mercoledì 28 maggio 2008

Contro lo snobismo intellettuale e il pregiudizio; pro Giusy Ferreri, la rivelazione di X-Factor.

Tra i vari reality o programmi popolari, tanti tendono ad avere un ribrezzo spesso assoluto: snobistico. Così, da schiere d'intellettualoidi o più spesso d'intellettuali ma arroganti e presuntuosi, questi programmi, nessuno escluso e senza distinzioni, vengono considerati uno dei mali d'Italia, essendo questi tali privi della capacità di comprensione e dell'ampiezza di visione che impedirebbe loro di colpevolizzare programmi, artefici e spettatori. Troppe persone hanno necessità di ergersi al di sopra degli altri, di sentirsi parte di un elite: seppure questo sentire, alle volte, è inevitabile, se il proprio grado di cultura o educazione o denaro è superiore alla media, e in un certo modo anche accettabile, ciò che proprio in pochi riescono a fare, è disporre della propria cultura, ricevuta in dono grazie a una condizione natale fortunata, non da innati meriti, in modo da rapportarsi con ogni altro individuo comprendendo le diverse necessità di ogni classe sociale, accettando gusti magari meno educati senza sentirsi in diritto e dovere di condannare.
Questo atteggiamento è riscontrabile in potenza in molti liceali, che tendono ad assumere una posizione di arrogante superiorità coi coetanei che fanno altre scuole: a tutti noi è capitato, più o meno, stupendosi per esempio che Paolo Meneguzzi venda i dischi, di sentirsi in una società arretrata e a noi aliena, e che questa ci provocasse reazioni di rivolta e bisogno di prendere le distanze; ancor di più nei confronti di ignoranze violente che nei gusti...
(Rimanendo nell'estetica, altro punto di vista comune e sbagliato, è quello che si pone contro la televisione tutta a favore dei teatri, come se la bellezza dipendesse dal mezzo e non dal messaggio: come quelli che stimano comunque di più un libro di un film, senza accorgersi che forse, forse, è più culturale Ingmar Bergman di Clive Cussler, ma anche "Il senso della vita" di Bonolis rispetto a uno spettacolo teatrale mal riuscito).
Due sono i gradini importanti per una completa maturazione etica e civile.
Il primo passaggio sarebbe quello di comprendere e accettare che vedere "Uomini e donne" non è una colpa, e chi lo vede non è da condannare: va da sè che questo non implica un approvazione del programma o un giudizio positivo nei suoi confronti, ma il mondo e la vita non ha bisogno solo di Dostoevskij e Kubrick, ma anche di leggerezza (e niente è difficile come creare una leggerezza intelligente, dunque spesso ci si accontenta...).
Il secondo passaggio è riuscire a discernere tra programmi trash e no, non secondo il format ma confrontando i risultati: e anche nello stesso programma, tra momenti e caratteristiche positive e meno, senza pregiudizi, senza confondere GUSTO e ESTETICA.
Un esempio: i tanti reality pieni di sconosciuti o di ex famosi, sono figli di un gusto voyeuristico ma privi di una qualsiasi forma d'arte; ma "Amici", per esempio, seppur presentati da Maria De Filippi, è luogo dell'arte dello spettacolo, spazio per ballo, canto e recitazione. In particolare il ballo non ha spazio in tv e lì è stato trovato: è questo deprorevole? Piuttosto lo sono le parti del programma che lo rendono reality, le lettere strappalacrime, i litigi più o meno combinati, ma l'idea di porre una scuola di spettacolo, d'intrattenimento artistico in televisione non è male.
Tuttavia, personalmente, non riesco ad apprezzare il ballo, per la recitazione preferisco andare a teatro mentre per il bel canto, che amo molto, "Amici" presenta, per quanto poco l'ho visto, sempre le stesse canzoni, e un pubblico -un target- in effetti molto molto teen.
Non lo seguo, non lo amo, lo apprezzo a tratti ma non lo condanno di certo.

Ieri, invece è finito X- Factor, su Raidue.
[Per chi non ne ha mai sentito parlare: gara di cantanti che propongono cover ogni settimana. Divisi in 3 gruppi - non squadre!- uno composto da ragazzi/e da 16 a 24 anni seguito dalla famosa discografica Mara Maionchi, un secondo di cantanti sopra i 25 capitanata da Simona Ventura e una terza di gruppi vocali con a capo, udite udite, Marco Castoldi in arte Morgan. Ogni settimana il pubblico votava e tra gli ultimi due classificati, spettava ai tre capitani-giudici eliminarne uno].
Il programma è stato teatro dell'atavico scontro di cui sopra, tra la popolana Ventura con i suoi giudizi e gusti facili e naturali, e un Morgan musicologo dai gusti fin troppo ricercati con una disperata voglia di mostrarsi, ancor più di quanto lo sia, come elemento fuori dagli schemi. La sua preparazione e la sua personalità gli ha permesso di proporre ai suoi gruppi brani spaziando da De Andrè agli Who, da Lou Reed ai Pink Floyd: ciò ha indubbiamente elevato il livello artistico, musicale e culturale del programma, ma il suo comportamento è spesso caduto in "ribelli" insulti alla omologazione del gusto del pubblico e dunque alla Ventura (che effettivamente ha dato spesso mostra di essere incompetente in musica) dando mostra di quello snobismo tanto diffuso quanto espressione di poca maturità; la Simona nazionale, dal canto suo, non è stata per niente fuori luogo e ha avuto il merito di buttarsi anche in un ruolo più adatto ad addetti ai lavori, impersonando al meglio il senso comune e un'ingenuità di giudizio comune a moltissimi che amano la musica sebbene ne conoscano poco strumenti, mezzi, storia e possibilità.
Morgan ha avuto dunque gioco facile nel risaltare come intellettuale, come genio artistico: l'unica sua sfortuna è stata la partecipazione di Elio nelle ultime due puntate, che tra parrucche magnifiche, è stato giudice super partes incommensurabile, preparato (è diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano nel flauto traverso, e la sua band "Elio e le Storie tese" in attività da 30 anni) dai giudizi seri, intelligenti, rispettosi, sempre estetici e mai di gusto, insomma culturalmente maturi (mentre il buon Morgan nelle sue vibranti e passionali elucubrazioni tende spesso a manifestare un certo disgusto, appunto snobistico, per il pop, scordandosi di essere su Raidue e non al Blue Note).
Ieri sera la finale, per premiare chi ha il Fattore X che distingue una persona che canta bene da un cantante; i quattro finalisti hanno avuto il privilegio di cantare un inedito a testa, dagli autori celebri tra cui spicca Morgan, che ha scritto per il gruppo Aram Quartet, che infine ha vinto sulla seconda classificata Giusy, con una canzone scritta da Tiziano Ferro.
Quest'ultima è risultata tuttavia la vera rivelazione del programma: è a mio -ma non solo mio- parere veramente veramente brava, originale con una capacità e una spontaneità sul palco da lasciare senza fiato, l'ennesima dimostrazione che quando qualcosa viene facile e bene si vede, eccome, da occhi esperti come da occhi ingenui.
A me il suo stile fa impazzire, un po' Amy Winehouse ma con un sorriso italiano, più pulita e sbarazzina, protagonista della sua favola, da commessa a Raidue.
Giudicate voi, "Non ti scordar mai di me" è il titolo dell'inedito: io attendo il suo cd, perchè anche se non ha vinto il contratto-premio del vincitore, credo proprio che ne sentiremo parlare ancora, avendo Tiziano Ferro sulla sua pagina di Myspace dichiarato che produrrà il suo disco...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Concordo.
sia con il giudizio sulla bella e brava Giusy (non ho mai visto x-factor e mi spiace, ma ho visto qualche filmato su di lei), che sull'intro-anti-snobismo.
certamente però, per quanto mi riguarda, il giudizio nei confronti del Facocero cantante e di chi lo idolatra posso assicurare che non cambierà, dato che non è un pre-...
non centra nulla, lo so, ma questa nuova ondata vaschista estiva sta portando i miei livelli di calma a cedere. oggi tra l'altro trovo una mano per la mia causa, quella di Ernesto Assante (opinionista musicale de La Repubbl1ica e uno dei più importanti italiani), che nel suo blog cerca di spiegarsi il motivo di tanto successo.
Aprire un concerto citando Spinoza, quando si è, al pari di Berlusconi, il più grande appiattitore di coscenze e spunti intellettuali e artistici d'italia, è solo l'ultimo dei colpi di una scrofa urlante della quale veramente non riesco a concepire il senso. sarà pure intelligente lui in quanto lui, avrà pure successo quindi la ragione, sarà dottore ad honorem, ma per me è veramente lo specchio dell'abisso.
scusate l'intromissione. grazie per l'ospitalità carlos tenorio.

Anonimo ha detto...

Secondo me invece non è bene che tutti accettino qualsiasi cosa solo per non apparire snob.
Chi si oppone è in minoranza (altrimenti non si opporrebbe), appartiene ad un’élite più o meno ampia. Egli ha il dovere ancor prima che il diritto di opporsi se dal proprio punto di vista (dettato da diverso grado culturale o da diversità di cultura) ciò di cui si tratta non è ammissibile. Starsene in silenzio per non apparire snobisti porterebbe alla drammatica conclusione di accettare qualsiasi porcata solo perché alla maggioranza ignorante piace. Non ci sarebbe più evoluzione.

Il compito di far progredire il popolo deve essere appannaggio degli intellettuali, che per l’appunto studiano più degli altri e dagli altri vengono delegati per scegliere.
In particolare, se il reality è concepito per allettare la maggioranza, è giusto che la minoranza che sa giudicare per gusto ed estetica si opponga. Sappiamo tutti che ad opporsi a priori non sono gli intellettuali (ma solo gli intellettualoidi), pertanto chi si oppone a priori non è da prendere in considerazione. Il vero intellettuale è colui che sa discernere, è colui a cui il programma non piace davvero (non è quello che se lo guarda di nascosto) e non sceglie sempre e comunque il libro al film.

Io X-factor non l’ho mai visto ma penso che Morgan abbia il sacrosanto dovere di dire quello che pensa in fatto di musica, anche se si trova su Rai Due.
Rai Due è vista solo da ignorantoni che non capiscono niente di musica?
1. SI: Se così fosse allora sarebbe giusto lasciarlo condurre alla sola Simona Ventura? NO, in tal caso i concorrenti verrebbero giudicati esclusivamente secondo il gusto ingenuo di gente per niente esperta di musica. E’ giusto che Morgan accetti che il Meneguzzi di turno vinca il programma? NEMMENO. In definitiva il programma piacerebbe a pochissimi perché mancante di giuria professionista a cui delegare le proprie scelte.
2. NO: il pubblico è diviso ma unito sul bisogno di professionisti cui delegare le proprie scelte e cominciare ad apprendere un pochino (se ignoranti) o con cui essere in accordo/disaccordo (se esperti a loro volta).
In entrambi i casi si necessita di Morgan, che a costo di risultare antipatico DEVE sempre dire la sua. Perché in questo ambito la sua vale di più della mia e della tua, e se non ci fosse lui, non ci si interrogherebbe sulla reale bontà del prodotto.

Per concludere, “Amici” è nettamente meglio di altri perché i maestri lo sono davvero, e non a caso quelli del pubblico fanno sempre una figura ridicola (ad esempio quando esultano perché l’inesperto Platinette elogia uno che è appena stato smontato dall’espertissimo Steve La Chance).
Ma i reality sono anche “la talpa”, “l’isola dei famosi” eccetera eccetera; programmi in cui pareri esperti non possono nemmeno esistere perché non c’è proprio niente da giudicare. A molti piacciono? Male.

lol, SA

Autore ha detto...

@ holly

Anch'io non credo che bisogna accettare tutto: e sul ruolo dell'intellettuale sono evidentemente d'accordo. Per esempio Elio si è comportato in maniera impeccabile: ha criticato, ha giudicato, sempre con cognizione di causa, e naturalmente è giusto che la giuria sia composta da esperti in materia. Tutto ciò lo davo per scontato, e di riflesso mi sono chiesto se la Ventura potesse fare il giudice, e poi mi sono detto sì, perchè l'arte deve infine, che ci piaccia o meno, fare i conti con il pubblico: ciò non significa adeguarsi o appiattirsi. Quindi bene un personaggio come Morgan, ma insultare il pubblico ogni volta che si esprime in contrasto con le tue idee, e solo allora sono tutti ignoranti, quello non è adeguato.
Infatti non ho detto che Morgan non ci dovesse essere o che avrebbe fatto meglio a stare in silenzio: anzi, molte cose dette da uno "ferrato" è sempre piacevole ascoltarle. La mia critica era verso il modo, la forma, non al contenuto: giusto, sacrosanto e ben venga che dica la sua, MA permettendo libertà di giudizio, anzi ancor meno, di voto, al pubblico, al popolo, democraticamente.
Quindi in effetti, sono d'accordo con tutto il commento, che non mi pare in contrasto col post. La premessa e il disaccordo mi sembra partire da una comprensione inesatta dellla mia tesi: "Secondo me invece non è bene che tutti accettino qualsiasi cosa solo per non apparire snob." Non ho certo detto questo. Certo, si può benissimo non accettare, dissentire dal parere popolare, ma con la consapevolezza che l'ignoranza non è però una colpa, magari un destino o chissà. Criticare o giudicare non è snob di per sè, può esserlo il modo in cui lo si fa: è questo che a me infastidice e critico. Sebbene è chiaro che Morgan sia stato utilissimo anche in questo senso per fare un bel po' di spettacolo...
Infine naturalmente d'accordo anche sul giudizio riguardo a reality fini a se stessi, l'importante è appunto non fare di tutta l'erba un fascio. Anche se non credo sia un male se a molti piacciono, una volta c'era il varietà, oggi c'è il reality, insomma che male c'è? Sempre intrattenimento è, e lasciamo che ognuno s'intrattenga come più desidera....

Anonimo ha detto...

è Olly degli Shandon, non Holly... da Oliviero Riva. solo per essere preciso. comunque concordo sempre e con tutti. per un nuovo mondo senza suini a riempire stadi dicendo banalità.