domenica 30 marzo 2008

Pronunziamento

... e poi ci si ricadeva.
Anche quel giorno, anche quella volta.
Fino a quel momento si era riso, scherzato, parlato, una giornata come le altre:
poi, ad un certo punto, qualcuno aveva la sventura di dire una parola così, senza pensarci, di nessuna importanza.
Eppure.
I discorsi si fermavano e tutti si cominciava a balbettare ripetutamente, impazzendo, cercando adepti, sbeffeggiando i detrattori:

tònno o tónno?

e via di

giostra
moto
lecco

e davvero non so quanti altri...

Ora, per l'appagamento della vostra curiosità...
basta fare un giro qui!

Avrete tutte le risposte per una pronunzia corretta.
Come insegnano i manuali di storia della lingua italiana, dopo secoli di libri e teorie, la diffusione dell'italiano è stata permessa solo dall'avvento della televisione e dalla rai (che all'inizio era la stessa cosa...), chi meglio avrebbe potuto mettere online tale dizionario?

Quindi sbizzarritevi pure e prendetevi rivincite e cocenti delusioni.

Anche se poi, come dicevate e dicevamo tutti per concludere ciò che dopo un inizio divertente cadeva nella noia e nella minuzie:

"Forse il modo giusto è il tuo, però è troppo brutto:
continuerò a dirlo come l'ho sempre detto io!"

Dei quattro sopra citati io ne "sbaglio" uno:
se vi capita, fatemi partecipe delle vostre scoperte!

CIAO (questo lo azzeccano tutti...)

sabato 29 marzo 2008

giovedì 27 marzo 2008

Nuovo nomadismo

Due immagini di un documentario sulla vita primitiva mi hanno riportato alla mente un mio scritto di due annetti fa, e le sue riflessioni...

"L'uomo mi diverte tantissimo.
Il progresso poi…
Esilarante.
C'è stato un ritrovamento un giorno in Spagna,
di una caverna dalle vivaci pitture rupestri.
Il primo mio pensiero è andato agli uomini primitivi
e alle nozioni studiate a scuola: elementari, medie, liceo…
(Incredibile, davvero, quanto un perfetto studente
preparato dalle istituzioni scolastiche italiane,
si ritrovi con un oceano di conoscenze sulla preistoria,
una goccia striminzita di ‘900 e
del vapore acqueo, nella migliore delle ipotesi, sulla contemporaneità).
L'alba dell'uomo, direbbe il vecchio Stanley.
Lui, per mezzo dell'impermeabile monolite,
una risposta del passaggio dall'animale all'uomo ce l'ha data…
L'animale si sposta, alla ricerca di risorse, di soddisfazione dei bisogni primari, libero e spensierato, in un rapporto univoco con la Natura:
vive dove lei glielo permette, cambia luogo e si evolve in sua funzione…
Un rapporto subordinato ai Suoi ritmi, ai Suoi tempi alla Sua imprevedibilità.
L'uomo, l'uomo…
L'uomo stravolge il rapporto, cambia la natura secondo i suoi bisogni, desideri, comodità.
Non continua a cercare il cibo ma lo coltiva e lo alleva,
e dal nomadismo passa alla sedentarietà.
Progresso?
Se ne può discutere, ma questo è ciò che è accaduto.
Dopo millenni stiamo vivendo un'inversione di tendenza:
l'uomo alla ricerca del lavoro che più ama o seguendo passioni
si sposta in continuazione alla ricerca del posto ideale per vivere,
eden terreno evidentemente inesistente.
Si sposta, tra i libri, tra le persone, tra i canali televisivi
alla continua ricerca di qualcosa,
facendo della ricerca il leit motiv della sua esistenza,
in un’inarrestabile ricerca della vita: chi più consapevole chi meno;
colla eccezione di coloro che hanno saputo trovare e sono lieti;
e coll’altra eccezione di coloro che hanno rinunciato,
convinti che non ci sia più nulla da trovare,
o nulla di così indispensabile.
Potrebbero aver ragione loro:
ma smettendo di cercare,
soldi cultura emozioni unavitamigliore o chissà, sono morti in vita.
Dead man walking."

mercoledì 19 marzo 2008

Uno zappatore a Montmartre

L'altro giorno ho rivisto Ratatouille, di cui ho comprato una gustosa edizione speciale 2 dischi da collezione. Il film è bellissimo, e il monologo finale di Ego, il severo critico culinario, è un vero e proprio capolavoro. L'avevo già visto e apprezzato: questa volta la mia mente è stata catturata da Parigi, e subito il ricordo ai tre giorni di Ognissanti 2005 passati col grosso e H.  
Tre mesi dopo, ripensando a un bonario sfottò sulla concentrazione nel cibarsi di uno di noi, scrissi...

Parca mensa

E intanto riede alla sua parca mensa,
Fischiando, il zappatore,
E seco pensa al dì del suo riposo.


(Giacomo Leopardi, "Il sabato del villaggio")


Meglio una partenza fortunata che un atterraggio di fortuna.
Così, sessantaduenne in tre, ci ritrovammo con l'aurea scritta "Prima" davanti agli occhi tra le nuvole e i benestanti:
al ritorno saremmo stati in economy, nella stretta numerosità della massa, ma più ricchi di prima…
Quel contrattempo burocratico aeroportuale dell'anno precedente ci aveva regalato Parigi:
una città carica di quella spaziosa bellezza
forse tipica delle città fluviali;
un respiro di libertà e di gioventù gioiosa diede
aria ai nostri polmoni,
forza alla nostra curiositas,
vigore alla nostra determinazione.
Questo non è un resoconto dell'Attento Turista,
un elenco del visitato,
ma un elogio al dettaglio
-"la bellezza sta nelle finiture" disse la commessa al filosofo-
e qui è elogio al sciur M.
Non appena l'hotel tra i loschi parigini ci mise a nostro agio,
da Montmartre la sublime Parigi
nottambula e lucente
ci pose in imbarazzo
e la tentazione di baciarci romanticamente tentò orgoglio e virilità:
e fu la caduta negli sms mentre,
in uno spiraglio di cielo tra gli abeti sempreverdi,
la Francia della vertical ferraglia divenne di colpo
scintillio di suggestioni e ricordo di antiche magie.
Lo spiazzo davanti al Sacro Cuore era platea,
e col vento che ci ripuliva il palcoscenico,
eravamo spettatori estasiati di fronte
ai giganti attori d'ogni età,
immobili e lucenti,
che mettevano in scena la città più romantica del mondo.
Stella il monumento,
luna la Torre Eiffel,
via stellare il ciottoloso viottolo,
costellazione il cartomante:
Parigi era una notte stellata,
nitido riflesso del cielo elegantemente nero che la proteggeva.
Abbagliati da luci, suggestioni e sogni, elevato l'animo…
si fanno i conti colle membra.
Cenetta per tre sulla vietta tra i due fuochi:
quello gelido del vento e quello ardente della stufetta.
Per l'anglicano figlio del malto e della terra panino e birra,
tra una baguette e un'omelette
impreziosite dal grappolo rosa per noialtri due.
C'est la vie.
Aperto il fuoco d'Arte, 
io-mitragliatrice contro un artista,
l'ineffabile bellezza dell'unica divinità umana poeticamente giunse,
attraverso una mimica firmata M di soggetto H:
e furono di lacrimosi dolori per furori di risa giorni tre per i tre."

martedì 18 marzo 2008

In fede mia. (2 di 2)

Infine giunsi quindi a chiedermi: forse non è vero, anzi, io di certo non ci credo: ma è un male che ci sia? Un male è quando diventa fanatismo, intransigenza, addirittura odio per il diverso: ma quella è una degenerazione del cristianesimo, non è il cristianesimo.
Non bene quando non lascia a Cesare quel che è suo per esempio...
Quando però è aiuto del prossimo, quando è divertimento senza BISOGNO di alcolici, quando è gioco, quando è oratorio, quando è campeggio, quando è riflessione e confronto: in tutti questi casi, bè, è bene, e io mi sono pentito della mia intransigente coerenza. Spesso. Perchè ho lasciato un gruppo in cui mi trovavo bene, perchè mi sono tolto possibilità di crescita personale e di divertimento come fare l'animatore, o l'educatore; e perchè io, che avevo bevuto goloso a questa coppa, poi sono andato via quando era il mio turno di mescere.
Rimane valido il motivo, perchè è difficile parlare di un credo che non si ha, difendere una fede che vacilla: ma in un mondo e in un Paese in cui i furbi sono bravi, e i ricchi sono intelligenti, chi li difende quelli bravi e quelli intelligenti DAVVERO?
Non la tv, forse Internet ma Internet è più difficile perchè Internet ti dà ciò che chiedi, ma se non hai una cazzo da chiedere, rimani a specchiarti gli occhi nelle due OO di Google. E dunque? Chi ha l'interesse di renderti essere pensante: la scuola. Però legata ad un programma, ogni materia, mentre oltre al catechismo non vedo nascere altre possibilità di riflessione personale e confronto, altri ritrovi di offerta di valori morali, almeno in provincia.
Un po' di pragmatismo, dunque.
Tanto, teoricamente, non ci sarà la Risposta: non c'è, o c'è sempre meno, a tutte le domande del mondo -e benvenuta sia l'era del relativismo, del dubbio, del confronto- figuriamoci la Risposta alla Domanda.
Nel frattempo cerchiamo punti in comune, i valori su cui puntare la vita: perchè seppur senza fede, io non posso proprio dire che non credo in niente.
Perchè, se non ho più certezze, e sto molto meglio senza, ho però un sacco di convinzioni.
E una di questa e quella con cui ho finito la mia discussione della tesina di maturità:
"Per alcuni la vita è un dono,
per altri, una punizione.
Io credo invece che siamo noi che possiamo farcene dono o punirci con essa.
E io, ho deciso di donarmela."

In fede mia (1 di 2)

Premessa
(Il blog appena aperto di un amico ha per ora scelto la veste del dibattito sulla fede, partendo dall'assenza di quest'ultima in lui. Per la trattazione e i commenti al tema rimando al blog stesso.
http://www.stehurry.blogspot.com/)

In fede mia.

Mi sono sempre posto molte domande, sono sempre stato curioso, sempre in continua ricerca.
Sono nato in un paese con un bell'oratorio, un paese qualsiasi dell'Italia settentrionale; come in tutta Italia, il Cristianesimo non è una scelta: è una coscienza.
Il primo incontro è stato il battesimo, poi pian piano più consapevole, il catechismo, la confessione (riconciliazione, o come dir si voglia), comunione (eucarestia) e poi cresima, professione di fede (già con qualche dubbio ma una gita a Roma è sempre una gita  a Roma), e su per il liceo con sempre più domande, sempre più dubbi, sempre più consapevolezza che la vita giunge da sola, non la scegliamo -dono o punizione come la si veda-
ma si può e si deve scegliere come viverla, e accettare passivamente ciò che viene dato per vero non è più possibile. Così, poco prima dei 18 anni, la scelta di non andare più a messa la domenica: scelta netta, definitiva (almeno per ora, solo da morto chiuderò la questione...).
Prima delle filosofie  e dello studio della storia della filosofia e del pensiero umano, c'è il filosofare, il pensare, il credere o meno.
Inutile per me elencare i motivi del mio non credere: io addirittura a pensarci bene, non so, non capisco, come persone non ignoranti credano, come anche dopo aver finito un liceo e lo studio della filosofia si possa continuare a credere.
Io non lo so, non lo capisco e quello che sento è la follia della fede, la sua irrazionalità, la sua somiglianza a qualsiasi altra credenza, superstizione: mi capita di vedere tanto nitidamenete l'umanità della fede, quanto poco la sua divinità...
Io non ci riesco.
E allora con Marx la vedo oppio dei popoli, con Nietsche vedo come nel ventesimo secolo sia sempre più impossibile credere, e appunto che "Dio è morto".
La fede vacilla quando crescendo ti accorgi che il mondo non è il tuo orticello, nello spazio e nel tempo: e allora millenni di altre religioni e chilometri di diversi credo ti pongono dinanzi alla assoluta improbabilità che questa sia quella giusta.

Inizialmente fu il rifiuto totale, fino ad accorgermi, poco dopo, che è impossibile: tutta la nostra vita è impregnata di cattolicesimo. Dai 7 giorni della settimana, col settimo di festa "giorno del Signore", alle grandi feste dell'anno, Natale e Pasqua, che da quando siamo nati ci accompagnano durante l'anno con la gioia, coll'affetto, col ritrovarsi con parenti, col piacere di donare...
Mi accorsi dunque di essere cristiano.
O meglio, che non possiamo non esserlo, soprattutto in Italia, e che non possiamo far finta di niente. Certo la fede, è un'altra questione, quella non è obbligatoria...
Per cultura, per storia, per valori, per l'architettura dei paesini tutta la civiltà occidentale è cristiana e deve necessariamente fare i conti con questo.

Presto mi resi conto, e così è ancora oggi, di credere nei valori cristiani, nella figura e nella persona del più grande ebreo rivluzionario della storia, joshua appunto, nella sua umanità, nei suoi momenti di rabbia come in quelli di riflessione.
Nella rivoluzione dell'amore, nell'amare il proprio nemico, nella legge aurea di tutte le religioni portata però in senso attivo (non più solo "Non fare al tuo prossimo quello che non vuoi sia fatto a te" ma "FAI al tuo prossimo ciò che vorresti venisse fatto a te), nel rispetto della vita...

lunedì 17 marzo 2008

Film: "traduzioni" italiane e titoli originali

1958. La donna che visse due volte (Vertigo)
1960. Colpo grosso (Ocean's Eleven)
1961. Per favore non toccare le palline (The Honeymoon Machine)
1967. Per favore non mordermi sul collo (The Fearless Vampire Killers)
1968. Per favore non toccate le vecchiette (The Producers)
1969. Alla bella Serafina piaceva fare l'amore la sera e la mattina (La fiancée du pirate)
1970. Non drammatizziamo è solo questione di corna (Domicile conjugal)
1970. Non stuzzicate i cowboys che dormono (The Cheyennes Social Club)
1971. Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo (Dirty Harry)
1974. Il giustiziere della notte (Death Wish)
1976. Gli ultimi fuochi (The Last Tycoon)
1976. Quinto potere (Network)
1979. Il vizietto dell’onorevole (La gueule de l’autre)
1980. Home movies vizietti familiari (Home Movies)
1980. Il tempo delle mele (La Boum)
1982. Rambo (First Blood)
1984. Zattere, pupe, porcelloni e gommoni (Up the Creek)
1987. Porcelloni in vacanza (Meatballs part II)
1988. Una pallottola spuntata (The Naked Gun: From the Files of Police Squad!)
1990. Mamma ho perso l'aereo (Home Alone)
1993. Cowgirl - Il nuovo sesso (Even Cowgirls Get the Blues)
1993. Due irresistibili brontoloni (Grumpy Old Men)
1995. That's amore - Due improbabili seduttori (Grumpier Old Men)
2001. Non è un'altra stupida commedia americana (Not Another Teen Movie)
2002. Maial college (Van Wilder)
2004. L'invidia del mio migliore amico (Envy)
2004. Maial zombie: anche i morti lo fanno (Die Nacht lebenden Loser)
2005. Uomini & donne – Tutti dovrebbero venire almeno una volta (Trust the Man)
2006. Happily N'Ever After (Cenerentola e gli 007 nani)
2006. Nome in codice: brutto anatroccolo (The Ugly Duckling and Me!)
2006. Ricky Bobby: la storia di un uomo che non sapeva contare fino a uno (Talladega Nights: The Ballad of Ricky Bobby)
2007. Decameron Pie (Virgin Territory)
2007. Suxbad – Tre menti sopra il pelo (Superbad)
2008. 3ciento - Chi l'ha duro... la vince (Meet the Spartans)
2008. In amore niente regole (Leatherheads)
2008. Un segreto tra di noi (Fireflies in the Garden)

2009. La rivolta delle ex (Ghosts of girlfirends past) 


Post che trattano l'argomento: questo e quest'altro.