venerdì 1 agosto 2008

Se fossi un tempo verbale, sarei il congiuntivo presente.

O forse sarebbe giusto dire "se POTESSI essere...mi PIACEREBBE essere":
ma il concetto è quello...
Quello, certo...
Quale?
Che mi piacerebbe essere così,
raro ma non obsoleto,
di nicchia ma non snob,
piacevole all'udito anche perchè non complesso,
sebbene ricercato;
il congiuntivo presente
ha l'eleganza del congiuntivo,
ma l'umiltà del presente,
il tutto senza la ripetitività dei tempi composti,
l'opulenza del congiuntivo imperfetto,
la ruvidezza del condizionale,
la basilarità del presente,
l'indefinitezza del passato prossimo,
la stanchezza dell'imperfetto indicativo,
senza la pesantezza del passato remoto, vecchio aristocratico.
Inutile aggiungere quanto sia (ma sentitelo, "sia", aaaaaah) bello il tempo verbale giusto al momento giusto: queste considerazioni non mi spingono certo a rifiutare la ricca grammatica verbale italiana.
Potrò d'altro canto avere un favorito?
È permesso?
Un tempo verbale in cui immedesimarsi?
È chiedere troppo?

Pronunciai "se fossi un tempo verbale, sarei il congiuntivo presente" durante un'ora di tennis, tra le chiacchiere con cui abitualmente accompagno la raccolta palline: non ricordo con precisione gli/le sventurati/e che se la beccarono, ma mi piacque molto, e finalmente oggi ho deciso di regalarla anche a voi, con tanto di spiegazione, fortunelli...

Così adesso sapete qualcosa in più di me:
quale tempo verbale mi piacerebbe essere.

lunedì 28 luglio 2008

Sulle due classifiche del tennis e sulla fine del regno di Federer in vista.

Ho già parlato delle due classifiche vigenti nel tennis, ma quest'oggi entrerò nel dettaglio, cercando di rimanere il più chiaro possibile.
- L'ATP Race è la classifica più giovane, esiste solo dagli anni '90. È una classifica annuale, da Gennaio a Dicembre, che ha il fine ultimo di eleggere il campione dell'anno. Inoltre gli 8 giocatori che a fine stagione sono al vertice si qualificano per la Masters cup finale, in questi anni a Shangai, dove vengono suddivisi in due gironi all'italiana. Da questi due gironi usciranno i 4 giocatori che si scontreranno nelle semifinali per raggiungere la finalissima. Il campione della Race non è però il vincitore della Masters Cup, ma colui che dopo di essa si ritrova al numero 1.
- l'ATP Entry Ranking è la tradizionale classifica del tennis: aggiornata settimanalmente, essa tiene in considerazione per ogni giocatore i punti totalizzati nelle 52 settimane precedenti; questo fa sì che all'inizio di un torneo un giocatore non parta da zero ma abbia all'attivo i punti presi in quel torneo l'anno precedente. Dunque, per fare l'esempio più vicino e più illustre: Federer, che l'anno scorso vinse Wimbledon conquistando 1000 punti, quest'anno ha iniziato il torneo dovendoli difendere, spettando al finalista 750 punti, quest'anno il comunque grande risultato della finale ha avuto l'unico esito di togliergli 250 punti. Quei 250 che tra l'altro, nel dettaglio, sono andati al diretto inseguitore, Nadal, che così ne ha recuperati in classifica 500 sul capolista.
Quest'ultima è la classifica di cui normalmente si parla, diciamo l'effettiva classifica del tennis. Roger Federer è da 235 settimane consecutive numero 1, record di tutti i tempi, ancor più impressionante se si pensa che il precedente record era di 186 settimane -ma era di Steffi Graf, tennis femminile- e di 160 per il tennis maschile (Jimmy Connors). Perchè tutta questa premessa?
Perchè questa settimana, con il torneo di Cincinnati, potrebbe essere l'ultima, la fine del regno.
Come siamo arrivati a ciò che fino a due mesi fa appariva decisamente lontano?
Facciamo un passo indietro.
Dopo la splendida finale di Wimbledon che vi ho raccontato qui, Nadal ha accorciato le distanze: il tennis d'elite si è preso una piccolissima pausa per riprendere col Masters series canadese, quest'anno tenutosi a Toronto (si alterna a Montreal). L'anno scorso, a Montreal appunto, Federer raggiunse la finale, perdendo da quel Djokovic che avrebbe poi raggiunto la finale agli U.S.Open (perdendo da Federer, come "Mik" mi ha ricordato nel commento...) e che sempre sul cemento si sarebbe aggiudicato gli Australian Open all'inizio di quest'anno. Nadal perse in semifinale. Ieri si è concluso il torneo di Toronto, in cui Federer è uscito al primo turno perdendo altri punti, mentre Nadal ha vinto il torneo. La distanza tra i due è ora di soli 300 punti e oggi inizia il torneo di Cincinnati in cui Federer deve difendere i punti della vittoria del torneo dell'anno scorso, mentre Nadal, uscito al secondo turno, ha molto da guadagnare.
In particolare:
Nadal diventa il nuovo numero 1 dopo il torneo di Cincinnati se lo vince  e contemporaneamente Federer non raggiunge la semifinale.
Nadal a Wimbledon ha interrotto l'altro analogo record di Federer, quello delle vittorie consecutive sull'erba (65): ripeterà l'impresa? Lui è indubbiamente l'antifederer, questo è il suo anno e questo sembra proprio il momento giusto, tenendo in considerazione che un eventuale fallimento non farebbe altro che rimandare questa possibilità agli U.S. Open (e in mezzo ci stanno pure le Olimpiadi). Ora come ora i numeri di Nadal sono impressionanti: dopo Montecarlo, Barcellona, Amburgo e Parigi sulla terra rossa, il Queen's e Wimbledon sull'erba, ha vinto anche Toronto sul cemento, il tutto praticamente in successione (e senza l'infortunio a Roma, il "praticamente" sarebbe stato probabilmente superfluo). Già a Marzo si ritrovò a 350 punti di distanza da Federer ma aveva molti punti da difendere, ora è Roger che deve provare a difendere con le unghie il suo trono.
Staremo a vedere.

P.S. Per avere ancora più dettagli sulla possibilità del sorpasso, vi consiglio di leggere questo...

domenica 27 luglio 2008

Vincere Vigevano giocando al Tom Tom: una madeleine inodore

La nostra generazione è davvero a cavallo di una rivoluzione. Da piccoli i primi giochini di macchine in sala giochi e a casa: guardi la freccina sul tracciato, e se il videogioco è di rally il navigatore al tuo fianco ti prepara alle curve. Poi siamo cresciuti e ci troviamo a guidare, nella realtà, guardando la freccina che segue il tragitto e con la voce femminile del navigatore che ci prepara alle curve. Ieri per la prima volta mi è capitato di usare il tom tom in macchina, e c'è stato un momento in cui mi sono accorto che mi stavo dimenticando di essere DAVVERO la freccina colorata che vedevo nello schermo. DAVVERO, ma davanti a me avevo un vetro, non uno schermo. In realtà, non so se la mia mente ne fosse davvero certa, se capissi a pieno oppure pensassi che "anche sbandando un po' non importa". Non che abbia sbandato, certo, ma la sensazione era davvero curiosa. La generazione 2000, nascendo col navigatore, non avrà questa discrepanza tra realtà e mondo virtuale: ma forse non tutta la nostra generazione ce l'ha, forse solo io coi miei grilli per la testa perchè gli altri ricordano, ma solo quando vogliono. A me succede il contrario, mi ricordo soprattutto involontariamente: dietro richiesta, mia o dell'amico o del professore, spesso vacillo...
Io che della memoria ho fatto fondamento e nome di questo blog, pian piano sto approfondendo la mia situazione di menomato mnemonico: Proust viene in aiuto. Egli distingue tra memoria volontaria e memoria involontaria o spontanea: se la prima richiama alla mente il passato in termini logici, la seconda lo fa in maniera alogica; secondo lui la memoria involontaria cattura con un'impressione o una sensazione l'essenza preziosa della vita. Qui mi fermo, sperando di non aver passato limite tra semplificazione e banalizzazione, forse il culmine dell'ignoranza.
Ai videogiochi non fui un fenomeno, ma certamente me la cavai discretamente: e così anche ieri sono giunto a destinazione. La piazza ducale di Vigevano è bellissima, effettivamente, con la torre del castello visconteo sforzesco che non a caso è la copia di quella del Filarete a Milano. A questo proposito ho scoperto che Filarete è un soprannome, "colui che ama le virtù", per l'architetto il cui nome di battesimo fu Antonio di Pietro Averulino, omonimo del leader de "L'Italia dei valori":
quanto amo questi cortocircuiti temporali, questi folli collegamenti sinaptici nell'intelletto del tempo...

sabato 26 luglio 2008

Link utili per il tennis, internazionale, nazionale e regionale

Le istituzioni
ITF, il corpo dirigente del mondo del tennis:
organizza le 3 principali competizioni a squadre (Coppa Davis, Fed Cup e la semisconosciuta Hopman Cup per squadre miste);
è responsabile dei 4 tornei dello Slam;
organizza i tornei di più basso livello per professionisti (Futures);
mantiene un circuito internazionale junior under-18 sia maschile che femminile.
ATP, Association of Tennis Professionals: lo scopo principale dell'associazione è quello di tutelare gli interessi dei giocatori relativamente ai vari aspetti dell'attività nonché di gestire ed organizzare dei servizi quali ad esempio quello fondamentale della classifica mondiale;
controlla la maggior parte dei tornei professionistici di alto livello (Masters Series, International Series Gold, International Series, Challenger Series);
il suo corrispettivo al femminile è la
WTA, Women's Tennis Association.

Competizioni a squadre
COPPA DAVIS, la massima competizione mondiale a squadre del tennis maschile; l'eqivalente in campo femminile è la
FED CUP, Federation Cup.

Grande Slam
AUSTRALIAN OPEN
ROLAND GARROS
WIMBLEDON
US OPEN

Masters Series
Home del circuito con Master finale dei tornei più importanti dopo gli Slam.

In Italia
FIT, Federazione Italiana Tennis: l'organo che promuove e organizza il tennis in Italia; in particolare nella mia regione
CRL, Comitato Regionale Lombardo.

venerdì 25 luglio 2008

[Doppio post:2] "Il cavaliere oscuro", il film dell'anno

D'estate, fine luglio, non è che io muoia dalla voglia di andare al cinema: in altri momenti dell'anno sarei stato in fremente attesa per quello che viene presentato come il film dell'anno. Tuttavia, in quanto tale, vado a vederlo, e al più presto, ma quasi distratto, chissà, forse anche un po' disilluso verso l'arte nella stagione della vita.
SBAM.
Un capolavoro, divertente, emozionante, angosciante eppure ricco di quella serietà del docente fenomeno, sereno e sapiente, non serioso, ma nemmeno frizzantino: acqua pura, fredda, la più buona, che scende in disordinato corso direttamente dalla roccia ruvida, grezzamente ben lavorata dal vento. Niente zucchero, alcol, gas, nessuna bottiglia di plastica e certamente nessuna etichetta colorata nè moderata nè bellissima nè appariscente. Eccomi, sono qui,
cazzi tuoi.
Già in "Batman Begins" la tendenza al duro e puro si era vista, a ricordare che se l'ultimo decennio del secolo, gli anni '90, sono stati dominati dal Pop, il nuovo millennio inizia col decennio delle tenebre, dark, più cattivo e duro in generale, e al posto dei Take That ci sono i Good Charlotte. Per gli amanti del duro e cattivo, il duro e cattivo di ribellione rimane di più, ma se anche Spiderman diventa nero, il vento è cambiato. Anche 007 seppur perdendo di nero vestito e capelli, ha una cattiveria e una rocciosità nuova nel fisico e nei vitrei occhi di Daniel Craig.
Batman ha smesso i capezzoli della tuta di Clooney e la spider fighetta: adesso fa paura. Nessuna sogghigno ammiccante, nessun colorato Robin salterino o Batgirl (sigh) dall'altra: cattivo, duro, cavaliere sì, ma non damerino, l'ironia rimane al maggiordomo, elegante, la magnificenza e la vanità a Bruce Wayne, anch'egli uomo più che mai, virile, in risposta alla donnetta vanitosa in cui l'uomo si stava trasformando e si sta trasformando, come mostrano gli adolescenti da discoteca intervistati che hanno dichiarato di spendere 50 euro a settimana tra parrucchiere, estetista e cazzo ne so, piastrandosi i capelli: solo immaginare mi dà il voltastomaco.
Fuor da rigurgito d'orgoglio virile, eccessivo come piace e com'è bello, "The Dark Knight", mi è proprio piaciuto: e direi proprio che non sono solo. Questa è la classifica, stilata da... tutti, del sito che consiglio in home page, imdb, che è prettamente di carattere archivistico, ma presenta anche una classifica tratta dalla media di voto ricevuta dai film; essendo spesso decine di migliaia di voti, un significato glielo si può anche concedere, con le debite precauzioni. Se la media è 9.5 e il film balza al primo posto scalzando "Il Padrino", sarà pure l'euforia del momento, sarà pure una classifica dozzinale: male male il film non sarà.
Come fu anche per Sin City, se il buono è cattivo, il cattivo è diabolico, e lo è assolutamente se l'attore è morto recentemente in circostanze di possibile suicidio. È un film di uomini, l'unica donna, la ex fidanzata, non è sfruttata a dovere, una bambola, nulla più: chissà, forse è riflesso della virilità ritrovata, ma Maggie Gyllenhall meritava forse, con la sua sofisticatezza, qualche spazio in più.
Un film in apnea, e si esce dalla sala sazi ma senza grassi, un alimentazione robusta, decisamente, quanto sana.
Questo Batman ci piace, più di tutti gli altri, indubbiamente. Senza sconti, con fatica, lotta, bada al contenuto, al sodo, senza trascurare la forma, ma non dimenticando mai il fine e il mezzo,e che la forma non dev'essere altro che esaltazione del contenuto. Poi gli altri personaggi, ben definiti, gli effetti speciali, spettacolari ma mai fuori luogo, le battute giuste, la trama avvincente, il finale chiaro nell'oscurità.
Batman al cinema è stato preso dopo la resurrezione fumettistica targata Frank Miller, ma è questo il film che probabilmente a lui sarà più gradito, e i riferimenti alla sua graphic novel "Il ritorno del cavaliere oscuro" non mancano.
Adesso vado a farmi una doccia gelata,
solo dopo aver fatto qualche migliaio di addominali e piegamenti.

[Doppio post:1] Il fumetto: la mitologia del ventesimo secolo

Che il fumetto sia la contemporanea mitologia, è ormai pressochè fuori discussione.
Tipico dei miti dell'epoca classica, greca e romana, era infatti il rimaneggiamento continuo, la continua evoluzione che i personaggi mitologici subivano. Continue iniezioni di vita, alcune volte contrastanti e irrealistiche, ma nel mondo della fantasia, dell'arte, il realismo spesso non è che un freno: la creazione non soggiace alla forza di gravità... Così, per esempio, nel mio corso per l'esame di Latino, protagonista era òrfeo -così accentato e pronunciato perchè parola d'origine greca, poi latinizzato nel diffuso orféo- e il materiale era costituito da tutte i documenti caratterizzati da quella parola o che alludessero al personaggio in questione, dai più sottili frammenti fino alle opere complete, per tutta l'epoca classica e poi i riferimenti a tutte le opere da orfeo ispirate nell'epoca moderna. Chiedersi quale sia la sua vera storia, è una domanda miope: perchè ovviamente, per quanto qualsiasi mito possa poggiare sulla realtà, per quanto un personaggio possa essere ispirato ad una persona, qualora diviene personaggio è finzione, non realtà, e ogni scrittore si sente in diritto di aggiungere dettagli al personaggio, sempre nel rispetto dei tratti fondamentali. Il personaggio vive mille vite, le mille vite che mille autori gli regalano, variegato da caratteri, umori e tendenze differenti, eppure sempre più umano...
Ciò che fu Orfeo e come lui Eracle e altri, fu poi Orlando, in minor quantità ma alla stessa maniera, in epoca cortese, e poi nessuno... Nel Ventesimo secolo abbiamo i supereroi: prendetene uno a casa, leggetene la pagina di Wikipedia, la storia, e scoprirete le innumerevoli vite da ciascuno vissute, le discordanze - come pùò esistere Superboy se Clark Kent diviene direttamente Superman?- un universo parallelo incontrollabile dove spesso i tentativi di mettere in ordine non fanno altro che aggiungere materiale, sfaccettature, mondi...
I film sono molti meno, ma anche in essi si può facilmente scorgere discordanze irrealistiche, che fuor da comprensione non son altro che giochi di surrealtà dettati dal genio creatore in forma diversa a seconda della sensibilità dell'autore.
Un esempio cinematografico per i tantissimi fumettistici.
Bruce Wayne vede uccidere i suoi genitori da piccolo, rimane orfano, e questa ferita, questo shock farà di lui Batman. Nel primo lungometraggio del 1989, di Tim Burton, l'assassino è colui che poi diverrà Joker; in Batman Begin, 2005, di Christopher Nolan, è invece un balordo qualsiasi, Joe Chill, che muore e tra lui e il Joker presente ne "Il cavaliere oscuro" non v'è relazione alcuna.
Rispetto a Bob Kane e Bill Finger, creatori del personaggio di Batman, è la seconda ad essere più attinente, e se per i personaggi dei fumetti, a differenza di quelli mitologici nati in chissà quale chiaccherata, un creatore accertato esiste, è evidente che esista un Autorità da rispettare.
Molti aspetti non sono stati però chiariti, aggiunte sono sempre possibili, inevitabili e dopotutto anche ben accette, a seconda della qualità artistica dell'autore, e così i paradossi esistono, le contraddizioni pure.
Qual è la verità?
Tutte: anzi,
quella che ci piace di più.

domenica 20 luglio 2008

Seefeld, un lustro dopo.

Era il giorno dell'esposizione dei voti della maturità, scientifica nel mio caso, l'unica volta che l'84 accanto al mio nome non fosse riferito al mio anno di nascita. Era un venerdì, il mio maestro di tennis mi chiamò e mi chiese: vuoi venire in Austria a Seefeld alla settimana tennistica che mi serve una mano? Alle 6.30 della mattina successiva fui in via S.Caterina ad Agrate pronto a partire, destinazione qui. Per i miei lettori tradizionali e non addetti ai lavori, la settimana consta di
sveglia colazione allenamento pranzo riposino allenamento piscina cena passeggiata letto.
Nel viaggio di andata di 5 anni fa un ragazzino, che scoprii essere piuttosto benestante, teneva nelle manine un oggettino, un lettore mp3 con uno schermo con delizioso joypad touch circolare che m'incuriosì, e mi spiegò che il papino dall'America glielo aveva portato, e che si chiamava I-Pod...
Quell'anno fu il mio primo Seefeld, sarei ritornato l'anno dopo, poi nel 2006, indi quest'anno, nel 2008, con una decisione a sorpresa.
Nel mezzo c'è un lustro,
in cui ho ripreso a far tornei, sono tornato 3.5 come a 16 anni, giocato un anno nella mia ex-scuole e poi ho smesso di nuovo di giocare tornei,
da studente lineare ho cambiato 3 università tra dubbi e ripensamenti,
ho sostenuto 20 esami arrivando a meno uno dalla laurea,
mi sono fidanzato,
ho fatto le vacanze casinare cogli amici e una Grecia in coppia,
visitato qualche città europea,
imparato di cinema e informatica e musica e un po' di politica,
ho visto calciopoli e l'inter vincere 2 campionati,
è morto un papa e se n'è fatto un altro,
l'Italia di calcio è campione del mondo;
se quel primo anno andai in Austria dopo la prima vittoria di Federer a Wimbledon, Nadal ha vinto il suo primo quest'anno;
se l'ipod era la novità, oggi è l'iphone;
con alle spalle un percorso scolastico immacolato e distinto pur senza troppi sbattimenti, mi sentivo un genio seppur ignorante:
ora so di non essere un genio eppure so qualcosa in più;
se quell'anno c'era Berlusconi al governo adesso...pure;
se prima dicevo e facevo un sacco di cazzate adesso ne dico di più;
i miei amici sono ancora loro e se anche alcuni sono già dottori, non sono ancora riusciti a curarmi;
5 anni fa lottavo per ingrassare, quest'anno sono stato dichiarato atleticamente sovrappeso: una battaglia vinta insomma;
se lo scivolo della piscina di Seefeld era piccolo e non molto bello, adesso è uno spettacolo e ci si fa male di brutto;
5 anni fa una petrelli cadde scendendo col bob e si fece male, quest'anno pure;
e il pub di Seefeld poi è sempre lo stesso, ma il fumo nei locali dà più fastidio che mai.
Un lustro dura tutto il liceo, e nel suo avere ogni anno così diverso, quelle tappe d'età ravvicinate 14 16 18, si entra fanciulli e si esce ragazzi: dai 18 non si cambia poi così tanto, e dai venti ancor meno, e le distanze si assottigliano, perchè bambini si è un attimo, adolescenti un momento e adulti un sacco di tempo.

Quest'anno è stata una settimana particolare, decisamente più agonistica, una sorta di ritiro calcistico per tennisti, essendo anche come numero simili alla rosa di una squadra: a differenza degli altri anni, in cui il mio ruolo di palleggiatore o istruttore si mescolava al tuttofare, quest'anno non mi sono praticamente mosso dal campo da tennis, come d'accordo. Una settimana di ripresa atletica dopo un anno e mezzo senza allenamenti: posto che in Austria i protagonisti fossero i ragazzi, naturalmente, il loro impegno e la loro voglia, la loro passione e l'entusiasmo hanno risvegliato i miei colpi dal torpore e soprattutto riacceso la mia voglia di giocare, già da un annetto in nuova ascesa.
Così mi ritrovo con anni 24, il mio numero, del mio giorno di compleanno e così ricorrente, ed era il numero di mio padre anche, chissà che sia l'anno della mia prima Laurea, e chissà dove mi porterà il prossimo lustro.

Volevo infine ringraziare i ragazzi che pur con qualche eccesso, mi sono apparsi simbolo di quell'adolescenza sana che spesso è veicolata non a caso proprio dallo sport: avete fatto casino, dormito poco alle volte, ma in generale, a mio modestissimo parere, siete rimasti nei limiti dettati dall'educazione e dal rispetto, e per questo sono contento, perchè la demonizzazione della gioventù è attitudine frequente e fin troppo diffusa, ma errato è far di tutta l'erba un fascio.
Buona estate a tutti
buon tennis
buona scuola
buona vita.

Tenendo sempre le spine iliache ben allineate.