Da una stroncatura, quella dell'ultimo post, ad una glorificazione, quella di oggi. Non che i due film possano essere paragonati: premesse diverse, target diversi. In comune solo l'interprete femminile, Kristen Stewart, che il film di Sean Penn ha portato alla ribalta, lanciandola verso la parte e l'ingaggio di Twilight.
Una glorificazione, perchè io ritengo questo film essere il più bello del 2007 (sebbene da noi uscito nel gennaio 2008), ingiustamente rimasto senza alcun Oscar, nonostante due nomination (peraltro non di prestigio: attore non protagonista e montaggio). Quest'anno le statuette principali sono andate ai due colossi, There Will Be Blood, e No Country For Old Men, che però pur ben fatti, non mi entusiasmarono, ma forse fu questione di genere e gusti: ne parlai qui.
Tratto da un libro omonimo, che racconta una storia vera basandosi sul diario e le esperienze del protagonista, Into the Wild è l'emblema del sogno americano: l'avventura on the road, oltre la frontiera, contro il limite, rigorosamente soli, come era nel Far West, come nel Klondike. Il protagonista non è però l'uomo ruvido dalla battuta salace ma un ragazzo fresco di laurea, che si sente il mondo attorno stretto, stupido, gretto. E allora
via,
via,
da qui,
da tutto,
da tutti.
Il racconto è accompagnato da una colonna sonora composta ad hoc da Eddie Vedder, cantante e leader dei Pearl Jam. Le canzoni, lungi da essere accompagnamento, sono parte integrante del film, e questo giustifica i sottotitoli in italiano che traducono il testo delle canzoni, che raccontano e riflettono durante l'intreccio. Questo è il colpo in più del film, quello che permette il salto da bel film a capolavoro. Non a caso l'ultima canzone del film ha preso il Golden Globe.
Oggi nevica, tanto. Siamo nel 2008, eppure quando nevica, una cosa che succede da sempre, è difficile muoversi: e un mondo che non è più tanto capace di stare fermi è obbligato a rallentare, quantomeno.
Per andare a vedere questo film, stasera uscirò di caso imbacuccato, camminerò nel freddo e con la neve, e niente più di questo mi permetterà di entrare nel mood più adatto per rigodermi il film. Non ne scrissi, quando lo vidi, perchè lo trovai bellissimo, e basta: quando una cosa è bella, si può descrivere o omaggiare, ma troppa la paura di graffiarla, di turbarla.
Oggi è però mio dovere.
Le musiche, gli spazi e i dialoghi si amalgano squisitamente, insieme con le facce.
Questo film soffia sul fuoco, ardente nei giovani, di libertà e istinto e azione, ma riesce a toccare anche i palati più esigenti, i critici dal cuore più arido.
Ho proprio voglia di lasciarmi trasportare in questo viaggio indimenticabile:
a stasera.
Per chi è abbastanza wild per uscire di casa.
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