Questo il comunicato ufficiale dell'addio a M.
Questo il comunicato ufficiale del benvenuto a M.
Del resto è M che decide, in continua ricerca di eguagliare i risultati di suo papà M.
Parliamo di una delle due squadre di M, ma non del M.
Del triangolo Mancini-Moratti-Mourinho si parla da tempo, e se solo oggi è stata data l'ufficialità dell'arrivo del nuovo allenatore portoghese, e seppure solo giovedì l'ufficiale licenziamento di Mancini, i giornali l'hanno ufficializzato già da un bel po'. Io, però, che non ho la necessità dello scoop, posso scrivere oggi, quando tutto è ufficiale, certo, e solo adesso commentare la decisione.
Evidentemente in tanti l'hanno giudicata sbagliata, per i soldi, o perchè, semplicemente, squadra che vince non si cambia: non nego che è comprensibile, condivisibile anche, e razionale. Tuttavia, molti di più da quando Mancini è atterrato a Milano lo hanno criticato, e pochi hanno detto bravo a lui troppo presi a inginocchiarsi al fenomeno Spalletti, uno che dal canto suo ha già vinto 2 coppe Italia e una Supercoppa italiana (!) ma che non ha vinto il campionato, nèla Champions. Certo, la rosa della Roma non è quella dell'Inter, ecc.
Anche se ci sono stati anni in cui avevamo nomi ben più grandi di quelli che si sono dimostrati essere grandi giocatori solo dopo esere stati all'Inter. Io personalmente ho amato i risultati di Mancini -prima di lui il nulla per l'Inter- personalmente mi sta simpatico, come allenatore non ha soddisfatto nelle partite decisive. Basta per mandarlo a casa? Forse, forse no, però basta la sua scenetta post uscita dalla Champions, poi ritrattatta, insomma una figuracia che a tanti interisti ha ricordato la debole società inter pre calciopoli (che poi è la stessa di adesso, vedremo in futuro se è davvero più matura). Naturalmente si sa ciò che si lascia, ma non quel che si trova, e poteva essere l'inizio di un ciclo promettente: ma quando alla festa dell'Inter nessun giocatore si è avvicinato per un secondo al suo allenatore, si capiva che qualcosa si era rotto. A quel punto, bene cambiare.
Soprattutto perchè tutti si lamentano dei soldi, io no: mica sono miei, ed è così bello vedere Moratti giocare a PES colla realtà! Poi si lamentano dei pochi italiani in squadra, (E Moratti piazza pure l'allenatore portoghese!) ma intendiamoci: se si pongono delle regole verranno rispettate, MA la squadra si chiama Internazionale non per caso; inoltre nell'era Dell'Euro e dell'Europa unita, essendo i giocatori merci porre la regola di un obbligo di giocatori nazionali in campo (come la federazione sta architettando) vìola le norme del commercio unitario. Nel frattempo la squadra di calcio deve vincere: se ha italiani in campo, è più folkloristico.
Tornando a MMM.
Ho imparato a mie spese che le vittorie e gli obiettivi si raggiungono con la costanza e con la fatica e non coi colpi di genio, e che Ancelotti dopo aver perso un coppa in quel modo è rimasto e dopo 2 anni l'ha vinta: ma io che concepisco il calcio come spettacolo, devo ammettere che da quando c'è Moratti non mi sono mai annoiato, e ho sognato tanto, tantissimo. Quando poi si vince e i sogni si realizzano è bellissimo, ma è sognare, è sognare che fa la differenza.
Poi il divertimento, mediatico ancor più che calcistico dell'Inter da sempre dream team e solo da poco vincente, ha alimentato comici su comici e pagine di giornale, e i giornalisti dovrebbero fare un monumento al Massimo che riempie i giornali.
Pazza Inter, amala.
1 commento:
a me Mu mi piace.
ma muove molte maldicenze
meglio!
mentre mi mancherà Ma.
molto modesto e misurato,
ma Mo medita, malizioso
il milanista mugugna
mai morto
il malcelato malcontento
A.
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