domenica 15 giugno 2008

Vademecum all'anno tennistico, all'attuale situazione e ai suoi protagonisti

(in effetti è naturale che dalla terra nasca l'erba...)



L'anno tennistico può essere suddiviso in 4 grandi periodi, caratterizzati dalla superficie e dalla geografia dei principali tornei del periodo:
l'inizio dell'anno sul cemento australiano fino all'Australian Open subito a metà Gennaio;
la primavera sulla terra rossa europea fino al Roland Garros, che si tiene a cavallo di Maggio e Giugno);
l'affascinante quanto troppo breve stagione sull'erba (sempre europea) fino a Wimbledon (tra Giugno e Luglio);
la lunga stagione del cemento americano fino agli U.S.Open (tra Agosto e Settembre). Fa da fanalino di coda la Masters Cup a Shangai in Novembre, e la finale della Coppa Davis, il torneo annuale a squadre nazionali (4 singoli e un doppio) che si gioca durante l'anno.
In effetti la stagione non è poi così schematica, essendoci tornei anche qua e là per il mondo, però è utile avere un quadro riassuntivo per avere un'idea complessiva dei principali appuntamenti.
Per noi europei evidentemente è la primavera e l'inizio dell'estate il periodo più entusiasmante anche per la possibilità di seguire in diretta le partite agli orari più favorevoli, praticamente senza fuso orario.
Cerchiamo di fare un riassuntino della stagione in corso, contestualizzando la situazione.
Il numero 1 al mondo è Roger Federer, classe 81, svizzero, da 228 settimane consecutive, record di tutti i tempi.
Numero 2, Rafael Nadal, classe '86, spagnolo, e probabile prossimo numero 1: sempre Federer permettendo.
Numero 3, Novak Djokovic, classe 87, serbo, altro candidato a numero 1 futuro, esploso l'anno scorso e vincitore degli Australian Open di quest'anno.
Poi, tutti gli altri, la distanza ai punti dice questo:
6675, 5585, 5225;
il quarto ne ha 3050...
Quest'anno Djokovic ha vinto il primo Slam, l'Australian Open, battendo a sorpresa Roger Federer in semifinale; Nadal ha vinto per la quarta volta consecutiva il Roland Garros incontrando in finale di nuovo il numero 1 del mondo; ci si appresta a Wimbledon dove Roger cercherà il sesto successo consecutivo, record mai raggiunto da nessuno.
Si sono giocati 5 dei 9 Masters Series: Djokovic ha vinto Indian Wells, e Davydenko (numero 4 del mondo) ha vinto Miami, entrambi sul "veloce" (superficie sintetica, "carpet", o cemento, "hard"); nella stagione sulla terra Nadal la fa da padrone, vincendo Montecarlo e Amburgo e perdendo a Roma al primo turno causa vesciche ai piedi.
Come si sono presentati i primi 3 giocatori del mondo sull'erba? Al meglio:
Federer ha vinto il quinto titolo ad Halle (per lui consecutivo, non avendo partecipato l'anno scorso; è stato anche il primo titolo della stagione, viziata dalla mononucleosi che l'ha colpito all'inizio del'anno), Nadal ha vinto il primo torneo sull'erba della sua carriera al Queen's battendo in finale, naturalmente, Novak Djokovic. Entrambi i tornei non sono Masters Series, ma necessitano attenzione essendo gli unici tornei sull'erba degni di nota oltre a Wimbledon.
Nel tennis ci sono tanti tennisti specialisti della terra rossa, e altri specialisti del "veloce": per fare un esempio di quanto grande sia la differenza tra le due superfici, Pete Sampras, grande numero 1 prima di Federer e attuale detentore del record di tornei dello slam vinti in carriera (14: ma Federer è a 12 ed ha solo 27 anni) con 7 Wimbledon, 5 U.S. Open e 2 Australian Open, faticava al Roland Garros, dove non ha mai superato la semifinale. Federer invece ha già raggiunto 3 finali nello Slam di Francia, convincendo sempre più d'essere il giocatore più forte d'ogni tempo, ma, forse ancor più sorprendente, Nadal ha raggiunto 2 finali a Wimbledon costringendo l'anno scorso Federer ad una vittoria sofferta solo al quinto set.
Oggi ha vinto il primo torneo sull'erba, battendo anche Andy Roddick, 4 volte vincitore al Queen's.
Vincerà anche Wimbledon? Difficile a dirsi, ma molto più difficile sarà vedere una finale diversa da Federer-Nadal.
Nadal è esploso al Roland Garros 2004, alla tenera età di 18 anni: un fenomeno, certo, sulla terra rossa; l'ennesimo spagnolo(insieme ai sud americani i massimi esperti per tradizione della terra battuta o terra rossa) che "rema", cioè gioca un tennis difensivo, correndo come un matto e sbagliando pochissimo. Questi giocatori, degni di stima per la grinta e la fatica e la determinazione, creano però poco gioco e poco spettacolo, hanno meno talento rispetto ad altri ed è proprio la terra rossa, coi suoi ampi rimbalzi, che permette loro grandi recuperi e scambi lunghissimi. Giocatori di quantità, insomma, non di qualità. I giocatori di maggior talento, escono generalmente meglio su terreni più veloci, sull'erba in primis (Federer detiene il record di vittorie consecutive sull'erba, ancora in corso:con oggi 59; il record precedente di Borg era di 41).
Nadal è un terraiolo? Sì, ma probabilmente il migliore di tuttti i tempi (di Nadal il record di vittorie consecutive sulla terra rossa, 81, interrotto naturalmente da Federer ad Amburgo l'anno scorso; per capire la dimensione del numero, il record precedente era di Vilas, 53) e non solo: due anni fa ha dimostrato di saper giocare anche sull'erba, l'anno scorso ha dimostrato di poter vincere Wimbledon, quest'oggi ha vinto il primo torneo sull'erba: evidentemente è un numero 1, al secondo posto solo a causa di Roger.
Lo spettacolo sull'erba è dunque sempre migliore? In realtà: no, perchè, rovescio della medaglia, la grande velocità della superficie permette a giocatori molto alti dotati di un servizio fortissimo la realizzazioni di molti ace (servizi vincenti in cui l'avversario non riesce neppure a toccare la palla) togliendo vivacità alle partite in cui molti punti non iniziano neppure. Tuttavia la preferisco ad ogni altra superficie: sarà la sua rarità, sarà lo spirito britannico e la tradizione (a Wimbledon si gioca tutti vestiti di bianco), sarà la propensione al gioco al volo tanto divertente quanto sempre più in via d'estinzione a causa della velocità della palla: saranno anche gli 8 campi in diretta gestiti da Sky Sport...


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