Evidentemente le percentuali, i calcoli di probabilità valgono nei casi in cui si tira una moneta, si pesca una carta, si sceglie una porta: nello sport moltissime altre variabili vanno prese in considerazione, altrimenti scommesse e relative quote non avrebbero motivo di esistere.
Per capirci, secondo le premesse dei semplicistici calcoli di possibilità che per gioco settimana scorsa presentai, l'Inter contro di me da solo ha il 33% di possibilità di vincere, pareggiare e perdere: evidentemente è assurdo, perchè chi mi conosce sa che quasi sicuramente vincerei io.
Tant'è, l'ultima giornata di campionato ha per caso e per coincidenza realizzato tutte le possibilità che avevano la maggiore probabilità di avverarsi: Inter campione (78%), Catania salvo (81%), Fiorentina in Champions (78%) [vedi post].
l'Inter ha vinto, e io godo: e la situazione dopo-derby si è rovesciata, regalando a noi interisti l'onore e la gloria dello scudetto e ai milanisti il purgatorio di un anno senza Champions League.
I risultati finali:
Inter campione d'Italia e come la Roma, seconda, ammessa direttamente in Champions League;
Juventus e Fiorentina ammessi ai preliminari di Champions League;
Milan, Sampdoria e Udinese in Coppa Uefa;
Parma, Empoli e Livorno in serie B.
Mi spiace per il Parma, ma forse dopo scandali Parmalat e salvezze disperate, può essere l'occasione di voltare pagina;
fuori dagli inevitabili sfottò ai cugini che non risparmierò, perchè è evidente che oggi la Coppa Uefa non è più la coppa più prestigiosa dopo la Coppa Campioni, ma un'amara consolazione rispetto alla Champions League, se fossi del Milan, secondo il mio personale modo di vedere le cose, vincere la coppa Uefa sarebbe un vero obiettivo, per piacere di completezza, perchè unico trofeo mancante in un palmares straordinario: dunque in fondo, poco male;
complimenti sinceri alla Juventus e al suoi straordinario campionato da neopromossa seppur di lusso;
grazie a tutte le squadre italiane che nel complesso hanno mostrato un gran bel gioco;
ora mi rivolgo all'Inter.
L'ultima giornata di campionato è stata una sviolinata di Ibrahimovic: entra, segna ed è determinante; la squadra ha dimostrato il carattere di cui spesse volte è parsa esser priva e ha vinto la partita e lo scudetto, senza più attendere il passo falso dell'inseguitrice.
Anche ieri, tutto sembrava dirigersi verso un nuovo e più doloroso 5 maggio: la Roma segnava subito mettendo pressione, l'Inter faticava in un campo pesante sotto un diluvio, le occasioni fioccavano per il Catania senza concretizzarsi; fine primo tempo, la classifica vedeva l'Inter sotto la Roma: strano, beffardo, assurdo, così tanto da sembrare un destino incontrovertibile.
Poi entrava Ibra, muovendosi sul campo come se il terreno fosse perfetto, come se le pozzanghere valessero solo per gli altri: bastava poco, gol, ecco si rivedeva la squadra Inter dell'andata, quella che al fischio d'inizio sapevi già che avresti vinto, troppo sicuri, troppo bravi, troppo forti.
Il resto è storia.
I romanisti rosicano e vengono riempiti di complimenti per il grande campionato e per il gioco espresso: conosco bene la loro condizione, mi ci sono trovato per anni dopo molti incontri di tennis, in cui mostravo colpi molto belli, talento... e perdevo la partita.
L'Inter inizia ad assomigliare alla Juve: più antipatica, tutti tifano contro, insomma, più vincente.
Galliani spiega che non scambierebbe mai una Champions per due scudetti, ma la sua faccia parla chiaro: sta rosicando.
Spalletti "finto umile" spiega che i suoi eroi, ehm, giocatori, hanno fatto l'impossibile, bravissimi, la rosa dell'Inter è troppo più forte, come dice da tutto l'anno: la traduzione? La squadra Inter deve vincere con 20 30 punti di vantaggio, se non lo fa, è perchè io sono un mago.
Luogo comune da sfatare, non perchè la rosa sia scarsa, ma i grandi nomi sono spesso Maicon, Maxwell, Cambiasso, scoperti dal nulla, cresciuti: Balotelli ora.
Non importa se il campionato dell'Inter ha dovuto fare a meno di Dacourt, Cordoba, Figo e Samuel, del grande nome Adriano, di Ibra per un mese e mezzo più dell'altro tempo non al 100%, di un Vieira sì e no, di Chivu a lungo con una spalla sola: perchè se importasse, ci si renderebbe conto che senza questi giocatori la rosa non è assolutamente più forte di tutte, che l'ambiente è davvero cambiato se Jimenez sembra forte e Balotelli ha mostrato subito a pieno le sue doti. Vincere è sempre dura, difficile: il passo da "favoriti" a "vincitori" è enorme, quindi onore ai vincitori.
Una bella società, una bella squadra, ieri ha dimostrato anche il carattere: chissà che si possa raggiungere anche la coppa dalle grandi orecchie in un futuro prossimo;
anche se, per dire la mia, con tutto il rispetto per il prestigio della Champions, in un torneo la dose di fortuna conta molto di più rispetto a un campionato di 38 partite, e credo che il campionato dia una classifica più rispettosa delle forze in campo.
Il gol simbolo di questo scudetto? Per me il gol del capitano alla Roma nela gara di ritorno.
Mi sono divertito, è stato un campionato appassionante e ho visto del bel gioco, ho infine vinto: cosa volere di più?
Negare la rivincita, la mini vendetta della Roma sabato nella finale di Coppa Italia all'Olimpico: anche se sono costretto ad ammettere che la cosa non mi interesa poi così tanto, mentre credo interessi molto più al romano rosicone.
A sabato, dunque, per chiudere definitivamente la stagione calcistica per club 2007/2008, poi, 2 settimane e via:
verso gli Europei...
6 commenti:
meno male che è andata così...
l'interista abituato a soffrire ha patito un po' nelle scorse due giornate di campionato (vs il Milan e contro il Siena) ma se non fosse andata così non avrebbe potuto gustarsi un finale prelibato come quello di ieri sul campo di Parma. E allora goditi la tua vittoria e lascia ai cugini i patimenti, per una volta...
-quella che il calcio...-
Da milanista non posso che non essere contento ovviamente... non tanto per la coppa Uefa, perchè ci siam passati già, con una squadra rifondata nel 2001-2002 e l'anno successivo è cominciato tutto quel che sappiamo bene fino a dicembre 2007...
il vero problema è capire se la necessaria rifondazione avverrà anche quest'anno, dato che con 70 milioni dovuti alla vittoria in champions abbiam comprato solo Pato ed Emerson, non oso immaginare cosa compreremo con il nulla dei diritti televisivi de sponsor della coppa Uefa. in realtà ci credo e la conferma di Gattuso mi fa ben sperare...
ad ogni modo, note positive sono ovviamente il Campionato del Mondo e la Supercoppa europea (per le quali però non sacrificherei 2 stagioni, questa e la successiva... una può bastare...) che portano la squadra in cima al mondo per trofei e un Badge of honour fifa da esibire sul petto. non male... inoltre soddisfazione per 2 personaggi: Ambrosini che dopo la caduta di stile dello striscione dell'anno passato durante i festeggiamenti, si è ripreso la dignità e la responsabilità diventando indubbiamente uno dei più forti centrocampisti del mondo, e Pato che è stato pressato follemente per mesi, salvo poi presentarsi con 9 gol in 18 presenze e spunti da vero fuoriclasse. o meglio, da ciò che serviva al milan: velocità nel breve, dribbling e tiro. non entro nel merito di paragoni con Balotelli e affini dato che non penso siano paragonabili come tipo di giocatori, ma penso semplicemente sia stao un investimento azzeccato.
ora ovviamente mancano 8 giocatori per risistemare il vino migliore del mondo per qualche anno che è diventato aceto. questo doveva già accadere l'anno scorso, ma l'exploit continentale ha semplicemente appannato l'evidenza. ovviamente non si vive di sola classe e bel giuoco, ma anche di 4-4-2 a Siena vincendo 2 a 0. quello che l'inter ha imparatoa fare in questi 2 anni, quello che la juve ha sempre fatto e che da Capello al milan non si vede più. infatti anche le vittorie italiane sono venute nel '99 per fortuna forse, per un gruppo determinato ma non stellare e a Bierhoff che fa 80 gol di testa... e nel 2004 all'arrivo di Kakà e all'espressione migliore di calcio degli ultimi anni.
vedremo...
per parlare dell'inter invece mi sento di dire che ha meritato questo scudetto, nonostante gli "aiuti" di cui ha parlato De Rossi, che ci saranno si stati,ma di certo la roma non ha perso per quelli... inoltre mi sento di dire che non sono stati così tanti e forse sicuramente non clamorosamente e ripetutamente eclatanti. quindi, inter sia! perchè è forte, solida e ha una rosa clamorosa. in questo infatti non concordo col Carlo perchè appunto, nonostante i mille infortuni ha sempre potuto presentare una squadra competitiva e superiore in tutto e per tutto. gli infortuni li hanno tutte le squadre e forse se l'inter ne ha di più dovrebbe puntare a risolvere questo problema. comunque ciò non vuol dire che avrebbe vinto comunque ovviamente...
è questo il problema delle altre squadre in realtà, soprattutto di milan e roma: togli pirlo? partita persa per mancanza di sostituto. togli perrotta? pure. togli inzaghi? pure. mexes? anche. questo è ovviamente merito della società inter. ha impiegato un po' di tempo per arrivare a questo punto ma alla fine ci è arrivata e tutti zitti...
la juve lo era e anche il milan, ora non più. e credo sia questa poi la discriminante tra campionato e coppa, non tanto la fortuna... il fatto è che il logorio della stagione ti porti a necessitare di molti giocatori anche solo buoni o ben assemblati(qui sta la forza assoluta dell'inter ch vince 1 a 0 a torino gol di Cruz), mentre la coppa richiede i giocatori giusti al momento giusto, con meccanismi ottimizzati per una partita sola. non penso quindi che sia una questione di forza, ma di strategia più che di fortuna. esempio su tutti: milan gioca con ronaldo in campionato e brocchi a far riposare gattuso ecc. gioca 7 partite al top con la migliore formazione e vince la coppa. la fortuna è stata chiaramente avere ronaldo non infortunato, ma per il resto, poca poca... infatti al contrario vedrei la condizione dell'inter in coppa: non "sfortuna" di arrivare contro il liverpool fuori condizione, ma mancata o sbagliata strategia arrivando fuori condizione.
c'è pi ovviemtente il caso in cui punti la tua condizione sulla coppa intercontinentale, ma perdi per 4 mesi in campionato.. strategia suicida, che è ovviemente molto peggio di una mancata strategia.
Riassumendo, ha vinto l'inter giustamente e ha ragione Carlo sul fatto che da favoriti non si diventa vincitori. onore al merito!
concludo sperando anche io in un europeo da abbraccio collettivo... milan e inter che sia. basta che giochi Di Natale.
Ramaccioni.
p.s. vorrei inoltre far presente a tutti i tifosi che odiano galliani quando fa lo spocchioso vincente, che i milanisti lo odiano più di voi. quindi non prendetevela con noi... mi scuso io a nome suo!
@ darmian
Riguardo alla "fortuna" l'unica menzione nel mio post è: "in un torneo la dose di fortuna conta più che in un campionato". Nient'altro, non credo che il Milan l'abbia vinta "di culo", o che l'Inter non l'abbia vinta "per sfiga": è evidente che ci sono molti più aspetti da curare, e sono stato il primo ad essere felice dell'entrata trionfale del Milan tra le ali dei giocatori nerazzurri. Anche quest'oggi per caso mi sono imbattuto in una dichiarazione di Toni che parlarndo dell'Europeo, dichiara che siamo una squadra tosta, ma per la vittoria finale serve anche un pizzico di fortuna: serve è necessario, molto spesso in un torneo, per club o nazionali, meno fondamentale in campionato.
Tutto qui, anche perchè in fondo la fortuna aiuta gli audaci, no?
Riguardo ai romani, hanno iniziato a parlare di questo campionato come se fosse equivalente a quello "dei veleni" di 10 anni fa e mi sembra proprio esagerato: sarà stato vedersi in testa alla classifica di fine primo tempo dopo un inseguimento, sarà stata la fama dell'Inter di complicarsi la vita e le storia recente di cazzate cha ha solidificato così tanto l'illusione così che fatto troppo rumore quando si è spezzata. Però non dimentichiamoci che abbiamo giocato non so quante partite in 10: e alla Juve non succedeva; che non è stato annullato un gol avversario con la palla che rimbalza dentro la porta: e alla Juve, quell'anno, succedeva.
Inoltre nell'ultima partita non c'è stato nessun episodio dubbio eclatante: insomma, va bene rosicare, ma non mi sembra il campionato in cui mettere in discussione la superiorità di una squadra che è arrivata a +11 e che poi ha concesso (perchè non è la Roma che se l'è conquistata da sola) dei punti sul finale da classica paura di vincere, sindrome da "braccino".
Io spero solo vivamente che sabato a Roma non ci siano scontri violenti tra le tifoserie, ma certo le dichiarazioni dei giocatori giallorossi non stanno aiutando in questo senso, tanto più che a caldo, prima delle dichiarazioni dei vari De Rossi, sentii diversi tifosi romanisti sinceramnete fieri della propria squadra rilasciando addirittura dichiarazioni del tipo "da -11 a giocarselo fino all'ultima, sono stati grandi, per me è come se avessimo vinto lo scudetto". Da qui a mettere in dubbio chi l'ha vinto ne passa, ma come al solito troppa responsabilità sta in ragazzi che, dopotutto, sanno principalmente calciare bene un pallone...
ho riletto con calma il mio commento e il tuo perchè prima ero di fretta in università... ed infatti c'era qualcosa che non mi tornava, una sola puntualizzazione. gli esempi di milan e inter riguardo alla fortuna erano appunto esempi, essendo i più recenti. non volevo dire che tu avessi insinuato che la vittoria del milan fosse di culo e quella dell'inter in campionato no. infatti non l'ho scritto... erano solo esempi calzanti del passato recente, secondo un mio punto di vista!
Tra l'altro vorrei rispondere a Luca Toni, assiduo lettore del blog come me. la fortuna dovrà essere solo un pizzico secondo me. ho in mente le partite dell'italia mondiale che ci hanno condotto a Berlino e mi sento di dire che eravamo veramente forti. altro che fortuna. squadra veloce, solida e aggressiva... ho percepito quella sensazione di forza e sicurezza che si ha guardando l'inter con un cannavaro che ferma i treni in corsa, un pirlo che la mette dove vuole e materazzi che si esalta. certo che comunque vincendo grazie ad una traversa il mio discorso cade tutto.
cos'è bello commentare?
uncle.
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