L'ultimo giorno dell'anno, come il primo, non è un giorno come un altro. I giorni come gli altri passano senza che nessuno se ne accorga. E nessuno sente mai il bisogno di dire che il 27 Luglio sia un giorno come un altro, perchè -escludendo compleanni- effettivamente lo è. Proprio i giorni che molti si affrettano con affettato cinismo a dichiarare qualsiasi, non lo sono, e il tentativo di definirli normali conferma il loro stato di giorni speciali. Che poi noi possiamo viverli come vogliamo, d'accordo: possiamo anche stare a casa la notte di capodanno a vedere uno speciale sull'evoluzione della musica elettronica del Novecento, o cenare e andare a dormire, semplicemente, come SE fosse un giorno qualsiasi, cosa che comunque non è e non sarà mai.
Quando si compiono 20 anni non è come quando se ne compie 19, e 30 fa un altro effetto che 29: eppure è sempre un anno in più, è solo una questione formale, verissimo. Ma se viviamo nel sistema decimale non possiamo rifiutarlo e seppur razionalmente un ventinovenne e un trentenne siano praticamente coetanei, effettivamente non lo sono ma soprattutto appaiono lontanissimi. Se anche razionalmente sveliamo l'illusione -tra 28 e 29 c'è la stessa distanza che c'è tra 29 e 30- non è lo stesso, altrimenti non ci verrebbe neppure il dubbio. La legge del decimale è così vera che coloro che in questo momento muovono il mondo, cioè i soldi, la conoscono e la applicano con precisione chirurgica: e le cose continuano a costare € 99, € 199, € 599,90. E non che ci considerino, noi acquirenti, stupidi ingenui e totalmente manovrabili: anche quando consapevoli e addestrati al linguaggio pubblicitario e ai mezzucci dei venditori, L'IMPRESSIONE CONTA.
Dicevo,
non si può dimenticare il sistema decimale.
E neppure si può fingere di non girare intorno al sole: cambiamo il calendario? Ma certo, quello è arbitrario: ma capodanno anche se lo spostassimo di un centinaio di giorni, così, per il gusto dell'anticonformismo, rimarrebbe sempre la testa di un anno, e il giorno prima rimarrebbe la fine di quello precedente.
Non si può dimenticare il sistema solare.
E neppure il sistema sociale.
Quando io tentai di rifiutare in toto la mia cristianità, mi scontrai con la struttura della società pregna di cultura cristiana: la mia settimana di 7 giorni con l'ultimo di festa (w la domenica = w il giorno del Signore); anche se i nomi dei giorni sono evidentemente rimasti da una cultura pagana. Le feste poi, quelle per cui si sta a casa da scuola, quelle in cui si festeggia davvero, sono inevitabilmente cristiane. Questo processo non porta evidentemente all'impossibilità di rifiutare una fede, ma alla consapevolezza che è impossibile per un italiano abbandonare la sua cultura cristiana, fondamenta della struttura della sua esistenza. Che poi le feste abbiano pian piano perso il loro autentico significato religioso, e che a Natale pensiamo all'albero e a Pasqua alle uova, questo è un altro discorso, che per quanto interessante se trattato con intelligenza, non è il punto di oggi.
Invece di continuare a cercare di rendere normali i giorni speciali, non sarebbe più importante impegnarsi affinchè i giorni normali diventino, a loro modo, speciali?
Non dimentichiamoci quando siamo, dove siamo e chi siamo. Sul perchè, possiamo continuare a pensarci su...
GODETEVI LA FESTA,
i miei più sinceri auguri
per un buon 2009
(che per concludere in tema, non fa l'effetto che ci farà l'anno prossimo sbarcare nel 2010...)
Un abbraccio.
1 commento:
Buon Anno Blog.
Buon Anno Ivan.
2000 e 9.
A.
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