domenica 25 maggio 2008

Oltre la cronica sospensione del giudizio, con cautela.

Pagina riguardante Silvio Berlusconi, Wikipedia, riguardo la sua discesa in campo in politica:
"Si apre subito un dibattito sulle ragioni della scelta di Berlusconi che vede contrapporsi sostanzialmente due posizioni:
quella di chi ne vedeva una scelta dettata dall'amor di patria e senso di responsabilità (godendo già lui di ricchezza e potere e vedendo l'ascesa degli ex-comunisti come un pericolo per l'Italia) e
quella di chi ne vedeva una scelta dettata dalla convenienza personale (finalizzata a salvare le sue aziende sull'orlo del fallimento ed evitare il carcere)."
Pro e contro, sostenitori e detrattori: riguardo ogni questione abbiamo almeno 2 posizioni contrastanti. Come scegliere?
Personalmente sono sempre in difficoltà, ma l'atteggiamento che cerco di tenere è quello di chi consapevole della complessità del reale, pur nella difficoltà di giudicare non rinuncia a crearsi un parere: l'errore sta nei molti che sono CERTI che delle due posizioni sopra presentate una sia vera, l'altra un'illusione, falsa.
Personalmente io credo ad entrambe, e questo mi accade in quasi tutte le situazioni del reale: rimanendo sull'esempio, semplice quanto pregnante, io credo che la mente del Silvio nazionale nel momento della scelta politica fosse divisa da entrambe le spinte, e che una non escluda l'altra. Sta poi all'elettore e alla coscienza di ognuno, valutare più o meno importante l'una o l'altra caratteristica: si può non tollerare furbate e ladrate, oppure tollerarle con la fiducia nelle capacità di premier di Berlusconi.
Quando bisogna prendere una posizione, ad esempio alle elezioni, si decide, ma sarebbe bello che tutti ci presentassimo convinti, eppure consapevoli che potremmo sbagliarci.
Questo mi piacerebbe appartenesse a tutti: e mi piacerebbe che nessuno prendesse le verità, da una parte o dall'altra, come se fossero indiscutibili; mi piacerebbe un mondo di dubbi, che non si traducesse però in immobilismo, ma in ponderato tentativo; mi piacerebbe che ognuno di noi scegliesse volta per volta, mai per partito preso, ma libero da preconcetti; mi piacerebbe che non si abbocasse a chi mostra di saperne più degli altri, e che tutto fosse preso sempre con le pinze: perchè fin troppo facile fidarsi di chi come Grillo esorta a non fidarsi di niente fuorchè le sue parole, i suoi dati, le sue teorie; di nessun'altro ma di lui.
Sopraggiunge dunque un nuovo problema.
Quanto è difficile d'altra parte ottenere dati autorevoli, su qualsiasi argomento? In questo momento siamo spinti a non fidarci di Internet, perchè non si sa chi scrive; dei giornali, perchè non liberi: su qualsiasi argomento come è possibile giudicare con così pochi dati certi nelle nostre mani?
CON CAUTELA.
Dicendo: io mi sono fatto questa idea, mi sono più convinto in questa direzione, MA so che posso sbagliarmi, sono convinto, non certo.
TERMOVALORIZZATORI, NAPOLI, COGNE, GRILLO, BERLUSCONI, ISRAELE, LIBANO, TIBET: tutte questioni complesse,in cui troviamo spesso da una parte i tg, più o meno a favore dello stato o di Berlusconi, dall'altra la comunicazione contro, dal blog di Grillo in poi.
Su Grillo un mio personale dissenso: urla al delirio italiano su tutto e tutti, e forse ha ragione lui, ma quale soluzione auspica, la rivoluzione? La storia insegna che dopo ogni rivoluzione c'è stata una restaurazione, ma che la società cambia grazie ad esse. I cambiamenti però, quelli veri, avvengono con calma, col lento tempo della Storia.
In questi giorni per esempio Grillo posta in continuazione contro l'esercito a Napoli che picchia la gente: questa è la sua informazione, non importa se "la gente" è lì in mezzo a impedire che un decreto governativo si attui. Nessuno vuole le discariche, nessuno vuole l'immondizia, nessuno vuole le centrali, nessuno vuole niente IN CASA SUA, tutti vogliono tutto dallo Stato: sono gli italiani che devono cambiare prima, poi cambierà la classe politica, che non è altro che espressione del proprio popolo. L'esercito cattivo picchia le persone? Questa è informazione, questo il fatto, questa la libertà di stampa che Grillo auspica? Se le persone hanno il sacrosanto diritto di manifestare il proprio dissenso, le forze dell'ordine non hanno il diritto e il dovere di mantenerlo, l'ordine?
Odio molto di più gli attacchi ad extracomunitari effettuati da alcuni italiani, semplici cittadini, che con la Destra al potere si sono sentiti automaticamente in diritto di razzismo.

Dubitate gente, dubitate: e diffidate dei falsi profeti.

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