Partiamo dalla fine.
3 premi: vincitore, premio della sala stampa, premio della critica.
Sia per gli Artisti che per le Proposte.
Nelle Proposte ha fatto man bassa Arisa: in effetti prevedibile, già a metà della prima esibizione ha conquistato tutti, di ogni strato sociale e culturale.
Tra gli Artisti ha vinto Marco Carta; il premio della critica è andato agli Afterhours e quello della sala stampa a Povia.
Facciamo un passo indietro.
La quarta serata è stata sotto le aspettative: le reinterpretazioni degli artisti sono state poco originali, sorprendenti nè interessanti, tanto quanto le canzoni e i cantanti stessi, del resto.
L'ultima serata è l'ultima serata: necessariamente più sobria, più classica, più usuale.
Panoramica del Festival di Sanremo 2009.
Pregi.
Il presentatore e la sua spalla: allegramente dinamici; sembra poco, avercene.
Le proposte: ognuna con un suo carattere e con un suo timbro, con un suo modo. Certo, tre o quattro hanno puntato tutto sull'esibizione della capacità di canto, con troppi urli e poca personalità. Bravissime a cantare, poco cantanti: manca a prima vista il fattore x. Ma almeno la metà aveva da dire e l'ha detto bene.
I modelli: una buona idea.
Difetti.
Gli Artisti: su 16 sì e no 6 erano buone canzoni, ma i tre che hanno provato davvero a fare dell'arte sono stati eliminati immediatamente.
Ieri in finale di accettabile c'era Patty Pravo, lei più che la canzone, Alexia, forse Masini, ma insomma: tre giornate a capire chi fosse il meno peggio, nessuno che mi sia piaciuto davvero.
Le ospitate di attori e simili: non un granchè. Punto più basso toccato da Bonolis che canta Imagine a Kevin Spacey, di quest'ultimo canzone preferita, il quale non aveva voluto cantarla per il troppo rispetto per John Lennon. In tutta risposta s'è visto il canappione di Bonolis che gliela cantava, malino, tutta, a dieci cm di distanza.
Il format, alcune idee, i giovani e i presentatori l'hanno reso un festival molto bello, ma la sostanza, le canzoni degli Artisti, erano e rimangono brutte. Normale dunque che da molte parti si senta la proposta, inattuabile ma significativa, di trasformare Sanremo in un festival totalmente al servizio dei nuovi cantanti. Arisa, Simona Molinari, Malika Ayane, Irene Fornaciari, Iskra Menarini mi sono proprio piaciute, e anche gli altri 5 non erano male.
In definitiva, dunque, posso dire che Sanremo mi piace sempre come evento in quanto rito, e i riti mi piacciono.
"...Ci vogliono i riti".
"Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
"Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
Questo Sanremo non è stato particolarmente entusiasmante, ma molto godibile; e soprattutto, ha avuto la sua stella: Arisa.
Quando assisto ad un'esibizione come la sua, mi si infonde nuova fiducia nell'arte.
Come davanti a un film bellissimo, che mette d'accordo tutti.
Prende nuova forza l'idea, magnifica, che esistano cose BELLE, direi oggettivamente: che toccano tutti, più o meno addestrati esteticamente, dai gusti più diversi, più o meno profondi, più o meno pazienti.
Non è detto che lei sarà questo fenomeno sempre: ma in quel momento, su quel palco, così vestita e con quella canzone, ha trovato l'alchimia giusta per accendere il fuoco dell'arte e far splendere la Bellezza.
Esistono opere riflessive e profonde e pesanti.
Anche quelle frivole e stupide.
Parafrasando Oscar Wilde, in tutti i casi, l'arte si divide in opere ben fatte e opere fatte male.
Evviva quei casi in cui non c'è spazio per il genio incompreso, ma spontaneamente la bellezza è da tutti riconosciuta e apprezzata: quando il televoto e la critica decretano lo stesso vincitore. Quella è la massima, più completa e tonda espressione artistica. La bellezza per tutti: non stupida, nè superficiale, anzi intelligente e squisita.
È così difficile riprodurre la bellezza oggettiva, che averne anche un solo esempio in un festival lo rende unisco, speciale, lo impreziosisce, anzi, lo illumina della sua luce.
Ci sono tantissime declinazioni dell Bellezza: eppure è difficilissimo ricreare l'opera bella a tutto tondo. Di canzoni ben cantate, di disegni ben fatti, di articoli o libri ben scritti ce n'è un mare: lavori fatti con cura. Il capolavoro è qualcosa di più.
Tanti aspetti che si fondono per realizzare qualcosa allo stesso tempo nuovo eppure classico, in cui tutto è montato ad arte tanto da apparire spontaneo, leggero ma non inutile.
Fattezze e movenze della cantante, la sua voce, il testo della canzone e la musica devono fondersi, essere tutti fatti l'uno per l'altro in un vortice d'amore unico, in cui gli spicchi riformino la mela perfetta a cui tendere...
La misteriosa alchimia della bellezza.
9 commenti:
ma se la Pravo steccava a ogni ritornello!!!!!!!
È tristemente verissimo cara... Mina! Ha cantato male in tutte le occasioni: però la canzonee e il suo inconfondibile timbro me la rendevano comunque preferibile agli altri. Anche Tricarico e gli Afterhours hanno stonato di brutto, eppure li ho graditi più dei professionisti del bel canto ma senz'anima.
Evidentemente però a questo riguardo tutto dipende da ciò che si cerca in una canzone, se diamo la priorità al testo, alla personalità, alla musica o all'esecuzione.
ciaociao
Diciamo che se Arisa avesse pubblicato Sincerità a maggio, all'alba dell'Estate, probabilmente avrebbe ottenuto tutt'altro tipo di risposte ed accoglienza. A Sanremo effettivamente è riuscita a colpire proponendo qualcosa di inaspettato, oltre a sè stessa. Tutti forse hanno optato per lei a causa dell'originalità e perchè veramente è una canzone non dimenticabile più che indimenticabile. Molto carina di sicuro.
Certo che un tale elogio del bello a me non l'avrebbe mai ispirato, avendo io ad esempio ascoltato Lateralus dei Tool. Certo anche che io sia di parte.
Nel senso che per quanto mi riguarda, se non colgo l'attenzione per l'uditore in primo luogo, il desiderio di stupire e provocare soddisfazione, le capacità tecniche e un pizzico di magia, non riesco a definire un pezzo "bello" piuttosto che azzeccato o indovinato.
Però sono un rompicoglioni assoluto dal punto di vista musicale. Chi mi conosce ignorerà questo commento.
Come sempre, sono partito dal particolare per giungere al generale. Nella presentazione il suo saggio mentore disse: "Arisa è una ragazza molto brava, che non vuole cambiare il mondo con la sua canzoncina" ma solo renderlo un po' più bello, aggiungo io. La bellezza ha tante declinazioni e tanti calibri. Dark Side of the Moon non può certo essere avvicinato a questa canzone. Neanche le stagioni di Vivaldi. Forse l'utilizzo del termine capolavoro è stato eccessivo. La bellezza della canzone di Arisa è quella senza pretese e il fatto che possa arrivare a tutti, subito. Come Giusy Ferreri l'anno scorso. L'entusiasmo del momento mi ha portare più che altro a esprimere la mia gioia per il risultato, che alle volte mi domando se possibile, di mettere d'accordo tutti. Però, intendo dire: se io ti mostro un graziosissimo oggetto, non mi puoi dire "certo, carino, ma l'ultima opera di Renzo Piano è più bella!".
Cosa centra una suite di 9 minuti con una canzoncina leggera di 4. È come mettere a confronto un paso massimo e un peso piuma! La medaglia d'oro può andare ad entrambi, no?
non credo affatto che sia improprio parlare di bellezza in riferimento al "pezzo" Sincerità di Arisa. Bellezza che si manifesta nel suo adeguarsi al contesto in cui viene proposto (il festival della canzone italiana)e bellezza che nasce dal suo distaccarsene. Distacco che avviene nel momento in cui tu rockettaro da strapazzo ti metti a canticchiare sotto la doccia l'allegro e orecchiabile motivetto sanremese, e non ci credo che non l'hai ancora fatto!
G.N.
Premessa pratica:
“se non colgo l'attenzione per l'uditore in primo luogo(caratteristica 1), il desiderio di stupire (2) e provocare soddisfazione(3), le capacità tecniche(4) e un pizzico di magia(5)”
Risposta:
Ma pensate davvero io sia così ingenuo e pirla da mettere a confronto Sincerità con un qualsiasi brano che abbia fatto la storia della musica? Forse non mi sono spiegato bene dicendo che "un tale elogio del bello a me non l'avrebbe mai ispirato"? Ciò non vuol dire che la canzone non sia bella per i più o per tutti, ma una celebrazione così Bella sul "Bello" non ce l'avrei tirata fuori nemmeno nel più bel giorno della mia vita.
Anche io ho esclamato: “Bella!” la prima volta che l’ho sentita, perché la canzone presenta di sicuro le caratteristiche 2, 5 e soprattutto 3, le più immediate, quelle da sensazione e non da epiteto. Credo le manchino però la caratteristica numero 1 e un po’ della 4 per essere completa e Bella “da encomio” o addirittura capolavoro. Infatti a distanza di qualche ascolto sono qui a sindacare. Forse le 5 caratteristiche sarebbero più adatte all’aggettivo “capolavoro”, perché di belle canzoni ne rimarrebbero di conseguenza circa 500, ma tant’è.
Sul discorso che abbia messo d’accordo tutti, io sono convinto che una canzone veramente bella e meritevole metta si in accordo tutti, ma dopo un mese non verrà certo apostrofata, dagli stessi tutti (sempre d’accordo), con frasi tipo "C'ha rotto il cazzo!", oppure "Si vabbè... è commerciale e quindi fa schifo” . Perchè se bella fosse veramente non muterebbe (ovvietà) niente col tempo. E la cara Sincerità è già sulla strada giusta secondo me... Scusate la sincerità. Giusy Ferreri ne è l'esempio ultimo, tanto per rispondere all'oste.
Chiedo un parere a tutti su una canzone: Entra nel cuore di Micol Barsanti (http://www.youtube.com/watch?v=O-PtmO6-z5c). Io l’avevo battezzata Canzone dell’Estate 2007 a febbraio dello stesso anno, ma sapete intuire com’è andata, perché in sostanza sono un coglione. Però spero per me che ad Arisa vada così, per poterla tutta Italia riascoltare tra 2 anni e riprovare le stesse sensazioni. Per le sue tasche lo spero un po’ meno.
Ho usato Lateralus per rendermi riconoscibile, non certo per insinuare che io sia più intelligente ascoltando un mattone psichedelico piuttosto che una canzone più orecchiabile e fruibile. Avrei potuto utilizzare I've just seen a face dei Beatles. Oppure M79 dei Vampire Weekend.
Per concludere, quando ho scritto che la canzone era "non dimenticabile" intendevo la realtà dei fatti, cioè che non la dimentico e mi resta in testa. La canto sotto la doccia o mentre mi dedico all'head-banging.
G.N. posso quindi farti comunque i complimenti per la sagacia con la quale hai smascherato una cosa che ho già scritto prima? Non necessariamente inoltre, il fatto che ti entri nelle cervella e ti ritorni fuori all’improvviso, sta a significare che sia bella. Sfido a cantare 21st century schizoid man dei King Crimson mentre ti detergi le natiche.
p.s. quanto mi piace la sezione Sanremo di questo blog? Bravo Carlo.
L'elogio del bello è stato ispirato, semplicemente, dall'illusione che esistano opere OGGETTIVAMENTE belle: che esista una bellezza indiscutibile che metta d'accordo tutti dovunque e in ogni momento. Come quando ho visto Slumdog Millionaire: mi sono chiesto come potesse non piacere. La realtà mi ha come al solito sorpreso, con un amico buon cinefilo che lo considera addirittura pessimo.
Però, quantomeno, io mi ero cautelato per bene: "Non è detto che lei sarà questo fenomeno sempre: ma in quel momento, su quel palco, così vestita e con quella canzone, ha trovato l'alchimia giusta per accendere il fuoco dell'arte e far splendere la Bellezza."
Quindi se annoierà tra qualche tempo, non importa: anche se mi facessero ascoltare "Let it be" ogni giorno più volte al giorno mi verrebbe a noia.
Quindi non è bella?
Certamente l'orecchiabilità ha poco a che spartire con la bellezza, e su questo siamo d'accordo.
Riguardo alle tue caratteristiche, invece, non sono certo di aver capito: Sincerità non ha "attenzione per l'uditore"? Cioè?
Quanto a capacità tecniche, ho la quasi certezza che tu ti riferisca alla musica, sulla quale non concordo nè discordo, ritenendomi non addestrato al giudizio: quanto al canto(e d'altronde per un cantante le corde vocali sono lo strumento), ho trovato, seppur da profano, che Arisa non abbia sbagliato una nota!
Concludendo: rimango dell'idea che sia difficile negare che sia bella, e dunque definirla tale; come "Non ti scordar mai di me" tra l'altro, anche se ora certo non ho voglia di ascoltarla...
Per me non hai capito chi è GN, e allora saresti pirla...
Mica come Mou.
P.S. Metterò presto il video di me che accetto e vinco la tua sfida.
Sinceramente non ho capito chi sia G.N…. spero di non aver offeso nessuno di importante! Qualora io abbia offeso certo…
Comunque intendevo dire che non necessariamente io mi debba stancare di una canzone bella, quindi, nel caso succeda, analizzo cosa abbia scaturito la mia noia. Let it be è del 1970 e ancora dico sia bella, come tutti, dopo 39 anni. Anche chi ne ha abusato. E se non ha ancora stancato ci sarà un motivo!
Ma non voglio scadere nei confronti sterili e inutili tra un pilastro e un embrione. Intendevo solo dire che non per il fatto che metta tutti d’accordo una canzone sia oggettivamente bella, questo era il messaggio, ma ti sei risposto da solo quindi a posto.
Per rispondere alla tua domanda sull’attenzione per l’uditore mi cito. Ossia più volte ho riconosciuto e affermato la superiorità di un gruppo o una canzone percependo l’impegno che l’artista ha avuto nel servirmela. Cioè la volontà di creare qualcosa “di più”. Sentendo album su album, a volte mi accorgo che certi artisti realizzano opere senza assoluto interesse per chi le ascolta. Senza carattere e senza ambizione. Album con una canzone buona e 12 o 13 riempitivi disgustosi. Per quanto riguarda la “canzone” invece ti accorgi di come sia stata realizzata con il minimo sforzo dopo aver inventato il giusto riff. Ad esempio indovino il motivo e la melodia base per poi costruirvi attorno un riempitivo di 2 o 3 minuti. Ecco io voglio definire capolavori canzoni che non nascono così, che dopo 1 o 2 o 13 minuti abbiano ancora la capacità di farmi sentire considerato come importante fruitore di un’opera d’arte, non come un allocco abbindolato da un motivetto azzeccato.
Ciò va anche di pari passo con le capacità tecniche. Chi ha musicato Sincerità non sarà certo l’ultimo pirla del mondo! Anzi, per suonare a Sanremo sarà di certo bravissimo! Ma non lo ha certo dimostrato…
La voce di Arisa è buona secondo me e, cosa più importante, non ha steccato mai nonostante alcuni passaggi non siano semplicissimi nella canzone. Ma io sono solo un appassionato di musica e di storia della musica moderna, tecnicamente ho solo metri di giudizio ma non competenze pratiche! Quindi opinatemi pure.
Per concludere, per amor di musica e di tutti, allego dei video di nomi che ho citato:
Ian Anderson, cantante, flautista e genio http://www.youtube.com/watch?v=dh0woT7NkKI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=4l7GnLO-XH8
Justin Chancellor, bassista e per alcuni messia
http://www.youtube.com/watch?v=MrhbPj_6WPs
http://www.youtube.com/watch?v=eh-DnIIax4g&feature=related
Beatles
http://www.youtube.com/watch?v=xjphAmuAlJs
Vampire weekend
http://www.youtube.com/watch?v=6IgT9UruWe8
Buon ascolto!
Tutto è un po' più chiaro. Eppure rimango dell'idea che anche "Let it be" possa stancare. "Volare" la scoltiamo ancora, quindi è una bella canzone. Oppure è solo una canzone azzeccata?
Oppure: De Andrè mi parla ancora, ma magari a molti non dice più niente, e non diceva nulla neppure prima.
Anche "l'attenzione per l'uditore", mancante... Boh. Non sono coinvinto.
Certo è che più si ascolta musica più si desidera "dipiù"; più si guardano film e più si vivono esperienze.
Motivetto azzeccato o bella canzone?
Il dilemma rimane aperto.
Potrebbe anche non chiudersi mai, dopo tutto, perchè anche la memorabilità non è un fattore di sicura bellezza. Un motivetto azzeccato potrebbe esserlo anche anni dopo ad un uditore diverso. Questo lo renderebbe una bella canzone?
(Mumble mumble)
Io rimango dell'idea che Arisa abbia creato una esibizione bella, con una bella presentazione, una bella voce e una bella canzone.
"Capolavoro" me lo rimangio.
Di più non posso fare...
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