mondo di quelli coi sacchetti dell'immondizia per le strade, girano i coglioni; quando in giro per il mondo sei italiano dunque mafioso, girano i coglioni; quando mandi più soldi di tutte le regioni a Roma e ne tornano meno che a tutti, quando per ogni spazzino milanese ce ne sono 25 a Napoli, e la situazione è quella che é; gli anni passano, la Lega nasce, la rabbia cresce, la Lega trionfa. Ci vogliono anni, ma accade, ed è normale. Io so che non è colpa del meridionale singolo, che abbiamo una storia diversa alle spalle, che abbiamo una cultura diversa, che non dobbiamo lamentarci perché in fondo noi viviamo tra strade pulite e loro nella merda, e non credo gradiscano, che noi abbiamo un milione di servizi più efficienti (sebbene il lamento è proprio di tutti gli italiani); però un altro dato forte è che conosco molti "terroni" (termine che non trovo offensivo come non trovo negri dispregiativo, è il modo che conta) stabiliti al Nord che hanno votato Lega.
Inoltre da segnalere la vittoria schiaccciante di Lombardo in Sicilia col suo Movimento per l'Autonomia del Sud.
Forse i tempi sono maturi, forse sarà un bene, forse un disastro, ma la decisione finale, comunque non dipende dalle mie riflessioni ne tantomeno da me: dunque, vedremo...

2 commenti:

Paolo ha detto...

La sinistra ha perso, secondo me, anche perché la politica del "no ideologico" ha un po' stancato, da l'apparenza di un movimento che non vuole far niente.

Unknown ha detto...

Ivan dai, coi nostri due cognomi io e te, nella zona in cui abitiamo siamo e saremo salvi.
Ci aspettano 5 anni molto duri in cui la realtà, già alterata dai media, cambierà ancora, in peggio.
Che dire, tra un Tremonti autarchico, uno Schifani, un Dell'Utri e un Calderoli qualunque, ci sarà pur qualcosa di positivo no?
No...