martedì 17 giugno 2008

Il monolite nero

Scimmioni, ominidi in una Terra primitiva. Un gruppo viene scacciato da un altro con botte e pestoni. Vige la legge del più forte. Poi, di colpo, appare un monolite nero.

Lo incontra il gruppo appena scacciato, lo toccano.

Da quel momento tutto cambia, diventano consapevoli di poter usare la Natura per i propri fini, di poter usare un osso come clava e quindi divenire più forti.

Tornano e a suon di bastonate cacciano il gruppo rivale, nasce una nuova era: da quel giorno vige la legge del più intelligente.

Stanley Kubrick, in "2001: Odissea nello spazio" raffigurò così nei primi silenziosi 40 minuti del film, con un monolite nero, il "salto ontologico", il "balzo in avanti" che l'uomo ha fatto rispetto all'animale. Uno degli enigmi fondamentali della vita, insieme all'origine della vita stessa. Perchè è evidente che l'uomo è altro dall'animale, non soggiace all'istinto e alle normali leggi della Natura, o meglio, non a tutte. Anello di congiunzione tra animale e Dio, con la consapevolezza della propria condizione, con la capacità di cambiare la Natura e non solo adattarsi ad essa.
"Di certo ai nostri antenati, in una fase collocabile tra 150 e 45 mila anni fa, succede qualcosa di sbalorditivo: gli ominidi appartenenti alla specie Homo sapiens cominciano a realizzare pitture rupestri, a seppellire i cadaveri secondo un rituale, ad abbellire i propri corpi, a fabbricare oggetti ornamentali. In breve, producono cultura" così inizia un interessante articolo del "Corriere della sera" che vi consiglio: lo potete trovare su Corriere.it, in particolare qui.
In esso è citato anche un altro articolo, molto biochimico (é tutto tuo Uncle H) sulla vita: la sua origine, la via percorsa e da percorrere...

2 commenti:

Sisa ha detto...

sono un po' OT a scriverti qui, ma come non potrei? Che piacere il tuo commento, che piacere davvero. Anch'io passo ogni tanto dal tuo blog. Magari salto qualche post un po' troppo "specifico" (sul tennis per es.) ma sono felice di leggere le tue riflessioni. Le riflessioni di una persona che stimo, con cui sono felice di aver condiviso attimi della mia vita, di aver "sopportato" come dci tu e che in fondo in fondo un po' mi manca. Un abbraccio

Anonimo ha detto...

io ho comprato il libro di cui parla nell'articolo..le premesse sembravano interessanti. tra l'altro ho parlato più volte di queste questioni e conoscere un parere autorevole non mi dispiacerebbe... se tra un anno scriverai un altro commento inerente riuscirò a commentare meglio. ora ci rifletto un po'...