lunedì 8 settembre 2008

Viaggio semantico in due episodi: il compleanno e l'aggettivo imprigionato

Avete mai sentito quanto è denso il significato di alcune nostre espressioni? Pensiamo a "compiere gli anni": compiere, cioè portare a termine, concludere. In effetti il giorno del nostro compleanno chiudiamo un cerchio, anche se a dirla tutta è la Terra che lo conclude, che si riporta nella stessa posizione del giorno in cui siamo nati (gli astronomi perdoneranno la mia approssimazione...). Così la Terra compie i giri e noi gli anni: eppure in alcune esressioni sembriamo non avere l'esatta percezione del tempo. Quando compio 24 anni per un anno risponderò "24" alla domanda "quanti anni hai". Così quei dodici mesi si associano al 24, sebbene è chiaro che siano i mesi del mio venticinquesimo anno. Più precisamente quindi, sarebbe da chiedersi "in quale anno sei?". Alcune lingue avranno formule più simili a questa, ma anche nella nostra qualche scappatoia c'è: "vado per i 25" è già più congruo.
Questo era un esempio di quanto precisa possa essere un'espressione comune, molto più di quanto si sia mai avvertito utilizzandola abitualmente. Le parole sono uno strumento necessario a tutti, ai fini del rapporto col prossimo, e se naturalmente si diventa più abili nel maneggiare ogni strumento con l'allenamento, altrettanto importante è lo sviluppo della CONSAPEVOLEZZA nell'utilizzo della singola parola. Alcune, chissà poi seguendo quali improbabili strade, assumono significati e associazioni impondeabili.
Ecco un esempio.
Parliamo di escrementi, anzi, più precisamente, di puzza di merda. Ero a Santorini, sulla stradina a zig-zag che porta da Fira al porto, scendendo la scogliera. Quant'è caratteristico farla a dorso di mulo! Così, decine e decine di muli salgono e scendono la strada ininterrottamente, giorno dopo giorno, per la lunga estate greca. Sarà che a Bellusco siamo tutti muli, come il dialetto ricorda divertito, sarà stata la coda di turisti in attesa del mulo, ma io e la sventurata in vacanza con me l'abbiam fatta a piedi, a scendere, ma soprattutto a salire. Posso assicurare che SCENDE e soprattutto che SALE. Passeggiata accompagnata da un bel paesaggio è da un odore molto forte di escrementi di mulo. Non mi si venga a dire che è tutta natura, perchè la densità di cagate di 50 muli che fanno la stessa strada tutti i giorni tutto il giorno, produce un odore ben diverso dalle caccone di mucca sparse per i pendii di montagna; e certo il leggero sole di Santorini non rendeva la situazione migliore. Dalla grammatica alla cacca, dalla cacca alla grammatica. Mi trovai a definirlo acre, molto acre, molto molto acre, insomma, acerrimo. In un secondo la mia mente fu portata verso "nemico", come forse sarà accaduto anche a voi leggendomi, perchè questo superlativo latino ce lo siamo beccati sempre e solo come attributo dela suddetta parola. Ma perchè? Semplicemente perchè il significato originario, figurato, ha portato da aspro a malevole, ma in particolare per il superlativo è stato un viaggio di sola andata. E io posso forse permetterlo? A me che tanto piace restituire alle parole il significato originario, pur consapevole dell'inevitabile universo semantico in cui galleggiano e dal'eveoluzione che subiscono? Posso davvero esimermi dall'invitare il mio prossimo ad evitare le formule trite? No. Quindi ricordate: se avete appena compiuto l'anno, quale che sia, e volete farvi un regalo, andate a pure a Santorini (Phira): ma attenzione, perchè la stradina dei muli ha un odore acerrimo.

martedì 2 settembre 2008

100 di questi post

Solitamente questa è la forma di un augurio: questa volta no, è una considerazione. E la frase andrebbe completata: "100 di questi post ho scritto finora!". Questo che sto scrivendo, anzi che stai leggendo, è il mio centesimo post. Un titolo come questo li accorpa tutti, più riusciti o meno riusciti, seri o folli, riflessivi o cronachistici, di sport di cinema di tuttunpo'.
100 di questi post: "di questi" come, in che senso, allora?
Di miei post, scritti da me, e la mia ispirazione e la mia voglia e l'argomento scelto li hanno resi migliori, oppure più noiosi: bè, anche il tuo gusto, lettore, ha contato e non poco, il tuo stato d'animo, la tua voglia e l'umore più o meno adatto al post; tuttavia, una certa dose d'oggettività in fondo permane, e io credo che in verità sia bello ciò che è bello, nonostante naturalmente piaccia ciò che piace.
Cosa hai gradito particolarmente?
Quale momento del mio scribacchiare?
E perchè?
Ma no, non rispondermi, infine non importa troppo, perchè come tu mi leggi gratis, altrettanto io ti scrivo: e in fondo allora, ch'io scriva come quando e perchè mi paia va anche bene, non credi?
Quanto ho scritto?
Tanto, poco o forse troppo?
In 200 giorni circa, 100 post: forse meglio un rapporto di 1/3 in futuro, o forse no, perchè il sito che sta fermo appare abbandonato e nel web 1/1 è l'unico rapporto possibile.
AHAHAHAHAH,
quanti problemi toccano un professionista, invece io scriverò quando mi andrà, tu leggerai quando e se ti andrà e il nostro rapporto continuerà sereno e affettuoso perchè libero.
E se 100 sono i post e 200 i giorni, quasi 300 sono i "visitatori unici assoluti" al mese che passano di qua: non sei tu il visitatore unico assoluto, è la macchina che usi per leggermi, così tu puoi essere tanti ma anche una frazione di uno, se in due giungete dallo stesso pc; di queste 300 macchine dunque, se tu vali 1, 5, o 1/2 lo sai solo tu, anzi forse a pensarci bene non lo sai con certezza, come potresti ricordare? Quindi quale frazione della mia utenza sei, rimane un mistero: immagino d'altro canto che non patirai problemi d'identità per questo.
Una cosa invece che sai e con certezza è che quando mi incarto in questi astrusi, assurdi e inauditi ragionamenti, un po' sorridi, ma presto t'innervosisci.
Allora la smetto, ti ringrazio per la pazienza, per aver dato senso all'esistenza del mio blog, significato ai suoi post e gratificazione alle mie riflessioni.
Il prossimo appuntamento è il millesimo post, tra due annetti circa, ma non faccio promesse.
Nel frattempo,
riguardati
e
buona vita!

lunedì 1 settembre 2008

Sul medagliere olimpico e due chiacchere sul calciomercato

Ero a casa durante l'Europeo e durante Wimbledon, e così anche per la fine del campionato: e infatti in tutte queste situazioni ho avuto modo di esprimere il mio punto di vista, di sottolineare un aspetto a me caro, di esultare o più mestamente accettare gli esiti.
Non così per
l'OLIMPIADE.
Esaltare Phelps la leggenda, o Bolt due in uno (l'ultimo eclatante caso di nomen omen), sarebbe doveroso: d'altro canto anche fin troppo ovvio.
E io non tratto le ovvietà.
Guardando i risultati dell'Italia cosa ci scopro? Che il Bel Paese, da sempre terreno d'artisti e bellezza, mi si riscopre guerriero!
17 delle 28 medaglie totali conquistate a Pechino e in particolare 6 degli 8 ori provengono da botte, schermaglie e spari. Ed è sintomatico il fatto che delle 11 rimanenti, di cui un oro, le uniche due provenienti dall'atletica siano state conquistate nella marcia, appunto la più marziale delle discipline e delle corse.
Curioso.
Guardando il mondo, oltre alla considerazione che la Cina in continua ascesa da 4-5 olimpiadi ha raggiunto la prima posizione nell'olimpiade casalinga, un'altra riflessione mi è nata riguardo il medagliere ufficiale :
la classifica dipende dal numero di medaglie d'oro conquistate; solo quello statunitense viene stilato a seconda del numero di medaglie complessive (che guarda il caso, vedrebbe proprio gli Usa anche stavolta al primo posto).
Io sono dell'idea che sarebbe più giusta una terza classifica a punti, con:
5 punti per la medaglia d'oro,
3 per la medaglia d'argento,
1 per la medaglia di bronzo.
Poi in realtà non credo ci sarebbero grandissimi cambiamenti, ma in via di principio sarebbe l'unico modo per premiare qualità e quantità.
Risolto questo grosso problema, d'importanza rara nell'olimpo (...) delle controversie globali, passerò a fare il mio personale, incompleto, parziale, inesperto e dilettantistico punto sul
CALCIOMERCATO ITALIANO ESTIVO.
Sono contento:
per Gilardino e Shevchenko, che hanno cambiato aria;
per Ronaldinho, che ha cambiato aria venendo qui in Italia, ed è un bene per il nostro calcio, soprattutto per chi, come me, lo vive come uno spettacolo di 90 minuti, senza i lunghissimi, inutili e stupidi "commentarii" tecnico-tattico-psicologico-fisico vacui e futili,  portati avanti con la solita spiccata seriosità fuori luogo.
In particolare, per l'Inter, desideravo andassero via: Suazo, Stankovic e Burdisso; il primo se n'è andato, il secondo no, il terzo neppure, ma pazienza. Con la Mourinho-mania, è arrivato Mancini dalla Roma, che mi diverte, Muntari che non conoscevo ma mi ha fatto un'ottima impressione nel primo trofeo dell'anno che l'Inter ha vinto in una sfida tra capitani all'ultimo rigore, e in ultima istanza pure Quaresma, per cui nutro grandi speranze. Anche se quest'ultimo acquisto ha messo in crisi i giornalisti che per tutta estate hanno tacciato Mourinho e ancor più Moratti di Megalomania avendo i giocatori comprati tutti cognomi inizianti con M, quasi un mmmmmmmmmm di godimento dopo le vittorie ingerite.
Invece Quaresma:
quindi mmq, millimetri quadrati, forse uno sfottò alla piccolezza delle abitazioni dei presidenti rivali, o degli allenatori rivali? Lasciamo ai più arguti giornalisti la scoperta dell'inquietante mistero, l'interpretazione del codice segreto...
Certo è che con l'ultimo colpo, Mourinho ha a disposizione chi voleva:
now, no excuses.
Con la speranza
che si mostrino sempre più le giocate
e sempre meno i falli,
che lo spettacolo vinca
e perda la violenza
e soprattutto che tutti in quel mondo
ci si prenda un po' meno sul serio:
buon campionato a tutti!
E sempre e comunque
forza Inter
alè alè.

mercoledì 27 agosto 2008

L'isola col dito

Era il 1755: Paquale Paoli la rese indipendente, e loro non l'hanno più dimenticato. Anche se già nel 1769 quell'indipendenza la persero, e ancora oggi non sono riusciti a riconquistarsela, loro, i còrsi, continuano a sperare, sopportando con fastidio "gli invasori francesi". Nazione strana la Corsica... volevo dire, regione strana... ah no, perchè in realtà di regioni ce ne sono due nell'isola: l'Haut-Corse e la Corse-du-Sud: bè, isola strana, di mare e montagna, di pesce e cinghiale, e di Napoleone, anche. Per i còrsi, è loro e di nessun altro, loro che in effetti non sono nè carne nè pesce, o forse entrambi. Sui cartelli i nomi dei paesi e delle zone vengono scritti in entrambe le lingue, il francese (o l'italiano nei nomi italiani) e il còrso, e non capita raramente di trovare cancellato il nome ufficiale, sia esso transalpineggiante come Saint Florent (San Fiurenzu) o stivaloso come Bonifacio (Bunifaziu).
Tra stradine e stradicciole dai continui tornanti, un sssssssssss sostenuto a pregarci di godere il tutto in silenzio, l'abbiamo girata in lungo e in largo, dal sud-est al sud-ovest e poi su, passando per le montagne centrali fino al nord, tra foreste, cascate, isolotti, bagni caldi, torrenti ghiacciati, un deserto, per paesucoli e cittadine e per caratteristici ristoranti, un po' con la tenda, un po' in più comode camere, guidati da cartina e navigatore, ma anche con la guida e soprattutto alla guida della mia povera autovettura che è tornata del colore della terra: e vi assicuro che prima era nera.
Filmando e fotografando qua e là, ma anche qui e laggiù, mi sono ritrovato a rivivere il tutto montandolo e questa volta l'italiano ci azzecca col bisticcio verbale, perchè fare del video editing è un po' domare un cavallo imbizzarrito, e dopo il montaggio ci si ritrova stremati come immagino accada dopo la monta.
Quindi la vacanza, intesa nel caso specifico come mia assenza, si è protratta finora, ed è un piacere tornare a scrivere, ancor più dopo che insieme ad alcuni inviti verbali ne è arrivato addirittura uno scritto: non era proprio più il caso di attendere oltre.
Che poi se fossi un blogger professionista, avrei scritto anche da là, da un internet point, o col portatile (che in realtà mi sono ben guardato dal portare), ma sono un dilettante e come nella boxe la differenza è molto semplice: il professionista combatte, ehm, scrive, per denaro, il dilettante per diletto e con diletto. Ecco tornata, dunque, anche la mia proiezione digitale, il viaggio è stato semplicemente splendido e certamente il merito non va solo alla magnifica isola, ma anche e soprattutto alla mia infaticabile, bellissima, inseparabile compagna di viaggio:
la Clio.

Ah sì,
un grazie e un bacio anche a quella che si sedeva sul sedile anteriore...

martedì 5 agosto 2008

Vacanza come assenza da qui, ma altrove presenza!

Un anno fa quest'oggi partii per Atene, senza avere in mano null'altro che il biglietto aereo e a fianco la mia ragazza.
Girammo un po' per volontà un po' per caso,
Mikonos dei localini e dei mulini
(con gita a Delos isola della storia),
Santorini dalle case come neve e la caldera infinita,
Milos paesaggio lunare
per tornare ad Atene e alla sua
Acropoli grandezza dei Greci.

Il tutto senza cercare le case, ma attendendo che scesi dal traghetto fossero loro a trovare noi.
Domani, un anno e un giorno dopo si riparte, con null'altro che il biglietto della nave per la Corsica, io e la mia ragazza, che è rimasta la stessa, ma stavolta colla mia fedele automobile e attrezzatura da campeggio.
L'anno scorso tornai la sera di Ferragosto, quest'anno tornerò il 18.
A rivederci, tanti saluti e baci!

domenica 3 agosto 2008

I quattro moschettieri di Cincinnati

È appena finito il Masters Series di Cincinnati: in una finale tutta classe '87 ha vinto Andy Murray su Novak Djokovic 7-6 7-6.
Come dite?
Ebbene sì, nel tennis mondiale non giocano soltanto in due, ce ne sono anche altri. Dove sono finiti i Due?
Federer ha perso al terzo turno, sua seconda partita del torneo, contro Ivo Karlovic, lo spilungone dal circuito tutto servizio e...basta;
Nadal ha perso da un Djokovic parso inarrestabile giusto ieri, in semifinale. Oggi il caldo o forse un calo nervoso dopo l'adrenalina che ha permesso la straordinaria prestazione di ieri gli hanno giocato un brutto scherzo. Buon per Murray, talento scozzese (o forse da domani britannico, perchè gli inglesi lo chiamano in un modo o nell'altro a seconda dei risultati) che si è aggiudicato il primo Masters Series della carriera. Nonostante loro siano stati i protagonisti della finale, i protagonisti della settimana sono stati i soliti di sempre, le 2 R, Roger e Rafa, a contendersi una terza R, quella di Re: infatti, con i risultati di questo torneo, Federer perderà abbastanza punti da perdere la prima posizione della classifica. Il computer ufficializzerà il tutto il 18 Agosto: non perchè scarso in matematica, ma perchè quest'anno il torneo dell'Olimpiade ha spostato i calendari, e i punti conquistati a Cincinnati l'anno scorso scadranno 52 settimane dopo, appunto il 17 Agosto. Qualsiasi sarà il risultato all'Olimpiade, i punti in ballo non sono sufficienti a ribaltare il risultato. Il più lungo regno della storia del tennis finirà tra 14 giorni: io spero sarà una pausa, un arrivederci di Federer al numero 1, ma ora come ora, non si può proprio dire. Personalmente gradirei che Federer riuscisse a stare altre 50 settimane, anche non consecutive, al numero 1 per superare il record del maggior numero di settimane da numero 1 in carriera; sarebbe bello anche che vincesse altri due slam, così da eguagliare il record di Slam totali; in effetti mi piacerebbe anche che uno dei due fosse il Roland Garros, ma qui si entra nel regno di Utopia. Non so perchè, ma in generale amo le leggende viventi, e così tifo per loro, affinchè raggiungano i più irraggiungibili record di sempre: poi c'è anche una dose di innata simpatia e di gusto.. Io tiferò sempre e comunque per i tennisti che creano gioco, che divertono con un gioco vario e dinamico, e per i gesti tecnici tradizionali e stilisticamente eleganti: Federer è l'emblema di tutto questo. Complimenti a Nadal, che non poteva vincere di più quest'anno e che merita completamente il numero 1: lo aspetterò al varco l'anno prossimo, a difendere la valanga di punti conquistati quest'anno. Sono contento nel frattempo che Federer si presenti da numero 1 al'Olimpiade: essendo ogni 4 anni, visti quelli passati, sarebbe stata un'ingiustizia il contrario.
Cambio in vetta, ritrovato Djokovic, affermatosi Murray, il 2009 sarà una stagione avvincente: ma prima si apre la corsa alla medaglia d'oro, allo U.S. Open e alla Masters Cup.

Forse ultimamente ho parlato troppo di tennis, per i meno interessati mi spiace, ma la fine del regno di Federer dopo quasi 5 anni non poteva proprio passare sotto silenzio...

sabato 2 agosto 2008

My way REDACTED

Pian piano si cresce, si matura, ci si conosce, ci si trova, il cerchio si stringe sempre più adeso alla nostra essenza.
È la nostra vita, siamo noi, e il dovere più grande è la ricerca di chi siamo, come siamo e il tentativo di rendere sempre più vicini
ciò che siamo e
ciò che vorremmo essere.
Così anche il proprio blog, soprattutto se visto come proiezione digitale d'io mentale...

Dopo quasi sei mesi dall'apertura di questo blog, assesto la direzione intrapresa: scrivere, almeno per ora, non è il mio lavoro, ma un piacere, e questo blog una palestra cogli specchi sulle pareti. Le mie riflessioni, ex nihilo o da qualche evento ispirate, sono la base e l'essenza del tutto: e di queste continuerò a cibarvi. sonosoloram è nato appunto con lo scopo di salvare dalla nebulosa fabbrica di un cervello in continuo e incessante movimento, le idee più interessanti, le coincidenze più assurde, le sinapsi più brillanti, perchè da troppo tempo andavano perdute nell'oralità che vola. Questo il fine, all'inizio, questo rimane. Di contorno, qualche immagine, qualche foto, i miei film, sempre nel continuo tentativo di sovrapporre per bene me al mio blog, come quando si prestava attenzione millimetrica nell'attaccare la figurina sull'apposito spazio dell'album. (Che tra l'altro nel 90% dei casi era mal stampato oppure era la figurina ad essere mal tagliata: e in effetti nessuno è perfettamente definibile...).
C'è però un aspetto in cui dubito del dispendio d'energie profuso: fare informazione d'attualità. Non che sia sbagliato o poco utile: semplicemente siamo pieni di informazioni, quotidiani telegiornali beppegrillo che fanno informazione di professione e blog di protesta che ci chiamano alle armi, ricordandoci che internet è la nostra unica salvezza. (Dimenticando che dietro alla pagine web, ci sono sempre gli uomini: colle loro avidità, con i loro egoismi, con la loro corruzione, e sono loro che devono cambiare, non semplicemente il mezzo. Sebbene la rivoluzione informatica che stiamo vivendo è straordinariamente positiva, non sono blog e blogger ad essere bravi giovani e rivoluzionari in quanto tali: non è l'avere un blog che identifica un gruppo del futuro, gli eletti che cambieranno il mondo, ma ciò che si pensa o si scrive, e i valori che si hanno). In questo universo ogni giorno più vasto di informazioni, chi stare a sentire? Quale la fonte più autorevole? Nel web, come tra i quotidiani, si sceglierà in completa libertà. Ma se avessi voluto fare il giornalista, e se lo vorrò fare, cercherò di farlo, non aprirò un blog perchè nessuno me lo fa fare. Poi non è neanche questo il problema, perchè va benissimo che ognuno parli, che dica la sua: "il modo pur m'offende", fastidioso è il fare profetico dell'oracolo detentore della Verità, quella Verità che giornali non dicono perchè corrotti, la televisione neppure, ma solo il tal blog ha. Io non capisco come si possa dare totale fiducia a qualcuno solo perchè proclama continuamente la sfiducia verso tutti gli altri. Non lo capisco, e per questo, lungi da me raccontarvi le Verità Nascoste, indagare, svelarvi gli aspetti reconditi "perchè c'è sempre qualcosa sotto". A meno di avere documenti inconfutabili -ammesso che esistano- ma no, neppure in quel caso: in tal caso mi sarei iscritto a Giurisprudenza. Mi informerò, da più punti di vista possibili, come tutti coloro che hanno tempo e desiderio d'informarsi, e trarrò le mie conclusioni. Mi rimane il dubbio se giusto informare o meno, qui e ora.
Per esempio avrei dovuto/voluto scrivere un post su Nadal nuovo numero 1.
Per quale motivo scrivere doppioni di miliardi di articoli nel web che parlano di questo argomento? Forse per evidenziare aspetti sempre diversi, per presentare un punto di vista nuovo: d'accordo, ma allora dovrei essere in un blog decisamente tennistico e avere un target di specialisti; mentre sonosoloram è per tutti. Ben vengano dunque i post "iniziatici" per non addetti ai lavori, per gli appassionati segnalo in home page un ottimo e autorevole blog/sito sul tennis. Giusto dunque che io taccia totalmente? In effetti no: semplicemente cercherò di sottolineare solo i momenti topici della stagione tennistica, e il cambio al vertice della classifica tennistica dopo il più lungo regno della storia del tennis dell'era Open è momento topico, domani ne parlerò.
Peccato che le mie decisioni siano sempre e solo mie, o meglio, che non abbia indicazioni dai miei lettori che so esistere e anche essere piuttosto fedeli.
Sarebbe utile ai fini dello scrivere i pareri di chi legge, i vostri FEEDBACK per sapere quali siano gli argomenti più graditi e la considerazione di ogni post: interessante, piacevole, fastidiosamente dettagliato, troppo prolisso. Lo spazio dei commenti è il vostro spazio, ma è altrettanto il mio, utile per migliorare la comunicazione tra di noi: se non ho commenti, se non ho risposte, vado avanti per la mia strada: significa che tutto va bene. Visto che però a me pare un po' strano, ogni tanto mi guardo indietro e mi perdo nelle possibili critiche, e cado in questo genere di post, fumoso e traballante, dall'incedere insicuro e dell'oscura conclusione.

Il problema non è fare informazione, ora ho focalizzato: è che mi sono sentito in colpa per alcune cadute nel tecnicismo tennistico in un blog che ha il tennis come uno dei possibili argomenti, non certo come fondamento.

Forse quest'oggi mi sono perso nelle più inutili e stanche seghe mentali, in assurde paranoie. Vi assicuro, d'altra parte, che scrivere senza mai avere commenti, pur avendo la certezza di essere letto, non è affatto facile. È come parlare in un'interrogazione ad un professore impassibile, che non fa un cenno d'assenso nè uno di dissenso, come parlare davanti ad un vetro oscuro, dove chi ti ascolta ti vede, che dico, ti scruta mentre tu non hai riferimenti, brancoli nel buio. Magari stai annoiando, magari divertendo, forse catturi l'attenzione, forse invece le tue parole cadono nella più totale indifferenza.
Infine ti ricordi, che il tuo blog come la tua vita valgono immensamente più per te che per gli altri, non per cattiveria o egoismo: e il tuo blog sarà probabilmente un momento di svago, più o meno piacevole, ma le cose importanti sono altre, e in effetti non ti senti proprio di dar loro torto, di darvi torto.

Allora sghignazzo del mio inutile peregrinare nei meandri dei problemi possibili.
E sottolineo le mie volontà.

Lascio agli altri ben pagati o più ligi,
calcoli, date e numeri:
io darò tutto per la bellezza,
per l'idea,
per il pensiero,
per la parola.
Perchè quando si cerca di fare tutto si rischia di non fare bene niente
perchè è importante focalizzare le energie verso ciò che ci piace di più e in cui sentiamo di poter dare il contributo più importante,
perchè la scelta umanistica è una scelta di vita.