Come un altro amico mi disse, "le grandi storie di sempre hanno come protagonisti le donne e gli eroi: Nadal è l'eroe del nostro tempo".
Si parla di tennis, è chiaro.
Lui sa che non ha i colpi di altri. Conosce la fatica e la ama, perchè è sua amica, è ciò che più lo rende forte, che lo rende vincitore, che gli regala la gloria. Ama la bellezza, come tutti, si diverte a vedere il tennis sicuramente, e sa di non nessere divertente, spettacolare come altri.
Però attenzione: a differenza di un David Ferrer che raggiunge i Top Ten in carriera per poi tornare nelle seconde linee, questo è numero 1 nell'era di Federer, ancora da tutti considerato il giocatore di tennis più bravo, più capace e completo di tutti i tempi.
Qualcosa di più c'è.
Nadal non è mancino.
È destro.
Molto probabilmente, con la sua mano dominante avrebbe giocato stilisticamente meglio, magari sarebbe diventato un talentuosissimo genietto incompreso. Invece scelse la fatica, e il risultato. Non la bellezza lo guida, nè la creatività: ma la vittoria. Per chi crede alla teoria degli emisferi, non poteva essere mancino, effettivamente. Peraltro è un ragazzo simpatico davvero, guardate questo video Nike in cui si parla del suo passaggio da destro a mancino.
Rafael Nadal - From Right to Left
Si deve sacrificare qualche colpo memorabile per diventare da genio a campione. Come Federer insegna.
Si deve tenere a freno i tentativi di colpi mirabili e memorabili a favore dei colpi normali, perchè nel tennis la quantità vince, ci insegna Nadal: a pari quantità, allora, la qualità può dire la sua (si parla tra giocatori di una stessa macrocategoria).
L'anno che ho capito come si vince, ho vinto. Ho ottenuto diversi risultati, ho vinto il mio primo torneo. Quando ho alzato la coppa, non ho sentito molto però. I giorni dopo, adesso se ci ripenso, sono SODDISFATTO. La soddisfazione però non mi accende il cuore, non mi fa sentire vivo, non mi emoziona: il godimento di una creazione, di un colpo di classe, di un tocco di magia, quello mi riempie! Ovviamente, la magia ha molti costi, e per un colpo fenomenale, se ne perdono 10. Hai voglia a vincere.
Da piccolo mi dissero, forse anche un po' per ridere: gioca per lo spettacolo. Un po' questa cosa mi è rimasta dentro: per questo pur con simpatia e stima fatico a tifare per lui.
Ha scelto la vittoria ad ogni costo, ha scelto la fatica, ha scelto la lotta: io sono per l'arte, per il gioco del tennis e la sua creazione, per disegnare il campo con traiettorie sempre più imprevedibili: amo il colpo di scena, il fronzolo, il dettaglio, lo spettacolo. Non quello fisico, se no guardo le olimpiadi. Se giocare come mi piace mi porta a perdere, pazienza: quando invece vorròe vincere, seguirò un'altra strada. Pur consapevole, ormai cresciuto, che tra l'una e l'altra scelta ci sono infinite gradazioni.
Per concludere: onore al tennis, che troppo spesso nella vita ho vituperato e che invece mi tiene incollato al video 3, 4, 5 ore regalandomi emozioni fortissime; onore a Nadal che ha vinto; una pacca sulla spalla a Federer.
Nella speranza che non entrando più come favorito contro Nadal possa giocare al meglio, come dopo l'interruzione della pioggia a Wimbledon, e a quel punto:
fate il vostro gioco, vinca il... migliore. (?)
3 commenti:
.. e sono rimasta soddisfatta..
Davvero bravo a scrivere.. ho scoperto un talento.. ero convinta ke non si poteva parlare di tennis cn tutta qsta poesia.. fortunata ki ti sposa..
scrivi bene ivan!!
bravo!!
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