venerdì 25 luglio 2008

[Doppio post:2] "Il cavaliere oscuro", il film dell'anno

D'estate, fine luglio, non è che io muoia dalla voglia di andare al cinema: in altri momenti dell'anno sarei stato in fremente attesa per quello che viene presentato come il film dell'anno. Tuttavia, in quanto tale, vado a vederlo, e al più presto, ma quasi distratto, chissà, forse anche un po' disilluso verso l'arte nella stagione della vita.
SBAM.
Un capolavoro, divertente, emozionante, angosciante eppure ricco di quella serietà del docente fenomeno, sereno e sapiente, non serioso, ma nemmeno frizzantino: acqua pura, fredda, la più buona, che scende in disordinato corso direttamente dalla roccia ruvida, grezzamente ben lavorata dal vento. Niente zucchero, alcol, gas, nessuna bottiglia di plastica e certamente nessuna etichetta colorata nè moderata nè bellissima nè appariscente. Eccomi, sono qui,
cazzi tuoi.
Già in "Batman Begins" la tendenza al duro e puro si era vista, a ricordare che se l'ultimo decennio del secolo, gli anni '90, sono stati dominati dal Pop, il nuovo millennio inizia col decennio delle tenebre, dark, più cattivo e duro in generale, e al posto dei Take That ci sono i Good Charlotte. Per gli amanti del duro e cattivo, il duro e cattivo di ribellione rimane di più, ma se anche Spiderman diventa nero, il vento è cambiato. Anche 007 seppur perdendo di nero vestito e capelli, ha una cattiveria e una rocciosità nuova nel fisico e nei vitrei occhi di Daniel Craig.
Batman ha smesso i capezzoli della tuta di Clooney e la spider fighetta: adesso fa paura. Nessuna sogghigno ammiccante, nessun colorato Robin salterino o Batgirl (sigh) dall'altra: cattivo, duro, cavaliere sì, ma non damerino, l'ironia rimane al maggiordomo, elegante, la magnificenza e la vanità a Bruce Wayne, anch'egli uomo più che mai, virile, in risposta alla donnetta vanitosa in cui l'uomo si stava trasformando e si sta trasformando, come mostrano gli adolescenti da discoteca intervistati che hanno dichiarato di spendere 50 euro a settimana tra parrucchiere, estetista e cazzo ne so, piastrandosi i capelli: solo immaginare mi dà il voltastomaco.
Fuor da rigurgito d'orgoglio virile, eccessivo come piace e com'è bello, "The Dark Knight", mi è proprio piaciuto: e direi proprio che non sono solo. Questa è la classifica, stilata da... tutti, del sito che consiglio in home page, imdb, che è prettamente di carattere archivistico, ma presenta anche una classifica tratta dalla media di voto ricevuta dai film; essendo spesso decine di migliaia di voti, un significato glielo si può anche concedere, con le debite precauzioni. Se la media è 9.5 e il film balza al primo posto scalzando "Il Padrino", sarà pure l'euforia del momento, sarà pure una classifica dozzinale: male male il film non sarà.
Come fu anche per Sin City, se il buono è cattivo, il cattivo è diabolico, e lo è assolutamente se l'attore è morto recentemente in circostanze di possibile suicidio. È un film di uomini, l'unica donna, la ex fidanzata, non è sfruttata a dovere, una bambola, nulla più: chissà, forse è riflesso della virilità ritrovata, ma Maggie Gyllenhall meritava forse, con la sua sofisticatezza, qualche spazio in più.
Un film in apnea, e si esce dalla sala sazi ma senza grassi, un alimentazione robusta, decisamente, quanto sana.
Questo Batman ci piace, più di tutti gli altri, indubbiamente. Senza sconti, con fatica, lotta, bada al contenuto, al sodo, senza trascurare la forma, ma non dimenticando mai il fine e il mezzo,e che la forma non dev'essere altro che esaltazione del contenuto. Poi gli altri personaggi, ben definiti, gli effetti speciali, spettacolari ma mai fuori luogo, le battute giuste, la trama avvincente, il finale chiaro nell'oscurità.
Batman al cinema è stato preso dopo la resurrezione fumettistica targata Frank Miller, ma è questo il film che probabilmente a lui sarà più gradito, e i riferimenti alla sua graphic novel "Il ritorno del cavaliere oscuro" non mancano.
Adesso vado a farmi una doccia gelata,
solo dopo aver fatto qualche migliaio di addominali e piegamenti.

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