Pian piano si cresce, si matura, ci si conosce, ci si trova, il cerchio si stringe sempre più adeso alla nostra essenza.
È la nostra vita, siamo noi, e il dovere più grande è la ricerca di chi siamo, come siamo e il tentativo di rendere sempre più vicini
ciò che siamo e
ciò che vorremmo essere.
Così anche il proprio blog, soprattutto se visto come proiezione digitale d'io mentale...
Dopo quasi sei mesi dall'apertura di questo blog, assesto la direzione intrapresa: scrivere, almeno per ora, non è il mio lavoro, ma un piacere, e questo blog una palestra cogli specchi sulle pareti. Le mie riflessioni, ex nihilo o da qualche evento ispirate, sono la base e l'essenza del tutto: e di queste continuerò a cibarvi. sonosoloram è nato appunto con lo scopo di salvare dalla nebulosa fabbrica di un cervello in continuo e incessante movimento, le idee più interessanti, le coincidenze più assurde, le sinapsi più brillanti, perchè da troppo tempo andavano perdute nell'oralità che vola. Questo il fine, all'inizio, questo rimane. Di contorno, qualche immagine, qualche foto, i miei film, sempre nel continuo tentativo di sovrapporre per bene me al mio blog, come quando si prestava attenzione millimetrica nell'attaccare la figurina sull'apposito spazio dell'album. (Che tra l'altro nel 90% dei casi era mal stampato oppure era la figurina ad essere mal tagliata: e in effetti nessuno è perfettamente definibile...).
C'è però un aspetto in cui dubito del dispendio d'energie profuso: fare informazione d'attualità. Non che sia sbagliato o poco utile: semplicemente siamo pieni di informazioni, quotidiani telegiornali beppegrillo che fanno informazione di professione e blog di protesta che ci chiamano alle armi, ricordandoci che internet è la nostra unica salvezza. (Dimenticando che dietro alla pagine web, ci sono sempre gli uomini: colle loro avidità, con i loro egoismi, con la loro corruzione, e sono loro che devono cambiare, non semplicemente il mezzo. Sebbene la rivoluzione informatica che stiamo vivendo è straordinariamente positiva, non sono blog e blogger ad essere bravi giovani e rivoluzionari in quanto tali: non è l'avere un blog che identifica un gruppo del futuro, gli eletti che cambieranno il mondo, ma ciò che si pensa o si scrive, e i valori che si hanno). In questo universo ogni giorno più vasto di informazioni, chi stare a sentire? Quale la fonte più autorevole? Nel web, come tra i quotidiani, si sceglierà in completa libertà. Ma se avessi voluto fare il giornalista, e se lo vorrò fare, cercherò di farlo, non aprirò un blog perchè nessuno me lo fa fare. Poi non è neanche questo il problema, perchè va benissimo che ognuno parli, che dica la sua: "il modo pur m'offende", fastidioso è il fare profetico dell'oracolo detentore della Verità, quella Verità che giornali non dicono perchè corrotti, la televisione neppure, ma solo il tal blog ha. Io non capisco come si possa dare totale fiducia a qualcuno solo perchè proclama continuamente la sfiducia verso tutti gli altri. Non lo capisco, e per questo, lungi da me raccontarvi le Verità Nascoste, indagare, svelarvi gli aspetti reconditi "perchè c'è sempre qualcosa sotto". A meno di avere documenti inconfutabili -ammesso che esistano- ma no, neppure in quel caso: in tal caso mi sarei iscritto a Giurisprudenza. Mi informerò, da più punti di vista possibili, come tutti coloro che hanno tempo e desiderio d'informarsi, e trarrò le mie conclusioni. Mi rimane il dubbio se giusto informare o meno, qui e ora.
Per esempio avrei dovuto/voluto scrivere un post su Nadal nuovo numero 1.
Per quale motivo scrivere doppioni di miliardi di articoli nel web che parlano di questo argomento? Forse per evidenziare aspetti sempre diversi, per presentare un punto di vista nuovo: d'accordo, ma allora dovrei essere in un blog decisamente tennistico e avere un target di specialisti; mentre sonosoloram è per tutti. Ben vengano dunque i post "iniziatici" per non addetti ai lavori, per gli appassionati segnalo in home page un ottimo e autorevole blog/sito sul tennis. Giusto dunque che io taccia totalmente? In effetti no: semplicemente cercherò di sottolineare solo i momenti topici della stagione tennistica, e il cambio al vertice della classifica tennistica dopo il più lungo regno della storia del tennis dell'era Open è momento topico, domani ne parlerò.
Peccato che le mie decisioni siano sempre e solo mie, o meglio, che non abbia indicazioni dai miei lettori che so esistere e anche essere piuttosto fedeli.
Sarebbe utile ai fini dello scrivere i pareri di chi legge, i vostri FEEDBACK per sapere quali siano gli argomenti più graditi e la considerazione di ogni post: interessante, piacevole, fastidiosamente dettagliato, troppo prolisso. Lo spazio dei commenti è il vostro spazio, ma è altrettanto il mio, utile per migliorare la comunicazione tra di noi: se non ho commenti, se non ho risposte, vado avanti per la mia strada: significa che tutto va bene. Visto che però a me pare un po' strano, ogni tanto mi guardo indietro e mi perdo nelle possibili critiche, e cado in questo genere di post, fumoso e traballante, dall'incedere insicuro e dell'oscura conclusione.
Il problema non è fare informazione, ora ho focalizzato: è che mi sono sentito in colpa per alcune cadute nel tecnicismo tennistico in un blog che ha il tennis come uno dei possibili argomenti, non certo come fondamento.
Forse quest'oggi mi sono perso nelle più inutili e stanche seghe mentali, in assurde paranoie. Vi assicuro, d'altra parte, che scrivere senza mai avere commenti, pur avendo la certezza di essere letto, non è affatto facile. È come parlare in un'interrogazione ad un professore impassibile, che non fa un cenno d'assenso nè uno di dissenso, come parlare davanti ad un vetro oscuro, dove chi ti ascolta ti vede, che dico, ti scruta mentre tu non hai riferimenti, brancoli nel buio. Magari stai annoiando, magari divertendo, forse catturi l'attenzione, forse invece le tue parole cadono nella più totale indifferenza.
Infine ti ricordi, che il tuo blog come la tua vita valgono immensamente più per te che per gli altri, non per cattiveria o egoismo: e il tuo blog sarà probabilmente un momento di svago, più o meno piacevole, ma le cose importanti sono altre, e in effetti non ti senti proprio di dar loro torto, di darvi torto.
Allora sghignazzo del mio inutile peregrinare nei meandri dei problemi possibili.
E sottolineo le mie volontà.
Lascio agli altri ben pagati o più ligi,
calcoli, date e numeri:
io darò tutto per la bellezza,
per l'idea,
per il pensiero,
per la parola.
Perchè quando si cerca di fare tutto si rischia di non fare bene niente
perchè è importante focalizzare le energie verso ciò che ci piace di più e in cui sentiamo di poter dare il contributo più importante,
perchè la scelta umanistica è una scelta di vita.
1 commento:
Vai avanti per la tua strada, non guardarti indietro e non perderti nelle possibili critiche! l'hai detto tu, è tuo il blog, anzi è IL TUO blog... scrivi nei post di qualunque cosa ti passa per la testa... l'importante è che non smetti di deliziare noi lettori con questi tuoi post, che qualunque argomento trattino sono sempre un piacere da leggere!
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