Ieri sera ho avuto la fortuna di assistere ad un bello spettacolo.
Un tributo ad una persona che per una dozzina d'anni è stata molto importante per la crescita di una generazione: un prete. Giunse giovane, tra i dubbi dei monoliti della fede, a mostrare come l'età della pietra fosse finita. Ragazzo tra i ragazzi e uomo tra gli uomini, senza un comportamento autorevole, divenne per noi una guida ed ebbe il nostro rispetto: e non c'è autorità più autentica di quella conferita dal basso, da noi, e non ho dubbi continuerà per la sua strada allo stesso modo nella parrocchia di Pagnano in quel di Merate che lo aspetta. Gli augurerei "buona fortuna", o "in bocca al lupo", ma non lo faccio, mica perchè non sia un tipo alla mano, tutt'altro, ma perchè sarebbe inutile, non crede alla fortuna, ma alla Provvidenza. Quanti hanno ricevuto il dono di "una vita piena di gioia piena", chè grazie a lui hanno trovato la vera fede, erano ieri sul palco a ringraziarlo, ogni gruppo con il suo stile, a suo modo, e ogni individuo nella massima espressione di sè che può nascere solo in un ambiente LIBERO. Tanti altri però, che pure alla fede non sono giunti, e tra questi il sottoscritto, hanno tratto giovamento dai suoi insegnamenti, e ancor più dalla sua disponibilità, dal suo ascolto, dai suoi abbracci e dai suoi sorrisi. Infine la fede è un fatto personale, alcuni dicono sia un dono, ma non credo sia questa l'ottica più genuinamente cristiana, che prevede l'impegno e e la fatica per raggiungere un obiettivo, e la fiducia di poterlo raggiungere: la fiducia altresì chiamata fede.
Lo spettacolo di ieri è il frutto maturo del suo lavoro, che spero abbia già messo radici per non finire con il suo addio. Se i preti, pian piano, assomigliassero sempre più a lui, il cristianesimo avrebbe nuova forza; ma soprattutto, l'ANTICRISTIANESIMO imperante avrebbe sempre meno armi e sempre meno voglia di combattere, perchè si accorgerebbero tutti che non c'è motivo di combattere una cosa buona. Io abbandonai un ambiente a me caro per coerenza con le mie idee: pensai di non avere altra scelta, moralmente inflessibile con me stesso come sempre sono stato; in verità, a distanza di anni, mi ritrovo pragmaticamente a constatare che con questa scelta ho perso molto, e guadagnato pochissimo; quantomeno son fiero di non essere mai caduto nell'odio tanto facile nei momenti di un rifiuto o di un tradimento, perchè questa è la posizione di quanti amano odiare preti, oratori e affini.
Ieri sera ho avuto la fortuna di assistere ad un bello spettacolo.
Canti, video, foto, gag, balletti: un varietà nel vero senso della parola.
Amatoriale, coi suoi video scomparsi e qualche filo da rimuovere, l'ho amato innanzitutto per la gratuità di un gruppo di persone che si mettono insieme per fare qualcosa di bello, senza secondi fini, senza utili. Che poi a dirlo così sembra come quando presenti una ragazza ad un amico dicendogli che non è bella, ma davvero simpatica, e poi lei risulta bruttissima. Non è così. Chi cantava sapeva cantare, chi ballava sapeva ballare (o se maschio era molto divertente), chi presentava sapeva presentare e alcuni video-gag preparati erano ben ponderati, con momenti di genio. Forse un po' troppe canzoni, ma questo parere è sicuramente condizionato dalla brillante performance del presentatore senza copione che improvvisando stimolava risate senza far fatica, completamente a suo agio sul palco come ci fosse da sempre, mentre non ci sta mai; per esempio quando il prete è stato chiamato a suonare "Serafino", canzone dialettale che è divenuta leit motiv dei suoi anni qui da noi...
"Per fare Serafino serve la chitarra,
per suonare la chitarra serve il plettro,
per fare il plettro serve il fiore".
Oppure alla fine, tra i ringraziamenti -in cui è stato dimenticato solo colui che ha ripreso lo spettacolo e che quindi per ripicca non lo farà avere a nessuno- ha pensato proprio a tutti:
"Ringraziamo Nelson Mandela e Bono degli U2 per il messaggio di saluto al don".
Poi d'accordo, io sono anche di parte, essendo lui tra i miei amici più cari, ma spero vi fidiate della mia integrità critica: un FENOMENO, che certo queste due citazioni senza il suo camminare e la sua espressività non rendono a pieno. Tanto che alla fine del spettacolo c'erano due colonne di persone: una per salutare il don e l'altra per complimentarsi con la star, a cui tutti hanno consigliato di "fare qualcosa", di non sprecare il suo talento: a questo proposito permettetemi una personale considerazione. Se fosse stato a casa a vedere il milan, avrebbe sprecato il suo talento: stando lì, l'ha fatto fruttare. Perchè invece tutti quanti a chiedergli di farlo fruttare veramente, dove veramente è sinonimo di economicamente?
Perchè di colpo tutti a parlargli come se stesse buttando la sua vita, lui che è dottore in biotecnologia e studente magistrale perfettamente in corso, chè invece avrebbe potuto fare il vee-jay?
...
Il vee-jay.
...
Che nessuno si offenda, io mi diverto a rilevare l'istintività delle persone, che prese dal momento perdono la visione d'inseime, e chissà quante volte è capitato a me ma...
il vee-jay.
"forza ragazzi eccoci qua con la Santarelli e leggere i vostri cartelli e a presentare i Finley!"
cioè, parliamone.
Sì, parliamone un momento, in generale.
Dal particolare al generale, come sono solito pensare io.
Va così, più o meno.
Ti fai un culo quadro per studiare, con gli amici che ti dicono che non esci mai, con la ragazza che ti dice che non ci sei mai, con i genitori che faticano a dirti bravo perchè stai semplicemente facendo il tuo dovere: una stretta di mano il giorno della laurea, un mazzo di fiori e qualche "Congratulazioni!" di rito.
Poi vai sul palco per uno spettacolo amatoriale, senza aver preparato nulla, scherzi e ridi così ad istinto, e ti viene bene perchè è una cosa, parlare in pubblico, che ti è sempre venuta bene. Ti diverti, esci e le persone s'arrampicano per arrivare a te a dirti che sei un fenomeno.
Fin qui, la vita è strana, bene così.
Poi non si accontentano, e ci tengono a dirti che avresti potuto fare dello spettacolo.
Grazie gentilissimi...
Solo che poi si accorgono che non hai capito: avresti DOVUTO fare dello spettacolo!
Un momento storico strano:
dalla televisione in poi, ma anche prima col cinema, questa follia collettiva sulla star come più importante obiettivo raggiungibile è insita più di quanto crediamo, quindi piano a sfottere i ragazzini che vogliono fare i calciatori, che vedono dei GIOCATORI, gente che gioca, come massima aspirazione possibile; ci sono convinzioni da sradicare ben più profonde: che poi quando qualcuno sogna invece di prendere il nobel, non è mica capito.
Potrebbe fare il vee-jay...
Ieri sera ho avuto la fortuna di assistere ad un bello spettacolo,
e vi ringrazio per averlo allestito, per aver dato voce ai più disparati modi della gratitudine: e personalmente il timbro dello spettacolo mi era congeniale, tanto che l'espressione "dar voce" può splendere con tutto il suo significato, come se sul palco ci fossi anch'io, a guardare il festeggiato con occhi onesti per dirgli, grazie
grazie,
per tutto quello che mi hai dato.
P.S. Mi sono sentito in dovere di una precisazione post post,
cioè dopo il post,
che trovate nei commenti al post.
Ades sem a post.
5 commenti:
Beh... un pensierino alla categoria "ciambelle col buco" ce lo farei. Grazie. Daniele
Bè bè bè... CIAMBELLA SIA!
Ma se ciambella dev'essere, urge una precisazione: il mio pensiero sul mondo contemporaneo era generale, e il "veejay" era un esempio più divertente -a mio parere- rispetto ad "attore" o "presentatore" o qualsiasi altra cosa. E soprattutto, era una critica e una riflessione innanzitutto RIVOLTA A ME, che durante lo spettacolo ho pensato proprio che il presentatore fosse così bravo da poterlo fare nella vita, pensando proprio: "ma va che fatica fa a studiare quando potrebbe fare questo!" E poi mi sono accorto di sbagliare, che era un pensiero ingenuo e condizionato: ergo ho voluto condividere il mi ragionamento. Mi scuso in anticipo perchè rileggendo mi sono accorto che ciò che si legge è una critica agli altri, con me che che rivelo la verità: non era questo l'obiettivo...
Un secondo aspetto: ho trovato tante le canzoni rispetto alla serata che era, alcune le ho trovate fini a se stesse -solo dopo ho scoperto che erano le canzoni preferite dal don- ma le ho gradite e non mi hanno annoiato, essendo le cantanti eccellenti.
Ecco fatto.
Ora, ciambellerò.
Io posso solo ringraziare personalmente! e credo anche a nome di tutti per la prima parte. Aggiungo solo due precisazioni spero retoriche (sicuramente per l'owner del blog, infatti non rivolte a lui ma ai lettori)sulla parte biografica che mi sembrano corrette: la prima formale è che in effetti le congratulazioni il giorno della laurea hanno anche avuto le sembianze e l'entità del pc su cui sto scrivendo, per correttezza verso i genitori. i quali, insieme alla ragazza e agli amici non è che mi rendano proprio la vita impossibile... anzi...
That's all, folks!
grazie ancora Karl.
Cioè, la mia voleva essere la parafrasi dell'Opera, per la parte che mi riguarda, rivolta ai profani.
Inoltre volevo fare un plauso anche alla parte sul Don. Plauso.
E comunque... ciambellata meritata.
Quando hai parlato di un ambiente libero a parer mio hai colto nel segno!l'ambiente dell'oratorio dovrebbe davvero essere il luogo in cui ciascuno tira fuori il meglio di sè, in cui ciascuno si sente libero di manifestare a pieno il suo talento! sabato sera ho percepito un clima veramente libero, un'atmosfera serena e genuinamente divertente! davvero un bello spettacolo!
complimenti a tutti.
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