domenica 4 maggio 2008

17esima giornata di ritorno del campionato italiano di calcio di serie A 2007/2008: Milan-Inter

Le 2 squadre entrano in campo.
La coreografia dell'Inter raffigura uno scudetto tricolore immerso nei colori nerazzurri: dopo quello assegnato 2 anni fa, quello vinto sul campo l'anno scorso e questo, tanto vicino, non si poteva fare altrimenti; la coreografia del Milan presenta una data, 21 maggio 2008, la finale di Champions League di quest'anno, a ricordare il mancato raggiungimento della stessa da questa grande Inter: finale del resto non raggiunta anche dal Milan, quindi l'idea desta peplessità, credo nei tifosi di entrambi gli schieramenti.
Fischio d'inizio: il Milan batte, passaggio indietro rasoterra, lancio sballato e palla fuori: che sia un segno?
(No.)
L'Inter prende il pallino del gioco, che tiene per 300 secondi o poco più: poi, quaranta minuti di Milan che portano anche a due clamorose occasioni per superpippo Inzaghi, che è bravo e forte (pro cui spendo due parole, per dire basta al "è scarso ma fa gol", perchè lo scarso che fa gol lo fa per una stagione, due, ma costui, recita wikipedia, "detiene il record di gol segnati nelle competizioni UEFA per club: 63 reti, a pari merito con Raúl ed è l'unico giocatore ad aver segnato in tutte le competizioni internazionali, sia riservate ai club che alle nazionali") e si fa trovare liberissimo scattando in gioco davanti a Julio Cesar, portiere nerazzurro che è bravo a parare; ancora Inzaghi colpisce di testa un cross basso deviato, con la palla che esce a fil di palo, portiere battuto. Finisce il primo tempo in pareggio, anche per la Roma a Genova la situazione è la stessa: Inter virtualmente campione d'Italia.
Inizia il secondo tempo, l'Inter non cambia, il Milan non cambia, la storia non cambia: infatti al 6' il Milan va in vantaggio: cross di Kakà dal fondo, gol di testa di Inzaghi (appunto) sul primo palo che anticipa Rivas, nulla da fare per il portiere. Passano 4 minuti e una inspiegabile disattenzione di Vieira regala la palla a Kakà, libero di entrare in area e segnare indisturbato.
2 a 0 e palla al centro.
A questo punto inizia la reazione interista, e al 17' grande occasione per Crespo da solo davanti a Kalac: l'argentino sbaglia, forse anche condizionato dalle urla di segnalazione per Nesta da poco rimasto a terra.
Alla mezzora punizione per l'Inter e Bergomi, che con Caressa è responsabile del commento della partita su Sky, ma che quest'oggi fino a quel momento ha praticamente taciuto, nota che "in barriera ci sono 6 uomini, troppi, sicuramente il portiere non vedrà la palla partire"; parte Cruz, tiro, GOL: Kalac immobile.
Nel forcing finale da segnalare un'ottima punizione di Chivu ben parata dal portiere milanista; l'Inter non trova il pareggio, nè il rigore che sembra esserci al 34' per una trattenuta su Suazo.
Milan batte Inter 2-1.

Questo è ciò che ho visto, onore ai vincitori, e grazie al secondo tempo, onore anche ai vinti.
Il Milan ha interpretato bene la partita, l'Inter no.
Merito della grande abitudine del Milan verso le grandi sfide, colpa dell'incapacità dell'Inter nelle partite decisive.
Da interista mi trovo ad analizzare la mia squadra, e in particolare l'operato di Roberto Mancini, che anche oggi, come in tutte le partite importanti, mi ha lasciato perplesso.
Partendo dal presupposto che se domenica vincessimo, avremmo vinto il campionato e dunque avrebbe ragione lui, perchè nello sport se l'importante è partecipare, l'obiettivo è vincere, io non capisco.
Non capisco perchè ha lasciato in panchina Maxwell, Balotelli e Stankovic, (e ha preferito Maniche, Rivas e Crespo) che insieme agli altri in campo hanno permesso il ritorno del bel gioco nelle ultime partite;
non capisco perchè non ha giocato col 4-4-2 classico con Cambiasso e Vieira al centro del campo, perno stabile e creativo, con Maxwell e Maicon terzini che mettono le ali alla squadra;
non capisco perchè Chivu, spesso usato come jolly, quando possibile come oggi non giochi nel suo ruolo di centrale difensivo, dove fa la differenza (affiancato a Materazzi, Cordoba, Rivas o Samuel);
non capisco perchè non far giocare Balotelli che in assenza di Ibra, è il giocatore con più talento, piedi e creatività dell'attacco interista, oltretutto in grande forma nelle ultime giornate.

Però, poi penso, non metterti anche tu come il 95% per cento degli italiani maschi a fare l'allenatore, non pensare anche tu di essere meglio di un allenatore di serie A che vede i suoi giocatori tutti i giorni e che ha portato l'Inter in testa alla classifica da 2 anni. Avrà pensato per una serie di motivi, che questa è la formazione migliore che si potesse mettere in campo, per contenere alcuni giocatori avversari, per motivi di fine tattica, oppure in settimana altri sono risultati poco tonici, o chissà. Magari, facendo come pensavo io, sarebbe stato peggio, sicuramente ha messo in campo la migliore formazione possibile ai suoi occhi.

Nel bel mezzo di questa sferzata d'umiltà, di questa sempre utile autoflagellazione, Roberto Mancini viene intervistato, e motiva così le sue decisioni: "avevamo diversi diffidati e non potevamo permetterci di farli giocare tutti, per poi magari perderli per domenica prossima".
...
E allora ti insulto, perchè così non lo sopporto proprio: mi tieni i giocatori in serbo per il Siena e non li fai giocare col Milan? Hai la squadra prima in classifica contro un Milan quest'anno non brillante, e tieni dei titolari per il Siena che fuori da ogni lotta e ambizione puoi battere con le seconde linee (in teoria)? Tira fuori le palle e fai di tutto per vincere oggi, regalaci il trionfo a danno dei cugini, prova con tutte le forze a realizzare il loro peggior incubo, rendendo loro difficile la strada verso la Champions!
Tra l'altro se domenica non vinci, due volte idiota.
Io lo perdo il derby, non importa, ma voglio che si faccia di tutto per vincerlo, soprattutto in queste condizioni.
Poi si può vedere una debolezza psicologica della squadra, tra l'altro anch'essa facilmente attribuibile all'allenatore, ma almeno la formazione!
Questa giornata di campionato, questa e non altre, è stata attesa da interisti e milanisti tra sogni e incubi per entrambi, con due situazioni all'orizzonte: una dai sogni d'oro nerazzurri e dagli incubi profondi rossoneri, l'altra tra fastidi nerazzurri e soddisfazioni rossonere.
Il milanista è soddisfatto, l'interista deluso e infastidito, nello sport non può andare sempre bene: ma non è possibile che l'allenatore dell'Inter aiuti a creare questa situazione, perchè poi, anche se "si sa quel che si lascia ma non quel che si trova" è normale avere voglia di Josè Mourinho.

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