Sanremo risulta per moltissimi sinonimo di vecchiume, di noia, strascico di un'Italia che non c'è più, triste e mera riproposizione della facciate del Bel Paese, fatta di fiori begli abiti musica e sorrisi, da presentare all'Italia stessa e al mondo per nascondere le nefandezze in cui il nostro Paese giace.
In verità, Sanremo non è un monolite.
Ma un format, una scatola, da riempire, da colorare, da agghindare. Ogni anno la sostanza è diversa, la carta con cui è impacchettato è diversa, e la scatola seppur sempre rettangolare, ha dimensioni e proporzioni differenti.
Rifiutare acriticamente qualsiasi cosa è limitato e sbagliato esattamente quanto accettare acriticamente qualsiasi cosa.
Ci sono stati anni, in cui bisognava impegnarsi a salvare qualcosa della manifestazione.
Il problema principale è stata spesso la lunghezza e la ripetitività dell'impostazione stessa: cinque serate a presentare una trentina di canzoni, una interpretazione dopo l'altra con qualche intermezzo divertente e qualche ospitata. Facile essere noioso, facilissimo.
Cosa fa la differenza? Le canzoni e la varietà degli artisti in gara.
Poi? L'invenzione di qualche anno fa di fare una serata in cui glia Artisti già famosi reinventassero la loro canzone con scenografie, inserti di parlato, nuovi strumenti, balli o performance. Salendo il numero di personaggi e la varietà delle interpretazioni è salito lo spettacolo. Quest'anno un'altra innovazione. Le proposte sono state "avanzate" da altri grandissimi nomi della musica: così la serata di ieri, la terza, si è trasformata in occasione di rinnovamento artistico.
Riassumendo: prima e seconda serata di presentazione dei cantanti in gara, Artisti e Proposte;
terza serata con performance delle Proposte con i grandissimi che li hanno presentati; Quarta serata con gli Artisti che presentano le loro canzoni reinterpretate e premiazione delle Proposte; quinta serata, l'ultima, con premiazione degli Artisti.
Direi che per gli anni a venire, ci siamo: trovata la quadratura del cerchio.
Ieri è stato un autentico spettacolo e altrettanto lo sarà oggi.
Per spiegare a chi pensa che il festival sia sempre e comunque Al Bano e Gigi D'Alessio, ecco i nomi che sono stati sul palco ieri insieme ai 10 cantanti della categoria Proposte.
- Pino Daniele
- Lelio Luttazzi
- Gino Paoli
- Roberto Vecchioni
- Massimo Ranieri
- I Sorapis: cioè Zucchero, Maurizio Vandelli, Dodi Battaglia & Fio Zanotti
- Lucio Dalla
- Burt Bacharach e Mario Biondi
- Ornella Vanoni
- Riccardo Cocciante
Anche nelle altre serate ospiti di altissimo livello musicale: PFM con Stefano Accorsi e Claudio Santamaria che cantano "Bocca di rosa", gli Easy Star All Stars che presentano una versione reggae di "Time" dei Pink Floyd (da "Dark side of the moon")e l'interpretazione del coro di "Another brick in the Wall".
Pensando infine, che tra gli ospiti c'è stato Allevi e Benigni e l'interpretazione di Mina ma anche Katy Perry e che sabato nella serata finale, ci sarà Maria De Filippi e... Checco Zalone; pensando alle lettere d'auotre, di scrittori, lette ogni sera da un attore: chi può dire che questo sia uno spettacolo vecchio obsoleto e che non può piacere?
Io dico che chi ama la musica italiana non può non gradirlo.
Quest'anno è dinamico, energico e soprattutto variegato.
Peccato che i tre artisti più estranei al classico siano stati eliminati dal televoto: Tricarico, Nicki Nicolai e Stefano Di Battista Jazz Quartet, gli Afterhours.
Qualcuno mi ha detto: "puoi cambiare Sanremo, ma non l'Italia e gli italiani": o non così in fretta, aggiungo io...
Evviva Sanremo, dunque, e un bravo a Bonolis, bravissimo!
Un solo appunto: non cantare più.
A tutti i detrattori: dovevate guardare ieri sera, oppure guardate stasera. o meglio ancora, andate qui e guardate qualcosa. Vi convincerete che non è tutto schifo, anzi. Sempre che voi amiate la musica italiana. Altrimenti il Festival della musica italiana non fa per voi, e non c'è motivo per criticare qualcosa che non rientra nei vostri gusti.
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