Spero stiate trascorrendo nel migliore dei modi le più lunghe feste invernali, e vi auguro che i prossimi giorni siano ancora più sereni o più divertenti o più rilassanti: insomma, che possiate ricevere tutto ciò che desiderate dai vostri meritati giorni di vacanza. Si avvicina la fine dell'anno e viene naturale tirare le somme. Io sono piuttosto soddisfatto di un 2008 in cui ho iniziato a dare, un blog e due cineforum,e ho chiuso un ciclo di un lustro che sembrava non finire mai. Il vero problema saranno i propositi per il 2009, perchè nella lista non ci sarà più il primissimo di questi anni, la laurea appunto!
Un po' di sogni, desideri o lontane possibilità ronzano per la testa, si scontrano, crescono e si spengono: vedremo.
Ho parlato di me: perdonate, sono soggetto naturalmente alle cadute nell'autobiografismo, ed è solo la ferrea convinzione che qui è fuori luogo, a impedire che il mio blog diventi un diario. Qualche riga ogni tanto me la si conceda con pazienza, ringrazio, è come un vaccino...
Scrivo poco, quasi mai, proprio nel momento in cui avrei pensato di sommergere di parole lo schermo e di dita la mia tastiera. Il fatto è che, come spiegava un famoso romanziere di cui naturalmente non ricordo lineamenti nè tantomeno dati anagrafici, scrivere un romanzo è questione di allenamento molto più che di genio creativo: la determinazione e la costanza di scrivere ogni giorno qualche pagina, anche quando non si ha ispirazione, anche quando proprio non si ha voglia sono le caratteristiche indispensabili. Nel momento in cui diventa una professione, un lavoro, inevitabilmente assume i connotati del dovere: farlo piacevolmente è solo una mossa intelligente per vivere meglio. Sono forse io un romanziere o un professionista? No, eppure sento il bisogno di giustificarmi a voi lettori che passate ogni giorno senza trovare nulla di nuovo, come a una moglie che ogni giorno lava stira e prepara la cena al suo squattrinato marito poetucolo. Non essendo io remunerato in denaro, sono un dilettante e come tale il guadagno è quantificato in sensazioni, quelle che provo io scrivendo, e quelle che provate voi leggendo. Questo mi basta naturalmente, e allora? Allora, basta poco per andare fuori allenamento quando non ti manca da mangiare e di che vivere. Basta non scrivere per dimenticarsi di farlo, per non ritrovare più nella giornata quel momento, peraltro delizioso, in cui mi concedo anima e corpo ai pensieri, alle parole, immerso nell'inesplicabile godimento della creazione ex nihilo. La cosa curiosa è che non c'è stata volta che mi sono ritrovato a scrivere senza goderne: anche leggere studiare e guardare un film mi allettano al 90% delle volte, ma ci sono inevitabilmente occasioni che il libro annoia, lo studio appare insensato, il film mal creato o semplicemente lontano dal mio mood temporaneo o dai miei gusti generali. Lo scrivere no, perchè va dove piace a me, quando piace me, se piace a me. Il problema, o meglio, l'ostacolo, sta solo nel andare sul mio blog, fare il log in, e cominciare a scrivere. Il resto va da sè, e comunque sarà il risultato sarà un successo, almeno per me, perchè avrò goduto di un momento piacevole, avrò fatto, creato e mi sarò divertito. Altra storia per voi, naturalmente, che ne sarete più o meno appagati secondo il prisma della vostre aspettative e del vostro stato emotivo mentale fisico ma anche dall'oggettiva buona o cattiva qualità dello scritto.
Questo scritto sarebbe a dire:
Ciao!
Sono tornato!
sperem...
2 commenti:
fà + rumore una scorra dal kulo ke un berto ke salta
"Fa" è senza accento, tu sei senza modi.
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