sabato 5 luglio 2008

[Doppio post:2] Io, sul pianeta dello studente

Con la riforma del sapere a punti, la cultura è diventata roba per grandi. A me le robe da grandi fanno schifo, e solo quando li dimentico, quei numeri che tutti mi urlano, guardo col cuore e vedo l'essenziale, vedo dietro la Storia gli uomini che l'hanno fatta, nei saggi i Saggi che li hanno scritti: e allora sono interessato, e allora mi appassiono, perchè non vedo più soltanto il mero dato, il numero, gli ridò vita. Alle volte non è più tanto facile, sarà il crescere, sarà che sto diventando grande: ma quando ci riesco, quando riesco a dimenticare quanti esami mi mancano, quanti ne ho fatti e dunque che numero di esame è quello che sto preparando, quanto vale -come se il valore di un esame, del sapere, è dato dai CFU assegnatogli, assurdo, ma nell'uso comune si dice proprio così- allora, immerso nel contenuto, ritrovo la curiosità della scuola elementare, delle medie... Poi al liceo tanti bambini diventano grandi in fretta, e già iniziano a sommare e dividere, fare medie, calcolare i numeri della cultura, del sapere: già lì si comincia, perchè solo ai bambini delle elementari si chiede cos'hai imparato oggi, a quelli del liceo si chiede quantidebitihai, quantiesamihai, chemediahai, conquantoseiuscito. Però al liceo io ero ancora ingenuamente bambino, coglievo l'essenziale di ciò che imparavo, pur colla mia pigrizia e la mia distrazione, pur con un'altalenante passione. Ma i numeri, mi interessavano solo in matematica. Poi la vita ti cresce, le esperienze, e quando tutti parlano per numeri, poi sei tu che ti senti sbagliato, perchè un po' di razionalità in più ti ha fatto perdere la sfrontatezza con cui rifiutavi l'importanza dei numeri. Quando l'amore cede il passo alla relazione amorosa, la programmazione prende il posto all'improvvisazione, il futuro è l'argomento, e non più il presente, la vacanza un intervallo tra due numeri, ben calcolati: allora capisci che tutto è più equilibrato, più giusto, e pian piano l'accetti. Non è che sia tutto sbagliato, perchè è solo la purezza dei sogni che si scontra con la concretezza solida della realtà: l'amore non scompare mica nella relazione e la programmazione permette cose che l'improvvisazione impedisce. Tuttavia, alle volte, le dinamiche del vivere prendono il posto del vivere stesso, e ci si ritrova a parlare di sè davvero coi numeri, come se la carriera universitaria potesse essere compresa solo con quanti anni quanti crediti quanti esami, e mai quali! Quantità per qualità...
Comunque il mondo dei grandi non è poi così grigio, ma alle volte ricordarsi di esser stati bambini e magari far anche i bambini, è davvero importante!

"Ma i grandi non capiranno mai che questo ha importanza."

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