mercoledì 18 febbraio 2009

Sulla prima serata di Sanremo; analisi testuale della canzone omofobica di Povia

Come ogni anno, io guardo Sanremo.
Una sola serata dietro le spalle, ma gli Artisti, i cantanti affermati, si sono esibiti. Sfrondiamo immediatamente il gruppo da diversi cantanti che artisti non sono, al massimo fabbricanti di canzonette. Inutile elencarveli, no li nominerò nemmeno: al mio festival, è come se non partecipassero: senza rabbia, ma con al massimo annoiato disgusto, alla loro apparizione cambio canale. Sono coloro i quali presentano le classiche canzoni sanremesi: l'esempio più eclatante è naturalmente Al Al Bano con "L'amore è sempre amore", che insomma è un messaggino ben confezionato, innovativo, interessante, uno sguardo inesplorato.
Mamma mia, che tristezza.
Il mio Sanremo è quello di coloro che in quanto autori hanno intenzione di dare qualcosa, o meglio, di dire qualcosa.
Pretendo poi dal presupposto che lo sappiano dire.
Il mio plauso va agli Afterhours che non si sono traditi, ma hanno portato la loro musica; a Tricarico, che forse un genio forse un deficiente, intanto, ogni volta, colpisce con la sua unicità; a Stefano di Battista e Nicky Nicolai con il loro quasi jazz; a Patty Pravo con la sua classe ed eleganza.
Si può certo concedere qualche altra sufficienza qua e là, a cantanti che sono bravi con la voce: ma evidentemente non è questo che fa la differenza.
Quanti ne ho nominati? 4, su 16.
Tra l'altro nominati in quanto Artisti che semplicemente meritano la qualifica di creatori d'arte, ma nessuno di loro mi ha particolarmente colpito: intendo dire, bravi, ma personalmente li riterrei la base da cui partire.
Discorso a parte per Povia.
Egli si è dimostrato molto astuto.
Ha portato una canzone di cui non se ne sentiva il bisogno.
Ecco il testo, con l'analisi testuale volta a smascherare i trucchi del mestiere.

Luca era gay
e adesso sta con lei Luca
parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo

Luca dice:
prima di raccontare il mio cambiamento sessuale
volevo chiarire che se credo in Dio
non mi riconosco nel pensiero dell’uomo
che su questo argomento è diviso,
non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati

[essendo nell'uomo presenti diversi pareri a riguardo dell'omosessualità, l'unica verità sta in Dio, letto anche come Natura: il classico argomento omofobo, "se siamo stati creati uomo e donna, questa è la normalità"]
sono andato nel mio passato
ho scavato e ho capito tante cose di me
mia madre mi ha voluto troppo bene
un bene diventato ossessione piena delle sue convinzioni
ed io non respiravo per le sue attenzioni
mio padre non prendeva decisioni
ed io non ci riuscivo mai a parlare
stava fuori tutto il giorno per lavoro
io avevo l’impressione che non fosse troppo vero
mamma infatti chiese la separazione
avevo 12 anni non capivo bene
mio padre disse è la giusta soluzione
e dopo poco tempo cominciò a bere
mamma mi parlava sempre male di papà
mi diceva non sposarti mai per carità
delle mie amiche era gelosa morbosa
e la mia identità era sempre più confusa

[il proseguimento della strofa presenta le cause della "malattia" omosessualità: figura femminile forte e possessiva, figura maschile più debole e mancanza di un modello sano di adulto maschio]

Luca era gay
e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo

Sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte
mi vergognavo e le cercavo di nascosto
c’era chi mi diceva “è naturale”
io studiavo Freud non la pensava uguale

[altro facile strumento retorico: "chi", usato come qualcuno, è un soggetto generico privo di una qualsivoglia autorità: proprio questa entità generica è portatrice dell'idea della normalità dell'omosessualità; invece, Freud, un'autorità ben precisa e degna di rispetto, "non la pensava uguale", cioè ritiene l'omosessualità una patologia]
poi arrivò la maturità
ma non sapevo che cos’era la felicità
un uomo grande mi fece tremare il cuore
ed è lì che ho scoperto di essere omosessuale
con lui nessuna inibizione
il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore
con lui riuscivo ad essere me stesso
poi sembrava una gara a chi faceva meglio il sesso

[l'amore omosessuale in realtà è cercato come un rifugio, tanto che presto viene presentato come una faccenda sessuale, priva di sentimento alcuno]
e mi sentivo un colpevole
prima o poi lo prendono
ma se spariscono le prove poi lo assolvono
cercavo negli uomini chi era mio padre
andavo con gli uomini per non tradire mia madre

[esplicitamente Luca spiega quanto la sua omosessualità non fosse sana]

Luca era gay
e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo

Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni
spesso ci tradivamo
io cercavo ancora la mia verità
quell’amore grande per l’eternità
poi ad una festa fra tanta gente ho conosciuto lei
che non c’entrava niente
lei mi ascoltava
lei mi spogliava
lei mi capiva
ricordo solo che il giorno dopo mi mancava

[l'amore eterosessuale è invece pregno di sentimento, comprensione, sensualità]
questa è la mia storia
solo la mia storia

nessuna malattia nessuna guarigione

[questo è il capolavoro dell'ipocrisia: sul discorso "questa è solo una storia" ci torno a fine testo. Ma "nessuna malattia nessuna guarigione" de che? Dopo una dimostrazione accurata di cause e sintomi...]
caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato
mamma ti penso spesso ti voglio bene
e a volte ho ancora il tuo riflesso
ma adesso sono padre
e sono innamorato dell’unica donna che io abbia mai amato

Luca era gay
e adesso sta con lei
Luca parla con il cuore in mano
Luca dice sono un altro uomo


La difesa di Povia supportata anche da Bonolis è che la canzone racconti semplicemente una storia. Esatto. Come l'Otello, parlando di gelosia. Come tutte le opere d'arte! Le quali, a differenza della filosofia, la quale spiega e tratta esplicitamente alcuni temi (così fa anche la psicologia, che nasce come branca della filosofia), raccontano exempla portatori di messaggi. Perchè, Povia, hai scelto proprio questa storia da raccontare e non una inversa? Perchè invece non la storia di un bisessuale? Perchè non la storia di un omosessuale che si riscopre etero ma senza rinnegare un tentativo sano di trovare la felicità? Era proprio necessario un pezzo che raccontasse come l'omosessualità possa anche essere una malattia?
Infine, se proprio tu sentissi forte questo bisogno di denuncia, perchè mascherarlo invece di presentare la tua idea, magari bigotta o poco condivisibile, dell'omosessualità come male, invece di nasconderti dietro una frasetta paraculo?

Avrei voluto una canzone che criticasse il fenomeno dilagante dell'omosessualità come moda. Avrei voluto parlare di effemminati forzati, non naturali, oppure dei nuovi uomini sempre più narcisi.
Invece questa.
Quando ai bambini racconti una favola, la morale passa.
È inevitabile.
Nello stesso periodo in cui ogni giorno si sentono extracomunitari stupratori, e si avverte il diverso come un pericolo: mentre i numeri sono noti, e la stragrande maggioranza di stupri avviene per opera di italiani; in questo stesso periodo, è interessante raccontare una storiella a risvegliare i timori sui gay come ninfomani malati appoggiandosi ad una psicologia spiccia?
Fa bene alla gente, alla morale comune, è eticamente corretto?
Il messaggio sui bambini che fanno oooh, a risvegliare e ricordare lo stupore del fanciullino, aveva un fine più nobile.
Dì quello che vuoi, ma non nascondere la mano.
Non prendere in giro nessuno.

Menzione speciale a Benigni, ottimo negli argomenti riguardo a canzoni e temi del festival(in particolare nella recita, a favore dell'amore omosessuale, di una lettera di Oscar Wilde) mentre ripetitivo nella satira politica; grandissima Katy Perry, che con la febbre canta dal vico e si dimostra simpatica, maliziosa, deliziosa, e...vestita di nerazzurro.

Nessun commento: